“
Balla come se nessuno stesse guardando,
ama come se nessuno ti avesse mai ferito,
canta come se nessuno stesse ascoltando,
vivi come se il paradiso fosse sulla terra.
”
”
William W. Purkey
“
Great occasions do not make heroes or cowards; they simply unveil them to the eyes of men. Silently and perceptibly, as we wake or sleep, we grow strong or weak; and last some crisis shows what we have become.
”
”
Brooke Foss Westcott
“
Mar Português
Ó mar salgado, quanto do teu sal
São lágrimas de Portugal!
Por te cruzarmos, quantas mães choraram,
Quantos filhos em vão rezaram!
Quantas noivas ficaram por casar
Para que fosses nosso, ó mar!
Valeu a pena? Tudo vale a pena
Se a alma não é pequena.
Quem quere passar além do Bojador
Tem que passar além da dor.
Deus ao mar o perigo e o abismo deu,
Mas nele é que espelhou o céu.
”
”
Fernando Pessoa
“
Death is harder on those who are left behind.
”
”
Robert La Fosse (Nothing to Hide: A Dancer's Life)
“
Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via.
”
”
Cesare Pavese (The Moon and the Bonfire)
“
Escrevo por não ter nada a fazer no mundo: sobrei e não há lugar para mim na terra dos homens. Escrevo porque sou um desesperado e estou cansado, não suporto mais a rotina de me ser e se não fosse a sempre novidade que é escrever, eu me morreria simbolicamente todos os dias. (A hora da estrela)
”
”
Clarice Lispector
“
Eu não sabia lidar com indecisão, não era adepta do meio-termo, o morno nunca me satisfez.
Se ele fosse uma pergunta, a minha resposta seria sim
”
”
Bel Rodrigues (13 Segundos)
“
"Ter medo de errar é um erro. É sempre um erro. E é o único erro que não tem perdão. Sou maravilhado por quem erra. Por quem sabe que, por fazer, por tentar, pode errar. E são as melhores pessoas, convence-te disso, quem mais erra. São as pessoas que vão aos limites (e os ultrapassam sempre que lá chegam), que se testam como se não houvesse amanhã, como se o agora fosse tudo o que há para haver. E é: o agora é tudo o que há para haver.
”
”
Pedro Chagas Freitas (Eu Sou Deus)
“
Credo che non ti amerei tanto se in te non ci fosse nulla da lamentare, nulla da rimpiangere. Io non amo la gente perfetta, quelli che non sono mai caduti, non hanno inciampato. La loro è una virtù spenta, di poco valore. A loro non si è svelata la bellezza della vita.
”
”
Boris Pasternak (Doctor Zhivago)
“
Ho un carattere ansioso, quindi mi preoccupo oltre misura per ogni più piccola cosa. Dal mio punto di vista, trovo però molto più strane le persone che vivono come se niente fosse in un mondo così poco sicuro
”
”
Takuji Ichikawa (Be With You 今会いにゆきます)
“
Quando se ama desesperadamente uma pessoa, nunca se aceita a sua perda. E acabamos por procurar em outras pessoas bocados daquela, como se fosse possível acabar um puzzle com peças de diferentes jogos.
”
”
Margarida Rebelo Pinto (Pessoas como Nós)
“
Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l'autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira.
”
”
J.D. Salinger (Il giovane Holden)
“
«Io ho pochissimi amici, forse nessuno di veramente intimo. Ho delle conoscenze, dei ragazzi e delle ragazze come me, la mia amica che ti parlò ieri al telefono, per esempio, con i quali scherzo, ballo, studio, faccio i pettegolezzi, ci scambiamo le idee, facciamo gli scemi e le persone serie a seconda delle circostanze, ma dentro, dentro è diverso. Ci sono dei tasti che toccati una volta per conoscersi quali siamo, non si toccano più, non si va a fondo. Si resta amici, ma si sa che certi argomenti non si debbono più toccare. Ci si sopporta e stima a vicenda. Papà diceva: ci si aiuta a vivere. Guai se così non fosse. Ma l'amicizia, diceva papà, l'amicizia vera è un sentimento forte. È un volersi bene spietato, un guardarsi continuamente negli occhi...»
”
”
Vasco Pratolini (Un eroe del nostro tempo)
“
Sempre c’è un domani
e la vita ci dà un’altra possibilità per fare le cose bene,
ma se mi sbagliassi
e oggi fosse tutto ciò che ci rimane,
mi piacerebbe dirti quanto ti amo,
che mai ti dimenticherò.
”
”
Gabriel García Márquez
“
Então, que seja doce. Repito todas as manhãs, ao abrir as janelas para deixar entrar o sol ou o cinza dos dias, bem assim, que seja doce. Quando há sol, e esse sol bate na minha cara amassada do sono ou da insônia, contemplando as partículas de poeira soltas no ar, feito um pequeno universo; repito sete vezes para dar sorte: que seja doce que seja doce que seja doce e assim por diante. Mas, se alguém me perguntasse o que deverá ser doce, talvez não saiba responder. Tudo é tão vago como se fosse nada.
”
”
Caio Fernando Abreu
“
À igreja nunca se lhe pediu que explicasse fosse o que fosse, a nossa outra especialidade, além da balística, tem sido neutralizar, pela fé, o espírito curioso.
”
”
José Saramago (Death with Interruptions)
“
Don't dance for the audience, dance for yourself.
”
”
Bob Fosse
“
Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.
”
”
Cesare Pavese (La luna e i falò)
“
Sai cos'è bello, qui? Guarda: noi camminiamo, lasciamo tutte quelle orme sulla sabbia, e loro restano lì, precise, ordinate. Ma domani, ti alzerai, guarderai questa grande spiaggia e non ci sarà più nulla, un'orma, un segno qualsiasi, niente. Il mare cancella, di notte. La marea nasconde. È come se non fosse mai passato nessuno. È come se noi non fossimo mai esistiti. Se c'è un luogo, al mondo, in cui puoi non pensare a nulla, quel luogo è qui. Non è più terra, non è ancora mare. Non è vita falsa, non è vita vera. È tempo. Tempo che passa. E basta...
”
”
Alessandro Baricco
“
Così questo paese, dove non sono nato, ho creduto per molto tempo che fosse tutto il mondo. Adesso che il mondo l'ho visto davvero e so che è fatto di tanti piccoli paesi, non so se da ragazzo mi sbagliavo poi di molto.
”
”
Cesare Pavese (The Moon and the Bonfire)
“
A companhia de verdade, achava ele, era aquela que não tinha por que ir embora e, se fosse, ir embora significaria ficar ali, junto.
”
”
Valter Hugo Mãe (O Filho de Mil Homens)
“
Ci eravamo incontrati perché doveva succedere, e anche se non fosse stato quel giorno, prima o poi ci saremmo sicuramente incontrati da qualche altra parte.
”
”
Haruki Murakami (Norwegian Wood)
“
Volevo una vita che fosse mia e di nessun'altro.
”
”
Satoshi Yagisawa (I miei giorni alla libreria Morisaki (Libreria Morisaki, #1))
“
Se la mia vita sentimentale fosse paragonabile al mercato immobiliare, posso tranquillamente dire che il mio cuore è in affitto: nessuna stabilità, nessuna certezza, nessun progetto lungo termine, nessun posto da chiamare casa.
”
”
Felicia Kingsley (Due cuori in affitto)
“
Come se nel cuore della natura di uno scrittore ci fosse la purezza. Il cielo aiuti un simile scrittore! Come se Joyce non avesse annusato oscenamente le mutande di Nora. Come se nell’anima di Dostoevskij non avesse mai bisbigliato Svidrigailov. Nel cuore della natura di uno scrittore c’è il capriccio. Curiosità, fissazioni, isolamento, veleno, feticismo, austerità, leggerezza, perplessità, infantilismo eccetera. Il naso nella cucitura di un indumento intimo: ecco la natura dello scrittore. L’impurità.
”
”
Philip Roth (Deception)
“
Stavo toccando con mano e vedendo con i miei occhi, per la prima volta, quanto fosse immenso il mondo e profondo l'oscurità e l'infinito fascino e solitudine di tutto ciò.
”
”
Banana Yoshimoto (Kitchen)
“
«Ho voluto credere che fosse a causa di un incantesimo quando eri sempre nei miei pensieri e mi scoprivo a cercarti tra la gente.Non avrei dovuto nemmeno guardarti e invece volevo cedere a ciò che desideravo,dopotutto chi ero io per oppormi a una forza più grande di me?».
”
”
Virginia De Winter (L'ordine della penna (Black Friars, #2))
“
When the atmosphere encourages learning, the learning is inevitable.
”
”
Elizabeth Foss (Real Learning: Education in the Heart of the Home)
“
Can you be happy when you are unhappy?
”
”
Jon Fosse (Nightsongs (Oberon Modern Plays))
“
...there inside the person is what will pass away and become one with what is invisible in everything...
”
”
Jon Fosse (The Other Name: Septology I-II)
“
...I just keep the mistakes and let them be wrong, because it’s often the mistakes that eventually lead to something right...
”
”
Jon Fosse (I Is Another: Septology III-V)
“
...because if there was one thing he didn't like it was big words, they just lied and covered things up, those big words, they didn't let what really was live and breathe but just carried it off into something that wanted to be big, that's what he thought...
”
”
Jon Fosse (Aliss at the Fire)
“
Che idea, pensare che la Bestia fosse qualcosa che si potesse cacciare e uccidere! [...] Lo sapevi, no?… Che io sono una parte di te? Vieni vicino, vicino, vicino! che io sono la ragione per cui non c’è niente da fare? Per cui le cose vanno come vanno?
”
”
William Golding (Lord of the Flies)
“
Se o que vos dizem fosse verdade, se realmente vos esperasse a vida eterna após a morte… o que é que nos diferenciaria de vocês? Qual seria a diferença entre anjos e Deuses do Olimpo e Homens? Nenhuma. É esta a Ordem. Vocês adoram-nos e em troca nós oferecemos a esperança na forma de uma grande mentira reconfortante.
”
”
L.C. Lavado (O Diabo dos Anjos (Ed. Beta))
“
Io non ho mai sentito tanto di vivere quanto amando, benché tutto il resto del mondo fosse per me come morto. L’amore è la vita e il principio vivificante della natura, come l’odio il principe distruggente e mortale. Le cose son fatte per amarsi scambievolmente, e la vita nasce da questo.
”
”
Giacomo Leopardi (Zibaldone di pensieri)
“
Era domingo. Se fumasse, acenderia agora um cigarro para ficar com ar de pessoa distraída. Mas assim tão sem vícios e portanto sem ter sobre o que derramar a distração que desejava, ai - assim ficava tão solta. Perdi até o sono, suspirou, como se o sono fosse a sua última reserva de segurança. E estou compreguiça de trabalhar e tenho vontade de falar uma palavrão, que merda também.
”
”
Caio Fernando Abreu (Inventário do ir-remediável)
“
Ho passato la vita a desiderare che fosse la persona giusta. Il guaio è che una persona non diventa giusta solo perché tu lo desideri.
”
”
Massimo Gramellini (L'ultima riga delle favole)
“
Se tutto il resto perisse, tranne lui, continuerei a esistere; e se tutto il resto rimanesse, e lui fosse annientato, l'universo mi sarebbe estraneo. Non ne farei più parte.
”
”
Emily Brontë (Cime tempestose)
“
cada homem é um universo, se não fosse não caberia tanto sofrimento dentro da cabeça de cada um.
”
”
Afonso Cruz (Flores)
“
Pudesse eu ser a lua, a lua terna,
E faria que a noite fosse eterna
”
”
José Joaquim Cesário Verde (O Livro de Cesário Verde)
“
Estar de acordo nem sempre significa compartilhar uma razão, o mais costume é reunirem-se pessoas à sombra de uma opinião como se ela fosse um guarda chuva
”
”
José Saramago (The Double)
“
…avevo bisogno di una lingua differente: una lingua che fosse un luogo di affetto e di riflessione. —ANTONIO TABUCCHI
”
”
Jhumpa Lahiri (In Other Words: A Memoir (Italian Edition))
“
Não te amo como se fosse rosa de sal,topázio
ou flecha de cravos que
propagam o fogo:
te amo como se amam certas coisas obscuras,
secretamente,entre a sombra e a alma.
Te amo como a planta que não
floresce e leva
dentro de si,oculta, a luz daquelas flores,
e graças a
teu amor vive escuro em meu corpo
o apertado aroma que ascendeu da terra.
Te amo sem saber como,nem quando,nem onde,
te amo diretamente sem
problemas nem orgulho:
assim te amo porque não sei amar de outra maneira,
senão assim deste modo em que eu não sou nem és
tão perto que tua
mão sobre meu peito é minha
tão perto que se fecham meus olhos com meu
sonho.
”
”
Pablo Neruda
“
God is so far away that no one can say anything about him and that’s why all ideas about God are wrong, and at the same time he is so close that we almost can’t notice him, because he is the foundation in a person, or the abyss, you can call it whatever you want,
”
”
Jon Fosse (A New Name: Septology VI-VII)
“
Con te sarò nuovo. Ti dico queste parole nel periodo migliore della mia vita, nel periodo in cui sto bene, in cui ho capito tante cose. Nel periodo in cui mi sono finalmente ricongiunto con la mia gioia. In questo periodo la mia vita è piena, ho tante cose intorno a me che mi piacciono, che mi affascinano. Sto molto bene da solo, e la mia vita senza di te è meravigliosa. Lo so che detto così suona male, ma non fraintendermi, intendo dire che ti chiedo di stare con me non perché senza di te io sia infelice: sarei egoista, bisognoso e interessato alla mia sola felicità, e così tu saresti la mia salvezza. Io ti chiedo di stare con me perché la mia vita in questo momento è veramente meravigliosa, ma con te lo sarebbe ancora di più. Se senza di te vivessi una vita squallida, vuota, misera non avrebbe alcun valore rinunciarci per te. Che valore avresti se tu fossi l'alternativa al nulla, al vuoto, alla tristezza? Più una persona sta bene da sola, e più acquista valore la persona con cui decide di stare. Spero tu possa capire quello che cerco di dirti. Io sto bene da solo ma quando ti ho incontrato è come se in ogni parola che dico nella mia vita ci fosse una lettera del tuo nome, perché alla fine di ogni discorso compari sempre tu. Ho imparato ad amarmi. E visto che stando insieme a te ti donerò me stesso, cercherò di rendere il mio regalo più bello possibile ogni giorno. Mi costringerai ad essere attento. Degno dell'amore che provo per te. Da questo momento mi tolgo ogni armatura, ogni protezione... non sono solo innamorato di te, io ti amo. Per questo sono sicuro. Nell'amare ci può essere anche una fase di innamoramento, ma non sempre nell'innamoramento c'è vero amore. Io ti amo. Come non ho mai amato nessuno prima...
”
”
Fabio Volo (È una vita che ti aspetto)
“
Un soldato nemico non era mai solo - un essere umano di fronte a un altro - ma portava con sé una folla innumerevole di fantasmi, i fantasmi degli assenti e dei morti. Non ci si rivolgeva a un uomo ma a una moltitudine invisibile; così nessuna delle parole pronunciate era detta semplicemente e come tale ascoltata; si aveva sempre la strana sensazione che a parlare fosse soltanto una bocca, che parlava per tante altre, mute.
”
”
Irène Némirovsky (Suite Francaise)
“
A che scopo esisterei, se fossi tutta contenuta in me stessa? I miei grandi dolori, in questo mondo, sono stati i dolori di Heathcliff, io li ho tutti indovinati e sentiti dal principio. Il mio gran pensiero, nella vita, è lui. Se tutto il resto perisse e lui restasse, io potrei continuare ad esistere; ma se tutto il resto durasse e lui fosse annientato, il mondo diverrebbe, per me, qualche cosa di immensamente estraneo: avrei l'impressione di no farne più parte.
”
”
Emily Brontë (Wuthering Heights)
“
Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti"
-La luna e i falò-
”
”
Cesare Pavese
“
To compose poetry is about listening, ...not to contrive, it is, so to speak, about bringing forth something that already exists-this is why when one reads great poetry, when often gets this ‘I-new-all-of-this-already, I-just-didn’t-express-it’ feeling. Language listens to itself.
”
”
Jon Fosse
“
...everyone has a deep longing inside them, we always always long for something and we believe that what we long for is this or that, this person or that person, this thing or that thing, but actually we’re longing for God, because the human being is a continuous prayer, a person is a prayer through his or her longing...
”
”
Jon Fosse (I Is Another: Septology III-V)
“
Quando gli ematomi si fossero riassorbiti e l'artigliata di Freya si fosse trasformata in cicatrice, Ofelia avrebbe rivisto il viso che conosceva. Lo sguardo però, non sarebbe più stato come prima. A forza di vedere illusioni aveva perso le proprie, e andava bene così. Quando le illusioni spariscono rimane solo la verità.
”
”
Christelle Dabos (Les Fiancés de l'hiver (La Passe-Miroir, #1))
“
come deve essere, mi chiedo, vivere in un mondo in cui i pasti compaiono premendo premendo un pulsante? Come passerei le ore che di solito dedico a setacciare i boschi, se il cibo fosse così facile da trovare?
