“
Quien controla el pasado —decía la consigna del Partido— controla el futuro. Quien controla el presente controla el pasado
”
”
George Orwell (1984)
“
Le anime hanno un loro particolar modo d'intendersi, d'entrare in intimità, fino a darsi del tu, mentre le nostre persone sono tuttavia impacciate nel commercio delle parole comuni, nella schiavitù delle esigenze sociali. Han bisogni lor proprii e le loro proprie aspirazioni le anime, di cui il corpo non si dà per inteso, quando veda l'impossibilità di soddisfarli e di tradurle in atto. E ogni qualvolta due che comunichino fra loro così, con le anime soltanto, si trovano soli in qualche luogo, provano un turbamento angoscioso e quasi una repulsione violenta d'ogni minimo contatto materiale, una sofferenza che li allontana, e che cessa subito, non appena un terzo intervenga. Allora, passata l'angoscia, le due anime sollevate si ricercano e tornano a sorridersi da lontano.
”
”
Luigi Pirandello (Il fu Mattia Pascal)
“
A falcon hovers at the edge of the sky.
Two gulls drift slowly up the river.
Vulnerable while they ride the wind,
they coast and glide with ease.
Dew is heavy on the grass below,
the spider's web is ready.
Heaven's ways include the human:
among a thousand sorrows, I stand alone.
”
”
Du Fu
“
In the end, without skill or talent, I've given myself over entirely to poetry. Po Chu-i labored at it until he nearly burst. Tu Fu starved rather than abandon it. Neither my intelligence nor my writing is comparable to such men. Nevertheless, in the end, we ALL live in phantom huts.
”
”
Matsuo Bashō
“
At the edge of heaven, tatters of autumn
Cloud. After ten thousand miles of clear
Lovely morning, the west wind arrives. Here,
Long rains haven't slowed farmers. Frontier
Willows air thin kingfisher colors, and
Red fruit flecks mountain pears. As a flute's
Mongol song drifts from a tower, one
Goose climbs clear through vacant skies.
”
”
Du Fu (The Selected Poems of Tu Fu)
“
-In cuor di donna quanto dura amore? (Ore)
-Ed ella non mi amò quant'io l'amai? (Mai)
-Or chi sei tu sì ti lagni meco? (Eco)
”
”
Luigi Pirandello (Il Fu Mattia Pascal (Italian Edition))
“
Though the nation is lost, the mountains and rivers remain" - Tu Fu
”
”
Gary Snyder (The Real Work: Interviews and Talks, 1964-1979)
“
Tutto ciò che accade tu lo scrivi" disse.
"Tutto ciò che io scrive, accade" fu la risposta.
”
”
Michael Ende (The Neverending Story)
“
Shine: clear dew aching with light.
”
”
Du Fu
“
Cosa vuol dire amare, figlia mia? Tu lo sai? Amare per me fu tenere il respiro di Italia nelle braccia e accorgermi che ogni altro rumore si era spento. Sono un medico, so riconoscere le pulsazioni del mio cuore, sempre, anche quando non voglio. Te lo giuro, Angela, era di Italia il cuore che batteva dentro di me.
”
”
Margaret Mazzantini (Don't Move)
“
Though a country be sundered, hills and rivers endure;
And spring comes green again to trees and grasses
Where petals have been shed like tears
And lonely birds have sung their grief.
... After the war-fires of three months,
One message from home is worth a ton of gold.
... I stroke my white hair. It has grown too thin
To hold the hairpins any more.
”
”
Du Fu
“
Charlotte faceva sempre quello che le dicevo. Tu invece no. E questo è molto scocciante. Però anche divertente. E dolce." Stavolta non fu solo il suo sguardo a farmi vacillare.
”
”
Kerstin Gier (Rubinrot (Edelstein-Trilogie, #1))
“
Two yellow orioles sing under emerald willows
One line of White Egrets ascends clear skies
Window frames Western riged snow of a thousand autumns
Door moors Eastern Wu a boat of ten-thousand li
”
”
Du Fu (The Selected Poems of Tu Fu)
“
Così il piccolo principe addomesticò la volpe. E quando l'ora della partenza fu vicina:
« Ah! » disse la volpe, « piangerò.»
« La colpa è tua », disse il piccolo principe,
« io non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi...»
« E' vero », disse la volpe.
« Ma piangerai! » disse il piccolo principe.
« E' certo », disse la volpe.
« Ma allora che ci guadagni? »
« Ci guadagno », disse la volpe, « il colore del grano. »
«Da te, gli uomini», disse il piccolo principe,
«coltivano cinquemila rose
nello stesso giardino...
e non trovano quello
che cercano...»
«Non lo trovano», ripetei.
«E tuttavia quello che cercano potrebbe essere
trovato in una sola rosa o in un po' d'acqua...»
«Certo», confermai.
E il piccolo principe soggiunse:
«Ma gli occhi sono ciechi. Bisogna cercare col cuore.»
”
”
Antoine de Saint-Exupéry (Il piccolo principe)
“
Fu quella una data memorabile per me, poiché portò a molti mutamenti in me stesso. Avviene la medesima cosa in ogni esistenza. Immaginate un dato giorno distaccato da tutti gli altri, e pensate come avrebbe potuto esserne differente tutto il corso. Fermati, tu che leggi, e rifletti per un istante sulla lunga catena di ferro od oro, di spini o fiori, che non ti avrebbe mai avvinto, se non si fosse formato il primo anello in quell'unica, memorabile giornata.
”
”
Charles Dickens (Great Expectations)
“
Wind, light and time ever revolve; Let us then enjoy life as best we can." from "The Winding River
”
”
Du Fu
“
it’s all one single grief.
”
”
Du Fu (The Selected Poems of Tu Fu: Expanded and Newly Translated by David Hinton)
“
Wagons rattling and banging,
horses neighing and snorting,
conscripts marching, each with bow and arrows at his hip,
fathers and mothers, wives and children, running to see them off--
so much dust kicked up you can't see Xian-yang Bridge!
And the families pulling at their clothes, stamping feet in anger,
blocking the way and weeping--
ah, the sound of their wailing rises straight up to assault heaven.
And a passerby asks, "What's going on?"
The soldier says simply, "This happens all the time.
From age fifteen some are sent to guard the north,
and even at forty some work the army farms in the west.
When they leave home, the village headman has to wrap their turbans for them;
when they come back, white-haired, they're still guarding the frontier.
The frontier posts run with blood enough to fill an ocean,
and the war-loving Emperor's dreams of conquest have still not ended.
”
”
Du Fu
“
Satana: Vorrei chiedere un unico favore, egli disse.
Dio: Di’ pure.
Mi risulta che sta per essere creato l’uomo.
Avrà bisogno di leggi.
Miserabile! Tu, destinato ad essere il suo avversario, tu, che dall’alba dell’eternità sei stato riempito d’odio per l’anima sua, tu chiedi il diritto di fargli le leggi?
Chiedo perdono; ciò che domando è che gli sia permesso di farsele da solo”.
E così fu ordinato.
”
”
Ambrose Bierce
“
Fu, per me, un giorno memorabile, gravido di profondi cambiamenti nella mia vita. Ma succede così per qualunque vita. Immaginate di eliminarne un certo giorno, e pensate un po' come il suo corso sarebbe stato diverso! Fermati, tu che leggi, e pensa per un attimo alla lunga catena di ferro o d'oro, di spine o di fiori, che mai ti avrebbe legato se, in un solo memorabile giorno, non se ne fosse costruito il primo anello.
”
”
Charles Dickens (Great Expectations)
“
La vita sognata
Chi mi parla non sa
che io ho vissuto un’altra vita –
come chi dica
una fiaba
o una parabola santa.
Perché tu eri
la purità mia,
tu cui un’onda bianca
di tristezza cadeva sul volto
se ti chiamavo con labbra impure,
tu cui lacrime dolci
correvano nel profondo degli occhi
se guardavamo in alto –
e così ti parevo più bella.
O velo
tu – della mia giovinezza,
mia veste chiara,
verità svanita –
o nodo
lucente – di tutta una vita
che fu sognata – forse –
oh, per averti sognata,
mia vita cara,
benedico i giorni che restano –
il ramo morto di tutti i giorni che restano,
che servono
per piangere te.
”
”
Antonia Pozzi
“
Una volta una ammalata mi appioppò un sonoro ceffone. Il mio primo istinto fu quello di renderglielo. Ma poi presi quella vecchia mano e la baciai. La vecchia si mise a piangere.
«Tu sei mia figlia», mi disse.
E allora capii che cosa aveva significato quel gesto di violenza. Di fatto, non esiste pazzia senza giustificazione e ogni gesto che dalla gente comune e sobria viene considerato pazzo coinvolge il mistero di una inaudita sofferenza che non è stata colta dagli uomini.
”
”
Alda Merini (L'altra verità: Diario di una diversa)
“
A un tratto lui ricambiò lo sguardo e la fissò, come se la stesse studiando. Poi, i suoi occhi acquistarono una strana sicurezza. "Sei tu". E di colpo, tutto cambiò. Fu come se il cuore le fosse uscito prepotentemente dal petto; era come se quel blu magnetico avesse attirato l'anima della ragazza, ora sospesa a galleggiare tra i loro due corpi.
”
”
Valentina Bellettini (Eleinda - Una leggenda dal futuro)
“
Who changes, who even slows this dead dazzling drunk in the wings of life we live?
”
”
Du Fu (The Selected Poems of Tu Fu: Expanded and Newly Translated by David Hinton)
“
News comes from nowhere.
”
”
Du Fu (The Selected Poems of Tu Fu: Expanded and Newly Translated by David Hinton)
“
Separation by death must finally be choked down,
but separation in life is a long anguish,
Chiang-nan is a pestilential land;
no word from you there in exile.
You have been in my dreams, old friend,
as if knowing how much I miss you.
Caught in a net,
how is it you still have wings?
I fear you are no longer mortal;
the distance to here is enormous.
When your spirit came, the maples were green;
when it went, the passes were black.
The setting moon spills light on the rafters;
for a moment I think it's your face.
The waters are deep, the waves wide;
don't let the river gods take you.
”
”
Du Fu
“
La fiamma c'era, avevi ragione, non si vive altrimenti. Per vivere c'è bisogno di almeno una scintilla accesa nel corpo.
Ma tu non sapevi, allora, di stare attizzando un fuoco che t'avrebbe bruciato, facevi così perché obbedivi alla legge impersonale della vita.
Chi è vivo cerca la vita, la fiamma.
E lì, in quel diluvio in cui pareva che il mondo si sarebbe dissolto, la tua bocca fu l'arca in cui la mia anima salì per salvarsi, e il tuo fiato fu il mio respiro, ecco come fu.
”
”
Nadia Fusini (L'amore necessario)
“
Margheritina, se qualcosa ci dovesse separare, devi pensare a me nella luce migliore, caro ragazzo. Su! Facciamo questo patto. Pensa a me nella luce migliore, se mai le circostanze ci separeranno!"
"Per me, Steerforth, tu non puoi avere luce migliore, né peggiore" affermai. "Tu sei sempre egualmente amato e hai sempre lo stesso posto... nel mio cuore."
[...]
Mi alzai con l'alba incolore e, dopo essermi vestito il più silenziosamente possibile, m'affacciai alla sua camera. Egli era profondamente addormentato: giaceva, tranquillo, col capo appoggiato al braccio, come lo avevo spesso visto giacere a scuola.
Venne, a suo tempo, il momento (e fu prestissimo) in cui quasi mi meravigliai che nulla turbasse il suo riposo, mentre lo guardavo. Ma dormiva (lasciate che io lo ripensi così!) come spesso lo avevo visto dormire a scuola; e così, in quell'ora silenziosa, lo lasciai.
... Per mai più, oh, Dio ti perdoni, Steerforth! Mai più toccare con atto di amore e di amicizia quella mano abbandonata, mai più!
[Charles Dickens; 'David Copperfield]
”
”
Charles Dickens (David Copperfield)
“
Tu Fu’s wandering through the thousands of miles of ancestor peaks was always the Tao/Cosmos open to itself- ancestor wandering itself and gazing into itself; thinking itself and feeling itself, lamenting itself, and celebrating itself, writing poems about itself.
”
”
David Hinton (Awakened Cosmos: The Mind of Classical Chinese Poetry)
“
Last Night’s Moon,"
“When will we next walk together
under last night’s moon?”
- Tu Fu
March aspens, mist
forest. Green rain pins down
the sea, early evening
cyanotype. Silver saltlines, weedy
toques of low tide, pillow lava’s
black spill indelible
in the sand. Unbroken
broken sea.
—
Rain sharpens marsh-hair
birth-green of the spring firs.
In the bog where the dead never disappear,
where river birch drown, the surface
strewn with reflection. This is the acid-soaked
moss that eats bones, keeps flesh;
the fermented ground where time stops and
doesn’t; dissolves the skull, preserves
the brain, wrinkled pearl in black mud.
—
In the autumn that made love
necessary, we stood in rubber boots
on the sphagnum raft and learned
love is soil–stronger than peat or sea–
melting what it holds.
The past
is not our own. Mole’s ribbon of earth,
termite house,
soaked sponge. It rises,
keloids of rain on wood; spreads,
milkweed galaxy, broken pod
scattering the debris of attention.
Where you are
while your body is here, remembering
in the cold spring afternoon.
The past
is a long bone.
—
Time is like the painter’s lie, no line
around apple or along thigh, though the apple
aches to its sweet edge, strains
to its skin, the seam of density. Invisible line
closest to touch. Lines of wet grass
on my arm, your tongue’s
wet line across my back.
All the history in the bone-embedded hills
of your body. Everything your mouth
remembers. Your hands manipullate
in the darkness, silver bromide
of desire darkening skin with light.
—
Disoriented at great depths,
confused by the noise of shipping routes,
whales hover, small eyes squinting as they consult
the magnetic map of the ocean floor. They strain,
a thousand miles through cold channels;
clicking thrums of distant loneliness
bounce off seamounts and abyssal plains. They look up
from perpetual dusk to rods of sunlight,
a solar forest at the surface.
Transfixed in the dark summer
kitchen: feet bare on humid
linoleum, cilia listening. Feral
as the infrared aura of the snake’s prey, the bees’
pointillism, the infrasonic
hum of the desert heard by the birds.
