Dolce Quotes

We've searched our database for all the quotes and captions related to Dolce. Here they are! All 100 of them:

Even the most miserable life is better than a sheltered existence in an organized society where everything is calculated and perfected.
Federico Fellini (La Dolce Vita: Federico Fellini's Masterpiece)
[M]y favorite teacher was explaining that you don't say but however. These are pleonasms: the use of more words than necessary to express an idea. There are times in life that are very but however.
Stefano Benni (Margherita Dolce Vita)
We must get beyond passions, like a great work of art. In such miraculous harmony. We should learn to love each other so much to live outside of time... detached.
Federico Fellini (La Dolce Vita: Federico Fellini's Masterpiece)
It's what we call a dolce pazzia... a sweet madness. Once you feel it, you will never want to leave it.
Anne Fortier (Juliet)
Dolce far niente: the pleasure of doing anything
Elizabeth Gilbert (Eat, Pray, Love)
La Dolce Vita
Elizabeth Gilbert
I change clothes at least three times a day. It's the only way I can justify all the shopping I do. Prada to the grocery store? Yes! Gucci to the dry cleaner's? Why not? Dolce & Gabbana to the corner deli? I insist!
RuPaul (Workin' It! Rupaul's Guide to Life, Liberty, and the Pursuit of Style)
Destiny cuts the cake of love, Three slices to some, To others, a crumb.
Stefano Benni (Margherita Dolce Vita)
Being in love, as both Plato and David Bowie have pointed out, is horrible.
Stefano Benni (Margherita Dolce Vita)
La parola ‘amore’ per noi non esiste, esiste solo la dolce, struggente, passionale, e depravata ossessione di fare nostro, in ogni modo e con qualsiasi mezzo, quello che desideriamo.
Anya M. Silver (Pure Revenge (Lethal Men, #1))
That's what art is: escaping everyday normality, which wants to eat you alive.
Stefano Benni (Margherita Dolce Vita)
If you meet an angel, you will have not peace, but a fever.
Stefano Benni (Margherita Dolce Vita)
A volte penso che dovrei mettermi a dieta, poi penso che se dimagrissi sarei sempre tesa per la paura di ingrassare, invece così sono tranquilla.
Stefano Benni (Margherita Dolce Vita)
Sempre caro mi fu quest'ermo colle, e questa siepe, che da tanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo esclude. Ma sedendo e mirando, interminati spazi di là da quella, e sovrumani silenzi, e profondissima quiete io nel pensier mi fingo, ove per poco il cor non si spaura. E come il vento odo stormir tra queste piante, io quello infinito silenzio a questa voce vo comparando: e mi sovvien l'eterno, e le morte stagioni, e la presente e viva, e il suon di lei. Così tra questa immensità s'annega il pensier mio: e il naufragar m'è dolce in questo mare.
Giacomo Leopardi
Chi può capire qualcosa della dolcezza se non ha mai chinato la propria vita, tutta quanta, sulla prima riga della prima pagina di un libro? No, quella è la sola e più dolce custodia di ogni paura-un libro che inizia.
Alessandro Baricco (Castelli di rabbia)
Il tuo calore è dolce mentre mi abbracci.
Stefano Benni (Di tutte le ricchezze)
La bellezza è raramente dolce o consolatoria. Quasi l'opposto. La vera bellezza è sempre un po' inquietante.
Donna Tartt (Dio di illusioni)
When life gives you twists and turns, Chique Yourself Up in Italy!
Barbara Conelli
Se deridi così le storie di chi ha sofferto, vuol dire che non hai sofferto abbastanza.
Stefano Benni (Margherita Dolce Vita)
Felicità. Semplice come un bicchiere di cioccolata o tortuosa come il cuore. Amara. Dolce. Viva.
Joanne Harris (Chocolat (Chocolat, #1))
Chi non ha mai pianto di felicità non può comprendere quanto dolce e incontenibile sia il suo frutto.
Dilhani Heemba (Nuova Terra: Gli occhi dell'erede (Nuova Terra, #1))
Dunque, pare che alle anime viventi possano toccare due sorti: c'è chi nasce ape, e chi nasce rosa... Che fa lo sciame delle api, con la sua regina? Va, e ruba a tutte le rose un poco di miele, per portarselo nell'arnia, nelle sue stanzette. E la rosa? La rosa l'ha in se stessa, il proprio miele: miele di rose, il più adorato, il più prezioso! La cosa più dolce che innamora essa l'ha già in se stessa: non le serve cercarla altrove. Ma qualche volta sospirano di solitudine, le rose, questi esseri divini! Le rose ignoranti non capiscono i propri misteri. La prima di tutte le rose è Dio. Fra le due: la rosa e l'ape, secondo me, la più fortunata è l'ape. E l'Ape Regina, poi, ha una fortuna sovrana! Io, per esempio, sono nato Ape Regina. E tu, Wilhelm? Secondo me, tu, Wilhelm mio, sei nato col destino più dolce e col destino più amaro: tu sei l'ape e sei la rosa.
Elsa Morante (L'isola di Arturo)
When I'm in love, I can't stand anyone.
Stefano Benni (Margherita Dolce Vita)
I fuck old men for a living. Of course I golf.
Dolce. (Escapade)
L'arte è questo: scappare dalla normalità che ti vuole mangiare.
Stefano Benni (Margherita Dolce Vita)
Ascoltavo la mia prof preferita, quella di lettere. Stava spiegando che non si dice ma però, e neanche ma d'altra parte. Sono pleonasmi, allungano il discorso, e continuava a parlare, parlare e io pensavo che aveva ragione, ma però d'altra parte contemporaneamente d'altronde, per spiegarci di non farla lunga la stava facendo lunghissima, ma però non se ne accorgeva. E ci sono periodi molto maperò nella vita. Il fiume degli eventi ristagna e non si sa quale direzione prenderà, e andiamo alla deriva in acque torbide. Poi l'acqua diventa limpida, il torrente scorre, e tutto torna trasparente.
Stefano Benni (Margherita Dolce Vita)
You are what you read.
Nancy Petralia (Not in a Tuscan Villa: During a Year in Italy, a New Jersey Couple Discovers the True Dolce Vita When They Trade Rose-colored Glasses for 3Ds)
I understand La Dolce Famiglia will be exclusive to Purity hotels. When is the opening?” Julietta spoke up. “Sex months.” Silence dropped. The three of them stared at her as if she’d sprouted horns, and suddenly, she realized what she said. Holy crap. Talk about a Freudian slip of epic propor-tions.
Jennifer Probst (The Marriage Merger (Marriage to a Billionaire, #4))
Mi prende il viso tra le mani, le sue unghie dipinte che scintillano come stelle, e quando mi bacia percepisco una sfumatura di paura e un leggero gusto di lacrime, ma è intenso e dolce come un sorbetto alla frutta, e decido di chiamarlo felicità.
Alexis Hall (Glitterland (Spires, #1))
Speed can be fun, productive and powerful, and we would be poorer without it. What the world needs, and what the slow movement offers, is a middle path, a recipe for marrying la dolce vita with the dynamism of the information age. The secret is balance: instead of doing everything faster, do everything at the right speed. Sometimes fast. Sometimes slow. Sometimes in between.
Carl Honoré (In Praise of Slowness: Challenging the Cult of Speed)
Perché nessuno possa dimenticare di quanto sarebbe bello se, per ogni mare che ci aspetta, ci fosse un fiume, per noi. E qualcuno un padre, un amore, qualcuno capace di prenderci per mano e di trovare quel fiume immaginarlo, inventarlo e sulla sua corrente posarci, con la leggerezza di una sola parola, addio. Questo, davvero, sarebbe meraviglioso. Sarebbe dolce, la vita, qualunque vita. E le cose non farebbero male, ma si avvicinerebbero portate dalla corrente, si potrebbe prima sfiorarle e poi toccarle e solo alla fine farsi toccare. Farsi ferire, anche. Morirne. Non importa. Ma tutto sarebbe, finalmente, umano. Basterebbe la fantasia di qualcuno un padre, un amore, qualcuno. Lui saprebbe inventarla una strada, qui, in mezzo a questo silenzio, in questa terra che non vuole parlare. Strada clemente, e bella. Una strada da qui al mare.
