Cuore Quotes

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Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole: ed e subito sera Everyone stands alone at the heart of the world, pierced by a ray of sunlight, and suddenly it’s evening
Salvatore Quasimodo (Tutte le poesie)
[...] Però, ecco... magari ricordare la strada che hai fatto per arrivare a questo punto ti aiuta a camminare col cuore più leggero.
Zerocalcare
La giraffa ha il cuore lontano dai pensieri. Si è innamorata ieri, e ancora non lo sa.
Stefano Benni (Ballate)
E l’amore guardò il tempo e rise, perché sapeva di non averne bisogno. Finse di morire per un giorno, e di rifiorire alla sera, senza leggi da rispettare. Si addormentò in un angolo di cuore per un tempo che non esisteva. Fuggì senza allontanarsi, ritornò senza essere partito, il tempo moriva e lui restava.
Luigi Pirandello
È difficile avere una convinzione precisa quando si parla delle ragioni del cuore, sostiene Pereira.
Antonio Tabucchi (Sostiene Pereira)
Chi vuole troppo è un pazzo, perché un uomo non può possedere più di quello che il suo cuore riesce ad amare
Nicolai Lilin (Siberian Education: Growing Up in a Criminal Underworld)
Io non miro con la mano; colui che mira con la mano ha dimenticato il volto di suo padre. Io miro con l’occhio. Io non sparo con la mano; colui che spara con la mano ha dimenticato il volto di suo padre. Io sparo con la mente. Io non uccido con la pistola; colui che uccide con la pistola ha dimenticato il volto di suo padre. Io uccido con il cuore.
Stephen King (The Waste Lands (The Dark Tower, #3))
Anche la lotta verso la cima basta a riempire il cuore di un uomo. Bisogna immaginare Sisifo felice.
Albert Camus (The Myth of Sisyphus)
Nobody but you Nessuno può salvarti se non tu stesso. Sarai continuamente messo in situazioni praticamente impossibili. Ti metteranno continuamente alla prova con sotterfugi, inganni e sforzi per farti capitolare, arrendere e/o morire silenziosamente dentro. Nessuno può salvarti se non tu stesso e sarà abbastanza facile fallire davvero facilissimo ma non farlo, non farlo, non farlo. Guardali e basta. Ascoltali. Vuoi diventare così? Un essere senza volto, senza cervello, senza cuore? Vuoi provare la morte prima della morte? Nessuno può salvarti se non tu stesso e vale la pena di salvarti. È una guerra non facile da vincere ma se c’è qualcosa che vale la pena vincere è questa. Pensaci su pensa al fatto di salvare il tuo io. Il tuo io spirituale. il tuo io viscerale. il tuo io magico che canta e il tuo io bellissimo. Salvalo. Non unirti ai morti-di-spirito. Mantieni il tuo io con umorismo e benevolenza e alla fine se necessario scommetti sulla tua vita mentre combatti, fottitene dei pronostici, fottitene del prezzo. Solo tu puoi salvare il tuo io. Fallo! Fallo! Allora saprai esattamente di cosa sto parlando.
Charles Bukowski
Signora, il suo amore era talmente ardente che avrei potuto ricambiarlo solo facendo di lei mia moglie o la mia amante. Io non accettai ma, per il grande amore che mi portava, le offrii mille lire sterline di rendita all'anno per lei e per i suoi eredi se avesse sposato un cavaliere di suo gradimento. Signora, non mi piace essere obbligato ad amare; l'amore deve nascere dal cuore, non dalla costrizione.
Thomas Malory (Storia di re Artù e dei suoi cavalieri)
You can't push me away, mio cuore. You can't!
Olga Goa (Fateful Italian Passion)
Il nostro corpo sì. Il nostro cuore mai.
Alessia Esse (Perfetto (La Trilogia di Lilac, #1))
Voi che vivete sicuri Nelle vostre tiepide case, Voi che trovate tornando a sera Il cibo caldo e visi amici: Considerate se questo è un uomo Che lavora nel fango Che non conosce pace Che lotta per mezzo pane Che muore per un sì o per un no. Considerate se questa è una donna, Senza capelli e senza nome Senza più forza di ricordare Vuoti gli occhi e freddo il grembo Come una rana d'inverno. Meditate che questo è stato: Vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore Stando in casa andando per via, Coricandovi alzandovi; Ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa, La malattia vi impedisca, I vostri nati torcano il viso da voi.
Primo Levi (Survival in Auschwitz)
«Mi sono chiesta se i Cyborg avessero un cuore.» «Io tra tutti i Cyborg non ho più un cuore.» «Tu puoi provare sentimenti?» «Non credo.»