”
”
Suzanne Collins (The Hunger Games (The Hunger Games, #1))
“
E se tu dormissi?
E se nel sonno
tu sognassi?
E se nel tuo sogno
salissi al cielo
e lì cogliessi un mirabile fiore?
E se al tuo risveglio
quel fiore
fosse fra le tue mani?
(Samuel Taylor Coleridge)
”
”
Kerstin Gier (Das erste Buch der Träume (Silber, #1))
“
É possível também que já então meu tema de vida fosse a irrazoável esperança, e que eu já tivesse iniciado a minha grande obstinação: eu daria tudo que era meu por nada, mas queria que tudo me fosse dado por nada.
”
”
Clarice Lispector
“
...what's beautiful in life turns out bad in a painting because it's like there's too much beauty, a good picture needs something bad in it in order to shine the way it should, it needs darkness in it...”
― Jon Fosse
”
”
Jon Fosse (The Other Name: Septology I-II)
“
Era davvero strano che un cuore spezzato fosse ancora in grado di battere.
”
”
Kerstin Gier (Smaragdgrün (Edelstein-Trilogie, #3))
“
o mosquito acaba por usar o ser humano como se ele fosse um pacote de
néctar de pêssego: é espetar a palhinha e vai disto.
”
”
Nuno Markl (A Terrível Criatura Sanguinária (DN Contos Digitais, #18))
“
família é quem deixa cada um ser como é, sem deixar de amar um só porque não corresponde ao que queríamos que fosse.
”
”
Miguel Esteves Cardoso (Como é Linda a Puta da Vida)
“
Vuoi sapere perchè mi piaci?
E' perchè prendi qualcosa che le persone disprezzano e lo tratti come se fosse umano
”
”
Amy Lane (It's Not Shakespeare (It's Not Shakespeare, #1))
“
Mr. Richard odiava cordialmente a França. Ou ele não fosse inglês.
”
”
Júlio Dinis (Uma Família Inglesa)
“
Pirulito rezava, pedia a Deus que voltasse a ser suprema bondade, não fosse suprema justiça.
”
”
Jorge Amado (Capitães da areia)
“
...what's beautiful in life turns out bad in a painting because it's like there's too much beauty, a good picture needs something bad in it in order to shine the way it should, it needs darkness in it...
”
”
Jon Fosse
“
Lentamente compresi come nulla fosse più importante del porre fine alla violenza nei confronti delle donne, che in verità la dissacrazione delle donne rivelava il fallimento degli esseri umani nell'onorare e proteggere la vita
”
”
V (formerly Eve Ensler)
“
A lembrança da vida da gente se guarda em trechos diversos, cada um com seu signo e sentimento, uns com os outros acho que nem não misturam. Contar seguido, alinhavado, só mesmo sendo as coisas de rasa importância. De cada vivimento que eu real tive, de alegria forte ou pesar, cada vez daquela hoje vejo que eu era como se fosse diferente pessoa. Sucedido desgovernado. Assim eu acho, assim é que eu conto.
”
”
João Guimarães Rosa
“
Escrevo por não ter nada a fazer no mundo: sobrei e não há lugar para mim na terra dos homens. Escrevo porque sou um desesperado e estou cansado, não suporto mais a rotina de me ser e se não fosse a sempre novidade que é escrever, eu me morreria simbolicamente todos os dias.
”
”
Clarice Lispector (Hour of the Star)
“
Perguntamo-nos o que viemos cá fazer, que lágrima foi que guardámos para verter aqui, e porquê, se as não chorámos em tempo próprio, talvez por ter sido então menor a dor que o espanto, só depois é que ela veio, surda, como se todo o corpo fosse um único músculo pisado por dentro, sem nódoa negra que de nós mostrasse o lugar do luto.
”
”
José Saramago (The Year of the Death of Ricardo Reis)
“
No, lui non apprezzava sentire la sporcizia sulle
sue mani, non gli piaceva sporcarsele, tranne in occasioni specifiche, quando il sangue versato
apparteneva a qualcuno che lui desiderava.
Uomo o donna che fosse, per Samael non era importante.
”
”
Anya M. Silver (Destroy Me (Lethal Men, #2))
“
Bella: Il legame che ci univa era più forte della distanza, dell'assenza e del tempo. Poco importava che fosse più speciale, bello, brillante o perfetto di me, ormai anche lui era coinvolto e condizionato in modo irreversibile. Era destinato a essere mio, per sempre, come io appartenevo a lui.
”
”
Stephenie Meyer (New Moon (The Twilight Saga, #2))
“
...it’s almost like a language, because every language gives you access to its share of reality, and the different religions are different languages that can each have its truth, and its lack of truth, I think and it’s foolish to think that God is anything defined, anything you can say something about...
”
”
Jon Fosse
“
Ma il coraggio era anche quello. Era la consapevolezza che l'insuccesso fosse comunque il frutto di un tentativo. Che talvolta è meglio perdersi sulla strada di un viaggio impossibile che non partire mai.
”
”
Giorgio Faletti (Fuori da un evidente destino)
“
Dyslexia isn't a disease. It's a Community
”
”
Ben Foss (The Dyslexia Empowerment Plan: A Blueprint for Renewing Your Child's Confidence and Love of Learning)
“
C'era una volta un uomo invisibile, che s'era stufato di non essere visto da nessuno.
Non che fosse davvero invisibile. Il fatto era che la gente era abituato a non vederlo.
E se nessuno ti vede, esisti davvero?
”
”
Patrick Ness
“
Não importava que Deus no céu fosse católico, protestante ou hindu. O que importava era uma coisa mais profunda, mais antiga e mais forte do que qualquer imagem dessas: um conceito do bem baseado na afirmação da vida, na repulsa à destruição, à perversidade, ao uso e abuso do homem pelo homem. Era a afirmação do humano e do natural.
”
”
Anne Rice (The Witching Hour (Lives of the Mayfair Witches, #1))
“
The woods were made for the hunter of dreams,
The brooks for the fishers of song;
To the hunters who hunt for the gunless game
The streams and the woods belong.
There are thoughts that moan from the soul of pine
And thoughts in a flower bell curled;
And the thoughts that are blown with scent of the fern
Are as new and as old as the world.
”
”
Sam Walter Foss
“
and what the picture is in reality is this spirit, that’s what a picture really is, neither matter nor soul but both parts at the same time and together they make up what I think of as spirit, and maybe that’s why my good paintings, yes, all good paintings, have something to do with what I, what Christians, call The Holy Spirit, because all good art has this spirit, good pictures, good poems, good music, and what makes it good is not the material, not matter, and it’s not the content, the idea, the thought, no, what makes it good is just this unity of matter and form and soul that becomes spirit, that’s what culture is, probably, he says, it’s probably just one person being like another person that creates a culture, for example wearing a suit and tie, while what art is, yes, art is everyone just being like themselves, and totally themselves
”
”
Jon Fosse (Septology)
“
Exageras tudo e, por certo, cometes pelo menos o erro de aceitar o suicídio, que é do que estamos falando agora, como se fosse uma grande ação, quando não é nada mais do que simplesmente fraqueza. Pois, para ser sincero, é mais fácil morrer do que suportar com firmeza uma vida de tormentos.
”
”
Johann Wolfgang von Goethe
“
Indeed taking all the evidence together, it is not too much to say that there is no single historic incident better or more variously supported than the Resurrection of Christ. Nothing but the antecedent assumption that it must be false could have suggested the idea of deficiency in the proof of it.
”
”
Brooke Foss Westcott
“
Avrei tanto voluto che la giornata fosse tutta come la colazione, quando le persone sono ancora sintonizzate sui loro sogni e non è previsto che debbano affrontare il mondo esterno. Mi sono reso conto che io sono sempre così; per me non arriva mai il momento in cui, dopo una tazza di caffè o una doccia, mi sento improvvisamente pieno di vita, sveglio e in sintonia col mondo. Se si fosse sempre a colazione, io sarei a posto.
”
”
Peter Cameron
“
Mi incanta quando mi guardi così."
"Così come?"
"Come se il mio potere non fosse qualcosa da cui fuggire.
Come se vedessi solo me."
-Rhysand e Feyre, Corte di Nebbia e Furia.
Capitolo 48.
”
”
Sarah J. Maas
“
Os momentos perfeitos, sobretudo quando raiam o sublime, têm o gravíssimo contra da sua curta duração, o que, por óbvio, dispensaria ser mencionado se não fosse a circunstância de existir uma contrariedade maior, que é não sabermos o que fazer depois .
”
”
José Saramago (Seeing)
“
...one of the most important things when it comes to painting is being able to stop at the right time, to know when a picture is saying what it can say, if you keep going too long then more often than not the picture’ll be ruined...
”
”
Jon Fosse (I Is Another: Septology III-V)
“
This book is not about "homeschooling" at all. School is an artificial institution contrived by man. This book is about educating a child in the heart of the family given to that child by his Creator.
”
”
Elizabeth Foss (Real Learning: Education in the Heart of the Home)
“
A mudança vem, ou a gente correndo atrás dela ou ela atropelando a gente com tudo, sem pedir para sair do meio. E é bom que venha mesmo, que o fim certo é que é bom, é o fim certo que empurra a gente, não fosse a certeza do fim, a gente ia viver igual todo santo dia?
”
”
Stênio Gardel (A palavra que resta)
“
Fico tomando sol porque não posso tomar o homem que amo”, pensou mastigando mais energicamente. E Ana Clara? As coisas que tomava seriam para substituir o casaco de onça? O Jaguar? E se fosse simplesmente porque não conheceu o sol, a infância, Deus. “Tudo que tive e ainda tenho, tão triste ir buscar lá fora o que devia estar aqui dentro.
”
”
Lygia Fagundes Telles (As Meninas)
“
Odonato já não tinha força para desenhar nos lábios um gesto mínimo de espanto ou o que fosse um vulgar sorriso, a temperatura chegava-lhe à alma, os olhos ardiam por dentro
chorar afinal não tinha que ver com lágrimas, antes era o metamorfosear de movimentos internos, a alma tinha paredes - texturas porosas que vozes e memórias podiam alterar
”
”
Ondjaki (Os Transparentes)
“
Kjærleiken er den ande
som gjer at vi finst til
Kjærleiken er den vande
som vil og ikkje vil
Kjærleiken er ei lykke
og han er sorga di,
han går der bak eit stykke
og så går han forbi
Kjærleiken er som lyset,
det kjem og det forsvinn
Kjærleiken er det gyset
som seier tap og vinn
”
”
Jon Fosse
“
Perché nessuno possa dimenticare di quanto sarebbe bello se, per ogni mare che ci aspetta, ci fosse un fiume, per noi. E qualcuno un padre, un amore, qualcuno capace di prenderci per mano e di trovare quel fiume immaginarlo, inventarlo e sulla sua corrente posarci, con la leggerezza di una sola parola, addio. Questo, davvero, sarebbe meraviglioso. Sarebbe dolce, la vita, qualunque vita. E le cose non farebbero male, ma si avvicinerebbero portate dalla corrente, si potrebbe prima sfiorarle e poi toccarle e solo alla fine farsi toccare. Farsi ferire, anche. Morirne. Non importa. Ma tutto sarebbe, finalmente, umano. Basterebbe la fantasia di qualcuno un padre, un amore, qualcuno. Lui saprebbe inventarla una strada, qui, in mezzo a questo silenzio, in questa terra che non vuole parlare. Strada clemente, e bella. Una strada da qui al mare.
”
”
Alessandro Baricco
“
In un altro tempo io ero il falco e vivevo di giorno: della vita vedevo le luci. Lui era il lupo e viveva di notte: della vita vedeva le ombre. Io ero sempre in ritardo, mentre lui correva alla velocità del suono. Com’è logico supporre, non ci saremmo mai potuti incontrare, se non si fosse creato uno squarcio nel tempo per cui ci trovammo nello stesso luogo nell’istante in cui io non ero ancora un falco, e lui aveva già smesso di essere un lupo. Per ventiquattro ore appena sovvertimmo l’ordine del tempo, finché il giorno divenne notte e la notte divenne giorno, e il falco vide attraverso le ombre, senza esserne aggredito, e il lupo guardò verso la luce, senza esserne accecato. Poi io mi rituffai nella lentezza dei miei giorni, e lui riprese a correre nella frenesia delle sue notti. E ora vorrei non desiderare di ricondurlo dentro al mondo insieme a me. Vorrei non osservare ogni suo gesto segreto cercando di capire se posso accettare quella segretezza dentro la mia vita, e conoscere già la risposta. Vorrei non provare vergogna di me stessa al pensiero che lui non mi avrebbe ancora chiesto niente di tutto questo. Mi fa rabbia la sua lucida follia, che sottintende un coraggio più grande del mio. Ci vuole coraggio per essere pazzi, perché il mondo non ce lo permette.
”
”
Sara Zelda Mazzini (I Dissidenti)
“
There are hermit souls that live withdrawn
In the place of their self-content;
There are souls like stars, that dwell apart,
In a fellowless firmament;
There are pioneer souls that blaze their paths
Where highways never ran-
But let me live by the side of the road
And be a friend to man. -
Let me live in a house by the side of the road,
Where the race of men go by-
The men who are good and the men who are bad,
As good and as bad as I.
I would not sit in the scorner's seat,
Or hurl the cynic's ban-
Let me live in a house by the side of the road
And be a friend to man. -
I see from my house by the side of the road,
By the side of the highway of life,
The men who press with the ardor of hope,
The men who are faint with the strife.
But I turn not away from their smiles nor their tears,
Both parts of an infinite plan-
Let me live in a house by the side of the road
And be a friend to man.
I know there are brook-gladdened meadows ahead
And mountains of wearisome height;
That the road passes on through the long afternoon
And stretches away to the night.
But still I rejoice when the travelers rejoice.
And weep with the strangers that moan,
Nor live in my house by the side of the road
Like a man who dwells alone. -
Let me live in my house by the side of the road-
It's here the race of men go by.
They are good, they are bad, they are weak, they are strong,
Wise, foolish- so am I;
Then why should I sit in the scorner's seat,
Or hurl the cynic's ban?
Let me live in my house by the side of the road
And be a friend to man.
”
”
Sam Walter Foss
“
O Camilo começou a pensar que tantas coisas se aprendiam quando se ficava sozinho. Era importante que muita coisa fosse decidida nessa clausura da solidão, para que a natureza de cada um se pronunciasse livremente, sem estigmas. Pensou assim e achou que, não sendo um livro, era um pensamento capaz de eliminar o colesterol e segurar os tetos das casas todas.
”
”
Valter Hugo Mãe (O Filho de Mil Homens)
“
When I look at a child, I see a living, breathing person, made in God's image, for whom God has a plan. As parent educators, we need to embrace a new notion of learning...we need to engage the hearten order to effectively educate the child. Our vision of a well-educated child is a child who has a heart for learning, a child who has the tools he needs to continue to learn for a lifetime and a child who has the love to want to do it.
”
”
Elizabeth Foss (Real Learning: Education in the Heart of the Home)
“
Un luccichio predatorio balenò nei suoi occhi, ed ebbi l’impressione che l’aria tra di noi fosse carica di elettricità.
Una tensione che mi accapponava la pelle.
Una tensione che mi attirava inesorabilmente verso di lui.
”
”
Chiara Cilli (Per Addestrarti (Blood Bonds, #4))
“
Ringhiò. Odiava tutto. Odiava non avere più un tetto. Non avere uno spazio suo. Non si era reso conto di quanto fosse importante una casa fin quando ne aveva avuta una. Ora non poteva fare altro che sperare di non morire durante la notte, dormendo sulle panchine, in metropolitana o sull’asfalto.
”
”
Chris Ethan (Il ragazzo con la valigia (C'era una volta un ragazzo, #1))
“
Le donne ai tempi antichi avevano posseduto un potere che non ci apparteneva più. Se aveva già troppi figli, o se non era abbastanza in forze per allevarne un altro, o se nutrirlo avesse significato sottrarre alla tribù risorse preziose in un periodo inadatto, la madre poteva guardare i bambino in viso, protendere la mano e rimandarlo nel nulla, come se non fosse mai nato.
”
”
Marion Zimmer Bradley
“
Colada à tua boca a minha desordem.
O meu vasto querer.
O incompossível se fazendo ordem.
Colada à tua boca, mas descomedida
Árdua
Construtor de ilusões examino-te sôfrega
Como se fosses morrer colado à minha boca.
Como se fosse nascer
E tu fosses o dia magnânimo
Eu te sorvo extremada à luz do amanhecer.
”
”
Hilda Hilst
“
Ensinar a ler é sempre ensinar a transpor o imediato. é ensinar a escolher entre sentidos visíveis e sentidos invisíveis. é ensinar a pensar no sentido original da palavra "pensar" que significava "curar ou "tratar" um ferimento.
”
”
Mia Couto (E Se Obama Fosse Africano?)