Alessandro Baricco
The winter was blasting its cold winds of dire portent into the tender face of springtime.
Stefano Benni (Margherita Dolce Vita)
Dolce color d’oriental zaffiro, che s’accoglieva nel sereno aspetto del mezzo, puro infino al primo giro, a li occhi miei ricominciò diletto, tosto ch’io usci’ fuor de l’aura morta che m’avea contristati li occhi e ‘l petto.
Dante Alighieri (The Divine Comedy of Dante Alighieri, Volume 2: Purgatorio)
Invento i libri e racconto di averli letti. Fingo così bene e li rigiro nel cervello così a lungo che forse a quel punto potrei anche scriverli. Ma fantasticare è piacevole, scrivere è faticoso.
Stefano Benni (Margherita Dolce Vita)
To have output you must have input. It helps to go on a period of creative nourishment, or dolce far niente, clearing the brain. Go to bed with the cat, some flouffy pillows, tea and a book which could not in any sense be called improving. Read for fun for a change: superior Chicklit is good, or children’s classics. You are not allowed to try and analyse what the author is doing. After a good sleep, go and do something new, or that you haven’t done for a while....
Lucy Sussex
Edward & Bella: I suoi occhi dorati mi sfiorarono con uno sguardo dolce. «Hai detto che mi amavi» «Lo sapevi già» dissi, chinando la testa «Però è stato bello sentirlo». Affondai la faccia nella sua spalla. «Ti amo», sussurrai. «Tu sei la mia vita adesso».
Stephenie Meyer (Twilight (The Twilight Saga, #1))
La storia ci guarda e non vorrei che vomitasse.
Stefano Benni (Margherita Dolce Vita)
«Gratis?» ha detto la mamma. È l'unica parola al mondo a cui non sa resistere. Da anni le teniamo nascosto che si muore gratis, perché sarebbe capace di suicidarsi all'istante.
Stefano Benni (Margherita Dolce Vita)
The nonchalance and dolce-far-niente air of nature and society hint at infinite periods in the progress of mankind.
Henry David Thoreau
No dainty dolce affettuoso I.
Walt Whitman
Non c'è appagamento che non sia reso più dolce dal protrarsi del desiderio.
Jacqueline Carey (Kushiel's Dart (Phèdre's Trilogy, #1))
Dolce Far Niente
Elizabeth Gilbert (Eat, Pray, Love)
Afferrò il viso di Jay tra le mani tenendolo fermo lì, dove lui voleva, mentre si saziava dei suoi respiri irregolari, del suo shock. Le labbra di Jay non si mossero, rimase lì, passivo. Kynk continuò il suo attacco e l’altro si arrese all’inevitabile. Il cazzo gli si fece di granito nelle mutande mentre divorava la bocca piena di Jay, gustandosi la dolce resa del suo amante.
Anya M. Silver (Pure Revenge (Lethal Men, #1))
Perché nessuno possa dimenticare di quanto sarebbe bello se, per ogni mare che ci aspetta, ci fosse un fiume, per noi. E qualcuno - un padre, un amore, qualcuno - capace di prenderci per mano e di trovare quel fiume - immaginarlo, inventarlo - e sulla sua corrente posarci, con la leggerezza di una sola parola, addio. Sarebbe dolce, la vita, qualunque vita. E le cose non farebbero male, ma si avvicinerebbero portate dalla corrente, si potrebbe prima sfiorarle e poi toccarle e solo alla fine farsi toccare. Farsi ferire, anche. Morirne. Non importa. Ma tutto sarebbe, finalmente, umano. Basterebbe la fantasia di qualcuno - un padre, un amore, qualcuno. Lui saprebbe inventarla una strada, qui, in mezzo a questo silenzio, in questa terra che non vuole parlare.
Alessandro Baricco (Ocean Sea)
Roma bruciava di sole, quel giorno, e le cupole sembravano più tonde che mai dentro il sole, le foglie più verdi, la dolcezza più dolce. Ma lei partiva senza rammarico perché erano ventisei anni che mangiava cupole e verde e dolcezza e ormai aveva fame di grattacieli, di grigio, di guerra.
Oriana Fallaci
Here’s what I like about God: Trees are crooked, mountains are lumpy, a lot of his creatures are funny-looking, and he made it all anyway. He didn’t let the aardvark convince him he had no business designing creatures. He didn’t make a puffer fish and get discouraged. No, the maker made things—and still does. European film directors often enjoy creative careers, during which their films mature from the manifestos of angry young men to the rueful wisdom of great works by creative masters. Is an afternoon siesta the secret? Is their vita just a little more dolce? We’ve taken espresso to our American hearts, but we haven’t quite taken to the “break” in our coffee breaks. Worried about playing the fool, we forget how to simply play. We try to make our creativity linear and goal oriented. We want our “work” to lead somewhere. We forget that diversions do more than merely divert us.
Julia Cameron (Walking in This World (Artist's Way))
Perché dovremmo mettere fine a tutto ciò che è dolce e bello? - ella scongiurava - Quanto deve avvenire, avverrà - ...... - Tutto è angoscia laggiù, e qui dentro tutto è felicità. Anch'egli gettò un'occhiata fuori. Era proprio vero; dentro c'era affetto, unione, il perdono dell'errore; fuori stava l'inesorabile
Thomas Hardy
-È un peccato, però- commenta Edelweiss. -Secondo me stareste bene insieme.- Leanne e Felix la guardano perplesse -Su quale base? - -Su una base da costruire: non è questo che si fa in una coppia?- -Non possiamo accantonare le nostre differenze- -Ma certo che no- replica dolce Edel -Potreste fonderle insieme. Non è questo che si fa in una coppia?-
Mirya (Glitch (Wired, #1))
He turns toward the voice. It is as though the darkness itself has spoken. But when he looks closer he can make her out - the very pale blonde hair first, gleaming in what little light there is, then the shimmering stuff of her dress.
Lucy Foley
[T]he real lie that advertising tells is not so much in what it shows, but in what it leaves out.
Stefano Benni (Margherita Dolce Vita)
Dice che una buona idea deve essere: sconfinata come gli spazzi freddi dell'Universo e precisa come la scelta di un gelato.
Stefano Benni (Margherita Dolce Vita)
Bella: Ci trovavamo entrambi in pericolo di morte. eppure, in quell'istante, mi sentìì bene. Intera. Finalmente sentivo il cuore pompare nel petto, il sangue scorrere caldo e veloce nelle vene. I miei polmoni si riempirono del dolce profumo della sua pelle. La voragine si era chiusa senza lasciare traccia. Mi sentivo perfetta, come se la ferita non si fosse mai spalancata.
Stephenie Meyer
Quando i bambini crescono e diventano adulti, capiscono subito che quello che gli avevano detto da bambini non è vero, eppure riciclano ai loro figli l'antica bugia. E cioè che tutti vogliono consegnare ai bambini un mondo migliore, è un passaparola che dura da secoli, e il risultato è questa Terra, questa vescichetta d'odio. Perciò io, che sono una bambina in scadenza, penso: a) che i grandi non hanno più nulla da insegnarci; b) che sarebbe meglio se noi prendessimo le decisioni, e i temi scolastici contro la guerra li scrivessero loro; c) che dovrebbero smettere di fare i film dove la giustizia trionfa e farla trionfare subito all'uscita del cinema. Ebbene sì, sono polemica.
Stefano Benni (Margherita Dolce Vita)
Personally I thought you had to go into something like this with your eyes closed. If you thought about it too much you’d almost certainly not do it because there were just too many reasons not to. Rather the only thing to do was jump in and then take a peek at where you’d landed.
Cathy Rogers (The Dolce Vita Diaries: Stories and Recipes from an Italian Olive Grove)
Se ci fosse un cacciavite per togliere le idee sbagliate e un martello per fissare le buone intenzioni, una chiave inglese per stringere per sempre l'amore e una sega per tagliare col passato! Ma questa attrezzeria non ce l'hanno data e, dopo aver tentennato e scricchiolato, prima o poi ci romperemo.