Miriam Ciraolo (Beauty and the Cyborg (Beauty and the Cyborg, #1))
Le persone sono un po' simili alle stelle: magari brillano lontane, ma brillano, e hanno sempre qualcosa di interessante da raccontare...però ci vuole tempo, a volte tanto tempo, perchè le storie arrivino al nostro cuore, come la luce agli occhi.
Alessandro D'Avenia (Bianca come il latte, rossa come il sangue)
Come se nel cuore della natura di uno scrittore ci fosse la purezza. Il cielo aiuti un simile scrittore! Come se Joyce non avesse annusato oscenamente le mutande di Nora. Come se nell’anima di Dostoevskij non avesse mai bisbigliato Svidrigailov. Nel cuore della natura di uno scrittore c’è il capriccio. Curiosità, fissazioni, isolamento, veleno, feticismo, austerità, leggerezza, perplessità, infantilismo eccetera. Il naso nella cucitura di un indumento intimo: ecco la natura dello scrittore. L’impurità.
Philip Roth (Deception)
«Fino a oggi non credevo nemmeno di possedere un cuore. Ora sei arrivato tu che riesci a farlo impazzire in un modo tutto nuovo, e io non so cosa fare per controllarlo. Perciò Logan Greenwood: esiste un antidoto per l'incantesimo con cui mi hai ammaliata?»
Glinda Izabel (Shades of Life)
I mostri del cuore si alimentano con l'inazione. Non sono le sconfitte a ingrandirli ma le rinunce
Massimo Gramellini
Se la mia vita sentimentale fosse paragonabile al mercato immobiliare, posso tranquillamente dire che il mio cuore è in affitto: nessuna stabilità, nessuna certezza, nessun progetto lungo termine, nessun posto da chiamare casa.
Felicia Kingsley (Due cuori in affitto)
La caligine si era diradata e Bor avvertì una morsa al cuore. Avrebbe preferito che la nebbia gli avesse impedito di vederla piangere. Non sopportava le sue lacrime, lo facevano sentire debole perché il cuore lacrimava sangue quando lei soffriva.
Eilan Moon (R.I.P. Requiescat In Pace (The R.I.P. Trilogy, #1))
Brace d'inverno, I capelli tuoi, Dove il mio cuore brucia.
Stephen King (It)
Il Futuro ha un Cuore Antico
Carlo Levi
Chi mai potrà misurare il fervore e la violenza del cuore di un poeta quando rimane preso e intrappolato in un corpo di donna?
Virginia Woolf (A Room of One’s Own)
La linea fragile delle sue labbra era agitata da un lieve tremito che sembrava in accordo col battito del suo cuore e le vibrazioni della sua anima.
Haruki Murakami
Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole: ed e subito sera. (Everyone stands along on the heart of the earth transfixed by a sun ray: and suddenly it is evening.)
Salvatore Quasimodo
Una volta aveva letto un romanzo d'amore che le aveva prestato la sorella. Non aveva capito niente di quelle emozioni e si era annoiata da morire. Era anormale? Il suo corpo e il suo cuore sarebbero stati eternamente sordi a quel genere di richiami?
Christelle Dabos (Les Fiancés de l'hiver (La Passe-Miroir, #1))
Ho vissuto molto, e ora credo di aver trovato cosa occorra per essere felici: una vita tranquilla, appartata, in campagna. Con la possibilità di essere utile con le persone che si lasciano aiutare, e che non sono abituate a ricevere. E un lavoro che si spera possa essere di una qualche utilità; e poi riposo, natura, libri, musica, amore per il prossimo. Questa è la mia idea di felicità. E poi, al di sopra di tutto, tu per compagna, e dei figli forse. Cosa può desiderare di più il cuore di un uomo?
Leo Tolstoy
Non possiamo dire in quale preciso momento nasca l’amicizia. Come nel riempire una caraffa a goccia a goccia, c’è finalmente una stilla che la fa traboccare, così in una sequela di atti gentili ce n’è infine uno che fa traboccare il cuore.
Ray Bradbury
Dopo tutto, si giudicano gli altri solo in base al proprio cuore: l’avaro vede sempre la gente spinta dall’interesse, il lussurioso dall’ossessione del desiderio.
Irène Némirovsky (Suite Française)
Per tutte le ragazze dal cuore di marzapane (e intendo proprio tutte le ragazze del mondo. L'emozione è sempre la stessa, a quattordici anni come a quarantuno):
Kerstin Gier (Smaragdgrün (Edelstein-Trilogie, #3))
Guai a coloro, dissi, che si servono dell'influenza che hanno su di un cuore per rapirgli le semplici gioie che esso sa procurare a se stesso!
