Trish Una Quotes

We've searched our database for all the quotes and captions related to Trish Una. Here they are! All 6 of them:

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—Para que lo sepas, Lenny, esta no es una cita —Trish dice. —Entonces, ¿qué es? —Soy yo sintiendo lástima por ti, porque eres un perdedor.
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Simone Elkeles
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a medio pitillo me miró de una forma extraña, como si estuviera a punto de tomar una decisión. Luego dijo—: Quiero darte una cosa. —Su voz era natural, afable, como de costumbre, pero sus ojos no. En conjunto, parecía asustado. Se quitó la pulsera de plata de la muñeca. Siempre la había llevado, y yo sabía lo que había escrito en ella: «Buddy», grabado con letra florida. Era una imitación de la pulsera de identificación militar; muchos chicos las usaban—. Mi pulsera de identidad —dijo. —Oh —dije cuando la colocó en mi mano, que ahora, estaba segura, olía a cebolla. Recorrí el nombre plateado de Buddy con los dedos como si lo admirara. Ni se me ocurrió rechazarla; era imposible, porque nunca habría sabido explicar qué había de malo en aceptarla. También me di cuenta de que Buddy poseía cierto poder sobre mí, de que, ahora que había presenciado accidentalmente algo de mí que era real, sabía demasiado acerca de mis desviaciones de la norma. Pensé que yo tenía que corregirlo de algún modo. Años más tarde se me ocurrió que muchas mujeres se habrían comprometido, e incluso casado, en circunstancias similares. También me di cuenta años más tarde de que Buddy se había equivocado de palabra: no era una pulsera de identidad; sino una pulsera de identificación. La diferencia se me escapó en aquel momento, aunque quizá, después de todo, era la palabra adecuada y lo que Buddy me ofrecía era su identidad, una parte fundamental de su persona que yo debía guardar por él y vigilar. Otra interpretación se ha abierto camino desde entonces: que Buddy me estaba grabando su nombre, como un letrero de «Reservado» o un distintivo de propiedad, un tatuaje en la oreja de una vaca o una marca al rojo vivo. Nadie lo vio así en aquel momento. Todo el mundo sabía que llevar la pulsera de identificación de un chico era un privilegio, no una degradación, y por eso Trish me felicitó cuando volvió de pasear con Charlie. Percibió el cambio al instante.
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Margaret Atwood (Un dĂ­a es un dĂ­a)
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Dar mi-e mai putin frica de ce s-ar putea intampla cu mine navigand de una singura in Marea Caraibilor decat de ce s-ar putea intampla cu mine daca as ramane acasa.
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Trish Doller (Float Plan (Beck Sisters, #1))
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«Hai mai avuto la sensazione di vivere come se stessi costruendo un castello di carte?» domandò, a bassa voce. Accanto a lui, suo fratello interruppe i preparativi per la cena e si voltò a guardarlo accigliato; era evidente che non capiva, ma Viv non se l’era aspettato del tutto. Nel mondo diafano e impalpabile di Björn, anche i castelli di carta dovevano essere un miraggio: un gioco di luce nell’aria, come le fate morgane del deserto.«Ti sforzi, no?» proseguì, intento. «Ci sono cose su cui puoi fare affidamento e debolezze inevitabili, e ti sforzi di tenere conto di tutto mentre impili una carta sopra l’altra e senti la forza di gravità sempre più intensa, come una maledizione che ti chiama, ma fai attenzione comunque, mantieni il tocco leggero, tocchi ogni cosa in punta di dita, e per un po’ funziona. Ma sai – lo sai perfettamente – che ogni nuova carta che poserai potrebbe essere quella che farà crollare tutto. E sai anche che certi punti sono più fragili degli altri, ma se non costruissi anche lì, la fragilità si estenderebbe a quelli che al momento sembrano più solidi, quindi… continui. Sperando, pregando. Cercando di convincerti.»«Ti senti così con Carlos?» domandò Bj.«Mi sento così con tutto,» ammise lui.«E quali sarebbero queste debolezze congenite su cui non puoi evitare di costruire?»Suo fratello aveva un tono saldo, partecipe; per la prima volta, Viv si sentì tentato di raccontargli tutto davvero, o almeno le parti meno spaventose, quelle su cui forse avrebbe potuto aiutarlo a fare luce. Ma come spiegargli la ragione per cui soltanto la sera prima, mentre stavano a ridere in gruppo intorno al tavolo di un locale tranquillo, Raven creava per incanto un uccellino dalle pieghe di un foglio di carta ed Eve allargava un mazzo di tarocchi tra piatti e bicchieri perché Trish aveva deciso che la divinazione poteva essere un bel modo di continuare a ignorare i suoi casini, lui aveva sentito il cellulare vibrare nella tasca e – anche se sedeva accanto a Carlos, con il suo ginocchio premuto contro la coscia; anche se stava bene, in quel momento, benissimo – appena aveva visto che si trattava di un messaggio di David Hamilton era scappato in bagno a rispondere, invece di cancellarlo all’istante insieme al numero stesso.