“
Perché nessuno possa dimenticare di quanto sarebbe bello se, per ogni mare che ci aspetta, ci fosse un fiume, per noi. E qualcuno - un padre, un amore, qualcuno - capace di prenderci per mano e di trovare quel fiume - immaginarlo, inventarlo - e sulla sua corrente posarci, con la leggerezza di una sola parola, addio. Sarebbe dolce, la vita, qualunque vita. E le cose non farebbero male, ma si avvicinerebbero portate dalla corrente, si potrebbe prima sfiorarle e poi toccarle e solo alla fine farsi toccare. Farsi ferire, anche. Morirne. Non importa. Ma tutto sarebbe, finalmente, umano. Basterebbe la fantasia di qualcuno - un padre, un amore, qualcuno. Lui saprebbe inventarla una strada, qui, in mezzo a questo silenzio, in questa terra che non vuole parlare.
”
”
Alessandro Baricco (Ocean Sea)
“
Não sei se tenho mais felicidade que tu: possuo uma casa para onde regressar. Tenho os meus pais, tenho os círculos onde me confirmo igual àquilo que os outros esperam de mim. Os que me amam aceitaram que eu tivesse partido. Mas exigem que volte a mesma, reconhecível, como se a viagem fosse um caso passageiro.
”
”
Mia Couto (Jesusalém)
“
Spesso vorremmo che la nostra vita fosse diversa. Si sogna altro, e nulla si muove. Ci ripromettiamo delle cose. Andiamo avanti con dei se che non si verificano mai. Si aspetta, si procastina il momento in cui la nostra esistenza sarà migliore, e i giorni, gli anni passano con i nostri iuramenti ribaditi o svaniti.
”
”
Jean-Michel Guenassia (Il club degli incorreggibili ottimisti)
“
Dialogo tra Levi Matteo e Satana (il mago Woland).
"Se vieni da me, perché non mi hai salutato, ex pubblicano?", replico Woland severo.
"Perché non voglio che tu stia in salute", rispose brusco il nuovo venuto.
"Ma dovrai rassegnarti a questo", replicò Woland e un sorriso increspò la sua bocca, "sei appena apparso sul tetto e già hai fatto una sciocchezza e ti dirò quale: è il tuo tono. Hai pronunciato le parole come se non riconoscessi le tenebre e il male. Sii tanto cortese da riflettere su questa domanda: che cosa sarebbe il tuo bene se non ci fosse il male, e come apparirebbe la terra se non ci fossero le ombre? Le ombre nascono dagli oggetti e dalle persone. Ecco l'ombra della mia spada. Ma ci sono le ombre degli alberi e degli esseri viventi. Non vorrai per caso sbucciare tutto il globo terrestre buttando via tutti gli alberi e tutto ciò che è vivo per godere della tua fantasia della nuda luce? Sei uno sciocco."
(Il maestro e Margherita)
”
”
Mikhail Bulgakov
“
Darkness is a natural fear, one that takes the things you love most, the most valuable innocence, and turns them against you. The struggle is to see past the illusions, and see the light in your fear.
”
”
Various
“
Lá fora é a liberdade e o sol. A cadeia, os presos na cadeia, a surra ensinaram a Pedro Bala que a liberdade é o bem maior do mundo. Agora sabe que não foi apenas para que sua história fosse contada no cais, no mercado, na Porta do Mar, que seu pai morrera pela liberdade. A liberdade é como o sol. É o bem maior do mundo.
”
”
Jorge Amado (Capitães da areia)
“
Tra due parole c'è sempre un intervallo, per quanto piccolo, impercettibile. Altrimenti le parole non potrebbero essere due, ma diventerebbero una. Due parole o due note non potrebbero essere due se non ci fosse un intervallo tra loro. C'è sempre un silenzio, ma bisogna essere davvero consapevoli, e attenti, per sentirlo.
”
”
Osho
“
Aveva perso il controllo. Non si controlla un innamoramento, mi disse, non è possibile. E la divertiva che fosse potuto accadere in questo modo, con quest'uomo. Un paziente. Un paziente che lavorava nell'orto. Stella, le dissi, non potevi fare una scelta più scriteriata. La verità, mi rispose, è che non ho scelto affatto.
”
”
Patrick McGrath (Asylum)
“
Avrei tanto desiderato che tutto ciò non fosse accaduto ai miei giorni!
Anch'io, come d'altronde tutti coloro che vivono questi avvenimenti. Ma non tocca a noi scegliere. Tutto ciò che possiamo decidere è come disporre del tempo che ci è dato.
”
”
J.R.R. Tolkien (The Fellowship of the Ring (The Lord of the Rings, #1))
“
Mi colpì. Tutto era come doveva essere. La casa era in perfetto ordine, come se tutto fosse a posto nel suo mondo. Sembrava che a Isaac non importasse che avessimo rotto. Come se la nostra lite, il mio andarmene, non l'avesse colpito per niente
”
”
N.R. Walker (Through These Eyes (Blind Faith, #2))
“
Per lei, il passato non era niente; non offriva nessuna lezione che lei volesse ascoltare. Il futuro era un mistero che lei non aveva mai provato a penetrare. Soltanto il presente aveva significato; era tutto suo, per torturarla, come in quel preciso istante, con la crudele convinzione di aver perso ciò che aveva avuto, e che le fosse stato negato ciò che il suo essere fremente e appena risvegliato anelava.
”
”
Kate Chopin (The Awakening)
“
Non ho nostalgia della nostra infanzia, è piena di violenza. Ci succedeva di tutto, in casa e fuori, ma non ricordo di aver mai pensato che la vita che c'era capitata fosse particolarmente brutta. La vita era così è basta, crescevamo con l'obbligo di renderla difficile agli altri prima che gli altri la rendessero difficile a noi.
”
”
Elena Ferrante (My Brilliant Friend (Neapolitan Novels, #1))
“
O último poema
Assim eu quereria o meu último poema.
Que fosse terno dizendo as coisas mais simples e menos intencionais
Que fosse ardente como um soluço sem lágrimas
Que tivesse a beleza das flores quase sem perfume
A pureza da chama em que se consomem os diamantes mais límpidos
A paixão dos suicidas que se matam sem explicação.
”
”
Manuel Bandeira
“
You've gone all red. It's cooking over a hot stove. That's why I've never cultivated the art. It simply ruins the complexion. I'm terribly sorry."
"It's all right," said miss Pettigrew with resignation. "I've reached the age when... when complexions don't matter."
"Not matter!" said miss LaFosse, shocked. "Complexions always matter.
”
”
Winifred Watson (Miss Pettigrew Lives for a Day)
“
Non avrebbe più parlato del bacio.
Sarebbe stato solo il suo bacio perfetto con la sua prima cotta, e finché fosse riuscito a tenerlo per sé nessuno avrebbe potuto cancellare o intaccare il suo ricordo. Era suo. Loro. Suo e di Scott.
L’aria fredda gli sferzò il viso e gli riempì i polmoni mentre pedalava verso casa.
L’estate era finita.
”
”
Anna Martin (Five Times My Best Friend Kissed Me)
“
«Stai scherzando?» Il colore degli occhi di lui si vedeva anche al buio. «Per te è uno scherzo, Emma? Non capisci?» La voce gli si ridusse a un sibilo. «Io non vivo se tu muori!»
Gli scrutò il viso. «Jules, mi dispiace un sacco, Jules…»
La parete che di solito nascondeva la verità dentro agli occhi di lui si era sgretolata; adesso Emma vedeva il panico, vedeva la disperazione, il sollievo che aveva perforato le sue difese.
Continuava a tenerle il polso. Non capì se fosse stata lei ad avvicinarsi per prima a lui o viceversa. Forse lo avevano fatto insieme. Si scontrarono come due stelle in collisione. E un secondo dopo lui la stava baciando.
Jules. Julian. Che la baciava.
”
”
Cassandra Clare (Lady Midnight (The Dark Artifices, #1))
“
Foi mais uma tarde de loucura e de sonho e, fosse qual fosse a faixa do tempo em que se encontrassem, sentiram-se, como todos os amantes, fora de qualquer espaço e de qualquer tempo. Fizeram um amor sagrado, um amor profano, um amor devoto, um amor transgressor, um amor nómada, um amor sedentário, um amor viajante, um amor de bichos, um amor de deuses."
Um homem precisa de liberdade para depois apreciar o conforto da casa.
”
”
Rosa Lobato de Faria (As Esquinas do Tempo)
“
Desde o princípio que nós não temos feito outra cousa que contradizer as realidade, e aqui estamos, Que irá dizer o papa, Se eu o fosse, perdoe-me deus a estulta vaidade de pensar-me tal, mandaria pôr imediatamente em circulação uma nova tese, a da morte adiada, Sem mais explicações, A igreja nunca se lhe pediu que explicasse fosse o que fosse, a nossa outra especialidade, além da balística, te sido neutralizar, pela fé, o espírito curioso
”
”
José Saramago (Death with Interruptions)
“
È Null Achtzehn. Non si chiama altrimenti che così, Zero Diciotto, le ultime tre cifre del suo numero di matricola: come se ognuno si fosse reso conto che solo un uomo è degno di avere un nome, e che Null Achtzehn non è più un uomo. Credo che lui stesso abbia dimenticato il suo nome, certo si comporta come se così fosse. Quando parla, quando guarda, dà l'impressione di essere vuoto interiormente, nulla più che un involucro, come certe spoglie di insetti che si trovano in riva agli stagni, attaccate con un filo ai sassi, e il vento le scuote.
”
”
Primo Levi (Survival in Auschwitz)
“
Tudo parecia organizado da melhor forma possível, como se de fato o mundo constasse somente de palavras, como se assim o próprio horror fosse trazido para dimensões seguras, como se para cada aspecto de uma coisa houvesse um reverso, para cada mal um bem, para cada dissabor um prazer, para cada infelicidade uma felicidade e para cada mentira um quinhão de verdade.
”
”
W.G. Sebald (Vertigo)
“
Jay fece un ampio sorriso, poi appoggiò il capo contro il mio petto. Gli passai le dita tra i capelli e gli diedi un bacio sulla cima della testa.
Non avevo mai saputo cosa fosse la felicità, finché non lo avevo incontrato. Ma ora che lo sapevo, non l’avrei mai lasciato andare.
”
”
Teodora Kostova (Cookies (Cookies, #1))
“
... eu corri para longe das pedras, parando no que achei que deveria ser uma distância segura. Não era. O som das pedras - um rugido desta vez, em vez de um som estridente - trovejou através de mim, parando minha respiração e quase meu coração também. Um círculo de dor apertou meu peito e eu caí de joelhos, cambaleando, impotente.
... e o interior de minha cabeça explodiu em fogo.
Muito tempo mais tarde, eu lentamente recobrei os sentidos, descendo das nuvens aos pedaços, como pedras de granizo. E me vi deitada, com a cabeça no colo de Jamie. E o ouvi dizer baixinho, para si mesmo e para mim:
- Por você, eu continuarei. Se fosse apenas por mim... eu não o faria.
”
”
Diana Gabaldon (A Breath of Snow and Ashes (Outlander, #6))
“
Se fosse davvero oro, tutto questo finirebbe! Sarei più ricco, ma non sarei mai più lo stesso! L'aria fresca avrà un profumo migliore? I giorni di Sole saranno più luminosi? Le notte stellate nasconderanno altri segreti? O perderò tutto questo? Ma io davvero voglio essere... ricco?
(Capitolo VIII)
”
”
Don Rosa (The Life and Times of Scrooge McDuck)
“
I picked up an old microscope at a flea market in Verona. In the long evenings, in my imitation of life science, I set up in the courtyard and examined local specimens. Pointless pleasure, stripped of ends. The ancient contadino from across the road, long since convinced that we were mad, could not resist coming over for a look.
I showed him where to put his eye. I watched him, thinking, this is how we attach to existence. We look through awareness’s tube and see the swarm at the end of the scope, taking what we come upon there for the full field of sight itself.
The old man lifted his eye from the microscope lens, crying.
Signore, ho ottantotto anni e non ho mai Saputo prima che cosa ci fosse in una goccia d’acqua. I’m eighty-eight years old and I never knew what was in a droplet of water.
”
”
Richard Powers (Galatea 2.2)
“
You’re a bit of a brat, aren’t you?” I say it endearingly because I’m amused by her antics. “All right. If you want to piss off the Carnage Island Alpha, I’ll allow it. But don’t say I didn’t warn you.
”
”
Lexi C. Foss (Carnage Island (Reject Island))
“
È come se tutta la sua vita si fosse cristallizzata. Fissata per sempre in una condizione che non evolve mai. Come un mammut dell’era glaciale. Ma questa non è la cosa peggiore, no. La cosa peggiore è che se guardo dentro a quel blocco di ghiaccio io non ci vedo Deprecabile. Ci vedo il riflesso mio. E i plumcake col latte gelato. E le serie tv prima di dormire. Tutte le mie coperte di Linus, insomma.
”
”
Zerocalcare (Macerie prime [Macerie prime+Macerie prime. Sei mesi dopo])
“
— Quando a gente vai se encontrar outra vez?
Ela olha fixamente para o asfalto antes de erguer os olhos e me fitar. Suas pupilas dançam, inquietas, tenho a impressão de que seus lábios estão trêmulos. Então ela me apresenta um enigma com o qual ainda hei de quebrar muito a cabeça. Pergunta:
— Quanto tempo você consegue esperar?
Que diabo de resposta eu podia dar, Georg? Talvez fosse uma armadilha. Se dissesse "dois ou três dias", eu me mostraria impaciente demais. E se respondesse "a vida inteira" ela poderia pensar que eu não a amava tanto assim ou talvez que não fosse sincero. De modo que era preciso encontrar uma resposta intermediária. Eu disse:
— Agüento esperar até que o meu coração comece a sangrar de aflição.
Ela sorriu, insegura. Então roçou o dedo em meus lábios. E perguntou:
— E quanto tempo demora?
Desesperado sacudi a cabeça e resolvi dizer a verdade.
— Cinco minutos, talvez.
(A Garota das Laranjas)
”
”
Jostein Gaarder
“
Ma l'incontro con la Laide gli aveva lasciato uno strano turbamento. Forse anche per il ricordo della tipa incontrata in corso Garibaldi. Come se qualcosa lo avesse toccato dentro. Come se quella ragazza fosse diversa dalle solite. Come se fra loro due dovessero succedere molte altre cose. Come se lui ne fosse uscito differente. Come se Laide incarnasse nel modo più perfetto e intenso il mondo avventuroso e proibito. Come se ci fosse stata una predestinazione. Come quando uno, senza alcun particolare sintomo, ha la sensazione di stare per ammalarsi, ma non sa di che cosa né il motivo. Come quando si ode dabbasso il cigolio del cancello e la casa è immensa, ci abitano centinaia di famiglie e all'ingresso è un continuo andirivieni eppure all'improvviso si sa che ad aprire il cancello è stata una persona la quale viene a cercarci.
”
”
Dino Buzzati (Un amore)
“
Tu mi prepareresti del cibo?"
"Lo scalderei, non so cucinare.
Mi ami?"
Rhys annuì. E mi chiesi se "amore" non fosse una parola troppo blanda per quello che provava, quello che aveva fatto per me.
Per quello che provavo io.
Gli misi davanti la ciotola.
"Allora mangia"
-Feyre e Rhysand, Corte di Nebbia e Furia.
Capitolo 54.
”
”
Sarah J. Maas
“
Voglio tornare bambino, voglio annusare la Coccoina, voglio spalmarmi il Vinavil e poi togliermelo come se fosse una pellicina. Voglio usare i pennarelli per poi avere tutte le dita piene di piccole striscette colorate. Voglio rubare la merenda ai grandi. Voglio credere che il mio soldatino si sposti all'ultimo momento e schivi il proiettile. Voglio credere che l'astronauta è un lavoro che si può fare solo di notte, perché di giorno non ci sono le stelle per atterrare. Voglio credere che un mio amico è un mio amico per sempre, e non ti tradisce mai. Ma soprattutto voglio credere che Babbo Natale il carbone te lo porta solo se sei stato cattivo.
”
”
Fabio Volo (Esco a fare due passi)
“
Edward a Bella: Prima di te, Bella, la mia vita era una notte senza luna. Molto buia, ma con qualche stella: punti di luce e razionalità... Poi hai attraversato il cielo come una meteora. All'improvviso, tutto ha preso fuoco: c'era luce, c'era bellezza. Quando sei sparita, la meteora è scomparsa dietro l' orizzonte e il buio è tornato. Non era cambiato nulla, ma i miei occhi erano rimasti accecati. Non vedevo più le stelle. Niente aveva più senso.
C'era una sola cosa alla quale dovevo credere se volevo continuare a vivere: la certezza della sua esistenza. Per me era tutto. Al resto avrei saputo resistere. A patto che lui fosse ancora vivo e reale.
”
”
Stephenie Meyer (New Moon (The Twilight Saga, #2))
“
Nunca, porém, o tinham amado pelo que ele era, menino abandonado, aleijado e triste. Muita gente o tinha odiado. E ele odiara a todos. Apanhara na polícia, um homem ria quando o surravam. Para ele é este homem que corre em sua perseguição na figura dos guardas. Se o levarem, o homem rirá de novo. Não o levarão. Vêm em seus calcanhares, mas não o levarão. Pensam que ele vai parar junto ao grande elevador. Mas Sem-Pernas não para. Sobe para o pequeno muro, volve o rosto para os guardas que ainda correm, ri com toda a força do seu ódio, cospe na cara de um que se aproxima estendendo os braços, se atira de costas no espaço como se fosse um trapezista de circo.