The nighthawk spans the ceiling;
swoops. Hot kitchen air
vibrates. I look up
to the pattern of stars under its wings.
”
”
Anne Michaels
“
«Promettimelo, Jess.» Jesse provò a parlare, cercò di pensare. Gli girava la testa. Shane lo stava facendo sentire così bene, talmente bene, che sembrava quasi impossibile. «Promettimelo,» ripeté Shane. E con voce soffocata, finalmente Jesse rispose, «Te lo prometto, Shane. Nessun altro, solo tu. Per sempre.» Shane lanciò un gemito e tremò contro di lui. Jesse sentì il calore dello sfogo di Shane sulla propria pelle. Quello fu tutto ciò di cui aveva bisogno per venire. Inarcò la schiena e venne con gli occhi chiusi stretti stretti, il nome di Shane che gli usciva dalle labbra in un lungo gemito
”
”
Piper Vaughn (Moonlight Becomes You (Lucky Moon, #1))
“
«Ti prego, non prendermi in giro.» Quello di Sam fu solo un sussurro. Sentì di avere le lacrime agli occhi e sperò che non cadessero. «Io sono fatta così. Non sono completamente femmina e forse non lo sarò mai.»
«Vuoi operarti? Per... per...»
«Per il cambio di sesso?» Sam abbassò lo sguardo e le lacrime caddero, ma era solo vergogna per l'argomento. «Non lo so. Forse sì. Forse no. È un percorso così difficile, così doloroso. Ho paura. Quindi, se ti aspetti che io diventi come tu mi vuoi nel giro di poche settimane... non succederà. Forse mai.»
Mason le sfiorò il mento con le nocche, rialzandole il viso. «Non so cosa mi aspetto da te. Non capisco neppure più se mi piaci maschio o femmina. So solo che mi piaci e non ce la faccio più»
”
”
Susan Moretto (Anormale)
“
Io e te. Siamo amici, vero? Ci conosciamo da meno di due settimane, ma abbiamo fatto parecchio sesso, e ho pulito il tuo vomito, e tu hai guardato le mie cicatrici e non hai girato lo sguardo. Immagino che queste cose ci rendano almeno amici.”
Quella conversazione stava mettendo Jimmy a disagio. Fece un passo indietro, e quando Shane avanzò, ne fece un altro, fino a che non si trovò con le spalle al muro. “Siamo amici,” disse piano. Fu strano pronunciare quelle parole.
Fu ricompensato dal sorriso di Shane. “E gli amici non tengono il conto. Si fa qualcosa per loro perché ne hanno bisogno o per farli felici, il che a sua volta rende felici noi, e quello è già uno scambio equo, magari nessuno te lo aveva dimostrato prima d’ora, ma avrebbero dovuto.
”
”
Kim Fielding (Rattlesnake)
“
Gazing at the Sacred Peak
What is this ancestor Exalt Mountain like?
Endless greens of north and south meeting
Where Changemaker distills divine beauty,
Where yin and yang cleave dusk and dawn.
Chest heaving breathes out cloud, and eyes
Open dusk bird-flight home. One day soon,
On the summit, peaks ranging away will be
small enough to hold, all in a single glance.
Tu Fu
”
”
David Hinton (Awakened Cosmos: The Mind of Classical Chinese Poetry)
“
- Adesso vuoi anche psicanalizzarmi? Che cosa vuoi da me, dottore? - il suo tono si fece minaccioso, il suo viso era così vicino che riusciva a vedere delle minuscole pagliuzze verdi nei suoi occhi dorati.
- Che tu mi dica perché sei così pieno di rabbia e di rancore, perché sembri odiare tutto e tutti. Perché, con una fidanzata bella e dolce come la tua, e tutte le belle ragazze che ti stanno addosso, devi buttarti via con…-
Fu zittito dalle labbra di Hale, un bacio improvviso, rabbioso, le labbra che premevano con forza contro la sua bocca chiusa; era un bacio di punizione. Il suo profumo, così buono, così intenso, gli riempì le narici, sentì una contrazione alla bocca dello stomaco e quando Hale lo schiacciò con il suo corpo, si accorse della reazione improvvisa del proprio corpo e andò nel panico più totale. Le labbra di Hale cercavano di farsi strada, risolute e decise, ma Brian non aveva nessuna intenzione di cedere, e lo spinse via quasi con violenza.
Rimasero ad osservarsi col fiato corto, studiandosi a vicenda, cercando di capire cosa ci fosse negli occhi dell’altro.
- Visto che avevo ragione io, dottore? Sei un bugiardo - quelle parole sussurrate gli mozzarono il respiro
”
”
Andrea Grady (Hale (Italian Edition))
“
«Sta morendo.» Si coprì il viso con una mano. Fu sollevato scoprendo di avere gli occhi asciutti. Si rimise seduto, cercando di recuperare la concentrazione. «È uno dei motivi per cui splende così forte. È uno dei motivi per cui è una preda così preziosa.»
«Ah. Quindi, se sta comunque morendo...»
«Ho pensato che se almeno lo avessi avuto vicino...» Non era ancora pronto a mollare. «Dev’esserci un modo, e tu conosci le scorciatoie meglio di chiunque altro
«Volevo fare di più prima di morire. Vedere di più, capisci? Volevo un’occasione per incontrare qualcuno. Io volevo...» Si zittì, le guance che arrossivano.
Abaddon gli prese la mano. «Volevi un’occasione per innamorarti.»
Le lacrime spuntarono negli occhi di Seth. «Sì.» Piegò la testa, ma non riuscì a fermare l’ondata di emozione che lo investì
”
”
Marie Sexton (Damned If You Do)
“
«Tu sei il suo ragazzo?»
La domanda fu pronunciata da Jessica, ma per un istante nessuno dei tre ragazzi capì a chi si stesse riferendo. Poi Mery scoppiò a ridere maligna e Gabe impallidì.
«Sono solo un amico, più o meno.» Quella frase l’avrebbe perseguitato fino alla fine dei suoi giorni. «Zeke mi voleva vicino. Per aiutarlo.»
«Nel caso io non avessi preso bene la notizia?»
«Qualcosa del genere.»
«Zeke, credevi davvero che sarebbe stato un problema?» chiese sconvolta. «Che il fatto che ti piacciono i ragazzi avrebbe cambiato l’amore che provo per te?»
Lui scrollò le spalle fissando il tappeto ai suoi piedi e sua madre gli prese il mento, girandogli il viso nella sua direzione.
«Niente, assolutamente niente in questo mondo potrebbe impedirmi di amarti. Hai capito?» Zeke annuì e lei gli scosse piano il capo. «Capito?»
«Sì, mamma. »
”
”
Susan Moretto (Principessina)
“
- Sei divertente quando sei nervoso. Mi ha chiesto perché sono venuto fino a casa tua quella volta, e le ho risposto che non lo sapevo, ma che non mi piaceva che tu non fossi qui, non sapevo con chi litigare. Tu eri quello nuovo, era tutto più divertente. Ma lei ha sorriso e ha detto che forse avevi trovato il mio punto debole. Non ci ho capito un granchè, ma mi sentivo inquieto. Quando sono arrivato a casa tua e ti ho visto seduto sul dondolo, la mia angoscia è sparita, era come se tutto fosse tornato al suo posto - Hale sorrise quando vide Brian coprirsi la faccia.
- Che c’è? Allora il sesso con me ti ha trasformato davvero in una mammoletta - Hale aveva il suo sorriso malizioso, e Brian provò davvero l’impulso di piangere di nuovo.
- Smettila, hai detto una cosa bellissima - si sdraiò e gli circondò la vita con le braccia, lo sentì ridacchiare e fu il suono più bello che avesse mai sentito
”
”
Andrea Grady (Hale (Italian Edition))
“
Quello fu per me un giorno memorabile perché da allora molte cose mutarono nella mia vita. Ma così accade a tutti gli esseri umani. Cercate col pensiero di eliminare un dato giorno speciale della vostra vita e pensate a come diverso potrebbe essere stato il suo corso! Fermati, tu che leggi, e medita per un momento sulla lunga catena di bronzo o d'oro, di spine o di fiori, che mai ti avrebbe soggiogato se in un solo memorabile giorno non si fosse formato e chiuso il primo anello.
”
”
Charles Dickens (Great Expectations)
“
non piangere, Wanda. Resterai con me.»«Otto vite» sussurrai stretta a lui, con voce spezzata. «In otto vite non ho mai trovato nessuno in grado di trattenermi su un pianeta, nessuno da seguire fra i pianeti. Non ho mai trovato un compagno. Perché proprio adesso? Perché proprio tu? Appartieni a un'altra specie. Come puoi tu essere il mio compagno?»«Che strano universo» mormorò.
«Non è giusto» protestai, ripetendo le parole di Sole. Non era giusto. Com'era possibile che avessi finalmente trovato l'amore e fossi costretta ad abbandonarlo, a un passo dalla fine? Era giusto che la mia anima e il mio corpo non sapessero riconciliarsi? Era giusto che dovessi voler bene anche a Melanie?Era giusto che Ian dovesse soffrire? Meritava la felicità più di chiunque altro. Non era giusto, e nemmeno... logico. Come potevo infliggergli tanto dolore?«Ti amo» sussurrai.«Non dirlo come fosse un addio.»Invece dovevo. «Io, l'anima che chiamano Viandante, ti amo, Ian, anche se sei umano. E ciò non cambierà mai, qualsiasi cosa io diventi.» Scandii ogni parola per fargli capire che non mentivo. «Se anche fossi un Delfino, un Orso o un Fiore, non mi importerebbe. Ti amerò per sempre, per sempre ti ricorderò. Tu sarai il mio unico compagno.»Le sue braccia si irrigidirono, mi cinsero ancora più forte, e sentii la fu-ria scorrere dentro di loro. Era difficile respirare.«Tu non vai da nessuna parte, Viandante. Tu resti qui.»
«Non puoi permettere che Mel resti intrappolata, è come ucciderla, Jeb.»Ian si chinò verso il cerchio di luce, la sua espressione di nuovo furiosa. «Non è la stessa fine a cui condanneresti Wanda, Jared? E tutti noi, se la porti via?»«Ma quale "tutti noi"! Tu vuoi salvare Wanda a spese di Melanie... è l'unica cosa che ti importa.»«Tu invece vuoi avere Melanie, a spese di Wanda, è l'unica cosa che importa a te! Perciò, visto che siamo pari, tocca decidere cos'è meglio per la comunità.»«No! Tocca decidere cos'è meglio per Melanie! Il corpo è suo!»
”
”
Stephenie Meyer (The Host (The Host, #1))
“
Ian mi spostò una ciocca di capelli dalla fronte.«Ma per bella che sia, non la conosco. Non è di lei che... mi importa.»La cosa mi fece sentire meglio. E ancora più confusa.«Ian, tu... nessuno qui ci separa come dovrebbe. Né tu, né Jamie, né Jeb.» La verità emerse all'improvviso, con più vigore di quanto desiderassi. «Tu non puoi affezionarti a me. Se potessi stringere tra le mani me, ne saresti disgustato. Mi butteresti a terra per schiacciarmi con un piede.»
Corrugò la fronte pallida, aggrottando le sopracciglia nere. «Io... no, non se sapessi che sei tu.»Abbozzai una risata. «E come mi riconosceresti? Siamo tutte uguali.»Smarrì il sorriso.«È il suo corpo che conta» ribadii.«Non è affatto vero. Non è il volto, ma le sue espressioni. Non è la voce, ma il modo di parlare. Non è come ti sta quel corpo, ma le cose che ci fai. Tu sei bella.»Mentre parlava avanzò fino a inginocchiarsi ai piedi del mio letto, e riprese le mie mani tra le sue.«Non ho mai incontrato nessuna come te.»
Non riuscii a prevederlo, come con Jared. Ian non mi era altrettanto fa-miliare. Melanie ne anticipò le intenzioni un istante prima che le sue labbra toccassero le mie."No!"Non fu come baciare Jared. Con lui non c'erano stati pensieri, ma soltanto desiderio. Senza controllo. Una fiammata inevitabile. Con Ian, non sapevo come sentirmi. Tutto era sfuocato e confuso.Le sue labbra erano morbide e calde. Le posò con delicatezza sulle mie, sfiorandole piano.«Bene o male?» sussurrò.
Sorrisi. «Cos'hai combinato?»«Niente. Mi ha letteralmente incastrato.» La sua espressione innocente era un po' esagerata, perciò cambiò rapidamente argomento. «Indovina un po'? Jared ha passato il pranzo a ripetere che secondo lui non è giusto che tu abbandoni la stanza a cui eri abituata. E che non è il modo di trattare gli ospiti. Dice che tu dovresti tornare in camera con me! Non è grandioso? Gli ho chiesto se potevo dirtelo subito, e ha risposto che era una buona i-dea. Mi ha detto che ti avrei trovata qui.»«Ci avrei scommesso» mormorò Ian.«Che ne pensi, Wanda? Saremo di nuovo compagni di stanza!»«Ma, Jamie, dove andrà Jared?»«Aspetta, lasciami indovinare» lo anticipò Ian. «Non avrà detto anche che la vostra camera è abbastanza grande per tre?»«Sì. Come fai a saperlo?»«Ho tirato a indovinare.»«Buone notizie, no, Wanda? Sarà come prima che venissimo qui?»La sua frase fu come una pugnalata, un dolore troppo netto e preciso per confrontarlo con un pugno.Jamie scrutò allarmato la mia espressione afflitta. «Ops. Scusa, mi riferivo a tutte e due. Sarà bello. In quattro, no?»Cercai di ridere malgrado la sofferenza. Ian mi strinse la mano.«Tutti e quattro» mormorai. «Bene.»
”
”
Stephenie Meyer (The Host (The Host, #1))
“
«Tu sei il mio mondo» disse, assicurandosi che ogni parola arrivasse a segno.
«No. Rendo questo mondo crudele con la mia presenza. Ecco perché nessuno mi vuole intorno. È per questo che i miei genitori mi hanno cacciato. Ecco perché Vance mi ha mandato via…» continuò a mormorare tra sé e sé.