Stefano Benni (Margherita Dolce Vita)
I didn't care for the energy of the place—too many people and too much cigarette smoke—so I ventured instead near the lobby and the shops. At first I was a little intimidated by all the designer labels, but after a while I ventured into Dolce & Gabbana and Louis Vuitton and of course my favorite, Jimmy Choo. I was like a kid at the petting zoo, stroking the luxurious fabrics, cuddling with the fine leather purses, and cooing to the shoes. "Want to come home with me?" I asked one pair of beautiful snakeskin sandals. Their $450 price tag begged to differ, however, and I left them to find another home.
Victoria Laurie
She cleared her throat. "I dont like that sort of thing." [...] "What sort of thing?" His gaze dropped to her mouth. Held there. [...] "The F-word sort of thing. She blurted it out, saying the first thing that came into her mind without thinking. His eyebrow shot up. She hadn't thought that anyone could do that. Shoot up one eyebrow. It was incredibly hot-at least on him. "The F-word?" He repeated. " Dolce core, you can't even say fuck, for fuck's sake.
Christine Feehan (Shadow Rider (Shadow Riders, #1))
La morte è la madre della bellezza" disse Henry. "E cos'è la bellezza?" "Terrore." "Ben detto!" esclamò Julian. "La bellezza è raramente dolce o consolatoria. Quasi l'opposto. La vera bellezza è sempre un po' inquietante." Guardai Camilla, il suo volto risplendente al sole, e pensai a quel verso dell'"Iliade" che amo tanto, su Pallade Atene e i suoi terribili occhi sfavillanti. "E se bellezza è terrore," proseguì Julian, "cos'è allora il desiderio? Riteniamo di avere molti desideri, ma di fatto ne abbiamo soltanto uno. Qual è?" "Vivere" rispose Camilla. "Vivere per sempre" aggiunse Bunny, col mento sul palmo della mano.
Donna Tartt (The Secret History)
Among these temperamentally unhappy campers are "reactant" personalities, who focus on what they often wrongly perceive as others' attempts to control them. In one experiment, some of these touchy individuals were asked to think of two people they knew: a bossy sort who advocated hard work and a mellow type who preached la dolce vita. Then, one of the names was flashed before the subjects too briefly to register in their conscious awareness. Next, the subjects were given a task to perform. Those who had been exposed to the hard-driving name performed markedly worse than those exposed to the easygoing name. Even this weak, subliminal attention to an emotional cue that suggested control was enough to get their reactant backs up and cause them to act to their own disadvantage. All relationships involve give-and-take and cooperation, so a person who habitually attends to ordinary requests or suggestions like a bull to a red flag is in for big trouble in both home and workplace.
Winifred Gallagher
Passavamo sulla terra leggeri come acqua, disse Antonio Setzu, come acqua che scorre, salta, giù dalla conca piena della fonte, scivola e serpeggia fra muschi e felci, fino alle radici delle sughere e dei mandorli o scende scivolando sulle pietre, per i monti e i colli fino al piano, dai torrenti al fiume, a farsi lenta verso le paludi e il mare, chiamata in vapore dal sole a diventare nube dominata dai venti e pioggia benedetta. A parte la follia di ucciderci l'un l'altro per motivi irrilevanti, eravamo felici. Le piante e le paludi erano fertili, i monti ricchi di pascolo e fonti. Il cibo non mancava neppure negli anni di carestia. Facevamo un vino colore del sangue, dolce al palato e portatore di sogni allegri. Nel settimo giorno del mese del vento che piega le querce incontravamo tutte le genti attorno alla fonte sacra e per sette giorni e sette notti mangiavamo, bevevamo, cantavamo e danzavamo in onore di Is. Cantare, suonare, danzare, coltivare, raccogliere, mungere, intagliare, fondere, uccidere, morire, cantare, suonare, danzare era la nostra vita. Eravamo felici, a parte la follia di ucciderci l'un l'altro per motivi irrilevanti. (pag. 56)
Sergio Atzeni (Passavamo sulla terra leggeri)
Oh, my father sighs, if only we had a screwdriver that could unscrew wrongheaded ideas; if only we had a hammer to drive home good intentions; if only we had a pipe wrench to tighten hearts in everlasting love; a saw that we could use to make a clean cut with the past!
Stefano Benni (Margherita Dolce Vita)
Dentro un raggio di sole che entra dalla finestra, talvolta vediamo la vita nell'aria. E la chiamiamo polvere.
Stefano Benni (Margherita Dolce Vita)
Quei signore e signori e ragazzi e ragazze seduti, tutti avevano ragione. E parlandone, si rafforzavano in questa loro certezza. E la loro ragione era costruita sul dileggio, sulla rovina, sul disprezzo degli altri. E più parlavano, più la ragione cresceva e chiedeva il suo tributo di parole, di minacce, di gesti. E sempre più gli altri, quelli dalla parte del toro, diventavano lontani e miserabili. Ma guardando oltre la strada, nei bar di fronte, altra gente era seduta e anche loro avevano ragione. Una gigantesca, unica ragione divideva il mondo in quelli che l'avevano, cioè tutti, e gli altri, cioè tutti.
Stefano Benni (Margherita Dolce Vita)
Movies do not change, but their viewers do. When I saw La Dolce Vita in 1960, I was an adolescent for whom “the sweet life” represented everything I dreamed of: sin, exotic European glamor, the weary romance of the cynical newspaperman. When I saw it again, around 1970, I was living in a version of Marcello’s world; Chicago’s North Avenue was not the Via Veneto, but at 3 a.m. the denizens were just as colorful, and I was about Marcello’s age. When I saw the movie around 1980, Marcello was the same age, but I was 10 years older, had stopped drinking, and saw him not as a role model but as a victim, condemned to an endless search for happiness that could never be found, not that way. By 1991, when I analyzed the film a frame at a time at the University of Colorado, Marcello seemed younger still, and while I had once admired and then criticized him, now I pitied and loved him. And when I saw the movie right after Mastroianni died, I thought that Fellini and Marcello had taken a moment of discovery and made it immortal.
Roger Ebert
Sono innamorata dello smettere. A suo modo è un'arte, se ci pensate. Smettere bene richiede un innato senso della bellezza; bisogna saper sentire il momento della svolta, proprio quando il desiderio fa la sua comparsa, quello è il momento di darci un taglio, giù deciso, l'istante in cui lo smettere è maturo come una pesca che si fa dolce sull'albero: crack, si spacca il picciolo, la pesca cade per terra, nera e argento di mosche.
Aimee Bender (An Invisible Sign of My Own)
«Rafe, mi dispiace per essermi comportato da stronzo. È quello che succede quando apro bocca. Perciò la chiuderò e lascerò che mi racconti di te, sperando che tu possa perdonarmi perché, francamente, non riesco a immaginare di non parlarti mai più» disse, e aspettò la risposta di Rafe. Quest’ultimo non poteva credere che un ragazzo come Pierce volesse la sua amicizia. Lui era veleno, ma se il veleno era dolce, al diavolo gli antidoti.
Chris Ethan (Il ragazzo con la valigia (C'era una volta un ragazzo, #1))
Verrai a visitarmi in sogno ed io sarò felice: è dolce vedere i propri cari anche di notte, per il tempo che ci è concesso. Magari avessi la voce e il canto di Orfeo, per ammaliare la figlia di Demetra o il suo sposo e così portarti via dall'Ade. Scenderei tra le ombre, e né il cane di Plutone né Caronte, il nocchiero delle anime potrebbero impedirmi di restituirti alla luce. Ma così come stanno le cose, aspettami, finchè non giunga il mio ultimo giorno: prepara la dimora, dove tu ed io abiteremo insieme. Ordinerò ai miei figli di depormi nella tua stessa bara di cedro, giaceremo fianco a fianco: neanche da morto voglio restar separato da te, l'unica persona a me fedele.