”
”
Jorge Amado (Capitães da areia)
“
Mio figlio non ha mai incontrato il mio viso, e se fosse nato, forse, non mi avrebbe neanche riconosciuta. La mia carezza è stata un ago che gli ha tolto il respiro, e il mio latte usciva al
richiamo di pianti sconosciuti per andare sprecato in un reggiseno che non ho mai più indossato. Ma è da me che è partito, e dentro di me si è fermato. È dalle madri che sempre partiamo, ed è alle madri che sempre torniamo, una volta concluso il viaggio.
”
”
Simona Sparaco (Nessuno sa di noi)
“
Arrivando a ogni nuova città il viaggiatore ritrova un suo passato che non sapeva più d’avere: l’estraneità di ciò che non sei più o non possiedi più t’aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti.Marco entra in una città; vede qualcuno in una piazza vivere una vita o un istante che potevano essere suoi; al posto di quell’uomo ora avrebbe potuto esserci lui se si fosse fermato nel tempo tanto tempo prima, oppure se tanto tempo prima a un crocevia invece di prendere una strada avesse preso quella opposta e dopo un lungo giro fosse venuto a trovarsi al posto di quell’uomo in quella piazza. Ormai, da quel suo passato vero o ipotetico, lui è escluso; non può fermarsi; deve proseguire fino a un’altra città dove lo aspetta un altro suo passato, o qualcosa che forse era stato un suo possibile futuro e ora è il presente di qualcun altro. I futuri non realizzati sono solo rami del passato: rami secchi.
”
”
Italo Calvino (Invisible Cities)
“
Povoamento
No teu amor por mim há uma rua que começa
Nem árvores nem casas existiam
antes que tu tivesses palavras
e todo eu fosse um coração para elas
Invento-te e o céu azula-se sobre esta
triste condição de ter de receber
dos choupos onde cantam
os impossíveis pássaros
a nova primavera
Tocam sinos e levantam voo
todos os cuidados
Ó meu amor nem minha mãe
tinha assim um regaço
como este dia tem
E eu chego e sento-me ao lado
da primavera
”
”
Ruy Belo
“
Fu quella una data memorabile per me, poiché portò a molti mutamenti in me stesso. Avviene la medesima cosa in ogni esistenza. Immaginate un dato giorno distaccato da tutti gli altri, e pensate come avrebbe potuto esserne differente tutto il corso. Fermati, tu che leggi, e rifletti per un istante sulla lunga catena di ferro od oro, di spini o fiori, che non ti avrebbe mai avvinto, se non si fosse formato il primo anello in quell'unica, memorabile giornata.
”
”
Charles Dickens (Great Expectations)
“
Há qualquer coisa de libertador associada à perda de tudo. Primeiro chora-se, depois fica-se atordoado; em seguida enumera-se aquilo que se perdeu e reflecte-se sobre a dureza do futuro, pensando que nunca conseguiremos obter outras coisas como aquelas que desapareceram. Finalmente, depois de tudo isso, sente-se uma estranha leveza. Sem as coisas que sempre tivemos, passamos a ser outra pessoa, qualquer pessoa, ninguém. É uma sensação esquisita, como a de estarmos embriagados, abandonando-nos à embriaguez. (..) De repente senti-me capaz de qualquer coisa, por muito arrojada que fosse.
”
”
Judith Merkle Riley (The Serpent Garden)
“
Dal corridoio giunse una voce contrariata.
«Maledizione, l'ha ammazzato sul serio, adesso mi toccherà essere l'erede al trono al posto suo e indossare quel ridicolo mantello da cerimonia».
Bryce fece irruzione nello studio e considerò con un breve sguardo Alexis sulla poltrona e Axel fermo al centro della stanza con un bicchiere in pezzi ai piedi.
In faccia gli leggeva chiaramente che se fosse stato Alexis a tirarglielo dietro, avrebbe avuto tutta la sua comprensione.
«Arrivi a proposito», disse Axel, calmissimo.
«Ti spiacerebbe mandare qualcuno a chiamare Stephen Eldrige?».
«L'unica persona che manderò a chiamare è un esorcista», disse Bryce, esasperato. «Sperando che almeno lui possa fare qualcosa per te».
”
”
Virginia De Winter (L'ordine della penna (Black Friars, #2))
“
Ogni atomo della sua carne mi è caro come la mia propria; l'amerei malata, l'amerei infelice.
Il suo animo è il mio tesoro e anche se si smarrisse continuerebbe ad esserlo. Se delirasse, le mie braccia la tratterrebbero, e non una camicia di forza; una sua stretta, anche se inconsapevole e feroce, mi alletterebbe e anche se lei mi si avventasse addosso furibonda come ha fatto stamane quella donna, l'accoglierei con un abbraccio energico sì, ma non meno tenero.
E quando fosse calma, non avrebbe altro guardiano, altra infermiera che me; saprei vegliarla con infinita tenerezza, anche se lei non potesse ricompensarmi con nessun sorriso e non mi stancherei di guardarla negli occhi anche se più non mi riconoscessero.
”
”
Charlotte Brontë (Jane Eyre)
“
Quanto ad adottare le soluzioni offerte dallo Stato per portare rimedio al male - io, quelle soluzioni, non le conosco: richiedono troppo tempo e un uomo morirebbe prima di riuscire a metterle in atto. Ho altre cose cui badare. Venni al mondo non principalmente per trasformarlo in un luogo buono dove vivere ma per vivervi, buono o cattivo che fosse. Un uomo non deve fare tutto, ma qualche cosa; e poiché tutto non lo può fare, non è necessario che faccia qualcosa di sbagliato.
”
”
Henry David Thoreau (Civil Disobedience and Other Essays)
“
Dine augo dei opnar mitt hjarta
og seier at livet finst til
Dine augo dei opnar mitt hjarta
og gjer at eg nok ein gong vil
”
”
Jon Fosse
“
Onde terá ficado aquela criança que apenas conhece da fotografia e cuja memória há muito se perdeu na sedimentação dos dias? Não se recorda quando se separaram. Quando um deixou de ser o outro. Onde está nele aquela criança? O homem que é hoje é o resultado de todos os dias daquela criança? E se os dias tivessem sido outros, seria outro homem? Se ele pudesse apagar alguns dias, seriam todos os outros suficientes para para ele ser quem hoje é? Apagar alguns dias. Apagar um dia, que fosse aquele dia. Será o homem apenas o conjunto das suas memórias ou será antes a soma de todos os seus esquecimentos?
”
”
Joaquim Mestre (O Perfumista)
“
«Lo zio è arrivato. Vado a salutarlo. Tu rimani qua, se ti va.» «Scherzi? Se tu segui me, io posso seguire te, ragazzo di Harnee.» Bel rise e gli porse la mano. Lo attirò a sé e appoggiò le labbra sulla sua mascella, poi gli mordicchiò l’orecchio. «Provalo,» sussurrò. Si incamminò con Daniel al fianco, entrambi con un sorriso sul viso. Insieme, come era giusto che fosse.
”
”
Lisa Henry (When All the World Sleeps)
“
Bella: Ci trovavamo entrambi in pericolo di morte. eppure, in quell'istante, mi sentìì bene. Intera. Finalmente sentivo il cuore pompare nel petto, il sangue scorrere caldo e veloce nelle vene. I miei polmoni si riempirono del dolce profumo della sua pelle. La voragine si era chiusa senza lasciare traccia. Mi sentivo perfetta, come se la ferita non si fosse mai spalancata.
”
”
Stephenie Meyer
“
Carmen avrebbe potuto comportarsi da persona matura; invece si buttò sull’erba, appena oltre il bordo campo. Era una fortuna che in South Carolina lei fosse diventata invisibile, altrimenti il suo avrebbe anche potuto essere scambiato per un atteggiamento di stizza.Se lei fosse stata una persona reale e non invisibile, se avesse potuto guardare se stessa attraverso gli occhi delle amiche o della madre, sarebbe riuscita a riconoscere i propri sentimenti. Da sola si sentiva alla deriva, trasparente
”
”
Ann Brashares (The Sisterhood of the Traveling Pants (Sisterhood, #1))
“
Quello che io penso, è che una parte di te vuole allontanarsi da me, è vero. E probabilmente avrai le tue ragioni per farlo. Ma un'altra parte di te desidera disperatamente avvicinarsi a me. Ne sono sicuro. Qualunque cosa tu mi dica qui adesso, io devo credere a quella parte di te che mi chiede di aiutarti e mi cerca. Puoi raccontarmi quello che vuoi, darmi tutte le ineccepibili ragioni che vuoi, io non posso semplicemente dimenticarti e cancellare dalla mia memoria gli anni passati con te. Sono qualcosa che è realmente avvenuto nella mia vita, e non mi è possibile eliminarli come se niente fosse. Sarebbe come eliminare la mia stessa persona.
”
”
Haruki Murakami (The Wind-Up Bird Chronicle)
“
Se questo mondo fosse un piano infinito e navigando a oriente noi potessimo sempre raggiungere nuove distanze e scoprire cose più dolci e nuove di tutte le Cicladi o le Isole del Re Salomone, allora il viaggio conterrebbe una promessa. Ma, nell'inseguire quei lontani misteri di cui sogniamo, o nella caccia tormentosa di quel fantasma demoniaco che prima o poi nuota dinanzi a tutti i cuori umani, nella caccia di tali cose intorno a questo globo, esse o ci conducono in vuoti labirinti o ci lasciano sommersi a metà strada.
”
”
Herman Melville (Moby-Dick or, The Whale)
“
Gli altri due quadri sono autosufficienti. I personaggi si guardano l’un l’altro: la signora e la domestica, il soldato e la sua innamorata. Vederli è come sbirciare attraverso un buco in una parete. E la parete è fatta di luce: quella luce di Vermeer del tutto credibile eppure irreale.
Una luce così non esiste, ma vorremmo che ci fosse. Vorremmo un sole che ci rendesse giovani e belli, vorremmo vestiti che scintillano e s’increspano sulla pelle, vorremmo soprattutto che un nostro
sguardo bastasse a ravvivare tutti quelli che conosciamo, come succede alla domestica con la lettera e al soldato col cappello.
La ragazza che suona posa in un altro genere di luce, l’intermittente, minacciosa luce della vita, che ci fa vedere noi stessi e gli altri solo in modo imperfetto, e assai di rado.
”
”
Susanna Kaysen (Girl, Interrupted)
“
Dicono che il privato è politico; non è vero, naturalmente. Anzi, al centro della lotta per i diritti politici c'è proprio il desiderio di proteggere noi stessi, di impedire al politico di intromettersi nella vita privata. Pubblico e privato sono legati da un rapporto di interdipendenza, ma ciò non significa che siano la stessa cosa. Il regno dell'immaginazione è come un ponte che li modifica di continuo l'uno rispetto all'altro. Il re filosofo di Platone lo sapeva, e così il nostro censore cieco; non c'è quindi da stupirsi che il primo obiettivo della Repubblica Islamica fosse quello di eliminare il confine tra i due ambiti, finendo per distruggerli entrambi.
”
”
Azar Nafisi (Reading Lolita in Tehran: A Memoir in Books)
“
deus é uma cobiça que temos dentro de nós. é um modo de querermos tudo, de não nos bastarmos com o que é garantido e já tão abundante. deus é uma inveja pelo que imaginamos. como se não fosse suficiente tanto quanto se nos põe diante durante a vida. queremos mais, queremos sempre mais, até o que não existe nem vai existir. e também inventamos deus porque temos de nos policiar uns aos outros, é verdade.
”
”
Valter Hugo Mãe (a máquina de fazer espanhóis (Portuguese Edition))
“
Respirando selvaggiamente, sostenni il suo sguardo con tutta la decisione di cui fui in grado. «No. Può uccidere me. Può uccidere lui. Può ucciderci entrambi. Ma il nostro amore non morirà mai.»
Un lento e mefistofelico sorriso le incurvò le labbra, mentre si sporgeva nuovamente verso di me e mi piantava un dito sotto il mento, affinché levassi il volto verso di lei. «E se fosse uno di voi due a stroncarlo?»
”
”
Chiara Cilli (Per Combatterti (Blood Bonds, #5))
“
Il piccolo elfo ebbe l'impressione di essere diventato meno orfano. Era una sensazione curiosa. Come se la solitudine fosse un muro di vetro che per la prima volta mostrava incrinature e crepe.
Era l'ultimo di una stirpe distrutta, ma dal passato gli arrivava un po' dell'affetto che il presente gli negava.
Le sue dita passavano e ripassavano sugli oggetti: erano stati fatti per lui; gli erano stati lasciati. Qualcuno gli aveva voluto bene mentre li faceva, mentre glieli lasciava.
Sperò che Morte fosse un posto da dove il suo papà potesse vederlo.
”
”
Silvana De Mari (The Last Dragon)
“
«André», sussurrò trasecolata. Mi fissò come ipnotizzata, gli occhi traboccanti di gioia e speranza. «Sapevo che saresti venuto». Mi passò le mani sul torace, come per accertarsi che fossi reale. «Sapevo che stavi solo aspettando l’occasione giusta». Mi uccise vederla sorridermi. «Sei qui per me».
Mi imposi di tramutarmi in puro, indistruttibile ghiaccio. Di annullare qualsiasi sentimento e creare il vuoto assoluto. Di osservarla dall’alto in basso con tanta inflessibilità da stroncare la sua felicità.
Non importava scoprire che mi aveva aspettato, inutilmente. Non importava che ora fosse davanti a me, contro di me, dentro di me con quel suo sguardo magnetico.
Non potevo permettere che tutto si ripetesse.
Non potevo permettermi di essere di nuovo umano.
Per lei, con lei.
«No, Nadyia», dissi in tono lugubre. «Non sono qui per te».
”
”
Chiara Cilli (Per Combatterti (Blood Bonds, #5))
“
Se lui avesse potuto dire il suo nome ancora una volta, a voce così bassa da poterla sentire invece che ascoltarla.Se lo avesse fatto, così piano da non permettere alla veglia di ricordarle perché quel suono non poteva più renderla felice.Se solo non avesse mai smesso di piovere.Eloise, sei sveglia?Sì, e non voglio.Sotto la mano il cuscino era fresco e morbido, negli spazi tra le sue dita se ne insinuavano altre, calde e dure perché abituate a riempire di lusinghe l'elsa di una spada, non solo la pelle di una donna. Prendeva la sua una mano fatta per accarezzare e per uccidere.Una mano che l'aveva accarezzata, e poi uccisa.«Axel».Forse c'era stato uno scatto di esultanza profonda, perché ridestandosi aveva pronunciato per prima cosa il suo nome.Qualcosa che aveva a che fare col possesso e il riconoscimento.Qualcosa di così profondo che, se non si fosse opposta, avrebbe finito per precipitarvi dentro.Qualcosa che tra loro due era sempre esistito.L'aveva accarezzata.A quanto le avevano raccontato, lui era stata la prima cosa del mondo su cui aveva aperto gli occhi. Un fagottino di neonata, avvolta tra le braccia di un bambinetto di tre anni appena, che sollevava di colpo le palpebre incontrando per la prima volta due occhi blu pieni di amore e trionfo fissi su di lei.E poi uccisa.Una cicatrice che si risvegliava pulsando, lo spettro di dolore di un arto amputato, che esisteva solo nel ricordo dei nervi e bruciava, bruciava come fuoco.Lui era sete, tanta da accettare di annegare pur di riuscire a bere.«Axel».«Sono qui».
”
”
Virginia De Winter (L'Ordine della spada (Black Friars, #1))
“
I’ve learned that if you make your primary goal teaching your child to read or spell just like every other child, you’re going to decrease your child’s chances of achieving success. It’s like telling a person in a wheelchair that she needs to put in more time to learn how to walk.
”
”
Ben Foss (The Dyslexia Empowerment Plan: A Blueprint for Renewing Your Child's Confidence and Love of Learning)
“
Daniel emanava un’aura aspra e irregolare, ma era proprio quel modo di essere che l’aveva portata lontano dalla luce e le aveva lasciato intuire che amava la notte assai più del giorno. A nessuno piace capire di amare le tenebre, pensava. Possiamo accettarlo, infine, ma tutti noi vogliamo essere il contrario. Vogliamo il calore e la trasparenza della luce.
Se ognuno di noi vivesse davvero ogni giorno come se fosse l’ultimo, quante cose si svolgerebbero diversamente? Se questo fosse il mio ultimo giorno, se i Maya avessero ragione e l’apocalisse fosse vicina, io richiamerei Arthur. Senza dubbio. Viceversa, se fossi certa di un domani, non sono sicura che sarebbe assennato alcun tipo di gesto che porti a una ricaduta. La nostalgia costa carissima e va adoperata solo quando proprio non se ne può fare a meno. Okay, non ne posso fare a meno.