Rafe scosse la testa di Pierce per riportare la sua attenzione su di lui. «Ascoltami, idiota. Chiunque ti voglia fuori dalla sua vita, non ti merita. Perché tu rendi questo mondo un posto più bello e più dolce. Rendi la mia vita migliore. La rendi degna di essere vissuta. Questa vita schifosa ci ha fatti trovare e, non so se l’hai notato, ma siamo una buona squadra, cazzo. Quindi, smettila di colpevolizzarti, rimetti le tue cose dov’erano e siediti. Perché tu non andrai da nessuna parte. Va bene? Se qualcuno deve lasciare questo posto, siamo noi due. Insieme. Okay?» gli gridò, gli occhi gli bruciavano ma non gli importava in quel momento. Tutto quello che voleva era riuscire a fermare Pierce.
E lui lo fece. Lui smise di piangere e lo baciò. Fu un bacio salato, ma fu il loro bacio più forte.
Si sedettero sul letto e Rafe asciugò gli occhi di entrambi prima di continuare: «Dal momento che la testa di cazzo ci vuole fuori, ho pensato che è giunto il momento di riprendere il nostro piano iniziale e trovare un posto in cui stare insieme.»
”
”
Chris Ethan (Il ragazzo con la valigia (C'era una volta un ragazzo, #1))
“
«Perché hanno paura di te», fu la fosca replica.
Lei prese il fusto e impegnò le guide con il carrello, tenendolo arretrato oltre la posizione di riposo mentre introduceva il chiavistello di bloccaggio, poi saettò con lo sguardo rapace su André.
«E mi piace», disse, lasciando andare il carrello di colpo per udire quel melodioso scatto echeggiare nella stanza angusta.
No.
«Non è vero», ribatté André, girandosi.
Lei, che aveva allungato una mano verso il caricatore, si fermò di soprassalto. Non sapeva se essere più infastidita dal fatto che lui avesse completato la frase di Ekaterina nella sua mente, o dal fatto che le avessero dato della bugiarda.
«Cosa te lo fa credere?» domandò a entrambi, gli occhi bassi sulle coperte.
L’espressione di Ekaterina era penetrante.
Quello che provi tu, provo io.
”
”
Chiara Cilli (Non Tradirmi (Blood Bonds, #9))
“
Jo em quedo assegut mentre tu i la Mai, sense dubtar-ho, us poseu en marxa, els braços us planen per damunt l'ossada rígida de la vostra mare. Faig l'única cosa que sé fer. M'arronso els genolls contra el pit i començo a comptar-li els dits dels peus, que estan lila. 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5. Em gronxo amb els nombres mentre a tu les mans et floten damunt del cos, metòdiques com les infermeres quan fan la ronda. Malgrat el meu vocabulari, els meus llibres, el meu coneixement, m'estic replegat contra la paret de més enllà, desolat. Observo com dues filles cuiden algú dels seus amb una inèrcia idèntica a la gravetat. M'estic assegut amb totes les meves teories, les metàfores, les equacions, Shakespeare i Milton, Barthes, Du Fu i Homer, mestres de la mort que, al final, no em saben ensenyar a tocar els meus morts.
”
”
Ocean Vuong (On Earth We're Briefly Gorgeous)
“
[Canzone IV]
Quantunque volte, lasso!, mi rimembra
ch’io non debbo già mai
veder la donna ond’io vo sì dolente,
tanto dolore intorno ’l cor m’assembra
la dolorosa mente,
ch’io dico: "Anima mia, ché non ten vai?
ché li tormenti che tu porterai
nel secol, che t’è già tanto noioso,
mi fan pensoso di paura forte".
Ond’io chiamo la Morte,
come soave e dolce mio riposo;
e dico: "Vieni a me " con tanto amore,
che sono astioso di chiunque more.
E’ si raccoglie ne li miei sospiri
un sono di pietate,
che va chiamando Morte tuttavia:
a lei si volser tutti i miei disiri,
quando la donna mia
fu giunta da la sua crudelitate;
perché ’l piacere de la sua bieltate,
partendo sé da la nostra veduta,
divenne spirital bellezza grande,
che per lo ciclo spande
luce d’amor, che li angeli saluta,
e lo intelletto loro alto, sottile
face maravigliar, sì v’è gentile.
”
”
Dante Alighieri
“
Stavano giocando con il fuoco. Si sarebbero scottati entrambi, ma lei sapeva che rischiava di avere la peggio.
Era troppo fragile, troppo insicura e troppo innamorata per non soffrire di un gioco stupido come quello che Ben stava facendo.
«Hai detto che non mi avresti nemmeno sfiorato» sussurrò sostenendo il suo sguardo e negli occhi chiari di lui lesse un abisso di desiderio e passione che la spaventarono.
Lui non distoglieva gli occhi da quelli di lei ma sorrise. Mosse la mano in modo che non scivolò fuori da quella di Sarah ma le loro dita si intrecciarono e fu lui a stringere.
«A meno che sia tu a chiedermelo» sussurrò poi.
«Non te lo sto chiedendo» disse Sarah con voce rotta.
Era confusa ed eccitata.
Non poteva negarlo a stessa, ma non intendeva mostrare il fianco a lui diventando facile preda.
«Non ancora» disse di nuovo lui con voce impercettibile e lo sguardo incupito dal desiderio represso.
”
”
Carragh Sheridan (Baci e bugie sotto il vischio (Italian Edition))
“
Ascolta bene, Wanda. So esattamente ciò che non vuoi essere. Ma noi siamo umani, ed egoisti, e non facciamo sempre la cosa giusta! Non ti lasceremo andare. Fattene una ragione
«Viandante? Ti stiamo aspettando tutti, piccola. Apri gli occhi.»Questa voce, il respiro caldo che mi sfiorava l'orecchio, era ancora più familiare. Percepii una strana sensazione quando la sentii. Una sensazione mai provata prima. Mi mozzò il respiro e mi fece tremare le dita.Volevo vedere quel viso, quella voce.Un'ondata di colore invase la mia mente - un colore che mi chiamava da una vita lontana - un blu acceso, brillante. L'universo era blu e acceso.
I miei occhi trovarono il blu che cercavo. Zaffiro, neve e mezzanotte.«Ian? Ian, dove sono?» Il suono della voce che mi uscì dalle labbra mi spaventò. Acuto e stridulo. Familiare, ma non mio. «Chi sono?»«Tu sei tu» rispose Ian. «E sei di nuovo a casa.»
«Ti ho tenuta in mano, Viandante. Ed eri bellissima.»
«No. È grossa abbastanza solo per te.»«Non voglio restare solo. Però...»Perché non me lo chiedeva? «Però cosa?»«Sei riuscita a pensarci un po' su? Non voglio metterti fretta. So che sei confusa... a proposito di Jared...»Impiegai un istante a capire cosa voleva dirmi, e reagii con un risolino soffocato. In genere, Melanie non si lasciava andare, Luna invece sì, e il suo corpo mi tradiva nei momenti meno opportuni.«Che c'è?» domandò Ian.«Ero io ad aspettare che ci pensassi su» bisbigliai. «Non volevo metterti fretta, perché so che sei confuso. A proposito di Melanie.»Un sobbalzo impercettibile, di sorpresa. «Pensavi...? Ma Melanie non sei tu, non mi sono mai sentito confuso.»Sorridevo nel buio. «E tu non sei Jared.»Rispose circospetto. «Resta pur sempre Jared. E tu lo ami.»Era ancora geloso? Non avrei dovuto lasciarmi lusingare da un'emozione negativa, ma dovevo ammettere che mi gratificava.«Jared è il passato, un'altra vita. Tu sei il mio presente.»Tacque per un momento. Quando riprese a parlare, la sua voce era gon-fia di emozione. «E il tuo futuro, se lo vuoi.»«Sì, te ne prego.»Mi baciò nella maniera meno platonica possibile, in mezzo alla calca, mentre ripensavo con eccitazione alla mossa smaliziata e spontanea con cui avevo aggiunto un anno alla mia età.Terminata la stagione delle piogge, Ian sarebbe diventato il mio compa-gno, nel vero senso della parola. Era una promessa, un impegno al quale non mi ero mai sottoposta, in tutte le mie vite. Ripensarci mi riempiva di gioia, di ansia, di timidezza e di impazienza... mi faceva sentire umana.
«Il diciottesimo!» Avevo mentito, aggiungendo un anno.Con la coda dell'occhio, vidi Melanie e Ian sobbalzare di sorpresa. Il mio corpo non dimostrava affatto i suoi quasi diciassette anni.Fu quel piccolo imbroglio, quella rivendicazione preventiva del mio compagno, a farmi capire che sarei rimasta con loro. Con Ian e il resto del-la mia famiglia. Sentii un gonfiore strano chiudermi la gola.
«Melanie sarà mia per sempre. E io sarò per sempre suo.»
”
”
Stephenie Meyer (The Host (The Host, #1))
“
«Cosa mi stai facendo?»
«Ti sto amando,» risposi.
Non esistevano parole diverse da queste. In ogni tocco, in ogni parola e in ogni mio gesto si nascondeva l’amore che sentivo per lui. Il desiderio incontrollabile di vivergli attaccato per ventiquattr’ore al giorno.
«Sei entrato nella mia testa... ma sei anche pericoloso... tu sei malvagio...»
«Lo sono?» chiesi, interrompendolo.
Non mi rispose. Alzò il volto e puntò lo sguardo sul mio. I suoi occhi color ghiaccio mi incantarono. Si avvicinò lentamente alle mie labbra e fu bello vedere come si stesse lasciando andare a quello che sapevo provasse; arrendersi era l’unica soluzione possibile.
Mi baciò. Non c’era urgenza, ma aveva scelto di farlo e per me questo valse più di molte altre risposte che avrebbe potuto darmi.
Sentii gli occhi di tutti su di noi, ma non prestai loro attenzione; scivolai con la mano dietro al suo collo e lo avvicinai maggiormente a me, poi schiusi le sue labbra, senza attendere il permesso, come questa mattina, e intrecciai la lingua con la sua
”
”
Luisa D. (Il Principe del male (Italian Edition))
“
So che secondo te siamo molto diversi, tu e io. Mio padre era un esercente di provincia e il tuo un inventore di costosi ingegni che fanno un gran rumore e vaporizzano le persone. Ma la nostra storia comune trascende molte cose. Ti conosco. Conosco certi tuoi giorni d’infanzia. La solitudine quasi da piangere. La scoperta di un certo libro in biblioteca. Stringerlo al petto. Portarselo a casa. Un posto perfetto per leggerlo. Magari sotto un albero. Accanto a un ruscello. Gioventù bacata certo. Preferire un mondo di carta. Reietti. Ma noi conosciamo un’altra verità, dico bene messere? E ovviamente è vero che una gran quantità di quei libri fu scritta al posto di incenerire il mondo – che era il vero desiderio dell’autore. Ma in realtà la domanda è: siamo gli ultimi del nostro lignaggio? Albergherà, nei bambini futuri, una nostalgia di qualcosa che non sapranno nemmeno nominare? L’eredità del mondo è una cosa fragile pur nella sua potenza, ma so bene come la pensi, ’sere. So bene che ci sono parole pronunciate da uomini scomparsi da secoli che ti porterai per sempre nel cuore.
”
”
Cormac McCarthy (The Passenger (The Passenger #1))
“
Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.
Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.
Amor condusse noi ad una morte.
Caina attende chi a vita ci spense".
Queste parole da lor ci fuor porte.
[...]
Poi mi rivolsi a loro e parla’ io,
e cominciai: "Francesca, i tuoi martìri
a lagrimar mi fanno tristo e pio.
Ma dimmi: al tempo d’i dolci sospiri,
a che e come concedette amore
che conosceste i dubbiosi disiri?".
E quella a me: "Nessun maggior dolore
che ricordarsi del tempo felice
ne la miseria; e ciò sa 'l tuo dottore.
Ma s’a conoscer la prima radice
del nostro amor tu hai cotanto affetto,
dirò come colui che piange e dice.
Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse;
soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fïate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disïato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu ’l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante".
”
”
Dante Alighieri
“
Hai appreso anche tu quel segreto del fiume: che il tempo non esiste?". Un chiaro sorriso si diffuse sul volto di Vasudeva. "Sì Siddharta" rispose. "Ma è questo ciò che tu vuoi dire: che il fiume si trova dovunque in ogni istante, alle sorgenti e alla foce, alla cascata, al traghetto, alle rapide, nel mare, in montagna, dovunque in ogni istante, e che per lui non vi è che presente, neanche l'ombra del passato, neanche l'ombra dell'avvenire?". "Sì, questo" disse Siddharta. "E quando l'ebbi appreso, allora considerai la mia vita, e vidi che è anch'essa un fiume, vidi che soltanto ombre, ma nulla di reale, separano il ragazzo Siddharta dall'uomo Siddharta e dal vecchio Siddharta. Anche le precedenti incarnazioni di Siddharta non furono un passato, e la sua morte e il suo ritorno a Brahma non sono un avvenire. Nulla fu, nulla sarà: tutto è. Tutto ha realtà e presenza". Siddharta parlava con entusiasmo; questa rivelazione l'aveva reso profondamente felice. Oh, non era forse il tempo la sostanza di ogni pena, non era forse il tempo la sostanza di ogni tormento e d'ogni paura, e non sarebbe stato superato e soppresso tutto il male, tutto il dolore del mondo, appena si fosse superato il tempo, appena si fosse trovato il modo di annullare il pensiero del tempo?
”
”
Hermann Hesse (Siddhartha)
“
Here by the winding streamlet, among the sighing winds, old gray mice scurry over the roof-tiles. No one any more remembers the Prince's name who built this palace under overhanging cliffs.
In darkened rooms you can see green ghost fires...from the flutes of the forest you can hear a thousand voices. The young palace ladies of long ago are in their yellow graves...then why are painted scrolls still hanging on the wall? The charioteers and their gold chariots are crumbled...then why are stone horses, carved in olden days, standing yet?
Sadness sits on the grass. I sing the story, but I am heavy with sorrow...among all these paths that we may walk along into the distance, which one will ever carry us to Life Forever?
”
”
Tu Fu (The Selected Poems of Tu Fu)
“
Reprimono il desiderio solo quelli che lo hanno tanto debole da poterlo reprimere; l’elemento repressivo o ragione ne usurpa allora il posto e fa da guida a chi non sa volere.