Euripides (Alcestis)
Mi dispiace, Signore. Non era mia intenzione litigare con Riley.” “Ragazzo,” proseguì Deacon, la sua voce più dolce mentre gli circondava il collo con una mano usando il pollice per sollevargli la testa, “ho sentito quello che hai detto e cosa ha detto lui. Non hai fatto niente di sbagliato e… hai ragione. Tu sei desiderato e amato. Non permettere che gente come lui cerchi di determinare quanto vali e dirti cosa puoi fare. Tu sei il mio ragazzo. Punto
Tempeste O'Riley (Caged Sanctuary)
Eppure l'amore all'inizio è una cosa bella, una cosa dolce e cara. Ma proprio come un gattino, che da piccolo ti delizia con i suoi modi teneri e amabili, con la sua innocenza, morbidezza e mansuetudine, si trasforma con spaventosa rapidità in un gatto che ti artiglia crudelmente. Vorrei sapere se esiste una sola persona al mondo, all'apparenza felice e indifferente, che non abbia ben nascosti sotto abiti e ornamenti i segni degli artigli dell'amore. Credo anche che si tratti di graffi così profondi che sanguinano a lungo, senza rimarginarsi; e quando, dopo anni, finalmente guariscono, rimane sempre una cicatrice, rossa e terribile, che fa trasalire quando inavvertitamente la si tocca.
Elizabeth von Arnim (Lettere di una donna indipendente)
L'AQUILONE C'è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d'antico: io vivo altrove, e sento che sono intorno nate le viole. Son nate nella selva del convento dei cappuccini, tra le morte foglie che al ceppo delle quercie agita il vento. Si respira una dolce aria che scioglie le dure zolle, e visita le chiese di campagna, ch'erbose hanno le soglie: un'aria d'altro luogo e d'altro mese e d'altra vita: un'aria celestina che regga molte bianche ali sospese... sì, gli aquiloni! È questa una mattina che non c'è scuola. Siamo usciti a schiera tra le siepi di rovo e d'albaspina. Le siepi erano brulle, irte; ma c'era d'autunno ancora qualche mazzo rosso di bacche, e qualche fior di primavera bianco; e sui rami nudi il pettirosso saltava, e la lucertola il capino mostrava tra le foglie aspre del fosso. Or siamo fermi: abbiamo in faccia Urbino ventoso: ognuno manda da una balza la sua cometa per il ciel turchino. Ed ecco ondeggia, pencola, urta, sbalza, risale, prende il vento; ecco pian piano tra un lungo dei fanciulli urlo s'inalza. S'inalza; e ruba il filo dalla mano, come un fiore che fugga su lo stelo esile, e vada a rifiorir lontano. S'inalza; e i piedi trepidi e l'anelo petto del bimbo e l'avida pupilla e il viso e il cuore, porta tutto in cielo. Più su, più su: già come un punto brilla lassù lassù... Ma ecco una ventata di sbieco, ecco uno strillo alto... - Chi strilla? Sono le voci della camerata mia: le conosco tutte all'improvviso, una dolce, una acuta, una velata... A uno a uno tutti vi ravviso, o miei compagni! e te, sì, che abbandoni su l'omero il pallor muto del viso. Sì: dissi sopra te l'orazïoni, e piansi: eppur, felice te che al vento non vedesti cader che gli aquiloni! Tu eri tutto bianco, io mi rammento. solo avevi del rosso nei ginocchi, per quel nostro pregar sul pavimento. Oh! te felice che chiudesti gli occhi persuaso, stringendoti sul cuore il più caro dei tuoi cari balocchi! Oh! dolcemente, so ben io, si muore la sua stringendo fanciullezza al petto, come i candidi suoi pètali un fiore ancora in boccia! O morto giovinetto, anch'io presto verrò sotto le zolle là dove dormi placido e soletto... Meglio venirci ansante, roseo, molle di sudor, come dopo una gioconda corsa di gara per salire un colle! Meglio venirci con la testa bionda, che poi che fredda giacque sul guanciale, ti pettinò co' bei capelli a onda tua madre... adagio, per non farti male.
Giovanni Pascoli (Poemetti di Giovanni Pascoli (Italian Edition))
La somiglianza è come una dolce sensazione, basterebbe somigliarsi per credere che esistano la comprensione, i pensieri che si trasmettono senza parole, la fiducia reciproca. Si somigliavano soprattutto nei loro occhi limpidi, quegli occhi che purificarono lo sporco del mondo che li adombrava, come il filtro che purifica l'aria torbida e la rende potabile. Sembrava che l'acqua limpida fluisse dai loro occhi verso l'esterno. Il giorno in cui scorrerà sul mondo toglierà ogni contaminazione.
Yukio Mishima (Ali)
Julien non pensava più alla sua cupa ambizione, né ai suoi progetti tanto difficili da realizzare. Per la prima volta nella vita era travolto dal potere della bellezza, perso in una vaga e dolce fantasticheria, così estranea al suo carattere. Ma quell'emozione era un piacere, e non una passione. Tornando nella sua stanza, pensò a una sola felicità: quella di riprendere in mano il suo libro preferito. A vent'anni l'idea del mondo e dell'effetto da suscitarvi è più importante di qualunque altra cosa.
Stendhal (Il Rosso e il Nero)
Sentendo che non dormivo ancora, è arrivata la mamma. Deve aver capito che ero inquieta, perché ha detto: stai tranquilla, andrà tutto bene. Sono stata zitta. Cosa potevo risponderle? Quando i bambini crescono e diventano adulti, capiscono subito che quello che gli avevano detto da bambini non è vero, eppure riciclano ai loro figli l'antica bugia. E cioè che tutti vogliono consegnare ai bambini un mondo migliore, è un passaparola che dura da secoli, e il risultato è questa Terra, questa vescichetta d'odio.
Stefano Benni (Margherita Dolce Vita)
- Giacomo…- disse, con quella voce dolce e profonda al tempo stesso che mette su quando c’è della verità vera in quello che sta per dire, - nella vita ci sono cose che si possono governare, altre che bisogna prendere come vengono. È talmente più grande di noi, la vita. È complessa, ed è misteriosa… - Mentre lo diceva aveva gli occhi che luccicavano: lei ha sempre questi occhi pieni di stelle quando parla della vita, anche oggi. – L’unica cosa che si può sempre scegliere è amare, - disse. – Amare senza condizioni.
Giacomo Mazzariol (Mio fratello rincorre i dinosauri)
What can you possibly say about Rome? That it's eternal? That all roads lead to it? That it wasn't built in a day? That when there you should do as the locals do? Please. For millennia, Rome has embodied and repelled every cliché, description, and act of comprehension or explanation applied to it. As a city, it has been built and destroyed and rebuilt by - and has celebrated and signified and outlasted - caesars and barbarians and popes and Fascists and prophets and artists and pilgrims and schemers and migrants and lovers and fools.
Shawn Levy (Dolce Vita Confidential: Fellini, Loren, Pucci, Paparazzi, and the Swinging High Life of 1950s Rome)
E Harvey, essendo tutt'altro che ottuso, cominciò ad apprezzare e a godere l'aspro coro delle onde, quando le loro creste si infrangono una dietro l'altra, in un incessante scroscio; la fretta del vento che liberava gli immensi spazi, ammassando le ombre azzurrine e purpuree delle nubi; la splendente aurora, quando il sole si leva in un'aureola di fiamma; le spirali delle nebbie mattutine e il loro lento dissolversi come muraglie che collino a una a una, sulla candida distesa; lo splendido e salmastro riverbero del meriggio; il bacio della pioggia su miglia e miglia di acqua morta e liscia; il frettoloso oscurarsi del mondo al calar della sera; l'infinito scintillare del mare sotto il chiaro di luna, quando il bompresso aguzzava, solenne, la cima verso lontane stelle, e Harvey scendeva dal cuoco per un dolce.
Rudyard Kipling (Captains Courageous)
Fuori soffiava un vento forte e impetuoso, dentro all'appartamento però si stava bene. La stufa infatti emanava un calore ideale. Dai vetri leggermente appannati si vedevano i rami di un albero secco disegnare nell'aria delle fantasie elaborate. Il gusto dolce e quello amaro del tè si sposavano alla perfezione con quell'atmosfera. Io ero seduta sul divano e Rumi coricata su un enorme cuscino appoggiato sul pavimento. Sulle ginocchia aveva un plaid di maglia davvero bello.Erano mesi che non passavo dei momenti così rilassanti in compagnia di qualcuno.