Johann Wolfgang von Goethe (I dolori del giovane Werther)
LA MADRE E il cuore quando d'un ultimo battito avrà fatto cadere il muro d'ombra per condurmi, Madre, sino al Signore, come una volta mi darai la mano. In ginocchio, decisa, Sarai una statua davanti all'eterno, come già ti vedeva quando eri ancora in vita. Alzerai tremante le vecchie braccia, come quando spirasti dicendo: Mio Dio, eccomi. E solo quando m'avrà perdonato, ti verrà desiderio di guardarmi. Ricorderai d'avermi atteso tanto, e avrai negli occhi un rapido sospiro.
Giuseppe Ungaretti (Sentimento del tempo)
Da qualche parte c’è un uomo che ha imparato a sovvertire l’ordine del tempo, così che il mondo viva delle sue menzogne. Uccide il giorno dormendo, rifugiandosi nel cuore di una notte che non finisce mai. Uccide quella verità che nasconde per primo a se stesso, poiché ha capito che il modo migliore per mantenere un segreto è dimenticarlo.
Sara Zelda Mazzini (I Dissidenti)
Il destino è come il cuore: è dentro di noi fin dal primo istante, perciò è inutile cercare di cambiarlo.
Margaret Mazzantini (Twice Born)
L'amore è come una clessidra: man mano che il cuore si riempie, il cervello si svuota.
Jules Renard
I finali sono senza cuore. Finale è solo un sinonimo di addio.
Stephen King (The Dark Tower (The Dark Tower, #7))
Va' Dove Ti Porta Il Cuore
Susanna Tamaro
In cuor di donna quanto dura amore? (Ore) -Ed ella non mi amò quant'io l'amai? (Mai) -Or chi sei tu sì ti lagni meco? (Eco)
Luigi Pirandello
E quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta. Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora. Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore. Quando poi ti parla, alzati e và dove lui ti porta.
Susanna Tamaro (Va' dove ti porta il cuore)
-Il cuor mi dice che ci rivedremo presto. - Certo, il cuore, chi gli dà retta, ha sempre qualche cosa da dire su quello che sarà. Ma che sà il cuore? Appena un poco di quello che è già accaduto.
Alessandro Manzoni (The Betrothed)
Recuérdalo, Enrique: cuando encuentres a un anciano, a una mujer con su criatura en brazos, a uno que anda con muletas,a un hombre con su carga a cuestas, a una familia vestida de luto, cédeles el paso con respeto; debemos tener atenciones especiales con la vejez, la miseria, el amor maternal, la enfermedad, la fatiga y la muerte.
Edmondo de Amicis (Cuore)
Come voi avete occhi per vedere la luce, e orecchie per sentire i suoni, così avete un cuore per percepire il tempo. E tutto il tempo che il cuore non percepisce è perduto, come i colori dell'arcobaleno per un cieco o il canto dell'usignolo per un sordo.
Michael Ende (Momo)
Naturalists tell of a noble race of horses that instinctively open a vein with their teeth, when heated and exhausted by a long course, in order to breathe more freely. I am often tempted to open a vein, to procure for myself everlasting liberty. Cento volte ho impugnato una lama per conficcarmela nel cuore. Si dice di una nobile razza i cavalli,che quando si sentono accaldati e affaticati, si aprono istintivamente una vena, per respirare più liberamente. Spesso anche io vorrei aprirmi una vena che mi desse libertà eterna.
Johann Wolfgang von Goethe (The Sorrows of Young Werther)
Felicità. Semplice come un bicchiere di cioccolata o tortuosa come il cuore. Amara. Dolce. Viva.
Joanne Harris (Chocolat (Chocolat, #1))
Teneva la fronte sul mio cuore. Cercava riparo. Protezione. La voleva da me.
Chiara Cilli (Per Addestrarti (Blood Bonds, #4))
Era davvero strano che un cuore spezzato fosse ancora in grado di battere.
Kerstin Gier (Smaragdgrün (Edelstein-Trilogie, #3))
Il cuore nella solitudine e nella pace va a poco a poco obbliando i suoi affanni, perché la pace e la libertà si compiacciono della semplice e solitaria natura
Ugo Foscolo (Ultime lettere di Jacopo Ortis)
...non devi mai sentirti in colpa per la tua felicità, non ti devi mai vergognare di stare bene, non devi mai chiedere scusa per una scelta che hai fatto con il cuore." ~Lorenzo
Dorotea de Spirito
Non si dovrebbe parlare di Dio. Non conosciamo la sua lingua. Possiamo soltanto ascoltare. Come l'incanto di una musica lontana, nel cuore della notte
Stefano Benni (La grammatica di Dio. Storie di solitudine e allegria)
I buoni hanno un modo tutto loro di entrarmi nel cuore e metterci le radici. E non posso lasciare che lo faccia Peeta. Non dove stiamo andando
Suzanne Collins
Avevo Joscelin, il mio Compagno Perfetto, la bussola su cui era fisso il mio cuore.