Milton era impacciato scrivendo di Dio e degli Angeli, e a suo agio scrivendo dei Demòni e dell’Inferno, poiché egli era un vero Poeta, e dalla parte del Demonio senza saperlo.
L’Eternità è innamorata delle opere del tempo.
L’ape affaccendata non ha tempo per dolersi.
Nessun uccello sale troppo in alto, se sale con le sue ali.
Un cadavere non si vendica se l’insulti.
Ciò che oggi può dimostrarsi, una volta fu solo immaginato.
Un pensiero colma l’immensità.
Sii sempre pronto a dire ciò che pensi, e il vile ti scanserà.
Qualsiasi cosa che si possa credere, è immagine di verità.
L’aquila non sprecò mai tanto il suo tempo come quando si mise alla scuola del corvo.
Non puoi mai sapere ciò che basta, a meno che tu non abbia conosciuto prima l’eccesso.
Il melo non chiede per crescere consiglio al faggio, né al cavallo il leone per afferrare la preda.
Se non ci fossero stati gli sciocchi, dovremmo esserlo noi.
Come, per deporvi le uova, il bruco elegge le foglie più belle, il prete depone così sulle nostre migliori gioie la sua maledizione.
La creazione d’un piccolo fiore è lavoro di ere.
Condannare accresce il vigore. Benedire, lo attenua.
Il corvo vorrebbe che ogni cosa fosse nera, il gufo, che tutto fosse bianco.
Come per l’uccello, l’aria, per il pesce, il mare, così sia il disprezzo per lo spregevole.
Dove manca l’uomo, la natura è sterile.
La verità detta in modo comprensibile non sarà mai non creduta.
Abbastanza oppure Troppo.
"Il matrimonio del Cielo e dell'Inferno
”
”
William Blake
“
Donna pietosa e di novella etate,
adorna assai di gentilezze umane,
ch’era là ’v’io chiamava spesso morte,
veggendo li occhi miei pien di pietate,
e ascoltando le parole vane,
si mosse con paura a pianger forte.
e altre donne, che si fuoro accorte
di me per quella che meco piangía,
fecer lei partir via,
e approssimâsi per farmi sentire.
Qual dicea: "Non dormire",
e qual dicea: "Perché sì ti sconforte?"
Allor lassai la nova fantasia,
chiamando il nome de la donna mia.
Era la voce mia sì dolorosa
e rotta sì da l’angoscia del pianto,
ch’io solo intesi il nome nel mio core;
e con tutta la vista vergognosa
ch’era nel viso mio giunta cotanto,
mi fece verso lor volgere Amore.
Elli era tale a veder mio colore,
che facea ragionar di morte altrui:
"Deh, consoliam costui"
pregava l’una l’altra umilemente;
e dicevan sovente:
"Che vedestù, che tu non hai valore?"
E quando un poco confortato fui,
io dissi: "Donne, dicerollo a vui.
Mentr’io pensava la mia frale vita,
e vedea ’l suo durar com’è leggiero,
piansemi Amor nel core, ove dimora;
per che l’anima mia fu sì smarrita,
che sospirando dicea nel pensero:
- Ben converrà che la mia donna mora -.
Io presi tanto smarrimento allora,
ch’io chiusi li occhi vilmente gravati,
e furon sì smagati
li spirti miei, che ciascun giva errando;
e poscia imaginando,
di caunoscenza e di verità fora,
visi di donne m’apparver crucciati,
che mi dicean: - pur morràti, morràti -.
Poi vidi cose dubitose molte,
nel vano imaginare ov’io entrai;
ed esser mi parea non so in qual loco,
e veder donne andar per via disciolte,
qual lagrimando, e qual traendo guai,
che di tristizia saettavan foco.
Poi mi parve vedere a poco a poco
turbar lo sole e apparir la stella,
e pianger elli ed ella;
cader li augelli volando per l’âre,
e la terra tremare;
ed omo apparve scolorito e fioco,
dicendomi: - Che fai? non sai novella?
Morta è la donna tua, ch’era sì bella -.
Levava li occhi miei bagnati in pianti,
e vedea (che parean pioggia di manna),
li angeli che tornavan suso in cielo,
e una nuvoletta avean davanti,
dopo la qual gridavan tutti: -"Osanna"-
e s’altro avesser detto, a voi dirèlo.
Allor diceva Amor: - Più nol ti celo;
vieni a veder nostra donna che giace -.
Lo imaginar fallace
mi condusse a veder madonna morta;
e quand’io l’ebbi scorta,
vedea che donne la covrían d’un velo;
ed avea seco umiltà verace,
che parea che dicesse: - Io sono in pace -.
Io divenia nel dolor sì umile,
veggendo in lei tanta umiltà formata,
ch’io dicea: - Morte, assai dolce ti tegno;
tu dei omai esser cosa gentile,
poi che tu se’ ne la mia donna stata,
e dèi aver pietate e non disdegno.
Vedi che sì desideroso vegno
d’esser de’ tuoi, ch’io ti somiglio in fede.
Vieni, ché ’l cor te chiede -.
Poi mi partia, consumato ogne duolo;
e quand’io era solo,
dicea, guardando verso l’alto regno:
- Beato, anima bella, chi te vede! -
Voi mi chiamaste allor, vostra mercede".
”
”
Dante Alighieri
“
[Canzone II]
Donna pietosa e di novella etate,
adorna assai di gentilezze umane,
ch’era là ’v’io chiamava spesso morte,
veggendo li occhi miei pien di pietate,
e ascoltando le parole vane,
si mosse con paura a pianger forte.
e altre donne, che si fuoro accorte
di me per quella che meco piangía,
fecer lei partir via,
e approssimâsi per farmi sentire.
Qual dicea: "Non dormire",
e qual dicea: "Perché sì ti sconforte?"
Allor lassai la nova fantasia,
chiamando il nome de la donna mia.
Era la voce mia sì dolorosa
e rotta sì da l’angoscia del pianto,
ch’io solo intesi il nome nel mio core;
e con tutta la vista vergognosa
ch’era nel viso mio giunta cotanto,
mi fece verso lor volgere Amore.
Elli era tale a veder mio colore,
che facea ragionar di morte altrui:
"Deh, consoliam costui"
pregava l’una l’altra umilemente;
e dicevan sovente:
"Che vedestù, che tu non hai valore?"
E quando un poco confortato fui,
io dissi: "Donne, dicerollo a vui.
Mentr’io pensava la mia frale vita,
e vedea ’l suo durar com’è leggiero,
piansemi Amor nel core, ove dimora;
per che l’anima mia fu sì smarrita,
che sospirando dicea nel pensero:
- Ben converrà che la mia donna mora -.
Io presi tanto smarrimento allora,
ch’io chiusi li occhi vilmente gravati,
e furon sì smagati
li spirti miei, che ciascun giva errando;
e poscia imaginando,
di caunoscenza e di verità fora,
visi di donne m’apparver crucciati,
che mi dicean: - pur morràti, morràti -.
Poi vidi cose dubitose molte,
nel vano imaginare ov’io entrai;
ed esser mi parea non so in qual loco,
e veder donne andar per via disciolte,
qual lagrimando, e qual traendo guai,
che di tristizia saettavan foco.
Poi mi parve vedere a poco a poco
turbar lo sole e apparir la stella,
e pianger elli ed ella;
cader li augelli volando per l’âre,
e la terra tremare;
ed omo apparve scolorito e fioco,
dicendomi: - Che fai? non sai novella?
Morta è la donna tua, ch’era sì bella -.
Levava li occhi miei bagnati in pianti,
e vedea (che parean pioggia di manna),
li angeli che tornavan suso in cielo,
e una nuvoletta avean davanti,
dopo la qual gridavan tutti: -"Osanna"-
e s’altro avesser detto, a voi dirèlo.
Allor diceva Amor: - Più nol ti celo;
vieni a veder nostra donna che giace -.
Lo imaginar fallace
mi condusse a veder madonna morta;
e quand’io l’ebbi scorta,
vedea che donne la covrían d’un velo;
ed avea seco umiltà verace,
che parea che dicesse: - Io sono in pace -.
Io divenia nel dolor sì umile,
veggendo in lei tanta umiltà formata,
ch’io dicea: - Morte, assai dolce ti tegno;
tu dei omai esser cosa gentile,
poi che tu se’ ne la mia donna stata,
e dèi aver pietate e non disdegno.
Vedi che sì desideroso vegno
d’esser de’ tuoi, ch’io ti somiglio in fede.
Vieni, ché ’l cor te chiede -.
Poi mi partia, consumato ogne duolo;
e quand’io era solo,
dicea, guardando verso l’alto regno:
- Beato, anima bella, chi te vede! -
Voi mi chiamaste allor, vostra mercede".
”
”
Dante Alighieri
“
«Prima di tutto, Harry, voglio ringraziarti» disse Silente con occhi di nuovo brillanti. «Devi avermi dimostrato una vera lealtà, giù nella Camera. Soltanto quella può avere indotto Fawkes ad avvicinarsi a te».
Accarezzò la fenice, che gli si era accovacciata sulle ginocchia. Harry sorrise imbarazzato mentre Silente lo guardava.
«E così hai conosciuto Tom Riddle» disse Silente pensieroso. «Immagino che fosse molto interessato a te...»
Tutt’a un tratto, la cosa che tormentava Harry gli uscì di getto dalle labbra. «Professor Silente... Riddle ha detto che io sono come lui. Strane somiglianze, ha detto...»
«Ah sì? Ma davvero?» chiese Silente guardando pensieroso il ragazzo da sotto le folte sopracciglia d’argento. «E tu che ne pensi, Harry?»
«Io non credo di essere come lui!» disse Harry con voce più acuta di quanto avesse voluto. «Voglio dire, io sono... io appartengo a Grifondoro, io sono...»
Ma poi tacque, perché un dubbio gli si era riaffacciato alla mente.
«Professore» riprese di nuovo dopo un istante. «Il Cappello Parlante mi disse che io... che... sarei stato bene fra i Serpeverde. Per un po’ tutti hanno pensato che fossi io l’erede di Serpeverde... perché parlo il Serpentese...»
«Harry, tu parli il Serpentese» disse calmo Silente, «perché Voldemort – che è l’ultimo discendente rimasto di Salazar Serpeverde – parla il Serpentese. A meno che io non mi sbagli di grosso, la notte in cui ti ha lasciato quella cicatrice ti ha trasmesso alcuni dei suoi poteri. Anche se di certo non ne aveva intenzione...»
«Voldemort ha messo un pezzetto di sé dentro di me?» chiese Harry trasecolato.
«Si direbbe proprio di sì».
«Allora è vero che dovrei stare con i Serpeverde!» disse Harry guardando disperato Silente. «Il Cappello Parlante ha visto in me il potere di Serpeverde e...»
«Ti ha assegnato a Grifondoro» disse Silente sempre calmo. «Ascoltami bene, Harry. Si dà il caso che tu abbia molte qualità che Salazar Serpeverde apprezzava nei suoi alunni, che selezionava accuratamente. Il dono molto raro del Serpentese... intraprendenza... determinazione... un certo disprezzo per le regole» soggiunse, e ancora una volta i suoi baffi vibrarono. «E tuttavia, il Cappello Parlante ti ha assegnato a Grifondoro. Tu sai perché. Pensaci».
«Lo ha fatto» disse Harry con la delusione nella voce, «perché gli ho chiesto io di non andare fra i Serpeverde...»
«Appunto» disse Silente ancora una volta tutto raggiante. «Il che ti rende assai diverso da Tom Riddle. Sono le scelte che facciamo, Harry, che dimostrano quel che siamo veramente, molto più delle nostre capacità». Harry sedeva immobile, esterrefatto. «Se vuoi una prova che appartieni a Grifondoro, ti consiglio di dare un’occhiata più da vicino a questa».
Così dicendo, si avvicinò alla scrivania della McGonagall, prese la spada d’argento macchiata di sangue e gliela porse. Come inebetito, Harry la rivoltò; i rubini mandavano bagliori luminosi alla luce del fuoco. Fu allora che vide il nome inciso proprio sotto l’elsa.
Godric Grifondoro.
«Soltanto un vero Grifondoro avrebbe potuto estrarla dal cappello, Harry» disse semplicemente Silente.
”
”
J.K. Rowling (Harry Potter and the Chamber of Secrets (Harry Potter, #2))
“
Poiché il mondo è così pieno di morte e d'orrore, io cerco continuamente di confortare il mio cuore e di cogliere i bei fiori che sbocciano in mezzo a questo inferno. Trovo piacere e dimentico per un'ora l'orrore. Ma non per questo esso cessa d'esistere."
"Hai detto molto bene. Dunque tu ti trovi nel mondo circondato di morte e d'orrore e per sfuggire ad esso cerchi il piacere. Ma il piacere non dura e ti rilascia poi nel deserto."
"Si, proprio così."
"Così avvenne alla maggior parte degli uomini, ma pochi lo sentono con la tua forza e con la tua veemenza, e pochi hanno il bisogno di rendersi conto di questi sentimenti... oltre a questo, non hai sperimentato qualche altra via?"
"Oh sì, certo. Ho provato la via dell'arte."
"Ma quale fu per il frutto, il significato dell'arte?"
"Fu il superamento della caducità. Vidi che della farsa e della danza macabra della vita umana qualcosa rimaneva e durava: le opere d'arte. Certo anch'esse un giorno o l'altro passano, bruciano o si rovinano o vengono distrutte. Ma ad ogni modo durano parecchie generazioni e formano al di là del momento un quieto regno d'immagini e di cose sacre. Collaborare a questo mi pare un bene e un conforto, poiché è quasi rendere eterno ciò ch'è transitorio."
"Questo mi piace molto, Boccadoro... Io credo però che con la tua definizione tu non hai esaurito ciò che vi è di meraviglioso nell'arte. Credo che l'arte non consista solo nello strappare alla morte e portare a più lunga durata, con la pietra, col legno e coi colori, qualcosa che esiste ma è mortale."