Banana Yoshimoto (L'abito di piume)
«Quando ero piccolo, mio nonno mi raccontava una storia a proposito dell’acqua del fiume. Diceva che se guardavi a lungo i riflessi del sole, l’acqua avrebbe premiato la tua pazienza facendoti apparire il viso del tuo vero amore». «Che storia dolce. E tu hai già visto il riflesso del tuo vero amore?», chiesi scherzosamente. Lui sostenne il mio sguardo abbastanza a lungo da farmi arrossire. «Sono stato molto paziente». Mi chinai a osservare l’acqua, sperando di riuscire a scorgere anch’io qualcosa. Ed eccolo lì, il suo riflesso ondeggiante accanto al mio.
Bethany Neal (My Last Kiss)
Con le braccia che le bloccavano il busto e le gambe che tentavano di allargare quelle di Mery per impedirle di scalciare, per un istante il suo corpo partì per la tangente: lei era bionda, come Sam. Magra, come Sam. E slanciata, proprio come Sam. Poi Mery gli tirò una ginocchiata pericolosamente vicino all'inguine e Mason si ricordò che Mery non era Sam. Sam non era solo il suo corpo, i suoi capelli, il suo viso: Sam era Sam, dolce e delicata e sempre buona. E se Sam non era solo il suo corpo, significava che non era neanche solo il suo cazzo e che forse non aveva importanza cosa era, ma come era
Susan Moretto (Anormale)
Decido che quando la riporterò a casa stasera non la bacerò. Le dimostrerò che questa è solo una cena amichevole tra vicini di casa e niente di più. Camminiamo in silenzio. Il braccio di Jane rimane infilato nel mio, ma non faccio nulla per toglierlo. Non le sono mai stato così vicino fisicamente e sono dolorosamente consapevole che è passato molto tempo da quando una donna mi ha toccato in un modo così dolce. Nonostante ogni fibra del mio essere mi stia urlando di non farmi coinvolgere, il suo tocco mi piace troppo per spingerla via. E quella consapevolezza è quasi sconvolgente perché è chiaro che, probabilmente, sto combattendo una battaglia già persa con me stesso.
Sawyer Bennett (Finding Kyle)
Kane si mosse lentamente, senza perdere il contatto visivo, e gli prese una mano tra le sue, portandosela al volto e strusciando piano la guancia contro di essa. «Ho capito che non ho paura di essere toccato da te,» percorse con il naso una delle linee che solcavano il palmo ruvido, inspirando il suo odore, «che mi piace quando lo fai.» Mathias aprì la bocca, come se faticasse a respirare, nonostante non ne avesse bisogno. Poi, quando Kane schiuse le labbra e lambì l’interno del suo pollice con la punta della lingua, una sorta di gemito gli uscì dalla gola. «Sai cosa stai facendo?» gli chiese con un sussurro. Kane sorrise. «Ti sto chiedendo di toccarmi,» leccò anche l’indice, «di farmi sentire vivo di nuovo,» il medio, «di avere cura di me,» l’anulare, «di non farmi male,» si fermò con le labbra a un soffio dal mignolo, «ti prego, non farmi male,» baciò la punta del dito a occhi chiusi. «Sono così stanco di soffrire.» «Mai.» Se un ringhio poteva essere dolce, quello di Mathias lo fu. «Non ti farei mai del male.»
Aurora R. Corsini (Pardus (Le luci dell'Eos, #1))
«Voglio solo essere normale.» Mason le allungò il vassoio. «Per quello che può valere, secondo me fai bene. Ma devi cenare.» Sam sorrise. Mason era fatto così: un momento ti strappava il cuore dal petto e quello subito dopo faceva la cosa più dolce del mondo, come portarle un sandwich. Forse non aveva neanche finito di cenare, pur di evitare che lei saltasse il pasto. Aveva addirittura uno sbaffo di latte sul labbro superiore... Lo baciò. Quasi lo travolse per abbracciarlo e sentì il vassoio cadere a terra. Forse si era anche rotto il piatto, ma non importava: Mason era caldo contro di lei, lo sentiva forte sotto le dita e, quando lui rispose al bacio, un brivido le risalì lungo le braccia.
Susan Moretto (Anormale)
«Voglio sapere perché sono così lenta» sussurrò la lumaca. [...] «Sei lenta perché hai sulle spalle un gran peso» spiegò il gufo. [...] «Io so volare ma non lo faccio. Una volta, tanto tempo prima che voi lumache veniste ad abitare nel prato, c’erano molti più alberi di quelli che si vedono adesso. C’erano faggi e ippocastani, lecci, noci e querce. Tutti quegli alberi erano la mia casa, volavo di ramo in ramo, e il ricordo di quegli alberi che non ci sono più mi pesa così tanto che non posso volare. Tu sei una giovane lumaca e tutto ciò che hai visto, tutto ciò che hai provato, amaro e dolce, pioggia e sole, freddo e notte, è dentro di te, e pesa, ed essendo così piccola quel peso ti rende lenta.»
Luis Sepúlveda (Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza)
«Preferisci guardare un programma di cucina che baciarmi?» mi chiese lui, ma riusciva a malapena a trattenere un sorriso. Ero combattuto, perché adoravo baciare Jay e avrei voluto farlo tutto il tempo, ma quella era la finale di Bake Off! E la torta in forno si sarebbe rovinata, e… La risata di Jay interruppe i miei pensieri in preda al panico. «Wow. Adori davvero quello show, eh?» chiese. Non c’era bisogno che rispondessi. Scosse la testa, mi baciò dolcemente e si scostò. «Prendo qualcosa da bere, tu prenditi cura della torta. Abbiamo quindici minuti prima che inizi.» Si diresse con tutta calma verso il frigo, prese due birre e andò in soggiorno. Sorrisi per tutto il tempo, mentre glassavo il dolce.
Teodora Kostova (Cookies (Cookies, #1))
Essex era solo un’ombra nella stanza, l’ombra di una cosa che desideravo, che era a sua volta l’ombra di un desiderio. Ma era incredibilmente dolce riuscire a provare anche solo quello, e terrificante sapere quanto in fretta sarebbe svanito. Un momento inciso sull’ acqua, un ricordo che sarebbe svanito nel grigiore. Non ero altro che un cacciatore di spiriti, che inseguiva lo spettro dell’uomo che ero stato. Un saprofago che si cibava dei suoi stessi resti. Chiusi gli occhi, aggiungendo oscurità a oscurità, e il desiderio si dispiegò come le vele di una nave fantasma. Quello poteva essere il mio universo. Il mondo che non c’era, circoscritto da pelle e fiato, dove nulla aveva importanza a parte due corpi che si muovevano insieme. Il passato e il futuro che perdevano di rilevanza dinanzi alla bellezza del presente, l’unione di due entità che assumevano la forma di un istante. Oh, esisteva forse una definizione più seducente della follia? Da dietro le palpebre, lo vidi danzare in spirali di luce colorata – smeraldo, blu e viola acceso –, che lo avvolgevano come le ali di un angelo elettrico.
Alexis Hall (Glitterland (Spires, #1))
...]neanche per un uomo la vita é facile, sai. Poiché‚ avrai muscoli più saldi, ti chiederanno di portare fardelli più pesi, ti imporranno arbitrarie responsabilità Poiché‚ avrai la barba, rideranno se tu piangi e perfino se hai bisogno di tenerezza Poiché‚ avrai una coda davanti, ti ordineranno di uccidere o essere ucciso alla guerra ed esigeranno la tua complicità per tramandare la tirannia che instaurarono nelle caverne. Eppure, o proprio per questo, essere un uomo sarà un'avventura altrettanto meravigliosa: un'impresa che non ti deluderà mai. Almeno lo spero perché‚, se nascerai uomo, spero che sarai un uomo come io l'ho sempre sognato: dolce coi deboli, feroce coi prepotenti, generoso con chi ti vuol bene, spietato con chi ti comanda.