Vorrei dirgli che rimuginare è inutile. Non sappiamo come, né perché, ma a un certo punto della nostra vita perdiamo delle opportunità. Ed è una perdita irreversibile, non c’è niente da fare.
«In Giappone diciamo: domandare non costa che un istante di imbarazzo, non domandare è essere imbarazzati per tutta la vita.»
”
”
Alessia Gazzola (Le ossa della principessa (Alice Allevi, #3))
“
Alzò lo sguardo verso il cielo: un ricamo di foglie di quercia che risaltava in negativo. Allargò le braccia, come in croce.
Rimase lì per un bel po’, qualche ora, non avrebbe saputo dire quanto. Avrebbe voluto pregare, ma si sentì in colpa perché lo faceva solo quando aveva bisogno. E non era nemmeno sicura di voler attirare su di sé l’attenzione di Dio: lei, la ragazza-che-prega-solo-quando-ha-bisogno-di-qualcosa. Magari lo avrebbe irritato. Forse avrebbe dovuto trattenersi, e pregare quando fosse riuscita a farlo solo per il desiderio di pregare, in modo che Lui la riprendesse in simpatia. Ma Dio (scusa, Dio), chi mai si ricorda di pregare quando le cose filano a gonfie vele? La gente buona, ecco chi si ricorda. E lei non era così
”
”
Ann Brashares (The Sisterhood of the Traveling Pants (Sisterhood, #1))
“
Ci chiamano usurpatori, loro, che hanno usurpato ogni speranza per ciascuna generazione a venire, loro che tutto prendono senza nulla chiedere. Noi che abbiamo avuto l’ardire di strappar loro un pezzetto di terra per viverci in pace, loro che la terra la vogliono tutta per farci la guerra. Ci chiamano usurpatori, senza ricordare che i primi usurpatori sono loro, loro che hanno commesso il peccato maggiore, quel peccato che noi cerchiamo di accomodare. Loro hanno strappato la terra alla terra, l’hanno imbrigliata nelle cartine geografiche, stampata sugli stivali e sulle borse, hanno ucciso per mangiare e mangiato per uccidere, senza rispettare nulla che non fosse la loro fame di cibo e di morte. Noi non chiediamo niente, se non di vivere la vita che vogliamo, la vita che lassù non ci permettevano, perché non c’era abbastanza spazio per tutti. Entro il 2015 servivano settantamila dottori, tutti gli altri non servivano a niente. Un tempo, signori, non si era liberi, e si faceva quello che ti dicevano di fare. Adesso si è liberi, così dicono, ma quello che ti dicono lo devi fare lo stesso. Perché se non fai il dottore, allora fai la fame. Se non sei ingegnere, non lavori. Se non t’iscrivi nel ramo dell’industria, uno stipendio poi chi te lo dà. E sbranarsi e sventolare bandiere e strillare come scimmie per un boccone di pensione, quando sei troppo vecchio per gustartela, perché gli anni migliori della tua vita li hai passati a lavorare per loro. Vuoi fare l’insegnante – perché non prendi Farmacia? Vuoi essere archeologo – ma cercati un lavoretto buono. Vuoi scrivere – tanto, se non sei famoso, non ti pubblicano. E soffocare soffocare soffocare le ambizioni perché l’ambizione è peccato e non porta pane, l’ambizione è tempo perso, braccia sottratte alla produzione. E sempre un livore un livore nel petto a fare quel che è giusto fare, ma non quello che si vuol fare. Siamo morti in partenza perché volare basso ci uccide.
”
”
Chiara Pagliochini (Canto per ingannare l'attesa)
“
[...] deixa eu te dizer antes que o ônibus parta que você cresceu em mim dum jeito completamente insuspeitado, assim como se você fosse apenas uma semente e eu plantasse você esperando ver nascer uma plantinha qualquer, pequena, rala, uma avenca, talvez samambaia, no máximo uma roseira, é, não estou sendo agressivo não, esperava de você apenas coisas assim, avenca, samambaia, roseira, mas nunca, em nenhum momento essa coisa enorme que me obrigou a abrir todas as janelas, e depois as portas, e pouco a pouco derrubar todas as paredes e arrancar o telhado para que você crescesse livremente, você não cresceria se eu a mantivesse presa num pequeno vaso, eu compreendi a tempo que você precisava de muito espaço [...] (Para uma avenca partindo, p. 46-47)
”
”
Caio Fernando Abreu (Além do Ponto e Outros Contos)
“
La mia vita mi spinge a immaginarmi come sarebbe stata la sua se le fosse toccato ciò che è toccato a me, che uso avrebbe fatto della mia fortuna. E la sua vita si affaccia di continuo nella mia, nelle parole che ho pronunciato, dentro le quali c'è spesso un'eco delle sue, in quel gesto determinato che è un riadattamento di un suo gesto, in quel mio di MENO che è tale per un suo di PIU', in quel mio di PIU' che è la forzatura di un suo di MENO senza contare ciò che non ha mai detto ma mi ha lasciato intuire, ciò che non sapevo e che poi ho letto nei suoi quaderni. Così il racconto dei fatti deve fare i conti con filtri, rimandi, verità parziali, mezze bugie: ne viene una estenuante misurazione del tempo passato tutta fondata sul metro incerto delle parole.
”
”
Elena Ferrante (The Story of a New Name (Neapolitan Novels, #2))
“
(...)sentou-se para descansar e em breve fazia de conta que ela era uma mulher azul porque o crepúsculo mais tarde talvez fosse azul, faz de conta que fiava com fios de ouro as sensações. faz de conta que a infância era hoje e prateada de brinquedos, faz de conta que uma veia não se abrira e faz de conta que dela não estava em silêncio alvíssimo escorrendo sangue escarlate, e que ela não estivesse pálida de morte mas isso fazia de conta que estava mesmo de verdade, precisava no meio do faz de conta falar a verdade de pedra opaca para que contrastasse com o faz de conta verde-cintilante, faz de conta que amava e era amada, faz de conta que não precisava morrer de saudade, faz de conta que estava deitada na palma transparente de Deus, não Lóri mas o seu nome secreto que ela por enquanto ainda não podia usufruir, faz de conta que vivia e não que estivesse morrendo pois viver afinal não passava de se aproximar cada vez mais da morte, faz de conta que ela não ficava de braços caídos de perplexidade quando os fios de ouro que fiava se embaraçavam e ela não sabia desfazer o fino fio frio, faz de conta que ela era sábia bastante para desfazer os nós de corda de marinheiro que lhe atavam os pulsos, faz de conta que tinha um cesto de pérolas só para olhar a cor da lua pois ela era lunar, faz de conta que ela fechasse os olhos e seres amados surgissem quando abrisse os olhos úmidos de gratidão, faz de conta que tudo o que tinha não era faz de conta, faz de conta que se descontraía o peito e uma luz douradíssima e leve guiava por uma floresta de açudes mudos e de tranqüilas mortalidades, faz de conta que ela não era lunar, faz de conta que ela não estava chorando por dentro.
”
”
Clarice Lispector
“
Não, agora nunca mais diria, de ninguém neste mundo, que eram isto ou aquilo. Sentia-se muito jovem; e, ao mesmo tempo, indizivelmente velha. Passava como uma navalha através de tudo; e ao mesmo tempo ficava de fora, olhando. Tinha a perpétua sensação, enquanto olhava os carros, de estar fora, longe e sozinha no meio do mar; sempre sentira que era muito, muito perigoso viver, por um só dia que fosse. Não que se julgasse inteligente, ou muito fora da comum. Nem podia saber como tinha atravessado a vida com os poucos dedos de conhecimento que lhe dera Fräulein Daniels. Não sabia nada; nem línguas, nem história; raramente lia um livro agora, exceto memórias, na cama; mas como a absorvia tudo aquilo, os carros passando; e não diria de Peter, não diria de si mesma: sou isto, sou aquilo.
”
”
Virginia Woolf (Mrs. Dalloway)
“
Oh, anche se non fosse diventato ricco, vostro zio sarebbe stato un papero veramente speciale! Credetemi!
Vedete, era già ricco quando arrivò nel Klondike! Si possiede una vera ricchezza se si ama il proprio lavoro e se si hanno amici leali e parenti affettuosi come voi!
Paperone è veramente ricco di ricordi!
I ricordi... sono un po' come questi cioccolatini: sono rimasti inalterati nel tempo... sono intatti, ma... ancora dolci, dolcissimi, nonostante siano trascorsi tanti anni!
”
”
Don Rosa (The Life and Times of Scrooge McDuck)
“
Ci pensai un po', proseguii: forse c'è qualcosa che non va in questa volontà degli uomini di istruirci; ero una ragazzina, allora, e non mi accorgevo che, in quel suo volermi trasformare, c'era la prova che non gli piacevo com'ero, voleva che fossi un'altra, o meglio: non desiderava una donna e basta, ma una donna come immaginava di poter essere lui stesso se fosse stato donna. Per Franco, dissi, ero una possibilità di espandersi nel femminile, di prenderne possesso: costituivo la prova della sua onnipotenza, la dimostrazione che sapeva essere non solo uomo al modo giusto ma anche donna. E oggi che non mi avverte più come una parte di sé, si sente tradito.
”
”
Elena Ferrante (Those Who Leave and Those Who Stay (Neapolitan Novels, #3))
“
(…) Senti saudades, não do passado, mas dum futuro qualquer, tão longe, tão lá no fundo, tão sonho, tecido apenas de pequenas coisas doces, num mundo menos pesado de cadáveres, sem outro heroísmo que não fosse o de vivermos teimosamente todos os dias e, sobretudo, sem a horrível morte colectiva a substituir a boa, a individual, a sagrada morte de cada um. (…)
Assim cogitei toda a tarde, no oitavo dia do mês de Maio de mil novecentos e quarenta e cinco, data em que findou a segunda guerra mundial, no meio de vivas e de bandeiras de triunfo, e em que tentei, em vão, resignar-me ao mundo dos outros e às montras de enchidos de porco, - sem estrelas reflectidas nos vidros.
”
”
José Gomes Ferreira (O Mundo dos Outros - Histórias de Vagabundagem)
“
«Merda…» Furono queste le sole parole che riuscirono a raggiungere le labbra di Dima e gli fuoriuscirono dalla bocca.
La pelle di Irina era più bianca del solito, quasi trasparente, e i capelli erano luminosi e setosi come una nuvola di zucchero filato. Nonostante lei fosse avvolta di stracci e di sporcizia, per Dima quella che aveva di fronte non era una donna, ma una dea scesa tra i mortali per illuminare la sera e sostituire la luna nel firmamento notturno.
Irina si fermò e rimase immobile senza pronunciare alcuna parola. In attesa. Era cosciente di mostrare molto più di quello che qualcuno avrebbe dovuto vedere, ma della complessità di quel momento la preoccupava solo che l’uomo che amava la guardasse con occhi differenti. Lo sguardo di disprezzo per chi è diverso.
(brano inedito tratto da Teufel, il Diavolo in uscita a fine Marzo)
”
”
Eilan Moon (Teufel, il Diavolo)
“
Se ora penso agli anni di allora, mi colpisce quanto poco ci fosse in realtà da vedere, quante poche immagini illustrassero la vita e la morte nei Lager. Conoscevamo di Auschwitz il portale con la sua scritta, i pancacci di legno a più piani, i mucchi di capelli, occhiali e valigie; di Birkenau l'entrata con la torre, i corpi laterali e il passaggio per i treni; e da Bergen-Belsen ci venivano le montagne di cadaveri trovate e fotografate dagli alleati al momento della liberazione. Conoscevamo alcune testimonianze di detenuti, ma molti libri apparvero subito dopo la guerra e vennero ristampati solo negli anni Ottanta, visto che nel frattempo non rientrarono nei programmi delle case editrici. Ora ci sono così tanti libri e film che il mondo dei Lager è ormai parte dell'immaginario collettivo che completa il mondo reale. La fantasia lo conosce ormai bene, e a partire dalla serie televisiva Olocausto e da film come La scelta di Sophie e soprattutto Schindler's list si muove anche in quel mondo. E non ne prende solo atto, ma integra e abbellisce. Allora la fantasia stentava a muoversi; riteneva che allo sgomento di cui era debitrice al mondo dei Lager non si confacessero le movenze della fantasia. Quelle poche immagini che doveva alle foto degli alleati e alle testimonianze dei detenuti, le ha poi guardate riguardate, fino a farne dei cliché.
”
”
Bernhard Schlink (The Reader)
“
Volevo che vedesse. Volevo vedesse come io e Isaac eravamo ogni giorno. Perché nella remota possibilità che quella cosa latente che non riuscivo a inquadrare in Joshua fosse che stava cercando di conquistare Isaac, allora avrebbe visto che io e Isaac stavamo insieme. Questo mi faceva sembrare possessivo? Probabilmente. Mi importava? No. Neanche un po'. Amavo Isaac. Lo amavo come non avevo mai amato nessun altro essere umano. E che io fossi dannato se un tipo come Joshua poteva semplicemente arrivare e portarmelo via.
”
”
N.R. Walker (Through These Eyes (Blind Faith, #2))
“
Subitamente, porém, quando transpúnhamos o portão, tive o choque de um alarme.
A casota do cão ficava a um canto do quintal, perto do alpendre onde se arrumavam os bois. Admiti bruscamente que o cão tivesse morrido. E, abandonando o grupo, fui sozinho até ao fundo do jardim. À luz da lua, espreitei para a casota, chamei o cão. Mondego não respondeu. Meti a mão dentro - o cão não estava. Presumi, absurdamente, que tivesse rebentado a corrente, se tivesse aninhado no alpendre. Fui para lá, mergulhei para um lado e outro no escuro, chamei: Mondego!
Nada. Mas eis que, ao voltar-me para sair, eu vi o cão, enfim: suspenso de uma trave enforcado no arame, Mondego recortava-se contra o céu, iluminado de lua e de estrelas. Dominei-me, não gritei. E corri para o grupo, que voltava atrás a procurar-me. Desculpei-me como pude e segui para a igreja, chorando duramente: quando Cristo nascia entre cânticos e luzes, Mondego balançava de uma trave o seu corpo leproso, banhado de luar...
No dia seguinte quiseram iludir-me: o cão teria aparecido morto à porta da casota. Não reagi. Levantei-me apenas e fui eu enterrar o animal, para que fosse amortalhado com ternura, para que a última voz da terra a falar-lhe fosse uma voz de aliança.
”
”
Vergílio Ferreira (Aparição)
“
[...] quelli che erano nati negli anni venti, e che avevano vent’anni negli anni quaranta, avevan dovuto combattere perché c’era la guerra e servivano dei soldati. Quelli che eran nati negli anni trenta, e avevan vent’anni negli anni cinquanta, avevan dovuto lavorare perché c’era stata la guerra e c’era un paese da ricostruire. Quelli che eran nati negli anni quaranta, e che avevan vent’anni negli anni sessanta, avevan dovuto lavorare anche loro perché c’era il boom economico e una grande richiesta di forza lavoro. Quelli che eran nati negli cinquanta, e che avevan vent’anni negli anni settanta, avevan dovuto contestare perché il mondo cosí com’era stato fino ad allora non era piú adatto alla modernità o non so bene a cosa. Poi eravamo arrivati noi, nati negli anni sessanta e che avevamo vent’anni negli anni ottanta e l’unica cosa che dovevamo fare, era stare tranquilli e non rompere troppo i maroni.
Mi sembrava che noi, avevo detto, fossimo stata la prima generazione che, se ci davano un lavoro, non era perché c’era bisogno, ci facevano un favore.
Cioè era come se il mondo, che per i nostri genitori era stata una cosa da fare, da costruire, per noi fosse già fatto, preconfezionato, e l’unica cosa che potevamo fare era mettere delle crocette, come nei test.
E allora aveva anche senso, che proprio in quel periodo lí, negli anni ottanta, fossero comparsi in Italia i giochi elettronici, perché uno di vent’anni che passava sei o otto ore al giorno a giocare ai giochi elettronici, che negli anni cinquanta sarebbe stato un disadattato (Sei un delinquente, gli avrebbero detto i suoi genitori), a partire dagli anni ottanta andava benissimo, perché rispondeva al compito precipuo della sua generazione, di stare tranquillo e non rompere troppo i maroni.
”
”
Paolo Nori (I malcontenti)
“
Penso di essermi innamorato di te nell'istante in cui capii che stavi spaccando quelle ossa per creare una trappola per il Verme di Middengard.
O forse quando mi mostrasti il dito medio perchè ti avevo preso in giro.
Mi ricordavi tanto Cassian.
Avevo voglia di ridere per la prima volta da decenni.
Mi innamorai di te, saccentona, perchè eri una di noi.
Perchè non avevi paura di me, e perchè decidesti di completare la tua vittoria spettacolare lanciando quel pezzo d'osso ad Amarantha come se fosse un giavellotto.
In quel momento percepii lo spirito di Cassian accanto a me e avrei potuto giurare di sentirlo dire: "Se non la sposi tu, stupido stronzo, la sposerò io.
-Rhysand, Corte di Nebbia e Furia.
Capitolo 55.