"Hai ragione", esclamò Boccadoro con fervore, "non avrei creduto che tu conoscessi l'arte così a fondo! L'immagine originaria di una buona opera d'arte non è una figura reale, viva, quantunque questa possa esserne l'occasione determinante' L'immagine originaria non è carne e sangue, è spirituale. È un'immagine che ha la sua dimora nell'anima dell'artista."
"Molto prima che una figura artistica diventi visibile e acquisti realtà, essa esiste come immagine nell'anima dell'artista! Questa immagine dunque, questa immagine originaria è esattamente ciò che gli antichi filosofi chiamano 'idea'".
"Ebbene, .. ammetti che fra la confusione e i dolori di quel campo di battaglia che è la vita, in questa danza macabra senza fine e senza senso dell'esistenza corporea, esiste lo spirito creatore. .. Questo spirito in te non è quello di un pensatore, è quello di un artista. Ma è spirito, ed esso ti mostrerà la via per uscire dal torbido garbuglio della vita dei sensi, dalla eterna alternativa fra piacere e disperazione."
In quel momento parve a Boccadoro che la sua vita avesse acquistato un senso, come se egli la guardasse dall'alto e ne vedesse chiaramente le tre grandi tappe: la dipendenza da Narciso, la liberazione - il periodo della vita libera e vagabonda - e il ritorno, il riposo, l'inizio della maturità e del raccolto. ... Ma egli aveva trovato finalmente con Narciso il rapporto che gli conveniva, non più di dipendenza, ma di libertà e di reciprocità. Poteva ormai essere ospite di quello superiore senza umiltà poiché l'altro aveva riconosciuto in lui il suo pari, il creatore.
”
”
Hermann Hesse (Narcissus and Goldmund)
“
Drawn up on shore, our boats await the day.
Under a dying moon the rapids gleam.
The wind picks up, the lanterns toss and sway,
And rain creeps gently down the moaning stream.
Still falls the rain when morning gongs resound.
The cliffs are green walls mounting to the dawn.
Our boats push forth, the gray gulls wheel around
-- And I am desolate, for you are gone.
”
”
Tu Fu
“
Padre Bartolomeo Lourenço, io di queste cose non me ne intendo, sono stato contadino, soldato ormai non lo sono più e non credo che qualcuno possa volare senza che gli siano nate le ali, e chi dirà il contrario, non ne capisce un'acca, Quell'uncino che hai al braccio non lo hai inventato tu, è stato necessario che qualcuno avesse la necessità e l'idea, che senza quella questa non viene, che unisse il cuoio e il ferro, e anche queste navi che vedi sul fiume ci fu un tempo in cui non avevano vele, e un altro tempo fu quello dell'invenzione dei remi, un altro quello del timone, e così come l'uomo, animale di terra, si è fatto marinaio, per necessità, per necessità si farà volatore
”
”
José Saramago (Baltasar and Blimunda)
“
Nick allungò una gamba e con le dita del piede ne afferrò uno. Dopo averlo buttato sul pavimento, appoggiò il piede sulla coscia di Luka e lo fece strisciare verso parti che stavano sviluppando un interesse incredibile. Per un istante, il nutrizionista sentì un brivido nella pancia, ma poi intimò a se stesso di piantarla. Allontanò da sé il piede e si mise a sedere dritto.
«Okay, signor Ventura, ho una domanda per lei.»
Nick fece un ghigno. «Sì, il mio piede era proprio sul tuo pacco.»
Luka rise. «Non era quella la mia domanda. Voglio dire, tuo fratello è dichiarato apertamente, mentre sulle riviste, beh, tu sembri decimo dan di cintura nera nel correre dietro alle gonnelle. So che flirtavi con me quando eri in clinica, però non sei etero?»
«Se fossi assolutamente etero, avrei anche potuto flirtare, ma avrei fatto quel che ho appena fatto?»
«Puoi semplicemente rispondere sì o no?»
Nick sospirò. «Sono bi, credo»
«Allora ti piacciono veramente i ragazzi? Non fa solo parte del tuo personaggio?»
«Sì, certo, perché no?» Nick alzò le spalle indifferente, e la cosa sorprese Luka. «Non capisco il senso di essere in un modo o nell’altro, a meno che tu non lo sia davvero davvero. Ci si perde tutto il divertimento.»
«Come mai tutte quelle battute sui gay, allora?»
«Non so. Penso di prendermi gioco di tutto.»
Vero. «Assomigli a tuo fratello più di quanto pensassi.»
«Non sono come Shane.» La reazione di Nick fu immediata. Un’altra sorpresa, dopo che aveva risposto con aria indifferente alle altre domande.
«Perché è gay?»
«No. Perché è lo zerbino di Jesse! È fottutamente imbarazzante.» Nick si accigliò.
«Le relazioni non sono poi così male, sai? Dovresti provarci, prima o poi.» Luka lo toccò leggermente con il piede avvolto dal calzino.
Nick si alzò in piedi. «E allora perché tu non ne hai una?» Si tolse la coperta di dosso, gettandola sul costoso ma freddo divano in pelle. «Sono stanco.»
«Vuoi che dorma qui? O c’è una stanza per gli ospiti?»
I suoi occhi, sprezzanti e contrariati, si spalancarono. Provò a nasconderlo, ma aveva chiaramente paura a rimanere da solo. Luka non sapeva se dovesse dirlo esplicitamente o lasciar perdere, ma poi Nick rispose a quella sua domanda
”
”
Piper Vaughn (The Luckiest (Lucky Moon, #2))
“
The Mountain
One moment, the mountain is clear
in strong morning sunlight. The next, vanished in fog.
I returned to Tu Fu, afraid to look up again
from my reading and find in the window moonlight -
but when I do, the fog is still there,
and only the ancient poet's hair has turned gray
while a single wild goose passed him, silently climbing.
”
”
Jane Hirshfield (After)
“
«Sarà meglio che tu vada a darti una sciacquata,» suggerì, «perché sono stanco e voglio dormire.»
Il pensiero che mi stesse mandando via fu come una stilettata al cuore.
Distolsi lo sguardo dal suo. «Me ne vado subito.»
Feci per scendere dal letto, quando lui mi bloccò, prendendomi la mano.
«Dove credi di andare? Tu dormi con me.»
Un sorriso mi incurvò le labbra dalla felicità. Speravo tanto me lo dicesse…
”
”
Samantha M. (Impuro (Italian Edition))
“
Dopo che ho respinto Ander, lui ha incontrato l’amore della sua vita. Era stato un mio compagno di classe. Scotty era un casino, ma Ander si innamorò di lui follemente. In effetti si innamorarono l’uno dell’altro, il che era una cosa fantastica. Il motivo per cui Scotty era un casino era che suo padre era il peggiore degli stronzi. Usava la cintura per la disciplina e roba del genere.” Terry si fermò di nuovo. “Quello che disse Ander fu che doveva mettere i suoi segni sopra quelli che aveva lasciato il padre di Scott. Scott aveva bisogno di possedere quelle cicatrici, amarle, renderle sue, trasformare simbolicamente il dolore in piacere"
Prese il polso di Red, sollevandogli il braccio dal letto. “È per questo che l’hai leccata?”
“Sì. Ha lo stesso sapore di tutto il resto di te.” Si interruppe. “Non ti farei mai del male, e quello che Ander infligge è un dolore estremamente controllato, di cui il suo sub ha bisogno. Tu non ne hai bisogno, e anche se così fosse io non potrei dartelo. Ma quello di cui hai bisogno è sapere che queste cicatrici sono parte di te, proprio come quei tuoi incredibili occhi che diventano così scuri e profondi quando stai per venire, e quelle fossette sulle guance quando ti dimentichi di te stesso e fai un sorriso davvero ampio.” Si spostò lentamente più in basso lungo il corpo di Red, il suo torace liscio che sfregava sulla peluria sulla pancia dell’uomo. Accidenti, adorava quella sensazione. Per tutta la vita non ne avrebbe mai avuto abbastanza.
”
”
Andrew Grey (Fire and Water (Carlisle Cops, #1))
“
«Ricordi la canzone che cantavi a Isabelle e Alec, quando erano piccoli e avevano paura del buio, per farli addormentare?» Maryse sembrò presa alla sprovvista «Di cosa stai parlando?» «Ti sentivo attraverso la parete» continuò Jace «Allora la stanza di Alec era accanto alla mia» Maryse rimase in silenzio. «Era in francese» disse Jace «La canzone. A me non la cantavi mai» Ci fu un'esitazione appena percettibile, quindi Maryse disse «Oh, tu... tu non avevi mai paura del buio» «Qual è il bambino di dieci anni che non ha mai paura del buio?»
”
”
Cassandra Clare (City of Ashes (The Mortal Instruments, #2))
“
«Sei stato fantastico.»
«È merito tuo,» commentò il ragazzo. «Tu mi hai convinto di essere fantastico a tal punto da riuscire a fare rock senza sentirmi un impostore.»
«Oh.» Stava forse dicendo che Corey lo stava cambiando? Era il momento giusto per ammettere la stessa cosa? Non ne era sicuro e odiava la sensazione, come se stesse perdendo il controllo di qualcosa di importante. Perciò, piantò le mani proprio sul fondoschiena di Angel e lo tirò su fino a raggiungere la sua bocca.
Poi si baciarono.
Fu un contatto bellissimo, raggiunse tutte le parti di Corey contratte per la confusione e i dubbi. Piano piano, il giovane si rilassò.
Approfondirono il bacio e Angel si sollevò appena sui gomiti, premendo la propria erezione ancor più intensamente contro quella di Corey. L’avevano già fatto tante volte, si erano eccitati e masturbati a vicenda, ma il giovane aveva bisogno sentire la pelle dell’altro.
«Via i vestiti,» ordinò.
Angel rotolò giù e si liberò dei jeans aderenti a forza di strattoni. Corey fu ancora più veloce, si sfilò i larghi pantaloni fino a ritrovarsi in mutande quanto il suo ragazzo e Angel tornò a stendersi sopra di lui, schiacciandolo contro la trapunta.
«Siamo soli, qui,» mormorò Angel tra i baci. «Voglio succhiartelo.»
A Corey piaceva l’idea, ma invece di lasciare che Angel si abbassasse e glielo prendesse in bocca completamene, cambiò posizione. Di colpo, il giovane si ritrovò faccia a faccia con il membro di Angel, mentre il ragazzo leccava il suo. Non l’aveva mai fatto prima di allora, non si era mai neanche avvicinato a qualcosa di tanto erotico.
Un potenziale orgasmo si risvegliò dentro di lui, un’improvvisa ondata di passione al solo pensiero di cosa stava accadendo. Diavolo, c’erano tantissime cose che non aveva mai fatto, ma questa? Questa era intensa.
”
”
R.J. Scott (Boy Banned)
“
Allora è vero, tu puoi stare alla luce del sole. Nemmeno a mezzogiorno ti scotti la pelle.’’
‘‘Esatto’’ disse Simon. ‘‘Del resto lo sapevi, no? C'eri anche tu.’’ Non ci fu bisogno di precisare dove: lesse nel viso di Jace il ricordo del fiume, il pianale del pickup, il sole che sorgeva sull’acqua, Clary che gridava. Un ricordo nitido e preciso, come per Simon.
‘‘Pensavo che fosse una cosa temporanea.’’ Disse Jace senza convinzione.
‘‘Se sento che sto per andare a fuoco, ti avverto.’’ Simon non aveva maim volta pazienza con Jace. ‘‘Senti, mi hai chiesto di venire fin qui solo per osservarmi come un microbo su un vetrino da laboratorio? La prossima volta ti mando una foto.’’
‘‘E io la metto in cornice e me la tengo sul comodino.
”
”
Cassandra Clare (City of Glass (The Mortal Instruments, #3))
“
«Perché non mi hai baciato?» gli
chiese, quando il silenzio si prolungò.
Taron si massaggiò il viso, scombinando
la barba, ma poi disse: “Non ho mai baciato nessuno, quindi non sono bravo. Tutto qui.”
Colin fu attratto dalle labbra di Taron.
Il fatto che fossero così visibili era un’altra prova che l’uomo si era fatto
sistemare la barba, quando era andato in città. Erano lisce e di un colore più
intenso, e lui desiderò tanto poterle assaporare, dato che prima gli era stato
negato. «Stai dicendo che nessuno ha mai voluto baciare un bel fusto come te?» domandò, passando le dita tra la barba morbida e profumata.
Taron scosse il capo, ma sogghignò. “Adulatore.”
Colin si morse il labbro, attratto dal calore del corpo di Taron come un gatto da un puntino laser. «Forse potrei essere il tuo primo?»
Taron sbuffò. “Potrebbe andare male. Mi piace scopare, ma non mi interessa avere un ragazzo.”
Colin aggrottò la fronte, pronto a tirarsi indietro.
Era offeso. Lo era davvero, cazzo.
«Che sfortuna, perché hai detto tu stesso che non andrò da nessuna parte»
”
”
K.A. Merikan (Wrong Way Home)
“
«Aspetta! Non puoi lasciarmi di nuovo qui!» lo richiamai, sperando di trovare un compromesso.
«Devo» fu la sua laconica e dura risposta.
«Ti prego.»
«Non capisci… Se nel sonno tu cercassi di fuggire o di sopraffarmi, potrei reagire d’istinto e ucciderti prima di ricordarmi chi sei» dichiarò, con una freddezza che avrebbe spaventato il diavolo in persona.
Sul discorso del fuggire poteva avere ragione, ma… provare a sopraffarlo?
Era il doppio di me! Sarebbe stato come firmare una condanna a morte!
«Ma… io non lo farei mai…» dissi, sincero.
«Dicono tutti così.»
Tutti, aveva già usato quella parola, includendomi in quel gruppo come se fossi una persona qualunque.
”
”
Samantha M. (The Crazy Wolf (Italian Edition))
“
...noi arabi inventammo questi numeri: il sistema decimale. Ma la nostra più grande invenzione fu Syfr, Syfr, che divenne Zephirus e poi zero. noi inventammo il numero che indica il vuoto, il nulla. Un numero pauroso nel cui segno circolare ci si può smarrire.
Ebbene tu conosci lo zero, esso è il numero delle grandi cifre; aggiunto in lunga fila dietro un semplice numero, lo trasforma in un mostro: un miliardo, un miliardo di miliardi. [...]