Oriana Fallaci (Letter to a Child Never Born)
Ma Gonzalo? Oh, il bel nome della vita! una continuità che s'adempie. Di nuovo le sembrò, dal terrazzo, di scorgere la curva del mondo: la spera dei lumi, a rivolversi; tra brume color pervinca disparivano incontro al sopore della notte. Sul mondo portatore di frumenti, e d'un canto, le quiete luminarie di mezza estate. Le sembrò di assistervi ancora, dalla terrazza di sua vita, oh!, ancora per un attimo, di far parte della calma sera. Una levità dolce. E, nel cielo alto, lo zaffiro dell'oceano: che avevano rimirato l'Alvise, a tremare, e Antoniotto di Noli, doppiando capi dalla realità senza nome incontro al sogno apparito degli arcipelaghi. Si sentì ripresa nell'evento, nel flusso antico della possibilità, della continuazione: come tutti, vicina a tutti.
Carlo Emilio Gadda (La cognizione del dolore)
- Adesso vuoi anche psicanalizzarmi? Che cosa vuoi da me, dottore? - il suo tono si fece minaccioso, il suo viso era così vicino che riusciva a vedere delle minuscole pagliuzze verdi nei suoi occhi dorati. - Che tu mi dica perché sei così pieno di rabbia e di rancore, perché sembri odiare tutto e tutti. Perché, con una fidanzata bella e dolce come la tua, e tutte le belle ragazze che ti stanno addosso, devi buttarti via con…- Fu zittito dalle labbra di Hale, un bacio improvviso, rabbioso, le labbra che premevano con forza contro la sua bocca chiusa; era un bacio di punizione. Il suo profumo, così buono, così intenso, gli riempì le narici, sentì una contrazione alla bocca dello stomaco e quando Hale lo schiacciò con il suo corpo, si accorse della reazione improvvisa del proprio corpo e andò nel panico più totale. Le labbra di Hale cercavano di farsi strada, risolute e decise, ma Brian non aveva nessuna intenzione di cedere, e lo spinse via quasi con violenza. Rimasero ad osservarsi col fiato corto, studiandosi a vicenda, cercando di capire cosa ci fosse negli occhi dell’altro. - Visto che avevo ragione io, dottore? Sei un bugiardo - quelle parole sussurrate gli mozzarono il respiro
Andrea Grady (Hale (Italian Edition))
Un racconto era diretto e semplice, non ammetteva alcuna intrusione tra lei e il lettore - nessun intermediario con le proprie personali ambizioni e incompetenze, nessuna urgenza di tempo, nessun limite alle risorse disponibili. In un racconto bastava desiderare, e poi mettere per iscritto il desiderio, e potevi crearti un mondo; in un dramma invece ti toccava fare con quello che avevi a disposizione: niente cavalli, niente strade di un villaggio, niente mare. Niente sipario. Sembrava talmente ovvio, adeso che era troppo tardi: il racconto era una sorta di telepatia. Attraverso la trascrizione di segni sulla pagina, lei era in grado di trasferire pensieri e sentimenti dalla sua mente a quella del lettore. Era un processo magico, tanto comune che nessuno si soffermava a rifletterci. Leggere una frase coincideva con il comprenderla; come nel caso del gesto di piegare un dito, tra il prima e il dopo non c'era nulla. Non esisteva intervallo che precedesse la comprensione dei segni. Vedevi la parola castello ed eccolo là, in lontananza, circondato da frondosi boschi estivi, immerso nell'aria dolce e azzurrina tagliata dal filo di fumo che sale dalla bottega del fabbro, con una strada di ciottoli che sparisce serpeggiando nell'ombra verde.
Ian McEwan (Atonement)
Penso a me stessa, alla fine del mio percorso di studi, a tutto quello che so che mi attende, a tutto quello che mi sembra ovvio accada e a tutto quello che non mi chiedo se sia necessario o vitale per me. Non ho fatto nessun lavoretto estivo, a differenza delle mie amiche, non ho messo soldi da parte con cui mi sarei potuta liberare dal fiato materno, mi sono concentrata solo sugli esami e i libri, ho seguito il filo rosso che mi sono ritrovata tra le dita, per anni, per lunghi mesi e ore, l’ho seguito scrupolosamente, quando l’ho perso di vista l’ho rimpianto, me ne sono rammaricata, e adesso sono fuori dal labirinto, ho la testa del Minotauro in una mano e mi guardo intorno: sono pronta, indosso la mia corazza da eroe, qualcuno dovrà notarmi, qualcuno mi preparerà un cantuccio nel mondo, troverà un luogo adatto al mio scintillio, alle mie gesta e ai miei duelli vinti.
Giulia Caminito (L'acqua del lago non è mai dolce)
I went on writing reviews for the newspaper, and critical articles crying out for a different approach to culture, as even the most inattentive reader could hardly fail to notice if he scratched the surface a little, critical articles crying out, indeed begging, for a return to the Greek and Latin greats, to the Troubadours, to the dolce stil nuovo and the classics of Spain, France and England, more culture! more culture! read Whitman and Pound and Eliot, read Neruda and Borges and Vallejo, read Victor Hugo, for God’s sake, and Tolstoy, and proudly I cried myself hoarse in the desert, but my vociferations and on occasions my howling could only be heard by those who were able to scratch the surface of my writings with the nails of their index fingers, and they were not many, but enough for me, and life went on and on and on, like a necklace of rice grains, on each grain of which a landscape had been painted, tiny grains and microscopic landscapes, and I knew that everyone was putting that necklace on and wearing it, but no one had the patience or the strength or the courage to take it off and look at it closely and decipher each landscape grain by grain, partly because to do so required the vision of a lynx or an eagle, and partly because the landscapes usually turned out to contain unpleasant surprises like coffins, makeshift cemeteries, ghost towns, the void and the horror, the smallness of being and its ridiculous will, people watching television, people going to football matches, boredom navigating the Chilean imagination like an enormous aircraft carrier. And that’s the truth. We were bored. We intellectuals. Because you can't read all day and all night. You can't write all day and all night. Splendid isolation has never been our style...
Roberto Bolaño (By Night in Chile)
Sam gli passò le mani dietro il collo, mormorando: «Ti amo.» Mason si irrigidì. Sapeva di avere un'espressione raggelata, ma non c'era niente, assolutamente niente, che potesse sciogliere la presa di ferro che si sentiva addosso. Sam ritrasse le mani, e forse avrebbe fatto anche un passo indietro, ma Mason la stava ancora abbracciando. «Mason, io... Non dovevo dirlo?» No, non lo doveva dire. Doveva proprio starsene zitta, perché, nel momento in cui quella parolina di tre lettere le era uscita di bocca... «No, è che...» si sentiva rintronato, il cervello che andava a rilento come dopo un placcaggio particolarmente duro a football. «Eravamo là, vicino alla carta igienica. Io ho pensato che un cavaliere, un vero duro, non fa dichiarazioni mentre compra la carta igienica. Adesso siamo vicino ai fazzoletti e vorrei risponderti che anche io ti amo.» Sam sembrava confusa. Faceva saettare lo sguardo dalle confezioni di carta igienica a quelle di fazzoletti, su e giù. Poi gli sorrise e Mason pensò che forse un cavaliere poteva dichiararsi con la carta igienica in mano, se in cambio riceveva un sorriso così dolce, gli occhi che le brillavano. «Vuoi che ci allontaniamo dalla carta igienica?» chiese Sam. L'espressione dolce si stava trasformando in un sorrisino sarcastico, il tipo di smorfia che faceva in continuazione la principessina. «Forse, vicino alle birre, il cavaliere potrà dichiararsi in modo più virile?» «Mi stai prendendo in giro?» «Sì. »
Susan Moretto (Anormale)
Poi... sei arrivata tu. Ho dovuto credere che tu mi amassi, che amassi veramente me, non i milioni di mio padre. Non c'era altro motivo per cui avresti voluto sposare un diavolo senza un penny e con i miei ipotetici precedenti. E io provavo pena per te. Oh, sì, non nego di averti sposata perché provavo pena per te. E poi... ho scoperto che eri la migliore, la più allegra e la più cara compagna che avessi mai avuto. Spiritosa, leale, dolce. Mi hai costretto a credere nuovamente nella vera amicizia e nel vero amore. Il mondo sembrava di nuovo bello perché c'eri tu, tesoro mio. Desideravo che continuasse così per sempre tra di noi. L'ho capito la notte in cui sono tornato a casa e ho visto per la prima volta la luce della mia casa che risplendeva sull'isola. E sapevo che tu eri lì ad aspettarmi. Dopo essere stato senza una casa per tutta la vita, era bello averne una. Tornare affamato a notte inoltrata e sapere che c'era un buon pasto e un fuoco accogliente - e che c'eri tu.