”
”
Sarah J. Maas
“
E poi c’è lei. Tu non la conosci, ma siete legate da un fatto di sangue. L’hai vista, una volta, sebbene tu non riesca a ricordare di averla neppure sentita parlare. Forse hai visto una sua fotografia. Forse hai guardato a quella fotografia così a lungo, e così forte, che il suo volto ti è ormai familiare. Non vorresti che lo fosse. Di lei non sai niente, solo che ha un nome suggestivo, che suona come Devota, e che una sua mossa imprevista sulla scacchiera potrà invalidare la tua strategia. Non puoi seguirla, puoi solo immaginarla, mentre si aggira per le strade avvolta in una nebbia che la rende invisibile agli occhi del mondo. Ma lei segue te, sempre, per quanto non se ne accorga. E, se potesse capirlo, non lo vorrebbe.
”
”
Sara Zelda Mazzini (I Dissidenti)
“
con la sensazione costante che i bivi e le parallele delle strade prese e non prese fossero tutti percorsi dalle stesse persone nello stesso momento, le persone invisibili e le persone ombra, che il mondo effettivo fosse solo una piccola parte di mondo, poiché la realtà consisteva anche in quello che sarebbe potuto succedere ma non era successo, che una strada non fosse né meglio né peggio di un'altra, ma il tormento di vivere in un solo corpo stava nel fatto che dovevi essere sempre su una strada soltanto, anche se avresti potuto essere su un'altra, in viaggio verso un posto completamente diverso.
”
”
Paul Auster (4 3 2 1)
“
Era così l'amore? Ritrovarsi nel bel mezzo della notte davanti alla sua porta, non volendolo svegliare, ma allo stesso tempo pensando che non l'avrebbe aperta mai abbastanza in fretta. Avere il fiato corto per la certezza che si sarebbe lasciato toccare, baciare, sapendo che lui avrebbe voluto fare lo stesso e che io glielo avrei lasciato fare perché lo volevo disperatamente. Sentire il cuore battere più veloce senza poter controllare quel fremito di piacere nel momento in cui il suo sguardo si fosse posato su di me. Sperare che il tempo in cui potevo tenerlo stretto non finisse mai. Se l'amore era questo, ero completamente fottuto.
”
”
Gaby Crumb (Red Shadows (Italian Edition))
“
È per questo che Paul è andato a letto con un altro uomo?"
La sua domanda mi stese. Mi colpì come un camion. Isaac sapeva tutto del mio ex e sapeva esattamente come ero stato male per quello che Paul aveva fatto. Fu come se l'aria fosse stata risucchiata fuori dalla stanza. Riuscivo a malapena a parlare "Che cosa?"
Isaac sogghignò "È per questo che ti ha tradito? Perché lo soffocavi? Stavo cercando di controllare i suoi amici, con chi poteva parlare? Così si è scolato qualcun altro nel vostro letto?" Il mio stomaco sprofondò ai miei piedi. Isaac aveva sempre saputo come usare parole cattive, sapeva come mirare per uccidere. E non mi mancò
”
”
N.R. Walker (Through These Eyes (Blind Faith, #2))
“
V'è uno spettacolo più grande del mare, ed è il cielo;
v'è uno spettacolo più grande del cielo, ed è l'interno dell'anima.
Far il poema della coscienza umana, foss'anco d'un sol uomo, del più infimo fra gli uomini, sarebbe come fondere tutte le epopee in un'epopea superiore e definitiva. La coscienza è il caos delle chimere, delle cupidigie e dei tentativi, la fornace dei sogni, l'antro delle idee di cui si ha vergogna; è il pandemonio dei sofismi, è il campo di battaglia delle passioni. Penetrate, in certe ore, attraverso la faccia livida d'un uomo che sta riflettendo, guardate in quell'anima, in quell'oscurità; sotto il silenzio esteriore, vi sono combattimenti di giganti come in Omero, mischie di dragoni ed idre e nugoli di fantasmi, come in Milton, visioni ultraterrene come in Dante. Oh, qual abisso è mai quest'infinito che ogni uomo porta in sé e col quale confronta disperatamente la volontà del cervello e gli atti della vita!
”
”
Victor Hugo (Les Misérables)
“
«Sono sicura che troverai qualcosa di adatto a te, James. Le cose si metteranno a posto da sole, vedrai. (…) E se per te andare all'università fosse proprio uno sbaglio, se effettivamente non dovesse piacerti come temi, beh, Non sarà stata un'esperienza sprecata. A volte le brutte esperienze aiutano, servono a chiarire che cosa dobbiamo fare davvero. Forse ti sembro troppo ottimista, ma io penso che le persone che fanno solo belle esperienze non siano molto interessanti. Possono essere appagate, e magari a modo loro anche felici, ma non sono molto profonde. Ora la tua ti può sembrare una sciagura che ti complica la vita, ma sai... godersi i momenti felici è facile. Non che la felicità sia necessariamente semplice. Io non credo, però, che la tua vita sarà così, e sono convinta che proprio per questo tu sarai una persona migliore. Il difficile è non lasciarsi abbattere dai momenti brutti. Devi considerarli un dono - un dono crudele, ma pur sempre un dono.»
”
”
Peter Cameron (Someday This Pain Will Be Useful to You)
“
Lo so, lo so, ma ascoltami. Hai letto L’idiota, vero? Sì. Beh, L’idiota è un libro molto inquietante per me. Mi ha fatto così effetto che dopo non ho quasi più letto romanzi, a parte roba tipo ‘Uomini che odiano le donne’. Perché… provavo a intromettermi, …be’, magari me lo dici dopo, a cosa pensavi, lasciami finire di dirti perché l’ho trovato inquietante. Perché tutto quello che Myškin fa è buono… altruista… tratta tutti con compassione e comprensione e a cosa porta tutta quella bontà? Omicidi! Disastri! Una volta mi preoccupavo un sacco di questa cosa. Me ne stavo sveglio a letto di notte e mi preoccupavo! Perché – perché? Com'era possibile? Ho letto quel libro tre volte, pensando di non averlo capito. Myškin era gentile, amava la gente, era tenero, perdonava sempre, non faceva mai niente di sbagliato – ma si fidava di tutte le persone sbagliate, prendeva solo decisioni sbagliate, faceva soffrire tutti quelli che gli stavano intorno. Quel libro contiene un messaggio oscuro. “A che pro essere buoni?” Ma – questo è ciò che ho capito ieri notte, mentre guidavo. E se… se fosse più complicato di così? Se fosse vero anche il contrario? Perché se è vero che il male può discendere dalle buone azioni… dove sta scritto che da quelle cattive può venire solo il male? Magari a volte – il modo sbagliato è quello giusto? Magari prendi la strada sbagliata e ti porta comunque dove volevi? O vedila in un altro modo, certe volte puoi sbagliare tutto, e alla fine viene fuori che andava bene?
”
”
Donna Tartt (The Goldfinch)
“
Le donne che leggono libri
sono pericolose
sanno parlare e sanno ascoltare
sanno usare bene le mani
indicano la strada giusta
così come seguono le frasi belle sui libri
sanno sottolineare le parole curiose
e sanno sottolineare la vita
le occasioni
gli amori
e le cazzate
evidenziano le cose importanti
e fanno la piega là
dove son rimaste
una piega che durerà poco
perché presto
ritorneranno
le donne che leggono libri
fanno paura
hanno la borsetta più pesante delle altre
non hanno solo il rossetto
lo specchio il mascara e il burrocacao
no,
loro hanno anche un libro
pieno di punti di riferimento
pieno di somiglianze e ricordi
pieno di bussole
che non le faranno mai perdere
le donne che leggono libri
sono pericolose perché sono forti
sanno quello che vogliono
e sanno dove stanno andando
sanno sfogliare le persone
si baciano appena l’indice
e girano le pagine della loro vita
come se al mondo
non ci fosse niente di più facile
è solo per questo che scrivo libri
perché faccio il tifo
per le donne
pericolose.
”
”
Gio Evan (Ormai tra noi è tutto infinito)
“
Quest'uomo, meglio conosciuto sotto il nome di Tigre della Malesia, che da dieci anni insanguinava le coste del mar malese, poteva avere trentadue o trentaquattro anni.
Era alto di statura, ben fatto, con muscoli forti come se fili d'acciaio vi fossero stati intrecciati, dai lineamenti energici, l'anima inaccessibile a ogni paura, agile come una scimmia, feroce come la tigre delle jungla malesi, generoso e coraggioso come il leone dei deserti africani.
Aveva una faccia leggermente abbronzata e di una bellezza incomparabile, resa truce da una barba nera, con una fronte ampia, incorniciata da fuligginosi e ricciuti capelli che gli cavedano con pittoresco disordine sulle robuste spalle. Due occhi di una fulgidezza senza pari, che magnetizzavano, attiravano, che ora diventavano melanconici come quelli di una fanciulla, e che ora lampeggiavano e schizzavano come fiamme. Due labbra sottili, particolari agli uomini energici, dalle quali, nei momenti di battaglia, usciva una voce squillante, metallica, che dominava il rombo dei cannoni, e che talvolta si piegavano a un melanconico sorriso, che a poco a poco diventava un sorriso beffardo fino al punto di trovare il sorriso della Tigre della Malesia, quasi assaporasse allora il sangue umano.
Da dove mai era uscito questo terribile uomo, che alla testa di duecento tigrotti, non meno intrepidi di lui, aveva saputo in poco volger d'anni farsi una fama sì funesta? Nessuno lo avrebbe potuto dire. I suoi fidi stessi lo ignoravano, come ignoravano pure chi egli fosse.
”
”
Emilio Salgari (Le tigri di Mompracem)
“
Num mundo no qual todos trabalhassem pouco, tivessem o alimento necessário, vivessem numa casa com banheiro e refrigerador e possuíssem carro ou até avião, a forma mais óbvia e talvez mais importante de desigualdade já teria desaparecido. Desde o momento em que se tornasse geral, a riqueza perderia seu caráter distintivo. Claro, era possível imaginar uma sociedade na qual a riqueza, no sentido de bens e luxos pessoais, fosse distribuída equitativamente, enquanto o poder permanecia nas mãos de uma pequena casta privilegiada. Na prática, porém, uma sociedade desse tipo não poderia permanecer estável por muito tempo. Porque se lazer e segurança fossem desfrutados por todos igualmente, a grande massa de seres humanos que costuma ser embrutecida pela pobreza se alfabetizaria e aprenderia a pensar por si; e depois que isso acontecesse, mais cedo ou mais tarde essa massa se daria conta de que a minoria privilegiada não tinha função nenhuma e acabaria com ela. A longo termo,
uma sociedade hierárquica só era possível num mundo de pobreza e ignorância.
”
”
George Orwell (1984)
“
Alguma vez te passou pela cabeça, um instante curto que fosse, suspender o tampo do cesto de roupas no banheiro? alguma vez te ocorreu afundar as mãos precárias e trazer com cuidado cada peça ali jogada? era o pedaço de cada um que eu trazia nelas quando afundava minhas mãos no cesto, ninguém ouviu melhor o grito de cada um, eu te asseguro, as coisas exasperadas da família deitadas no silêncio recatado das peças íntimas ali largadas, mas bastava ver, bastava suspender o tampo e afundar as mãos pra conhecer a ambivalência do uso (...) era preciso conhecer o corpo da família inteira, ter nas mãos as toalhas higiênicas cobertas de um pó vermelho como se fossem as toalhas de um assassino (...) ninguém afundou mais as mãos ali, Pedro, ninguém sentiu mais as manchas da solidão, muitas deles abortadas com a graxa da imaginação, era preciso surpreender nosso ossuário quando a casa ressonava, deixar a cama, incursionar através dos corredores, ouvir em todas as portas as pulsações, os gemidos e a volúpia mole dos nossos projetos de homicídio, ninguém ouviu melhor cada um em casa, Pedro, ninguém amou mais, ninguém conheceu melhor o caminho da nossa união.
”
”
Raduan Nassar
“
...oh, mi sono divertita in quegli anni, credo", stava dicendo April. "Me lo ricordo sempre come un periodo felice, stimolante, e ritengo che lo sia stato, eppure", la sua voce non era più monocorde, adesso, "eppure mi pareva ancora...non so".
"Ti pareva ancora che stessi perdendo il meglio della vita?"
"In un certo senso, sì. Avevo ancora l'impressione che da qualche parte esistesse tutto un mondo di gente meravigliosa, un mondo altrettanto superiore al mio di quanto lo erano le ragazze dell'ultimo anno, a Rye, quando io facevo la prima media; gente che sapeva ogni cosa per istinto, che dava alla propria esistenza la direzione che più gli garbava senza neppure il minimo sforzo, che non doveva mai far buon viso a cattivo gioco perché gli riusciva sempre tutto alla perfezione la prima volta che ci provava. Una specie di eroici superuomini, tutti belli e spiritosi e calmi e gentili, e mi sono sempre immaginata che, se mi fosse stato dato di scoprirli, subito mi sarei resa conto di appartenere anch'io alla loro razza, di essere una di loro, di essere da sempre destinata a essere una di loro, e che tutto ciò che era accaduto nel frattempo era stato un errore; e anche loro l'avrebbero capito. Ero una specie di brutto anatroccolo tra i cigni, insomma". [...]
April non aveva davvero voglia di parlare; non con lui, comunque. Tutto quel che voleva era sfogarsi, liberarsi recitando la parte della malinconica e della disillusa, e aveva scelto lui come spettatore.
”
”
Richard Yates (Revolutionary Road)
“
«Dev’essere triste tornare a casa e non trovarci mai nessuno», mi ripetevano in confidenza le coppie che conoscevo, come se la tristezza fosse un fatto di sottrazione numerica, un disagio che l’avere qualcuno per casa avrebbe potuto scongiurare. Ho provato per un po’ a smentire queste letture commiseranti, ma nessuno aveva davvero interesse a sentirsi dire che a me andava bene cosí. Sono troppo destabilizzanti gli appagamenti raggiunti fuori dalla norma, oltre i confini di quei patti taciti su cui si reggono molte relazioni che amiamo definire solide. Le varianti di struttura non sono gradite. Ogni volta che ho detto che ero felice così, ho sempre scortonegli occhi altrui il bisogno di non crederci. Al contrario, ogni volta che ho concesso la falsa conferma della mia incompiutezza li ho visti rassicurati di aver fatto bene a considerarsi per tutta la vita la metà di qualcun altro e tenere insieme sotto lo stesso tetto, dentro lo stesso letto, solitudini e patrimoni a qualunque costo. Per questo io non insistevo. Non ho mai provato il bisogno di prendere a calci le quinte dei teatri altrui quando non era necessario. Oltretutto è rischioso: nessuno può sapere quanto rumore fa una certezza che si rompe.
”
”
Michela Murgia (Chirù)
“
[Il buon lettore] non appartiene a una nazione o a una classe specifica. Non c'è direttore di coscienza o club del libro che possa gestire la sua anima. Il suo modo d'accostarsi a un'opera di narrativa non è determinato da quelle emozioni giovanili che portano il lettore mediocre a identificarsi con questo o quel personaggio e a "saltare le descrizioni". Il buon lettore, il lettore ammirevole, non s'identifica con il ragazzo o la ragazza del libro, ma con il cervello che quel libro ha pensato e composto. Non cerca in un romanzo russo informazioni sulla Russia, perché sa che la Russia di Tolstoj o di Cechov non è la Russia della storia ma un mondo specifico immaginato e creato da un genio individuale. Al lettore ammirevole non interessano le idee generali; ma la visione particolare. Gli piace il romanzo non perché gli permette di inserirsi nel gruppo; gli piace perché assorbe e capisce ogni particolare del testo, gode di ciò che l'autore voleva fosse goduto, sorride interiormente e dappertutto, si lascia eccitare dalle magiche immagini del grande falsario, del fantasioso falsario, del prestigiatore, dell'artista. In realtà, di tutti i personaggi creati da un grande artista, i più belli sono i suoi lettori.
”
”
Vladimir Nabokov (Lectures on Russian Literature)
“
Ogni volta che Dusk ripensava al suo sorriso, che tanto amava, non poteva evitare che un’espressione adorante gli comparisse in viso e che il suo cuore battesse più forte per la gioia. Comunque, la vita in tournée non era solo divertimento, sesso e giochi, infatti, a un certo punto dovette uscire dalla loro camera per le prove. Anche quando Lolly non era con lui, la sua attenzione continuava a spostarsi dalla musica al ragazzo e a quanto fosse bello rimanere accoccolati a letto dopo aver scopato la mattina presto. Una brezza piacevole scombinò i capelli di Dusk mentre stava sperimentando con la chitarra i nuovi accordi per le loro canzoni. La sua voce diventava un tutt’uno con la musica quando cantava e lui si perdeva nel mondo creato dalle parole di suo fratello. Alcune canzoni che Dusk conosceva benissimo, e che cantava da sempre, lo colpirono come mai prima d’ora. Non solo le canzoni di Dawn vibrarono in maniera diversa, ma gli diedero anche nuove idee. Milioni di parole invasero la sua mente, spingendolo a desiderare un foglio per scriverle. Era raro che componesse e, sebbene per il momento aveva solo piccoli frammenti di testo, non poté fare a meno di pensare di avere qualcosa di speciale tra le mani.