Lo zero spalancò anche un'altra via: se lo zero si fa seguire da una virgola e poi da altri numeri, ebbene non ci sarà nessuno numeroper grande e mostruoso che sia, che potrà uscire dal suo orizzionte. [...]
E bada! Dopo lo zero, e la virgola, possono seguire molti altri zeri. Ma se alla fine ci sarà un numero, esso esisterà.
”
”
Stefano Benni (Terra!)
“
«Se non tornassimo ad Akron? Se rimanessimo a vivere qui? Vicino ai miei genitori?»
Mi girai per poter incrociare i suoi occhi spaiati. «Dici davvero?» Lui annuì. «E se volessi vedere mia sorella?»
«La inviteremo qui, o ti porterò ad Akron. In fondo, non è molto lontana.»
L’idea era allettante. Il mare le sarebbe sicuramente piaciuto.
«Ma… non ti mancherà casa tua?» chiesi, per esserne sicuro.
«A me basta stare con te» mormorò dolcemente.
“Tu sei la nostra casa.”
«Davvero?» balbettai di nuovo, tremendamente emozionato.
«Papà mi ha detto che la casetta poco più avanti è in vendita…» borbottò nervoso, grattandosi la testa. «Inoltre avrebbe bisogno di una mano a cacciare gli animali e conciare le pelli da vendere al mercato» continuò. «Potrei aiutarlo.»
«Penso che sia un’idea splendida!» mi entusiasmai, rubandogli un bacio veloce.
“Ti sembra il modo di baciarci? Puoi fare di meglio.”
Trattenendo una risata, unii di nuovo le mie labbra alle sue, ma questa volta la nostra fusione fu passionale, travolgente, impetuosa.
“Ora vogliamo molto più, di un cazzo di bacio!”
Quella frase mi sembrava di averla già sentita, pensai con il cuore colmo di felicità e tanti sogni per il futuro.
”
”
Samantha M. (The Crazy Wolf (Italian Edition))
“
Le anime hanno un loro particolar modo d’intendersi, d’entrare in intimità, fino a darsi del tu, mentre le nostre persone sono tuttavia impacciate nel commercio delle parole comuni, nella schiavitù delle esigenze sociali.
”
”
Luigi Pirandello (Il fu Mattia Pascal)
“
Il racconto narra di una famiglia che vive l’emigrazione in terra straniera (a causa di una carestia) e il lutto. Resta un nucleo familiare povero e indifeso, composto da tre vedove: Noemi e le due nuore Orpa e Rut. Noemi, ormai sola e senza protezione, decide di ritornare al suo paese, Betlemme, ed invita le nuore a lasciarla per tornare alla casa paterna. Orpa si lascia convincere, Rut, invece, non ha esitazioni: «Non forzarmi a lasciarti e ad allontanarmi da te, perché dove tu andrai andrò anch’io… il tuo popolo sarà il mio popolo e il tuo Dio il mio Dio, dove tu morirai, morirò anch’io e là sarò sepolta» (1,16-17). La miseria e la fame costringono Rut a spigolare nel campo del parente prossimo di suo suocero Elimèlech, Booz. Costui resta conquistato dall’amore e dalla generosità della donna e, con discrezione, la colma di attenzione. I due si sposano, si amano e danno alla luce un figlio, Obed. Costui dovrà incarnare la discendenza sia del marito defunto di Rut sia di Elimèlech, il marito di Noemi, restato senza eredi con la morte dei due figli. Ma il vertice del racconto è in quella nota genealogica finale ripresa da Matteo: «Obed fu il padre di Iesse, padre di Davide» (4,17). Rut, come le altre donne citate nella genealogia di Gesù secondo Matteo (Tamar, Rahab e Betsabea), ha una qualità che la rende “diversa”, è una straniera, un dato abbastanza scandaloso in una civiltà così sensibile alla purezza razziale com’è quella ebraica.
”
”
Gianfranco Ravasi (Un mese con Maria (Italian Edition))
“
Dicono che l'amore tra due persone muoia. È sbagliato. Non muore. Ti lascia, se ne va, se tu non sei bravo abbastanza. Non muore; sei tu quello che muore. È come l'oceano: se non vai bene, se cominci a dar cattivo odore, ti rigurgita in qualche posto a morire. Muori in ogni caso, ma io preferisco annegare nell'oceano piuttosto che esser gettata su una striscia di spiaggia morta e seccarmi al sole e ridurmi a una chiazza schifosa senza neanche il nome sopra, solo 'Questa roba fu' come epitaffio.
”
”
William Faulkner (The Wild Palms)
“
Quella era una fine d’anno speciale, dopotutto, e le speranze e i timori per il futuro di ognuno sembravano affiorare in quei pochi minuti che precedevano l’arrivo del nuovo secolo.
Tenendosi per mano, gli ospiti si disposero a cerchio, pronti a intonare le dolci note di Auld Lang Syne, I bei tempi andati, come voleva un’antica tradizione britannica diffusasi anche nel Nuovo Mondo.
Le spalle all’ingresso del salone, come gli altri emozionata e incerta per il domani, Camille prese posto tra i Campbell.
«Sarà un fantastico secolo il 1900, Camille, e tu lo percorrerai a testa alta, mia cara» le disse Agnes sorridendole.
«Due minuti, signori, due minuti!» urlò il giudice Harris.
Le voci si alzarono festose, per poi morire di nuovo. Il grande cerchio era ora immobile, in silenziosa attesa.
Anche i camerieri avevano interrotto il loro lavoro e l’orchestra taceva.
«Trenta secondi al nuovo secolo!»
«Venti secondi!»
Camille all’improvviso sentì la testa girarle e il cuore battere impetuoso contro il petto: Mr Campbell, alla sua destra, aveva lasciato che un’altra mano, più forte e più grande, stringesse la sua.
Non capiva di chi fosse quella mano, perché Agnes sorridesse, perché tutti, in quel cerchio festoso, la guardassero. O meglio, lo capiva perfettamente ma temeva che se si fosse girata, se avesse guardato l’uomo che aveva preso il posto di Mr Campbell nel cerchio, quel sogno si sarebbe interrotto.
«Cinque secondi al nuovo secolo!» sentenziò il giudice Harris.
«Quattro, tre, due, uno! Buon anno!» esclamarono tutti, all’unisono.
L’orchestra intonò le prime battute di Auld Lang Syne e gli ospiti incominciarono a cantare.
Camille si girò con lentezza infinita verso l’uomo che stringeva con forza e dolcezza e speranza la sua mano. L’uomo che la stava guardando sorridente, felice come un ragazzino. Era fradicio e aveva gli occhi lucidi.
E cantava.
Camille non disse nulla e si unì al coro, mentre lacrime di gioia le scivolavano sul viso.
***
Quando la musica terminò il cerchio non si ruppe subito. Tutti rimasero immobili a osservare la scena che si svolgeva davanti a loro. Frank Raleigh, il solito anticonformista, gocciolante e vestito come un mandriano, se ne stava in ginocchio davanti a Miss Brontee con in mano un solitario dalle notevoli dimensioni. Nessuno ebbe dubbi su cosa le stesse chiedendo.
Miss Brontee lo fissava a bocca aperta, gli occhi tondi di sorpresa, il petto che si alzava e si abbassava troppo in fretta, il volto pallido.
«Allora, Miss Brontee, dite di sì a quel poveretto prima che si prenda una polmonite!» esclamò burbera un’anziana signora, rompendo la tensione di quel momento.
Tutti scoppiarono a ridere.
«Sì, Miss Brontee, ditegli di sì. Almeno metterà la testa a posto!»
«Ti prego, Camille, dimmi di sì» implorò Frank in un sussurro.
Camille deglutì, si guardò intorno come per chiedere consiglio ai presenti, incontrò lo sguardo di Agnes e di Mr Campbell, che insieme assentirono. Poi guardò Raleigh e semplicemente rispose: «Sì!»
La sala esplose in una girandola di congratulazioni, poi altro champagne fu stappato e i brindisi al nuovo secolo e ai promessi sposi si rincorsero.
Mr Raleigh, indifferente al centinaio di persone che li stava fissando, si era intanto rialzato e tenendo Miss Brontee stretta tra le braccia le mormorava parole che tutti i presenti avrebbero voluto udire ma che giunsero solo al cuore di Camille.
”
”
Viviana Giorgi (Un amore di fine secolo)
“
THE CHARM OF THE STONES CONSECRATED TO DIANA To find a stone with a hole in it is a special sign of the favour of Diana, He who does so shall take it in his hand and repeat the following, having observed the ceremony as enjoined: — Scongiurazione della pietra bucata. Una pietra bucata U ho trovato; Ne ringrazio il destin, E k) spirito che su questa via Mi ha portata, Che passa essere il mio bene, E la mia buona fortuna! Mi alzo la mattina al alba, E a passegio me ne vo Nelle valli, monti e campi, La fortuna cercarvo Della ruta e la verbena, Quello so porta fortuna Me lo tengo in senno chiuso £ saperlo nessuno no le deve, £ cosi cio che commendo, " La verbena far ben per me ! Benedica quella strege! Quella fata che mi segna!" Diana fu quella Che mi venne la notte in sogno E mi disse : " Se tu voir tener Le cattive persone da te lontano, Devi tenere sempre ruta con te, Sempre ruta con te e verbena!" Diana, tu che siei la regina Del cielo e della terra e dell* inferno, E siei la prottetrice degli infelici, Dei ladri, degli assassini, e anche Di donne di mali afifari se hai conosciuto, Che non sia stato V indole cattivo Delle persone, tu Diana, Diana li hai fatti tutti felici! Una altra volta ti scongiuro Che tu non abbia ne pace ne bene, Tu possa essere sempre in mezzo alle pene^ Fino che la grazia che io ti chiedo Non mi farai! THE CHARM OF THE STONES Invocation to the Holy-Stone} I have found A holy-stone upon the ground. O Fate! I thank thee for the happy find, Also the spirit who upon this road Hath given it to me; And may it prove to be for my true good And my good fortune I I rise in the morning by the earliest dawn, And I go forth to walk through (pleasant) vales. All in the mountains or the meadows fair, Seeking for luck while onward still I roam, Seeking for rue and vervain scented sweet, Because they bring good fortune unto all. I keep them safely guarded in my bosom, That none may know it—'tis a secret thing. And sacred too, and thus I speak the spell: " O vervain ! ever be a benefit, And may thy blessing be upon the witch Or on the fairy who did give thee to me ! " It was Diana who did come to me, All in the night in a dream, and said to me: " If thou would'st keep all evil folk afar, Then ever keep the vervain and the rue Safely beside thee I" I hole ii . But such a slone is IS really a claim to the ARADIA Great Diana I thou Who art the queen of heaven and of earth, And of the inferna! lands—yea, thou who art Protectress of all men unfortunate, Of thieves and murderers, and c Who lead an evil life, and yet hast known That their nature was not evil, thou, Diana, Hast still conferred on them some joy in life.' Or I may truly at another time So conjure thee that thou shalt have no peace Or happiness, for thou shalt ever be In suffering until thou grantest that Which 1 require in strictest faith from thee! [Here
”
”
Charles Godfrey Leland (Aradia, Gospel of the Witches)
“
Piera, la protagonista di Vuoi vedere che è proprio amore?, è una giovane donna che lavora. Professoressa di inglese alle medie, vorrebbe diventare fotografa...Chissà se ce la farà?
Ecco un breve estratto. Lui, Jean, si presenta non invitato a casa sua e lei, dopo molti se e ma, lo porta nella sua camera oscura. Non pensate male! O forse pensatelo.
"La seguì in una stanza illuminata solo da un paio di lampadine rosse. Un altoparlante collegato a un iPod stava diffondendo la voce di Paul McCartney.
Hey Jude.
Che fosse un segno del destino? Non che lui credesse a certe baggianate, ma quella era una delle sue canzoni preferite, di sempre.
«Ti piacciono i Beatles?» le chiese fingendo un’indifferenza che non provava.
«Oh sì. In genere adoro il rock classico. Ma i Beatles…»
«Sono i Beatles. Punto.»
«Punto, sono d’accordo. E Revolution è un grande album!»
«Sei una donna piena di sorprese» disse, pensando al genere di musica scadente che piaceva a Jasmine.
«Io? Piena di sorprese?» domandò ridendo, nello sguardo un luccichio improvviso.
Nonostante la luce rossa, fu quasi certo che Bambi fosse arrossita, e a lui piaceva da morire quando lei arrossiva. I suoi occhi sembravano diventare più grandi e lei cominciava a mordicchiarsi il labbro inferiore. Come stava facendo in quel momento.
«Benvenuto nella mia tana di fotografa dilettante» aggiunse lei dopo un istante.
Jean si guardò intorno. C’era tutto l’occorrente per sviluppo e stampa. Alcune foto in bianco e nero erano pinzate con mollette da bucato a una corda che correva da una parte all’altra della stanza. Come biancheria ad asciugare.
«Sono meravigliato» esclamò guardandosi intorno. «Una camera oscura in piena regola! Non posso credere che con la comodità del digitale tu ti dia tanta pena a far tutto da sola…»
«Al contrario, adoro farlo. È il mio hobby segreto. E poi, solo così ottengo esattamente ciò che voglio. O quasi. Non nego che spesso qua dentro combino dei veri pasticci, ma chi non ne combina?»
”
”
Viviana Giorgi (Vuoi vedere che è proprio amore?)
“
In tribunale il valore del diario di Isabella rimase dubbio. Come ogni altro libro dello stesso genere, oltre che di ricordi era fatto anche di aspettative: era provvisorio e instabile, si situava al confine tra pensiero e azione, desiderio e realtà. Ma, come cruda testimonianza emotiva, era un’opera che lasciava attoniti, che poteva destare entusiasmo o allarme. Il diario diede ai suoi lettori vittoriani un’immagine del futuro, come offre a noi un’immagine del nostro mondo plasmato sul passato. Sicuramente non ci dice ciò che accadde nella vita di Isabella, ma ci dice ciò che lei desiderava.