L.M. Montgomery (The Blue Castle)
Nel sole di marzo, mentre era seduto su una catasta di ceppi di faggio che scricchiolavano per il caldo, avvenne che egli pronunciasse per la prima volta la parola «legno». Aveva già visto il legno centinaia di volte, aveva sentito la parola centinaia di volte. La capiva anche, infatti d'inverno era stato mandato fuori spesso a prendere legna. Ma il legno come oggetto non gli era mai sembrato così interessante da darsi la pena di pronunciarne il nome. Ciò avvenne soltanto quel giorno di marzo, mentre era seduto sulla catasta. La catasta era ammucchiata a strati, come una panca, sul lato sud del capannone di Madame Gaillard, sotto un tetto sporgente. I ceppi più alti emanavano un odore dolce di bruciaticcio, dal fondo della catasta saliva un profumo di muschio, e dalla parete d'abete del capannone si diffondeva nel tepore un profumo di resina sbriciolata. Grenouille era seduto sulla catasta con le gambe allungate, la schiena appoggiata contro la parete del capannone, aveva chiuso gli occhi e non si muoveva. Non vedeva nulla, non sentiva e non provava nulla. Si limitava soltanto ad annusare il profumo del legno che saliva attorno a lui e stagnava sotto il tetto come sotto una cappa. Bevve questo profumo, vi annegò dentro, se ne impregnò fino all'ultimo e al più interno dei pori, divenne legno lui stesso, giacque sulla catasta come un pupazzo di legno, come un Pinocchio, come morto, finché dopo lungo tempo, forse non prima di una mezz’ora, pronunciò a fatica la parola «legno». Come se si fosse riempito di legno fin sopra le orecchie, come se il legno gli arrivasse già fino al collo, come se avesse il ventre, la gola, il naso traboccanti di legno, così vomitò fuori la parola. E questa lo riportò in sé, lo salvò, poco prima che la presenza schiacciante del legno, con il suo profumo, potesse soffocarlo. Si alzò a fatica, scivolò giù dalla catasta, e si allontanò vacillando come su gambe di legno. Per giorni e giorni fu preso totalmente dall'intensa esperienza olfattiva, e quando il ricordo saliva in lui con troppa prepotenza, borbottava fra sé e sé «legno, legno», a mo' di scongiuro.
Patrick Süskind (Perfume: The Story of a Murderer)
«Tu sei il mio mondo» disse, assicurandosi che ogni parola arrivasse a segno. «No. Rendo questo mondo crudele con la mia presenza. Ecco perché nessuno mi vuole intorno. È per questo che i miei genitori mi hanno cacciato. Ecco perché Vance mi ha mandato via…» continuò a mormorare tra sé e sé. Rafe scosse la testa di Pierce per riportare la sua attenzione su di lui. «Ascoltami, idiota. Chiunque ti voglia fuori dalla sua vita, non ti merita. Perché tu rendi questo mondo un posto più bello e più dolce. Rendi la mia vita migliore. La rendi degna di essere vissuta. Questa vita schifosa ci ha fatti trovare e, non so se l’hai notato, ma siamo una buona squadra, cazzo. Quindi, smettila di colpevolizzarti, rimetti le tue cose dov’erano e siediti. Perché tu non andrai da nessuna parte. Va bene? Se qualcuno deve lasciare questo posto, siamo noi due. Insieme. Okay?» gli gridò, gli occhi gli bruciavano ma non gli importava in quel momento. Tutto quello che voleva era riuscire a fermare Pierce. E lui lo fece. Lui smise di piangere e lo baciò. Fu un bacio salato, ma fu il loro bacio più forte. Si sedettero sul letto e Rafe asciugò gli occhi di entrambi prima di continuare: «Dal momento che la testa di cazzo ci vuole fuori, ho pensato che è giunto il momento di riprendere il nostro piano iniziale e trovare un posto in cui stare insieme.»
Chris Ethan (Il ragazzo con la valigia (C'era una volta un ragazzo, #1))
EDIPO - Non venirmi più a dire che non ho fatto ciò che era meglio, non darmi più consigli. Io non so con quali occhi, vedendo, avrei guardato mio padre, una volta disceso nell'Ade, o la misera madre: verso entrambi ho commesso atti, per cui non sarebbe bastato impiccarmi. O forse potevo desiderare la vista dei figli, nati come nacquero? No davvero, mai, per i miei occhi; e neppure la città, né le mura, né le sacre immagini degli dèi: di tutto ciò io sventuratissimo, l'uomo più illustre fra i Tebani, privai me stesso, proclamando che tutti scacciassero l'empio, l'individuo rivelato agli dèi impuro e figlio di Laio. Dopo avere denunziato così la mia infamia, dovevo guardare a fronte alta questi cittadini? No, affatto: anzi, se fosse stato possibile otturare nelle mie orecchie anche la fonte dell'udito, non avrei esitato a sbarrare del tutto questo misero corpo, così da essere sordo, oltre che cieco. È dolce per l'animo dimorare fuori dai mali. Ahi, Citerone, perché mi accogliesti? Perché, dopo avermi preso, non mi uccidesti subito, così che io non rivelassi mai agli uomini da chi sono nato? O Polibo e Corinto, e voi, che credevo antiche dimore degli avi, quale bellezza colma di male nutrivate in me: ora scopro d'essere uno sventurato, nato da sventurati! O tre strade e nascosta vallata, o querceto e gola alla convergenza delle tre vie, che beveste il sangue di mio padre, il mio, dalle mie stesse mani versato, vi ricordate di me? Quali delitti commisi presso di voi, e quali altri poi, giunto qui, ancora commisi! O nozze, voi mi generaste: e dopo avermi generato suscitaste ancora lo stesso seme, e mostraste padri, fratelli, figli, tutti dello stesso sangue; e spose insieme mogli e madri, e ogni cosa più turpe che esiste fra gli uomini. Ma, poiché ciò che non è bello fare non bisogna neppure dire, nascondetemi al più presto, per gli dèi, via di qui, o uccidetemi, o precipitatemi in mare, dove non mi vedrete mai più. Venite, non disdegnate di toccare un infelice; datemi ascolto, non temete: i miei mali nessun altro mortale può portarli, tranne me. Sofocle, Edipo Re [Esodo]
Sophocles (Oedipus Rex (The Theban Plays, #1))
Tuo padre, sì… Ma quale interna pena fa tanto lunghe l’ore di Romeo? ROMEO - La pena di non posseder per sé la cosa che gliele farebbe brevi. ========== È la crudele legge dell’amore. Già le pene del mio pesano troppo sul mio cuore, e tu vuoi ch’esso trabocchi coll’aggiungervi il peso delle tue: giacché quest’affettuosa tua premura altro non fa che aggiunger nuova ambascia a quella che m’opprime, ch’è già troppa. L’amore è vaporosa nebbiolina formata dai sospiri; se si dissolve, è fuoco che sfavilla scintillando negli occhi degli amanti; s’è ostacolato, è un mare alimentato dalle lacrime degli stessi amanti. Che altro è più? Una follia segreta, un’acritudine che mozza il fiato, una dolcezza che ti tira su. ========== Oh, ch’ella insegna perfino alle torce come splendere di più viva luce! Par che sul buio volto della notte ella brilli come una gemma rara pendente dall’orecchio d’una Etiope. Bellezza troppo ricca per usarne, troppo cara e preziosa per la terra! Ella spicca fra queste sue compagne come spicca una nivea colomba in mezzo ad uno stormo di cornacchie. Finito questo ballo, osserverò dove s’andrà a posare e, toccando la sua, farò beata questa mia rozza mano… Ha mai amato il mio cuore finora?… Se dice sì, occhi miei, sbugiardatelo, perch’io non ho mai visto vera beltà prima di questa notte. ========== Codesti subitanei piacimenti hanno altrettanta subitanea fine, e come fuoco o polvere da sparo s’estinguono nel lor trionfo stesso, si consumano al loro primo bacio. Miele più dolce si fa più stucchevole proprio per l’eccessiva sua dolcezza, e toglie la sua voglia al primo assaggio. Perciò sii moderato nell’amare. L’amor che vuol durare fa così. Chi ha fretta arriva sempre troppo tardi, come chi s’incammina troppo adagio. ==========
William Shakespeare (Romeo and Juliet)