”
”
K.A. Merikan (Manic Pixie Dream Boy (The Underdogs, #1))
“
Você diz que minha maneira de pensar não pode ser aprovada. O que me importa? Bem louco é quem adota a maneira de pensar dos outros! Ela é fruto das minhas reflexões, deve-se á minha existência, à minha organização; não sou senhor de mudá-la, e, se fosse, não o faria. Essa maneira de pensar que você reprova é o único consolo de minha vida. Não foi a minha maneira de pensar que me desgraçou. O homem sensato que despreza o preconceito dos tolos necessariamente torna-se inimigo dos tolos; que se fie disto e caçoe destes. Um viajante segue numa bela estrada por onde espalharam armadilhas; cai numa delas. A quem a culpa, ao viajante ou ao celerado que as armou? Logo, se, como você diz, colocam minha liberdade a preço do sacrifício de meus princípios ou gostos, podemos nos dizer um eterno adeus, pois antes deles, sacrificaria mil vidas e mil liberdades se as tivesse. Taís princípios e gostos são levados por mim ao fanatismo, e éobra das perseguições dos meus tiranos. Quanto mais me atormentarem, mais enraizarão meus princípios no peito. E declaro abertamente jamais ser necessário me falarem de liberdade, se esta só me for oferecida pelo preço da destruição de meus princípios. Nem diante do cadafalso mudaria de idéia.
”
”
Marquis de Sade (Ciranda dos Libertinos)
“
Muitas pessoas gostam de dizer que as diferenças culturais são lindas, mas isso nem sempre é verdade. E que dá para viver sempre em paz. Eu gostaria que isso fosse verdade. Imagine que você mora em Londres, cidade saturada de “outros”. Imagine que você seja uma pessoa legal e sem preconceitos. De boa vontade, inclusive. Agora imagine que você tem uma filha educada nos padrões básicos ocidentais de um cristianismo relaxado e secularizado, isto é, sem muitos salamaleques religiosos, e que você seja um crente na ordem pública pautada pela liberdade de crença ou descrença. Sua filha, então, começa a namorar um muçulmano... Não precisa ser um radical extremista... Como seria? Não precisa imaginar questões muito complicadas sobre escolha entre Jesus e Maomé, pense apenas na educação dos netos, nos papéis masculinos e femininos, na vida profissional da sua filha, na relação com os “ancestrais”, nos calendários religiosos...
Não sou contra casamentos interculturais, falo apenas da falsa facilidade com a qual se levam discussões como essas. Transtornos culturais se resolvem mais facilmente quando as pessoas envolvidas não dão muita bola para rituais e crenças específicas e aceitam a pasteurização contemporânea dessas crenças.
”
”
Luiz Felipe Pondé (Guia politicamente incorreto da filosofia)
“
Bor era appostato davanti all’entrata di casa, indossava il suo cappotto e un cappellino di lana. Le braccia erano incrociate sul petto e tutto di lui sembrava essere impaziente.
«L’appuntamento con la tua amica è alle dieci, muoviti dai!» esordì.
Asia non rispose e rimase a fissarlo per un tempo indefinito. Era sbigottita.
«E tu che ne sai?», chiese non appena si riprese dallo stupore.
«Tua madre stamattina presto è rientrata. Ti ha lasciato qualcosa da mangiare in cucina.» Cambiò discorso. Non guardava la ragazza mentre parlava, teneva lo sguardo fisso sulle braccia di Asia accartocciate in modo irrequieto.
«Non ho fame. È tua abitudine origliare le conversazioni altrui?» insistette lei con caparbietà.
Solo allora il Venator alzò gli occhi e catturò con il suo sguardo intenso la mente di lei. «Non origlio, sono entrato in camera tua mentre lo dicevi. Semplice. Se non devi mangiare allora copriti e andiamo.»
«Per quale assurda ragione dovresti venire con me?»
«Anche io voglio vedere come sta Nowak.»
Asia non osò ribattere. Afferrò con un moto di stizza il suo piumino e uscì seguendo il Venator. La nebbia copriva il fiume Vistola e rendeva tutto ovattato e silenzioso, nonostante non fosse più mattino presto.
Bor le porse il casco e si sedette sulla sua cavalcatura.
«L’ospedale dista dieci minuti a piedi, non vengo con te in moto. Voglio fare una passeggiata» rifiutò la proposta.
«Come vuoi» rispose secco lui intanto che scendeva e iniziava a camminarle davanti.
Asia rimase ferma per un istante e poi con una rapida corsa lo raggiunse posizionandosi al suo fianco.
«Guarda che la mia passeggiata doveva essere solitaria», affermò.
«Saprò essere invisibile e silenzioso.»
Cosa diavolo vuole questo cavernicolo da me? si domandò lei, mentre manteneva il passo svelto di Bor.
(brano tratto da R.I.P. Requiescat In Pace di Eilan Moon)
”
”
Eilan Moon (R.I.P. Requiescat In Pace (The R.I.P. Trilogy, #1))
“
Passando fra gli insorti che si scostavano con religioso rispetto, [papà Mabeuf] continuò dritto verso Enjolras che indietreggiava impietrito, gli strappò la bandiera, e senza che nessuno osasse trattenerlo né aiutarlo, quel vecchio ottuagenario col capo vacillante, ma col piede fermo, salì lentamente la scala di pietre costruita nella barricata. Lo spettacolo era così serio che tutto all'intorno dissero: «Giù il cappello!». A ogni gradino che saliva diventava sempre più terribile: i suoi capelli canuti, il volto decrepito, l'ampia fronte calma e rugosa, gli occhi incavati, la bocca attonita e semiaperta, il vecchio braccio che sosteneva la bandiera rossa, uscivano dall'ombra e ingigantivano nel sanguinoso chiarore della torcia, e sembrava di vedere lo spettro del 1793 sorgere dalla terra inalberando la bandiera del terrore.
Quando fu all'ultimo gradino, quando quel fantasma tremante e terribile, ritto su quel mucchio di rovine dinanzi a milleduecento fucili invisibili, si drizzò in faccia alla morte come se fosse più forte di essa, tutta la barricata assunse nelle tenebre un aspetto colossale e soprannaturale. Vi fu uno di quegli istanti di silenzio che accompagnano i prodigi. In mezzo a quel silenzio il vegliardo sventolò la bandiera rossa e gridò:
«Viva la Rivoluzione! Viva la Repubblica! Fratellanza! Uguaglianza! E morte!».
”
”
Victor Hugo (Les Misérables)
“
Se amava quel viso non indulgente, era perché era netto, espressivo e risoluto.
Vedeva, o gli sembrava di vedere, come tali qualità fossero state mascherate o soffocate da atteggiamenti più convenzionali: una modestia simulata, un'appropriata pazienza, un disprezzo che si spacciava per calma. Al suo peggio - oh, lui la vedeva chiaramente, malgrado la possessione che esercitava su di lui - al suo peggio guardava in basso e di traverso e sorrideva timidamente, e questo sorriso era quasi una smorfia meccanica, perché era una bugia, una convenzione, un breve forzato riconoscimento delle aspettative del mondo. Lu aveva visto subito, così gli pareva, ciò che lei era in essenza, seduta alla tavola di Crabb Robinson ad ascoltare dispute maschili, credendosi osservatrice inosservata. Se, rifletté, la maggior parte degli uomini avesse visto la durezza e la fierezza e la tirannia, sì, la tirannia di quel volto, se ne sarebbe ritratta. Il suo destino sarebbe stato di essere amata solo da timidi inetti, segretamente desiderosi che lei li punisse o li comandasse, o da anime candide, convinte che la fredda aria di delicato riserbo esprimesse una sorta di purezza femminile che tutti a quei tempi facevano mostra di desiderare. Ma lui aveva capito immediatamente che lei era per lui, che lei aveva qualcosa in comune con lui, lei com'era veramente o avrebbe potuto essere, se fosse stata libera.
”
”
A.S. Byatt (Possession)
“
Nel sole di marzo, mentre era seduto su una catasta di ceppi di faggio che scricchiolavano per il caldo, avvenne che egli pronunciasse per la prima volta la parola «legno». Aveva già visto il legno centinaia di volte, aveva sentito la parola centinaia di volte. La capiva anche, infatti d'inverno era stato mandato fuori spesso a prendere legna. Ma il legno come oggetto non gli era mai sembrato così interessante da darsi la pena di pronunciarne il nome. Ciò avvenne soltanto quel giorno di marzo, mentre era seduto sulla catasta. La catasta era ammucchiata a strati, come una panca, sul lato sud del capannone di Madame Gaillard, sotto un tetto sporgente. I ceppi più alti emanavano un odore dolce di bruciaticcio, dal fondo della catasta saliva un profumo di muschio, e dalla parete d'abete del capannone si diffondeva nel tepore un profumo di resina sbriciolata.
Grenouille era seduto sulla catasta con le gambe allungate, la schiena appoggiata contro la parete del capannone, aveva chiuso gli occhi e non si muoveva. Non vedeva nulla, non sentiva e non provava nulla. Si limitava soltanto ad annusare il profumo del legno che saliva attorno a lui e stagnava sotto il tetto come sotto una cappa. Bevve questo profumo, vi annegò dentro, se ne impregnò fino all'ultimo e al più interno dei pori, divenne legno lui stesso, giacque sulla catasta come un pupazzo di legno, come un Pinocchio, come morto, finché dopo lungo tempo, forse non prima di una mezz’ora, pronunciò a fatica la parola «legno». Come se si fosse riempito di legno fin sopra le orecchie, come se il legno gli arrivasse già fino al collo, come se avesse il ventre, la gola, il naso traboccanti di legno, così vomitò fuori la parola. E questa lo riportò in sé, lo salvò, poco prima che la presenza schiacciante del legno, con il suo profumo, potesse soffocarlo. Si alzò a fatica, scivolò giù dalla catasta, e si allontanò vacillando come su gambe di legno. Per giorni e giorni fu preso totalmente dall'intensa esperienza olfattiva, e quando il ricordo saliva in lui con troppa prepotenza, borbottava fra sé e sé «legno, legno», a mo' di scongiuro.
”
”
Patrick Süskind (Perfume: The Story of a Murderer)
“
Tante volte era rimasto in ammirazione di fronte a un paesaggio, a un monumento, a una piazza, a uno scorcio di strada, a un giardino, a un interno di chiesa, a una rupe, a un viottolo, a un deserto. Solo adesso, finalmente, si rendeva conto del segreto.
Un segreto molto semplice: l'amore. Tutto ciò che ci affascina nel mondo inanimato, i boschi, le pianure, i fiumi, le montagne, i mari, le valli, le steppe, di più, di più, le città, i palazzi, le pietre, di più, il cielo, i tramonti, le tempeste, di più, la neve, di più, la notte, le stelle, il vento, tutte queste cose, di per sé vuote e indifferenti, si caricano di significato umano perché, senza che noi lo sospettiamo, contengono un presentimento d'amore.
Quanto era stato stupido a non essersene mai accorto finora. Che interesse avrebbe una scogliera, una foresta, un rudere se non vi fosse implicata una attesa? E attesa di che se non di lei, della creatura che ci potrebbe fare felici? Che senso avrebbe la valle romantica tutta rupi e scorci misteriosi se il pensiero non potesse condurci lei in una passeggiata del tramonto tra flebili richiami di uccelli? Che senso la muraglia degli antichi faraoni se nell'ombra dello speco non potessimo fantasticare di un incontro? E l'angolo del borgo fiammingo che ci potrebbe importare o il caffè del 'boulevard' o il 'suk' di Damasco se non si potesse supporre che anche lei un giorno vi passerà, impigliandovi un lembo di vita? E l'erma cappelletta al bivio col suo lumino, perché avrebbe tanto patos se non vi fosse nascosta un'allusione? E a che cosa allusione se non a lei, alla creatura che ci potrebbe fare felici?
[...]
Le torri antiche, le nuvole, le cateratte, le enigmatiche tombe, il singhiozzo della risacca sullo scoglio, il piegarsi dei rami alla tempesta, la solitudine dei greti nel pomeriggio, tutto è un'indicazione precisa a lei, la donna nostra che ci incenerirà. Ogni cosa del mondo congiurando con le altre cose del mondo in complotto sapientissimo per promuovere la perpetuazione della specie.
Era una intuizione così bella e geniale che in altre circostanze egli ne avrebbe avuto soddisfazione. Ma, proprio per la sua esattezza, oggi a lui procurava solamente dolore. L'espressione degli alberi fuggenti corrispondeva infatti alla condizione del suo amore; il quale era stolto e disperato. Egli correva in direzione di lei benché sapesse che laggiù lo aspettavano soltanto nuovi affanni, umiliazioni e lacrime. Ma lui correva a perdifiato ugualmente, il piede premuto con tutta la forza sul pedale, per la paura di perdere un minuto.
”
”
Dino Buzzati (Un amore)
“
Aveva paura che i suoi amici e sua madre l’avrebbero trattato come Frankenstein, se avessero saputo la verità, e così Sam tenne alta la guardia per impedire che qualcuno si avvicinasse troppo e per non farsi sfuggire niente di bocca. Sam pensò che fosse l’unico modo per proteggere il vero se stesso, ma questo lo rinchiuse in un asfissiante isolamento. Anche quando era circondato dai suoi amici più cari, Sam si sentiva completamente solo.
Fu durante la scuola media che udì il termine transessuale per la prima volta. Aveva già letto quella parola un paio di volte, ma sentirla ebbe un effetto completamente diverso e gli aprì gli occhi sul vero significato del termine. Stava facendo zapping alla televisione una sera e si fermò su una replica di un vecchio talk show. Il titolo recitava Transessuali in America e il conduttore stava intervistando due donne e un uomo trans. Sam rimase stregato dal programma. Gli ospiti trans raccontavano le difficoltà che avevano vissuto crescendo come persone del sesso opposto, la frustrazione di vivere in un mondo che non li capiva e la libertà che avevano provato una volta completata la loro trasformazione.
”
”
Chris Colfer (Stranger Than Fanfiction)
“
«Non stai parlando di fama ma di rispetto» disse Cash. «La fama è il contrario del rispetto. Essere famoso significa farti interrompere quando vai fuori a mangiare, essere assillati da perfetti sconosciuti che ti chiedono favori quando cammini per la strada, sentirti chiedere dal tizio che sta cagando nel bagno vicino al tuo come si fa ad avere successo nel mondo dello spettacolo, essere criticato dal mondo intero e non avere mai occasione di difenderti!»
Cash chiuse gli occhi, emise una lunga nuvola di fumo e contò fino a dieci per calmarsi. Gli altri lo guardarono come se si fosse trasformato in un lupo mannaro.
«Mi dispiace» disse. «Non volevo entrare in modalità Cigno Nero subito dopo avervi conosciuto. Odio il fatto che la nostra società dia così tanto peso alla fama. Cioè, fatela finita, ok?!»
Joey prese nota mentalmente di non riaprire più la questione.
«Allora come ci si sente a essere rispettati?»
«È l’unica cosa per cui vale la pena diventare famosi» disse Cash allegro. «Non che esista un manuale o roba simile. Credo che tante celebrità facciano fatica ad andare avanti perché non sono in grado di separare le due cose. Ma non sono mica un cazzo di psicologo.»
”
”
Chris Colfer (Stranger Than Fanfiction)
“
- Adesso vuoi anche psicanalizzarmi? Che cosa vuoi da me, dottore? - il suo tono si fece minaccioso, il suo viso era così vicino che riusciva a vedere delle minuscole pagliuzze verdi nei suoi occhi dorati.
- Che tu mi dica perché sei così pieno di rabbia e di rancore, perché sembri odiare tutto e tutti. Perché, con una fidanzata bella e dolce come la tua, e tutte le belle ragazze che ti stanno addosso, devi buttarti via con…-
Fu zittito dalle labbra di Hale, un bacio improvviso, rabbioso, le labbra che premevano con forza contro la sua bocca chiusa; era un bacio di punizione. Il suo profumo, così buono, così intenso, gli riempì le narici, sentì una contrazione alla bocca dello stomaco e quando Hale lo schiacciò con il suo corpo, si accorse della reazione improvvisa del proprio corpo e andò nel panico più totale. Le labbra di Hale cercavano di farsi strada, risolute e decise, ma Brian non aveva nessuna intenzione di cedere, e lo spinse via quasi con violenza.
Rimasero ad osservarsi col fiato corto, studiandosi a vicenda, cercando di capire cosa ci fosse negli occhi dell’altro.