Il diario dipingeva un ritratto delle libertà a cui le donne avrebbero potuto aspirare, se avessero rinunciato a credere in Dio e nel matrimonio: il diritto ad avere delle proprietà e del denaro, a ottenere la custodia dei figli, a sperimentare dal punto di vista sessuale ed intellettuale. Accennava anche al dolore e alla confusione che queste libertà avrebbero generato. Nel decennio in cui la Chiesa rinunciò al proprio controllo sul matrimonio e Darwin gettò nel dubbio più profondo le origini spirituali dell’umanità, quel diario era un segno dei tumulti che si sarebbero verificati.
In una pagina senza data Isabella si rivolgeva esplicitamente a un futuro lettore. «Una settimana del nuovo anno se n’è già andata, - esordiva. – Ah! Se avessi la speranza dell’altra vita di cui parla mia madre (oggi lei e mio fratello mi hanno scritto delle lettere affettuose), e che il signor B. ci ha sollecitato a conquistarci, sarei allegra e felice. Ma, ahimé!, non ce l’ho, e non potrò mai ottenerla; e per quanto riguarda questa vita, la mia anima è invasa e lacerata dalla rabbia, dalla sensualità, dall’impotenza e dalla disperazione, che mi riempiono di rimorso e di cattivi presentimenti».
«Lettore, -scrisse – tu vedi la mia anima più nascosta. Devi disprezzarmi e odiarmi. Ti soffermi anche a provare pietà? No; perché quando leggerai queste pagine, la vita di colei che “era troppo flessibile per la virtù; troppo virtuosa per diventare una cattiva fiera e trionfante” sarà finita». Era una citazione imprecisa dall’opera teatrale The Fatal Falsehood (1779) di Hannah More, in cui un giovane conte italiano – un «miscuglio di aspetti strani e contraddittori» – si innamora perdutamente di una donna promessa al suo migliore amico.
Quando Edward Lane lesse il diario, fu questo passaggio in particolare a suscitare la sua rabbia e il suo disprezzo: «Si rivolge al Lettore! – scrisse a Combe – Ma chi è il Lettore? Allora quel prezioso diario è stato scritto per essere pubblicato, o, almeno, era destinato a un erede della sua famiglia? In entrambi i casi, io affermo che è completa follia – e se anche non ci fossero ulteriori pagine, in questo guazzabuglio farraginoso, a confermare la mia ipotesi, a mio parere questa sarebbe già sufficiente».
Eppure il richiamo di Isabella a un lettore immaginario può, al contrario, fornire la spiegazione più limpida del perché avesse tenuto il diario. Almeno una parte di lei voleva essere ascoltata. Coltivava la speranza che qualcuno, leggendo quelle parole dopo la sua morte, avrebbe esitato prima di condannarla; che un giorno la sua storia potesse essere accolta con compassione e perfino amore. In assenza di un aldilà spirituale, noi eravamo l’unico futuro che aveva.
«Buona notte, - concludeva, con una triste benedizione: - Possa tu essere più felice!».
”
”
Kate Summerscale (Mrs. Robinson's Disgrace: The Private Diary of a Victorian Lady)
“
I. Non nominare il nome di Dio invano (ma comunque spesso)
II. Dieci millenni ci dicono: gli uomini hanno gens e rampolli. (Niente pillola).
III. Ci sono distretti. Evita litigi. (Gira armato).
IV. Senza grano non mangerai, né alleverai bachi, esempio dell'Imperatore fu l'arare. (Tu fotografa).
V. E poi non sprecare. (Investi).
VI. Dieci millenni ci dicono: addestrate gli studiosi
...bovem epiphyatum
balteatum ... ornatum. (Cornutum.
VII. Non occorrono aggeggi (onora gli artigiani). (Una idea per i sindacati).
VIII. Difendi il Codice vigente - senza emendarlo, mi raccomando, dai residui di quello napoleonico.
IX. Lega e nutri la vacca smarrita (purché sia una vacca)
X. La parola paterna è compassione;
filiale la devizione;
la fraterna mutualità;
Del tosatél la parola è rispetto.
Nel tuo fascismo privo di violenza, di ignoranza, di volgarità, di bigotteria,
Destra sublime,
che è in tutti noi
«rapporto di intimità col Potere»
”
”
Pier Paolo Pasolini
“
Puoi credermi oppure no, ma lasciare l'Italia allora per me non fu affatto una rinuncia. Fu una scelta di vita che mi ha permesso di rinascere. Grazie a quella decisione ho di nuovo amato, tradito, riso molto, anche sofferto. E tu? Come hai vissuto, tu, in questi anni?
”
”
Ferzan Özpetek (Come un respiro)
“
Divenni adulta in un giorno che doveva essere di festa e non lo fu per niente, ma divenne quello in cui scoprii la verità. Non pensavo si potesse essere ignoranti sulla propria identità: sembra qualcosa di innaturale che qualcun altro sia a conoscenza di storie che ti riguardano
ma appartengono a tutti tranne che a te; storie che tu stesso ignori, storie che nessuno ti rivela per proteggerti, per salvarti.
Ma segreti e bugie non salvano mai nessuno.
”
”
Monica Coppola (Le bugie non salvano nessuno)
“
Asami soffriva si una patologia che aumentava la probabilità di aborti spontanei. Una volta saputo di essere incinta, aveva deciso di tenere il bambino comunque, anche se da madre single. Presa questa decisione, la scoperta della sua patologia era stata uno shock ulteriore. Non poteva fare a meno di pensare che fosse stata colpa sua.
Dava per scontato che anche Kurata avrebbe trovato qualcosa da dirle, tanto per consolarla. Invece, la sua prima reazione dopo aver ascoltato la sua storia fu chiedere da quanti giorni sapesse di aspettare un bambino. Quando lei gli disse che erano passate dieci settimane, lui le chiese: "Secondo te, perchè al bambino che avevi in pancia è stata concessa la vita in questo mondo per quei settanta giorni?".
D'un tratto, non riusciva a smettere di aggredirlo. Si era già rimproverata per non aver dato alla luce il suo bambino, ma sentirsi dire una cosa simile da uno che non ne aveva alcun diritto la turbava ancora di più.
Con aria pacata, Kurata attese pacificamente che Asami smettesse di piangere, poi disse: "Quel bambino ha usato i suoi settanta giorni di vita per renderti felice. Se continui a devastarti in questo modo, il tuo bambino avrà sprecato quei settanta giorni".
Il suo messaggio non voleva essere consolatorio: le indicava una strada per cambiare il modo di interpretare il dolore che stava provando.
"Invece, se adesso provi a essere felice, il tuo bambino avrà messo a frutto i suoi settanta giorni. E in quel caso, la sua vita avrà avuto senso. Solo tu puoi dare senso alla vita che ha ricevuto in dono. Perciò devi fare il possibile per essere felice. E la persona che lo vorrebbe di più è proprio il tuo bambino".
Sentendolo parlare così, ad Asami mancò quasi il fiato. La profonda disperazione che le gravava sul cuore cominciò a dissiparsi, e ogni cosa le parve più chiara.
"Cercando di essere felice, posso dare senso alla vita del mio bambino". Ecco la risposta.
”
”
Toshikazu Kawaguchi (Before the Coffee Gets Cold / Tales from the Café / Before Your Memory Fades (Before the Coffee Gets Cold, #1-3))
“
«Mi sei mancato.»
Anche tu mi sei mancato. «Davvero?»
«Sì. È il mio nuovo hobby.»
Kai sorrise come un idiota. Non riuscì a farne a meno. Nessuno aveva mai sentito la sua mancanza. Fuori dal set e dal palco si sentiva invisibile. «Voglio toccarti.»
Matthew gli si avvicinò. «Fallo.»
Kai lo spinse contro la porta e lo baciò. Gli fece scivolare le dita tra i capelli setosi, glieli tirò e assorbì il suo gemito soffocato. Fu uno di quei baci tutto lingue e denti perfetto e selvaggio, il tipo di bacio che Kai rincorreva quando dormiva da solo senza Matthew avvolto intorno a lui. Il bacio che nessuno dei due poteva controllare.
”
”
Garrett Leigh (Bold (Blue Boy, #3))
“
«Non vuoi neanche che dica che ti amo,» lo accusò l’altro. Fu come se l’avessero colpito. Viv sussultò – le parole un uncino conficcato nel ventre, una maledizione impensabile – e si voltò di scatto, incredulo; anche Carlos sembrava un po’ sorpreso.«Scusa,» disse, dopo un attimo di silenzio. «Ma è vero. Non voglio nasconderlo.»«È vero?» ripeté lui, in tono basso. Era come una corrente strisciante, acqua gelida che serpeggiava nascosta; la sentiva rifluire nel sangue, irrorare ogni periferia del corpo e tramutarla in arma. Anche Carlos dovette notare qualcosa – uno sguardo diverso, uno storcersi del sorriso – perché si tirò indietro impercettibilmente, strinse i pugni sul lenzuolo. Fermo in mezzo alla stanza, come piantato in una roccia, Viv sentì la distanza tra loro raccogliersi intorno al suo corpo e trasformarsi in elettricità, fargli da scudo.«Tu non sai niente di me,» sibilò, senza neanche aver deciso prima che cosa dire: capitava sempre, in quei momenti, e l’imprevedibilità della propria lingua lo esaltava e terrorizzava al tempo stesso. «Come cazzo pensi di amarmi, eh? Che cosa ami? La mia bocca? Il mio culo? La parte dolce di me che ti ho fatto vedere in questi mesi, perché è l’unica di cui avrebbe potuto fregarti qualcosa? Io non sono quella roba lì, Carlos. Davvero non l’hai ancora capito?»«Sei tu che non hai capito, Viv,» ribatté l’altro. Sembrava arrabbiato anche lui, di colpo, o quantomeno irritato; durante il suo discorso aveva cominciato a guardarsi intorno in cerca degli abiti scartati e si stava rivestendo in fretta a sua volta: alzò i fianchi per infilarsi i jeans, lo fulminò con lo sguardo tirando su la cerniera. «So che mi racconti pochissimo, e chissà quanto c’è di vero in quel poco, ma so anche che tra noi c’è qualcosa di più profondo, qualcosa che va al di là del fatto che ti sei sempre sforzato in ogni modo di tenermi a distanza. E so che qualunque cosa potresti dirmi non cambierebbe quello che provo.
”
”
Micol Mian (In luce fredda (Rosa dei venti Vol. 1))
“
Le anime hanno un loro particolar modo d'intendersi, d'entrare in intimità, fino a darsi del tu, mentre le nostre persone sono tuttavia impacciate nel commercio delle parole comuni, nella schiavitù delle esigenze sociali. Han bisogni lor proprii e loro proprie aspirazioni le anime, di cui il corpo non si dà per inteso. E ogni qualvolta due che comunicano fra loro così, con le anime soltanto, si trovano soli in qualche luogo, provano un turbamento angoscioso e quasi una repulsione violenta d'ogni minimo contatto materiale, una sofferenza che li allontana, e che cessa subito, non appena un terzo intervenga. Allora, passata l'angoscia, le due anime sollevate si ricercano e tornano a sorridersi da lontano.
”
”
Luigi Pirandello (Il fu Mattia Pascal (Italian Edition))
“
«E allora? Cosa vuoi da me?»
«Voglio che tu la smetta di scappare, Nicky.» A Luka tremò la voce nel pronunciare quelle parole. «Tutto questo non è semplice nemmeno per me, sai? Te l’ho già detto… le relazioni sono sempre diverse l’una dall’altra. Ma, se tu continui ad allontanarmi, se non parli con me, non funzionerà mai.»
«Ci voglio provare, Luka.» Nick non aveva idea se fosse sufficiente, ma era l’unica risposta che poteva dare. «Lo giuro, farò del mio meglio, cazzo.» Il corpo di Luka si rilassò leggermente, e in quell’istante Nick capì che gli avrebbe dato un’altra chance. E si rese anche conto del fatto che probabilmente non se la meritava. Diavolo, non c’era nessun “probabilmente”, ma il sollievo era tale che fece l’unica cosa a cui riuscì a pensare per cercare di fare ammenda: si protese e coprì la bocca di Luka con la propria.
Luka si allontanò di scatto quasi subito, e le sue mani risalirono le spalle di Nick per spingerlo via. Per qualche secondo, si fissarono in silenzio. Poi Luka allungò una mano e afferrò i capelli di Nick e con violenza lo tirò a sé. Le loro labbra si scontrarono, e Nick non riuscì nemmeno a capire cosa sarebbe successo dopo. Fu come lo scoppio di una bomba, l’esplosione improvvisa di energia focosa che li attraversò entrambi.
Luka gli morse il labbro inferiore tanto forte da fargli male. Gli avvolse le dita attorno ai capelli, tirandogli dolorosamente le ciocche. Fece poi scivolare l’altra mano sotto la maglietta, e Nick sentì le unghie graffiargli la parte bassa della schiena. Inspirò con un sibilo per l’improvvisa fitta di dolore.
La sola risposta di Luka fu di ripetere il gesto, ma con più forza. «In questo momento ti odio,» gli sussurrò contro la bocca. «Ti odio.»
A quelle parole, a Nick si spezzò il cuore. «Lo so. Sono così…»
Luka non lo lasciò finire. Lo baciò di nuovo, facendogli scivolare la lingua in gola. Morse e succhiò e graffiò, strattonando il tessuto sottile della sua T-shirt, finché non la strappò e Nick dovette aiutarlo lacerandola definitivamente, solo per liberarsi di quella maledetta cosa. Poi le mani di Luka furono sulla sua cintura, slacciandola velocemente con strattoni rabbiosi, e Nick si tirò indietro ponendo fine al bacio, per permettere a Luka di spingergli giù jeans e boxer. Si tolse gli scarponi, grato del fatto che fossero vecchi e abbastanza logori da non preoccuparsi più di slacciare le stringhe, e calciò tutto lontano, morendo dalla voglia di mettere le mani sulla pelle nuda del suo ragazzo
”
”
Piper Vaughn (The Luckiest (Lucky Moon, #2))
“
«Tu…» fu tutto ciò che articolò in un ringhio.
Già, io.
Che ero rimasto in silenzio in tutti quegli anni.
Che avevo guardato senza mai poter fare nulla.
Che avevo accettato di fare e subire qualunque cosa.
Per le uniche due persone che avevo di più care nella mia misera vita.
Sangue del mio sangue.
Ossa delle mie ossa.