Non amava né il giardino né la villa. Era arduo sopportare la presenza del suocero. Era il più "presente" degli esseri. Se anche tentava di infiammare l'immaginazione ripetendo: «Questa casa un giorno sarà mia», non riusciva a entusiasmarsi. «Sì, è bel tempo, pensava con distacco, la villa ha dello stile... le rose... Simone... sì... Ma tutto ciò cosa giova a me, alla mia più intima natura?... Del resto, quando per un'ora vedo lo stesso orizzonte penso alla morte. Il disgusto tipico di ogni uomo che non si accontenta di vivere, che talvolta pensa alla propria vita... Sono stanco del successo, sono stanco dei processi brillanti, degli affari fortunati o sfortunati, delle relazioni utili, stanco anche troppo della presidenza del collegio forense. Soprattutto, pensava, sono stanco del matrimonio, e si ricordava dell'inverno passato, che si riaffacciava alla memoria come un lungo e cupo stato di collera, interrotto da schiarite di appassionata concordia, sempre più rare queste ultime, sempre più frequenti i diverbi... Perché?... Ah! certi matrimoni, certe donne erano così... Certe unioni sembrano generare nell'anima un dolore sordo, proprio come quello del basto che percuote il fianco delle bestie appaiate... Sospirò: «Non chiedo grandi cose, eppure... Che mi lasci partire per due mesi, è tutto ciò che desidero. Quando tornerò sarò dolce come un agnello... Ero forse fatto per il matrimonio? Per non importa quale matrimonio? No, sono ingiusto... Questo non è un matrimonio qualunque... L'ho amata... Lei m'ispira ancora una specie di nervoso affetto... La disgrazia è che si comincia ad amare una persona con tutto ciò che l'attornia... (quando l'ho amata tutto ciò che mi faceva pensare a lei mi era caro: la città in cui l'ho conosciuta; l'italiano che parlavano attorno a me...). Quando si finisce di amare, ci si slega anche da tutto. Così, questa villa, suo padre, perfino la bambina e questo cielo, tutto mi sfinisce e mi irrita...».
Irène Némirovsky (Un amore in pericolo)
When they got to the table, it was easy to recognize some of the dishes just from their pictures in the book. Skillet Broken Lasagna, which smelled of garlic and bright tomato; Fluffy Popovers with Melted Brie and Blackberry Jam (she started eating that the minute she picked it up and could have cried at the sweet, creamy-cheesy contrast to the crisp browned dough). There were also the two versions of the coconut rice, of course, and Trista had placed them next to the platter of gorgeously browned crispy baked chicken with a glass bowl of hot honey, specked with red pepper flakes, next to it, and in front of the beautifully grilled shrimp with serrano brown sugar sauce. Every dish was worthy of an Instagram picture. Which made sense, since Trista had, as Aja had pointed out, done quite a lot of food porn postings. There was also Cool Ranch Taco Salad on the table, which Margo had been tempted to make but, as with the shrimp dish, given that she had been ready to bail on the idea of coming right up to the last second, had thought better of, lest she have taco salad for ten that needed to be eaten in two days. Not that she couldn't have finished all the Doritos that went on top that quickly. But there hadn't been a Dorito in her house since college, and she kind of thought it ought to be a cause for celebration when she finally brought them back over the threshold of Calvin's ex-house. The Deviled Eggs were there too, thank goodness, and tons of them. They were creamy and crunchy and savory, sweet and- thanks to an unexpected pocket of jalapeño- hot, all at the same time. Classic party food. Classic church potluck food too. Whoever made those knew that deviled eggs were almost as compulsively delicious as potato chips with French onion dip. And, arguably, more healthful. Depending on which poison you were okay with and which you were trying to avoid. There was a gorgeous galaxy-colored ceramic plate of balsamic-glazed brussels sprouts, with, from what Margo remembered of the recipe, crispy bacon crumbles, sour cranberries, walnuts, and blue cheese, which was- Margo tasted it with hope and was not disappointed- creamy Gorgonzola Dolce.
Beth Harbison (The Cookbook Club: A Novel of Food and Friendship)
Continuo a chiedermi come paragonare questa prigione dove vivo al resto del mondo, e siccome il mondo è pieno di gente e qui non c'è anima viva, fuori che me, non posso farlo. Pure, continuo a battere su quel chiodo. La mia immaginazione farà da femmina al mio spirito, il mio spirito è il maschio, e fra tutti e due concepiranno una generazione di pensieri prolifici, e saranno essi a popolare questo microcosmo di personaggi irrequieti quanto la gente di questo mondo: poiché nessun pensiero è mai contento. I migliori, come i pensieri del divino, sono frammisti ai dubbi: tali da mettere il Verbo stesso in conflitto col Verbo. Come "Venite, pargoli"; oppure ancora "È difficile per un cammello passare per la cruna d'un ago". I pensieri che spronano all'ambizione, progettano imprese irrealizzabili: come queste vane, fragili unghie possano aprirsi una breccia tra le strutture granitiche di questo duro universo - le mura scabre della mia prigione. E poiché non possono, si annullano nella loro superbia. I pensieri che aspirano alla rassegnazione si consolano di non essere i primi, fra gli schiavi della Fortuna, e neppure gli ultimi: come stolti mendichi che, inchiodati alla gogna, si sentono meno umiliati perché è toccato a tanti, e toccherà a tanti altri. E in questo pensiero trovano una sorta di sollievo, caricando le proprie sventure sul dosso di quelli che prima di loro ebbero simile sorte. Così io recito in un sol personaggio la parte di molti: e nessuno contento. Qualche volta faccio il re: allora il tradimento mi fa sospirare di essere un poveraccio - ed io tale divento. Poi però l'opprimente miseria mi convince che me la passavo meglio da re. Ed eccomi rimesso sul trono: solo che di lì a poco mi vedo bello e detronizzato da Bolingbroke, e subito non sono più nulla. Ma chiunque io sia, né io né alcun uomo che possa dirsi uomo sarà contento di nulla finché non avrà il sollievo di non esser più nulla. Suono di musica. Sento della musica. Ah, ah! Andate a tempo! Come è aspra la dolce musica quando non tiene il ritmo e non rispetta il tempo. Così è per la musica delle umane vite: e qui io ho un orecchio talmente affinato da avvertire la stonatura in una corda non bene accordata. Ma per accordare il mio regno ai bisogni del tempo, non ebbi orecchio da avvertire le mie stonature. Ho fatto pessimo uso del tempo, e il tempo fa pessimo uso di me, ché ora il tempo ha fatto di me il suo orologio. I miei pensieri sono minuti, che i miei sospiri vanno ritmando sul quadrante dei miei occhi; mentre il mio dito, come la punta della lancetta, continua a segnare il tempo, nettandoli delle lacrime. Ora, signore, il suono che indica lo scadere dell'ora è il clamore dei gemiti che mi squassano il cuore - che è la campana. Così sospiri, e lacrime, e gemiti, scandiscono i minuti, i quarti e le ore; mentre il tempo mio va galoppando a portare la gioia del superbo Bolingbroke, e io me ne sto qui a fare il pupazzo, a guardia del suo orologio. Questa musica mi fa uscir di senno. Fatela smettere! Può darsi abbia ricondotto dei folli a rinsavire, ma io dico che può portare chi è savio alla follia. Pure, benedetta l'anima buona che me la infligge, poiché essa è segno d'affetto, e l'affetto per Riccardo è un ben raro gioiello, in un mondo così saturo d'odio.
William Shakespeare (Richard II)