Jacqueline Carey (Kushiel's Avatar (Phèdre's Trilogy, #3))
Era ancora troppo giovane per sapere che la memoria del cuore elimina i brutti ricordi e magnifica quelli belli, e che grazie a tale artificio risuciamo a tollerare il passato.
Gabriel García Márquez (Love in the Time of Cholera)
Tutto finisce, tutto passa, l'acqua scorre e il cuore dimentica.
Gustave Flaubert
Nel mio cuore c'è un debole per storpi, bastardi e cose spezzate. Tyrion Lannister
George R.R. Martin
Fiducia. È come mettere una spada in mano a qualcuno e appoggiarsi la punta contro il cuore.
Cassandra Clare (The Midnight Heir (The Bane Chronicles, #4))
E vedo il mio cuore. Occhio e centro, orologio e valvola del mio spazio carnale.
Goliarda Sapienza (L'arte della gioia)
Ma certe cose che la mente non intende, il cuore le intende.
Leonardo Sciascia (The Day of the Owl)
Il cuore si stanca anche lui, vedi; e se ne va a pezzo a pezzo, come le robe vecchie si disfanno nel bucato.
Giovanni Verga (I Malavoglia)
Uno, non toccare le lancette. Due, domina la rabbia. Tre, non innamorarti mai è poi mai. Altrimenti, nell'orologio del tuo cuore, la grande lancetta delle ore ti trafiggerà per sempre la pelle, le tue ossa si frantumeranno e la meccanica del cuore andrà di nuovo in pezzi
Mathias Malzieu (La Mécanique du cœur)
Lui avrebbe voluto chiederle che rumore fa un cuore quando si rompe per la gioia, quando è sufficiente la vista di qualcuno per riempirti come né il cibo, né il sangue, né l'aria potranno mai fare; quando ti senti come se fossi nato per vivere un momento preciso e quel momento, per qualche ragione particolare, era proprio quello.
Dennis Lehane (Shutter Island)
Ma chi se gridassi, mi udirebbe, dalle schiere degli Angeli? E se anche un Angelo a un tratto mi stringesse al suo cuore: la sua assenza più forte mi farebbe morire. Perchè il bello non è che il tremendo al suo inizio.
Isabella Santacroce (Dark Demonia)
Sei il grande amore della mia vita. Il mio cuore è solo tuo Senza di te la vita non ha più senso. (You are the love of my life. My heart is yours. Without you, life has no meaning.) So never look away from me for too long.
J.J. McAvoy (A Bloody Kingdom (Ruthless People, #4))
Nel cuore di ogni uomo e di ogni donna resta una specie di Eden dove non ci sono né morte né guerre, dove le belve e le cerbiatte giocano in pace. Si tratta solo di ritrovare quel paradiso, rifiutando di vedere tutto il resto
Irène Némirovsky (Suite Française)
E ora, Rhysand, voglio che tu sappia che ti amo. Voglio che tu sappia... Voglio che tu sappia che sono frantumata e non sono ancora guarita del tutto, ma che ogni parte del mio cuore ti appartiene. E ne sono onorata... Onorata di essere la tua Metà. -Feyre, Corte di Nebbia e Furia. Capitolo 55.
Sarah J. Maas
Tengo valor para morir, pero no para sufrir en vano.
Edmondo de Amicis (Cuore)
«L’amore è la mia ragione che scende a compromessi con il mio cuore per il mio progetto di vita con te, ovunque e comunque.»
Dilhani Heemba (Nuova Terra: Gli occhi dell'erede (Nuova Terra, #1))
Perché André Lamaze non aveva un cuore da raggirare.
Chiara Cilli (Per Addestrarti (Blood Bonds, #4))
Beatriz Aquilar : i libri sono specchi in cui troviamo solo ciò che abbiamo dentro di noi, e (...) la lettura coinvolge mente e cuore. - L'ombra del vento
Carlos Ruiz Zafón
Non si vede bene che con il cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi.
Antoine de Saint-Exupéry
Il mio corpo era il suo. Il suo cuore era il mio. Ero nel suo sguardo. Era nel mio respiro. Fino alla fine.