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Micol Mian (In luce fredda (Rosa dei venti Vol. 1))
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«E cosa meriteresti, allora?»«Trish!» sibilò l’amico. Lei gli lanciò un’occhiataccia. «No, davvero,» proseguì. «Se non ti meriti Carlos, e serate come questa, e gente che ti vuole bene, e anche un po’ di amore, forse… cosa meriteresti? Di essere solo? Di distruggerti e basta? Un ragazzo diverso ogni sera o forse soltanto, chissà, un avvocato sposato che ti scopa in segreto e sembra più sopportabile perché non ti costringe a fare nulla allo scoperto?»Ogni parola sembrava affondare in lui come un coltello, lame affilate e cicatrici antiche, da riaprire di volta in volta perché non facessero mai in tempo a sbiadire. Premendosi una mano sulla fronte, Viv rubò uno sguardo a Keith: stava guardando entrambi con gli occhi socchiusi, la fronte corrugata di preoccupazione. Sentì una fitta di rimorso anche per quello: la sua prima serata a casa, la prima neve che vedevano insieme, e doveva sporcarla con quelle ansie violente.«Quello che sentiamo di meritare non conta un cazzo, Viv,» disse ancora Trish, in tono più dolce e al tempo stesso più duro: come una lezione mandata a memoria da tempo, che ripeteva perché fosse presente a se stessa, senza neanche crederci del tutto. «La vita non è una sequenza di premi e punizioni, le cose non capitano secondo qualche regola del contrappasso. Sei tu l’unico che tiene il bilancio. E se proprio non riesci a fregartene, il massimo che puoi fare è provare a non farlo scontare ad altri.»«A volte, però, gli altri sarebbero felici di poterlo scontare per te,» osservò Keith, a bassa voce. Nel silenzio di quella sera, in cui anche il traffico delle vie parallele sembrava inghiottito dal cielo bianco contro cui si stagliava ogni cosa, le sue parole risuonarono più morbide di quanto avrebbe forse voluto, prive di qualunque asprezza.«Nessuno può scontare certe cose per te,» ribatté Trish in tono categorico, ma sembrò inciampare anche lei nella propria certezza. Respirando a fondo, cercando di concentrarsi su quello, e sulle figure degli amici, sulla neve che li avvolgeva, Viv guardò Keith allungare la mano, posarla sulla spalla dell’amica; vide Trish irrigidire le spalle, poi rilassarle forzatamente e lasciarsi tirare contro il suo giaccone.Alzando l’altro braccio, poi, Keith tese la mano destra verso di lui: un invito
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Micol Mian (In luce fredda (Rosa dei venti Vol. 1))
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Amico.Sembrava una barzelletta, nel loro caso. Trish sarebbe morta quando gliel’avrebbe detto. La risata che gli affiorò sulle labbra non fu cattiva, però, o affilata e ironica: piuttosto improvvisa, spumeggiante come acqua. Dal letto, il sorriso di Carlos si fece un po’ più convinto. «D’accordo.»E quell’impegno, sul momento, sembrò bastare
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Micol Mian (In luce fredda (Rosa dei venti Vol. 1))