Per Henri e André.
”
”
Chiara Cilli (Non Tradirmi (Blood Bonds, #9))
“
Exalt Mountain was one of China’s five sacred peaks, and in its popular sense, Exalt-Mountain Ancestor refers to the mountain as a deity. But given the cosmological ways Tu Fu describes Exalt Mountain, it’s clear he sees something quite different. That mountain cosmology begins here in this poem with Changemaker, which also sounds like a kind of deity. But it is in fact Tao, that generative existence-tissue that is the maker of change. In gazing at the mountain, Tu Fu is gazing at a dramatic manifestation of the wild Taoist Cosmos; he sees Exalt Mountain as a center-point where space stretches endlessly away north and south, where the divine beauty of all existence is condensed into a single dramatic sight by Changemaker Tao. But changemaker, the Tao, is not separate from the mountains. Instead the mountain is an intensification or distillation of Tao.
”
”
David Hinton (Awakened Cosmos: The Mind of Classical Chinese Poetry)
“
Standing Alone
Empty skies. And beyond, one hawk.
Between river banks, two white gulls
Laze, wind-drifted. Fit for an easy kill,
To and fro, they follow contentment.
Grasses all frost-singed. Spiderwebs
Still hung. Heaven’s loom of origins
Tangling our human ways too, I stand
Facing sorrow’s ten thousand sources.
Tu Fu
”
”
David Hinton (Awakened Cosmos: The Mind of Classical Chinese Poetry)
“
Amai tua madre assai, ma lei non fu mai il mio grande amore,il più importante. Quello non mi abbandona ancora e alleggerisce il peso degli anni. Quando avverrà sarà il momento di morire......L'amore per se stessi. Il rispetto per se stessi. Tu devi amarti. Piacerti. Soltanto allora gli altri ti ameranno. A casa tua l'ospite migliore sei tu, prima di tutti gli altri. Quelli vengono dopo.
”
”
Simonetta Agnello Hornby (La zia marchesa)
“
Amid spring mountains, alone, I set out to find you.
Axe strokes crack-crack, and quit. Quiet mystery
Deepens. I follow a stream up into last snow and ice
And beyond, dusk light aslant, to Stone Gate forests.
Deer roam all morning here, for you harm nothing.
Wanting nothing, you know chi gold and silver all
Night. Facing you on a whim in such dark, the way
Home lost- I feel it drifting, this whole empty boat.
Tu Fu
”
”
David Hinton (Awakened Cosmos: The Mind of Classical Chinese Poetry)
“
Facing Snow
Thin slice of ascending light, radiant arc
Tipped aside bellied dark- the first moon
Appears, and barely risen beyond ancient
Frontier passes, edges into clouds. Silver,
Changeless, the Star River spreads across
Mountains empty in their own cold. Lucent
Frost dusts the courtyard, chrysanthemum
Blossoms clotted there with solemn dark.
Tu Fu
”
”
David Hinton (Awakened Cosmos: The Mind of Classical Chinese Poetry)
“
8th Moon, 17th Night: Facing the Moon
The autumn moon is still round tonight.
In this river village, isolate old wanderer
Hoisting blinds, I return to its brilliance,
And propped on a cane, follow it further:
Radiance rousing hidden dragons, bright
Scatters of birds aflutter. Thatched study
Incandescent, I trust to this orange grove
Ablaze: clear dew aching with fresh light.
Tu Fu
”
”
David Hinton (Awakened Cosmos: The Mind of Classical Chinese Poetry)
“
Dawn Landscape
The last watch has sounded in the Amble-Awe.
Radiant color spreads above Solar-Terrace
Mountain, then cold sun clears high peaks.
Mist and cloud linger across layered ridges,
And earth split-open hides river sails deep.
Leaves clatter at heaven’s clarity. I listen,
And face deer at my bramble gate-so close
Here, we touch our own kind in each other.
Tu Fu
”
”
David Hinton (Awakened Cosmos: The Mind of Classical Chinese Poetry)
“
Returning Late
Past midnight, eluding tigers on the road, I return
Home in mountain darkness. Family asleep inside.
I watch the Northern Dipper drift low to the river,
And Venus lofting huge into empty space, radiant.
Holding a candle in the courtyard, I call for more
Light. A gibbon in the gorge, startled, shrieks once.
Old and tired, my hair white, I dance and sing out:
Rickety cane, no sleep… Catch me if you can!
Tu Fu
”
”
David Hinton (Awakened Cosmos: The Mind of Classical Chinese Poetry)
“
Con un salto il commissario fu sulla verandina. E lo vide, un puntolino a ripa di mare che si dirigeva verso Vigàta. In mutande com’era, si lanciò all’inseguimento. François non correva, camminava deciso. Quando sentì alle sue spalle i passi di qualcuno appresso a lui, si fermò senza manco voltarsi. Montalbano, col fiato grosso, gli si accoccolò davanti, ma non gli spiò niente.
Il picciliddro non piangeva, gli occhi erano fermi, taliavano al di là di Montalbano.
«Je veux maman» disse.
Vide arrivare Livia di corsa, s’era infilata una sua camicia, la fermò con un gesto, le fece capire di tornare a casa. Livia obbedi. Il commissario pigliò il picciliddro per mano e principiarono a caminare a lento a lento. Per un quarto d’ora non si dissero una parola. Arrivati a una barca tirata a sicco, Montalbano s’assittò sulla rena, François gli si mise allato e il commissario gli passò un braccio attorno alle spalle.
«Iu persi a me matri ch’era macari cchiù nicu di tia» esordì.
E iniziarono a parlare, il commissario in siciliano e François in arabo, capendosi perfettamente.
Gli confidò cose che mai aveva detto a nessuno, manco a Livia.
Il pianto sconsolato di certe notti, con la testa sotto il cuscino perché suo padre non lo sentisse; la disperazione mattutina quando sapeva che non c’era sua madre in cucina a preparargli la colazione o, qualche anno dopo, la merendina per la scuola. Ed è una mancanza che non viene mai più colmata, te la porti appresso fino in punto di morte. Il bambino gli spiò se lui aveva il potere di far tornare sua madre. No, rispose Montalbano, quel potere non l’aveva nessuno. Doveva rassegnarsi. Ma tu avevi tuo padre, osservò François che era intelligente davvero e non per vanto di Livia. Già, avevo mio padre. E allora, spiò il picciliddro, lui era inevitabilmente destinato ad andare a finire in uno di quei posti dove mettono i bambini che non hanno né padre né madre?
«Questo no. Te lo prometto» disse il commissario. E gli porse la mano. François gliela strinse, taliandolo negli occhi.
”
”
Andrea Camilleri (The Snack Thief (Inspector Montalbano, #3))
“
«Io non ho mai fatto intendere nulla a miss Harrison – sussurrò contro la sua pelle – l'ho sempre rifiutata come avete visto voi stessa».
«Forse vi devo anche ricordare che nel nostro accordo c'è la libertà di non essere fedeli l'uno all'altra?» disse ancora la donna.
Ma la sua voce era roca, disturbata dal calore del corpo di Roderick e dal suo profumo.
«E io non intendo avvalermi di tale clausola» confermò lui con voce rotta.
«Perché non dovreste farlo?».
Scese un silenzio denso durante il quale le braccia forti del conte Chesterton non la lasciarono libera e le sue labbra cominciarono a baciare le sue spalle nude per poi salire verso il collo e arrivare all'orecchio.
«Perché sono innamorato di te» soffiò pianissimo.
Elinor percepì il calore del suo respiro dolce e fu invasa dal suo profumo e dalla confusione.
«Perché l'unica donna che mi accende i sensi – riprese lui – l'unica donna che voglio nella mia vita e nel mio letto sei tu, le altre non riesco nemmeno più a vederle».
Elinor sentì che presto avrebbe ceduto al pianto.
La confusione che stava straziando la sua anima stava diventando insopportabile.
Avrebbe voluto dirgli che anche lei era innamorata di lui, che lui era l'unico che occupava i suoi pensieri e le sue fantasie ma sapeva che se voleva mantenere fede a se stessa e provare a diventare la persona che aveva sempre desiderato diventare avrebbe dovuto lasciarlo, partire per Parigi, andare lontano da lui.
La lontananza avrebbe procurato uno strappo tra di loro che sarebbe stato forse impossibile ricucire, anche se si fossero impegnati a mantenere un contatto attraverso il debole filo di un rapporto epistolare.
Le lettere, però, erano solamente parole scritte su un pezzo di carta.
Roderick Chesterton aveva chiaramente dichiarato di non essere incline a comunicare attraverso missive e lei sapeva che il motivo era il fatto che le parole, seppur scritte, non potevano compensare la presenza fisica di una persona, non potevano compensare il contatto di due corpi, i baci o gli abbracci, non potevano rendere forti le fondamenta di una relazione.
Quelle stesse parole con il tempo sarebbero diventate solo simboli svuotati del loro stesso significato.
In quel momento lui avrebbe sentito il bisogno di cercare il calore di un'altra donna, di un'altra relazione, sarebbe stato in quel momento che lo avrebbe perso definitivamente, senza possibilità di recupero.
Le labbra del conte raggiunsero le sue baciandole con passione.
Il sapore di crema della bocca di lei si mischiò ai baci bollenti e intensi che lui non interrompeva, mentre le sue braccia stringevano il corpo di Elinor quasi soffocandola.
«Io amo te – concluse l'uomo con voce rotta senza smettere di baciarla – io voglio solo te».
”
”
Carragh Sheridan (Fin de Siècle. Dove prendono casa gli Angeli (Italian Edition))
“
La mamma, David e io ci sentivamo come incollati insieme finché non ci fu Em. Lei condivideva il sangue di tutti noi e ci rese una vera famiglia. Lei chiuse una specie di cerchio e quando arrivasti tu, ti ci ponesti proprio nel mezzo. Adesso è diverso. Adesso sembra che noi siamo semplicemente il cerchio senza niente in mezzo.
”
”
Philip Beard (Dear Zoe)
“
Ma il loro tesoro era rimasto, oro e non soltanto oro. Qualcosa si trova ancora — ma chi la trova non lo dice mai perché, vedi, gliene resterebbe solo un terzo: questa è la legge per chi trova i tesori. Loro vogliono tutto, così non ne parlano. A volte oggetti preziosi, a volte gioielli. È incredibile tutto quello che la gente trova e vende in gran segreto a qualche individuo guardingo che pesa e misura, esita, fa domande che restano senza risposta, poi dà in cambio del denaro. [...]In tutte le isole, da nessuna parte, non si sa da dove. Perché è meglio non parlare di tesoro. Meglio non dirlo. Sì, meglio non dirlo. Non ti dirò che a malapena ascoltavo i tuoi racconti. Desideravo la notte e il buio e l’ora in cui si aprono i fiori lunari.
Cancella la luna,
tira giù le stelle,
Amami al buio, perché
il buio è il nostro destino
presto, presto.
Come gli spavaldi pirati, approfittiamo al massimo di ciò che abbiamo, nel migliore e nel peggiore dei modi. Non dare un terzo ma tutto. Tutto… tutto… tutto. Non tenerti nulla…
No, avrei detto… sapevo quello che avrei detto. — Ho fatto un errore terribile. Perdonami.
Lo dissi, guardandola, vedendo l’odio nei suoi occhi — e sentendo il mio odio che sprizzava incontro al suo. Di nuovo quel cambiamento da vertigine, l’ossessione del ricordo, lo sconvolgente ritorno all’odio. Mi hanno comprato col tuo sporco denaro, me, hanno comprato. Tu li hai aiutati. Mi hai ingannato, tradito, e farai ancora peggio, se ne avrai la possibilità. [...]
… Se ero destinato all’inferno, che sia l’inferno. Basta coi falsi paradisi. Basta con la maledetta magia. Tu mi odi e io ti odio.
Vedremo chi sa odiare meglio. Ma prima — prima voglio distruggere il tuo odio. Il mio odio è più freddo, più forte, e tu non avrai più nessun odio che ti scaldi. Tu non avrai più nulla.
E lo feci. Vidi l’odio scomparire dai suoi occhi. Lo costrinsi a scomparire. E con l’odio scomparve la sua bellezza. Lei non fu più che un fantasma. Un fantasma nella luce grigia del giorno. Non rimase che la disperazione. Dimmi muori e morirò. Dimmi muori e
guardami morire.
”
”
Jean Rhys (Wide Sargasso Sea)
“
— Perché mi hai dato questo desiderio di vivere? Perché mi hai fatto questo?— Perché lo desideravo. Non basta?— Sì, basta. Ma se un giorno tu non lo desiderassi più? Che farei, allora? Pensa se tu mi portassi via questa felicità mentre sono distratta…— Per perdere la mia? Chi sarebbe tanto sciocco? — Non sono abituata alla felicità — disse. — Mi fa paura. — Non avere mai paura. E se hai paura non dirlo a nessuno. — Lo capisco. Ma provarci non mi aiuta.
— Che cosa ti aiuterebbe? — Non rispondeva mai a questa domanda; poi una notte sussurrò: — Se potessi morirei adesso, mentre sono felice. Lo faresti? Non dovresti uccidermi. Dimmi di morire e io morirò. Non mi credi? Allora prova, prova, dimmi muori e guardami morire. — Muori allora! Muori! — La guardai morire molte volte. Nel mio modo, non nel suo. In pieno sole, nell’ombra, al chiaro della luna, a lume di candela. Nei lunghi pomeriggi quando la casa era vuota. C’era soltanto il sole a tenerci compagnia. Lo chiudevamo fuori. E perché no? Ben presto lei fu presa quanto me da quel che si chiama amare — in seguito, più perduta e vinta di me.
”
”
Jean Rhys (Wide Sargasso Sea)
“
«Potter non ha la minima possbilità di diventare Auror!».
Anche la professoressa McGranitt si alzò, e nel suo caso l'effetto fu molto più impressionante: torreggiava sopra la professoressa Umbridge.
«Potter» annunciò in tono squillante, «ti aiuterò a diventare Auror, fosse l'ultima cosa che faccio! Dovessi addestrarti di notte, mi assicurerò che tu raggiunga i voti richiesti!»
”
”
J.K. Rowling (Harry Potter and the Order of the Phoenix (Harry Potter, #5))