- Visto che avevo ragione io, dottore? Sei un bugiardo - quelle parole sussurrate gli mozzarono il respiro
”
”
Andrea Grady (Hale (Italian Edition))
“
D’Agata non aveva tempo di sognare, perché era ossessionato dal terrore delle cimici. Queste incomode compagne non piacevano a nessuno, naturalmente; ma tutti avevamo finito col farci l’abitudine. Non erano poche e sparse, ma un esercito compatto, che col sopraggiungere della primavera aveva invaso tutti i nostri giacigli: stavano annidate di giorno nelle fenditure dei muri e delle cuccette di legno, e partivano in scorreria non appena cessava il tramestio del giorno. A cedere loro una piccola porzione del nostro sangue, ci saremmo rassegnati di buon grado: era meno facile abituarsi a sentirle correre furtive sul viso e sul corpo, sotto gli abiti. Potevano dormire tranquilli solo quelli che avevano la fortuna di godere di un sonno pesante, e che riuscivano a cadere nell’incoscienza prima che quelle altre si risvegliassero. D’Agata, che era un minuscolo, sobrio, riservato e pulitissimo muratore siciliano, si era ridotto a dormire di giorno, e passava le notti appollaiato sul letto, guardandosi intorno con occhi dilatati dall’orrore, dalla veglia e dall’attenzione spasmodica. Teneva stretto in mano un aggeggio rudimentale, che si era costruito con un bastoncello e un pezzo di rete metallica, e il muro accanto a lui era coperto di una lurida costellazione di macchie sanguigne.
In principio queste sue abitudini erano state derise: aveva forse la pelle più fina di noi altri? Ma poi la pietà aveva prevalso commista con una traccia di invidia; perché, fra tutti noi, D’Agata era il solo il cui nemico fosse concreto, presente, tangibile, suscettibile di essere combattuto, percosso, schiacciato contro il muro.
”
”
Primo Levi
“
Estou decidida a adorar-te durante toda a vida e a não ter olhos para mais ninguém. E asseguro-te que também tu farás bem em não amar mais ninguém. Poderias, acaso, contentar-te com uma paixão menos ardente do que a minha? Encontrarás, talvez, maior beleza (e, no entanto, disseste-e outrora que não me faltava beleza), mas não encontrarás jamais amor tamanho - e o resto não conta. [...] Conjuro-te a que me digas por que é que te empenhaste em me encantar como fizeste, se já sabias que me havias de abandonar? Por que é que puseste tanto empenho em me tornar infeliz? Por que não me deixaste em paz no meu convento? Tinha-te feito algum mal? [...] Atribuo toda esta desgraça à cegueira com que me abandonei a dedicar-me a ti. Pois não devia eu prever que os meus prazeres acabariam antes que acabasse o meu amor? Podia eu esperar que ficasses para sempre em Portugal e que renunciasses à tua fortuna e à tua pátria para só pensares em mim? [...] Bem claramente vejo qual seria o remédio para todos os meus males e em breve me libertaria deles se deixasse de te amar. Mas ai de mim!, que terrível remédio! Não! Antes quero sofrer ainda mais do que esquecer-te... Infeliz que sou! Dependerá isso de mim? Não posso acusar-me de ter desejado, nem que fosse só por um momento, deixar de te amar! [...] Não é para te obrigar a escreveres-me que digo todas estas coisas. Oh!, não te violentes! De ti não quero nada senão o que espontaneamente vier e recuso todos os testemunhos de amor que constrangido me desses. Comprazer-me-ia em desculpar-te, só porque talvez tu te sintas bem em não ter o incômodo de me escrever, e sinto uma profunda disposição para te perdoar todas as faltas que cometeres.
”
”
Mariana Alcoforado (The letters of a Portuguese nun)
“
O alegre e claro espelho de minha alma era muitas vezes embaçado por uma espécie de melancolia mas, por ora, não havia sido seriamente danificado. Ela aparecia de tempos em tempos, durante um dia ou uma noite, como uma tristeza sonhadora e solitária; desaparecia depois sem deixar traços, voltando após algumas semanas ou meses. Aos poucos fui me habituando a ela, como a uma amiga e confidente, não a recebendo como um tormento, mas como um cansaço inquieto, que não deixava de ter seu encanto. Quando ela me surpreendia de noite eu ficava, em vez de dormir, horas inteiras à janela, olhava o lago mergulhado na escuridão, as silhuetas das montanhas desenhadas no palor do céu e bem no alto, as belas estrelas. Então apossava-se de mim com frequência um sentimento doce e vigoroso, como se eu fosse contemplado por toda aquela formosura da noite, com uma justa censura. Como se estrelas, montanhas e lagos aspirassem por alguém que compreendesse sua beleza e o sofrimento da sua natureza calada e a expressasse, como se eu fosse aquele ser e como se fosse essa a minha verdadeira missão. a de dar, em poesias, uma expressão à natureza muda. De que maneira isso seria possível não sei, jamais pensei nisso, apenas sentia que a bela e severa noite esperava por mim, impaciente, numa ânsia silente. (p. 42)
”
”
Hermann Hesse (Peter Camenzind)
“
Eu espero alguém que não desista de mim mesmo quando já não tem interesse.
Espero alguém que não me torture com promessas de envelhecer comigo, mas sim que realmente envelheça comigo.
Espero alguém que se orgulhe do que escrevo, que me faça ser mais amigo dos meus amigos e mais irmão do meu irmão.
Espero alguém que não tenha medo do escândalo, mas tenha medo da indiferença.
Espero alguém que ponha bilhetinhos dentro daqueles livros que vou ler até o fim.
Espero alguém que se arrependa rápido de suas grosserias e me perdoe sem querer.
Espero alguém que me avise que estou repetindo a roupa na semana.
Espero alguém que nunca abandone a conversa quando não sei mais o que falar.
Espero alguém que, nos jantares entre os amigos, dispute comigo para contar primeiro como nos conhecemos.
Espero alguém que goste de dirigir para nos revezarmos em longas viagens.
Espero alguém disposto a conferir se a porta está fechada e o fogão desligado, se meu rosto está aborrecido ou esperançoso.
Espero alguém que prove que amar não é contrato, que o amor não termina com nossos erros.
Espero alguém que não se irrite com a minha ansiedade.
Espero alguém que possa criar toda uma linguagem cifrada para que ninguém nos recrimine.
Espero alguém que arrume ingressos de teatro de repente, que me sequestre ao cinema, que cheire meu corpo suado depois de uma corrida como se ainda fosse perfume.
Espero alguém que não largue as mãos dadas nem para coçar o rosto.
Espero alguém que me olhe demoradamente quando estou distraído, que me telefone para narrar como foi seu dia.
Espero alguém que procure um espaço acolchoado em meu peito.
Espero alguém que minta que cozinha e só diga a verdade depois que comi.
Espero alguém que leia uma notícia, veja que haverá um show de minha banda predileta, e corra para me adiantar por e-mail.
Espero alguém que ame meus filhos como se estivesse reencontrando minha infância e adolescência fora de mim.
Espero alguém que fique me chamando para dormir, que fique me chamando para despertar, que não precise me chamar para amar.
Espero alguém com uma vocação pela metade, uma frustração antiga, um desejo de ser algo que não se cumpriu, uma melancolia discreta, para nunca ser
prepotente.
Espero alguém que tenha uma risada tão bonita que terei sempre vontade de ser engraçado.
Espero alguém que comente sua dor com respeito e ouça minha dor com interesse.
Espero alguém que prepare minha festa de aniversário em segredo e crie conspiração dos amigos para me ajudar.
Espero alguém que pinte o muro onde passo, que não se perturbe com o que as pessoas pensam a nosso respeito.
Espero alguém que vire cínico no desespero e doce na tristeza.
Espero alguém que curta o domingo em casa, acordar tarde e andar de chinelos, e que me pergunte o tempo antes de olhar para as janelas.
Espero alguém que me ensine a me amar porque a separação apenas vem me ensinando a me destruir.
Espero alguém que tenha pressa de mim, eternidade de mim, que chegue logo, que apareça hoje, que largue o casaco no sofá e não seja educada a ponto de estendê-lo no cabide.
Espero encontrar uma mulher que me torne novamente necessário.
”
”
Fabrício Carpinejar
“
In Austria il patriottismo era un argomento tutto particolare. A differenza della Germania, dove i bambini imparavano semplicemente a disprezzare le guerre dei bambini austriaci, e si insegnava loro che i bambini francesi sono i nipoti di fiacchi libertini che, fossero anche in mille, se la danno a gambe non appena incontrano un soldato tedesco della milizia territoriale dotato di una folta barba. E, scambiati i ruoli e apportate le opportune modifiche, si insegnavano esattamente le stesse cose ai bambini francesi, russi e inglesi, che vantavano anche loro parecchie vittorie. Ora, i bambini sono dei fanfaroni, amano giocare a guardie e ladri e, qualora ne facciano parte, sono sempre pronti a ritenere la famiglia Y, residente nella grande via X, la più importante famiglia del mondo. È dunque facile conquistarli al patriottismo. In Austria invece la faccenda era un po’ più complicata. Gli austriaci infatti avevano sì vinto tutte le guerre della loro storia, ma dopo la maggior parte di esse avevano dovuto cedere qualche territorio. Una circostanza, questa, che induce alla riflessione, e Ulrich, nel suo componimento sull’amor di patria, scrisse che un vero patriota non deve mai reputare la propria patria la migliore di tutte; anzi, in un lampo di genio che gli parve particolarmente bello, benché fosse piuttosto abbagliato dal suo splendore che non consapevole del suo effettivo contenuto, a quella frase sospetta ne aveva aggiunta un’altra, e cioè che probabilmente anche Dio preferisce parlare del suo mondo al conjunctivus potentialis (hic dixerit quispiam qui si potrebbe obiettare…), perché Dio crea il mondo e intanto pensa che esso potrebbe benissimo essere diverso. Di questa frase era molto fiero, ma forse nel formularla non si era spiegato bene, perché ne era nata una gran confusione, e per poco non lo avevano espulso dalla scuola, anche se poi non fu preso alcun provvedimento, nell’impossibilità di decidere se quell’audace osservazione fosse un oltraggio alla patria o a Dio
”
”
Robert Musil (The Man Without Qualities)
“
«Non so in che anno pensa di vivere, ma per il resto del mondo è il 2017» disse Cash. «Quello che sta facendo è illegale e se non cambia atteggiamento chiamerò la polizia e racconterò quello che sta succedendo.»
«E puoi dir loro che li saluta Johnny della stazione di servizio» disse l’uomo. «Vedi, io e i poliziotti abbiamo vedute simili. Se non vuoi finire in prigione per una settimana, io chiuderei quella boccaccia che ti ritrovi. Non so chi diavolo ti credi di essere, ragazzino, ma nessuno viene nella nostra città e pretende di insegnarci come vivere.»
Cash lanciò un’occhiata al giornale che l’uomo stava leggendo. Come un segno del destino, vide una foto di se stesso accanto al titolo principale, che recitava: Cash Carter, la mina vagante: attore sviene durante un concerto.
«In realtà sa benissimo chi sono» disse l’attore indicando l’articolo. «Sono la mina vagante di cui stava leggendo poco fa. Avrebbero potuto stampare una foto migliore, ma almeno ne hanno scelta una recente.»
Il vecchio alternò lo sguardo tra Cash e il giornale, come fosse qualche sorta di trucco di magia.
«Dato che ora ci conosciamo un po’ meglio, apri bene le tue orecchie del cazzo, Johnny» disse Cash. «Puoi anche essere amico della polizia locale, ma io sono amico della polizia di tutto il mondo: si chiamano fangirl, e ce ne sono quasi trenta milioni che seguono ogni mia mossa. Adesso chiedi scusa al mio amico e gli dai la chiave del bagno, perché se non lo fai racconterò a tutte le fangirl il trattamento che abbiamo ricevuto oggi e le scatenerò contro il tuo negozio come uno sciame di locuste! Ti tormenteranno, ti umilieranno e inseguiranno il tuo culo rugoso e razzista fino in capo al mondo, fino al giorno in cui la tua miserabile esistenza deciderà di giungere al termine! Sono stato abbastanza chiaro?»
”
”
Chris Colfer (Stranger Than Fanfiction)
“
EDIPO - Non venirmi più a dire che non ho fatto ciò che era meglio, non darmi più consigli. Io non so con quali occhi, vedendo, avrei guardato mio padre, una volta disceso nell'Ade, o la misera madre: verso entrambi ho commesso atti, per cui non sarebbe bastato impiccarmi. O forse potevo desiderare la vista dei figli, nati come nacquero? No davvero, mai, per i miei occhi; e neppure la città, né le mura, né le sacre immagini degli dèi: di tutto ciò io sventuratissimo, l'uomo più illustre fra i Tebani, privai me stesso, proclamando che tutti scacciassero l'empio, l'individuo rivelato agli dèi impuro e figlio di Laio. Dopo avere denunziato così la mia infamia, dovevo guardare a fronte alta questi cittadini? No, affatto: anzi, se fosse stato possibile otturare nelle mie orecchie anche la fonte dell'udito, non avrei esitato a sbarrare del tutto questo misero corpo, così da essere sordo, oltre che cieco. È dolce per l'animo dimorare fuori dai mali. Ahi, Citerone, perché mi accogliesti? Perché, dopo avermi preso, non mi uccidesti subito, così che io non rivelassi mai agli uomini da chi sono nato? O Polibo e Corinto, e voi, che credevo antiche dimore degli avi, quale bellezza colma di male nutrivate in me: ora scopro d'essere uno sventurato, nato da sventurati! O tre strade e nascosta vallata, o querceto e gola alla convergenza delle tre vie, che beveste il sangue di mio padre, il mio, dalle mie stesse mani versato, vi ricordate di me? Quali delitti commisi presso di voi, e quali altri poi, giunto qui, ancora commisi! O nozze, voi mi generaste: e dopo avermi generato suscitaste ancora lo stesso seme, e mostraste padri, fratelli, figli, tutti dello stesso sangue; e spose insieme mogli e madri, e ogni cosa più turpe che esiste fra gli uomini. Ma, poiché ciò che non è bello fare non bisogna neppure dire, nascondetemi al più presto, per gli dèi, via di qui, o uccidetemi, o precipitatemi in mare, dove non mi vedrete mai più. Venite, non disdegnate di toccare un infelice; datemi ascolto, non temete: i miei mali nessun altro mortale può portarli, tranne me.
Sofocle, Edipo Re [Esodo]
”
”
Sophocles (Oedipus Rex (The Theban Plays, #1))
“
«Scusa Sasha, ma non avevo previsto di tornare così tardi.» Dima cercò di farsi perdonare per non essere rientrato a effettuare i lavori alla fattoria.
«Ragazzo, lo sai che sto lavorando nei boschi in questi giorni. Il lavoro di taglialegna mi porta via molto tempo, gli alberi devono essere preparati per l’inverno. Puoi trascorrere la notte da Irina tutte le volte che vuoi, ma la mattina devi essere qui, puntuale per la mungitura» lo rimproverò Sasha con severità, alzandosi dalla seggiola che lo ospitava mentre strizzava con vigore le mammelle dell’ultima vacca.
Dima fece cenno affermativo con il capo, anche se Sasha era visibilmente infastidito dal suo comportamento lui non riusciva a non essere felice, i suoi occhi verdi brillavano come due gemme e il fratello lo notò subito.
«Hai fatto pace con la nostra Irina, eh?» chiese sorridendo, mostrando uno sguardo malizioso e sfacciato che lasciava poco da intendere.
Dima si limitò a fissarlo senza ribattere.
«Tutto tranquillo alla collina?» lo sollecitò Sasha, inarcando un sopracciglio.
«Sì, certo» rispose lui troppo velocemente.
«Mi sono perso qualcosa?» insisté di nuovo Sasha.
Dmitrij brontolò perché non si era aspettato che il fratello capisse subito che era successo qualcosa durante la notte. «Non ho fatto niente!» protestò di rimando, roso dal senso di colpa per essere così chiaramente leggibile agli occhi degli altri.
«Può anche darsi…» Il fratello maggiore scrutò Dima negli occhi. «In tal caso, peggio per te» concluse con ironia, ostentando un sorriso arrogante.
«Ma che stai dicendo?»
«Ti conosco da quando ciucciavi le tette di mamma, pensi di potermi nascondere qualcosa?» affermò Sasha abbandonando completamente il lavoro. Si alzò e una volta vicino al fratello lo afferrò per le spalle e lo strattonò con vigore. «Sarebbe anche ora!» brontolò mentre sfiorava la fronte del fratello minore con la sua.
Dima si liberò da quella morsa e lo sfidò: «Anche se fosse non è affar tuo, mi pare».
«Ah, tu dici? Irina è come una di famiglia e se finalmente vi siete decisi a smettere di essere scemi e a fidarvi l’uno dell’altra, io non posso che esserne felice. Ho sempre fatto il tifo per voi due!»
Dima scoppiò a ridere. Quell’energumeno sempre gelido con tutti aveva tutto sommato un cuore caldo. Sasha era un uomo rude e di poche parole, con pochi amici, ma buoni. Era stato per lui un secondo padre più che un fratello e non si aspettava una dichiarazione così diretta.
«Questa notte è stata la più bella di tutta la mia vita. E ce ne saranno ancora!» confessò Dima, stampandosi un sorriso luminoso sull’ovale del viso.
«Certo, sei mio fratello, non puoi aver fatto cilecca!» commentò Sasha, ridendo in modo sguaiato e mostrando così non solo i denti, ma anche le tonsille.
«Ben detto, sono andato dritto all'obbiettivo!»
Risero entrambi.
”
”
Eilan Moon (Teufel, il Diavolo)