Chiara Cilli (Per Addestrarti (Blood Bonds, #4))
Ci resta sempre in fondo al cuore il rimpianto di un’ora, di un’estate, di un fuggevole istante in cui la giovinezza si schiude come una gemma.
Irène Némirovsky (Jézabel (French Edition))
Il mio cuore urlava come un ossesso. La mia mente gli voltava le spalle.
Chiara Cilli (Per Combatterti (Blood Bonds, #5))
«Lo senti il mio cuore?» «Sì.» Tu sei la spinta che lo fa battere. L'emozione che lo fa palpitare. La paura che lo fa fermare.» "Miss Pride" - NYSinnersSeries
Charlotte Lays
La saggezza dimora nella testa e la fede nel cuore. E non sempre sono due buone vicine.
Jo Nesbø (Midnight Sun (Blood on Snow, #2))
A unire il cuore delle persone non é soltanto la sintonia dei sentimenti. I cuori delle persone vengono uniti ancora di più intimamente dalle ferite.
Haruki Murakami (Colorless Tsukuru Tazaki and His Years of Pilgrimage)
Fece allora un ultimo sforzo per cercare nel suo cuore il luogo dove gli si erano putrefatti gli affetti, e non poté trovarlo.
Gabriel García Márquez (One Hundred Years of Solitude)
Se dai il tuo cuore a qualcuno e lui muore, lo porta via con sé? Devi passare il resto della vita con un buco dentro che non può essere riempito?
Jodi Picoult (Nineteen Minutes)
No ho l'uniforme, ma ho lo spirito. Il mio cuore è moschettiere e mi trascina.
Alexandre Dumas (The Three Musketeers)
Lavorava per vivere; poi, sempre per vivere, poiché anche il cuore ha fame, amò.
Victor Hugo (Les Misérables)
Eros colpisce come il fabbro con il martello sprizzando scintille dalla sfida. Hai spento il mio cuore tra lacrime e lamenti, come si spegne un fuoco incandescente del ruscello.
Karen Blixen (Out of Africa)
Ricordo che mia mamma diceva che se una persona conserva il proprio cuore, dovunque vada, non deve temere di perdere nulla.
Haruki Murakami (Hard-Boiled Wonderland and the End of the World)
Un dolore mi trafisse il cuore, come succedeva ogni volta che vedevo una ragazza che mi piaceva andarsene in direzione opposta alla mia in questo mondo troppo grande.
Jack Kerouac (On the Road)
Ci credo che al cuore non si comanda… non capisce un cazzo.
Diego De Silva
Siamo tutti, forse, il Peter Pan di qualcuno. Innocenti: tutti. Senza cuore, con chi è davvero pronto a darci il suo.
Chiara Gamberale (Quattro etti d'amore, grazie)
Il pensiero era così forte, erano braccia che aprivano le costole. Come se l'altro stesse cercando il tuo cuore dal lato opposto della città, attraverso i muri di macchine e cemento.
Margaret Mazzantini (Nessuno si salva da solo)
Lui la seguì, senza maglietta: portava solo i boxer. Non era costretto a seguirla. Il cuore di Bridget faceva le fusa. Tese una mano verso di lui. «Sapevi che sarei venuta?» chiese. Faticava a distinguere i lineamenti di Eric, nell’oscurità. «Non volevo» rispose lui. Fece una lunga pausa. «E lo speravo»
Ann Brashares (The Sisterhood of the Traveling Pants (Sisterhood, #1))
Lui voleva ancora sognare, in un angolo remoto del suo cuore c’era ancora la speranza di realizzare un sogno, un piccolo,innocente, pulito sogno. da "I Protettori dell'Oracolo - Buio
Patrisha Mar (I Protettori dell'Oracolo - Buio (I Protettori, #1))
«Ti amo.» Il suo sorriso mi infiammò il cuore. «Mi spaventa a morte, Jay,» confessai. «Perché?» «Perché ogni volta che ti guardo, sento una fitta allo stomaco. Perché ogni volta che penso che potrei perderti, i miei polmoni smettono di funzionare.»
Teodora Kostova (Cookies (Cookies, #1))
Attorno a noi ci sono colori che prima non avevo mai notato. Il blu dei pavimenti. L’azzurro degli infissi. Il giallo ocra nelle ombre. Le sfumature viola sui soffitti, e dentro agli occhi della gente. Gli aloni verdi dei nostri destini. E le sbarre: all’improvviso sono dappertutto. Sulle porte, alle finestre, tra i nostri comuni pensieri. Il vecchio frenocomio non mi era mai sembrato tanto vivo, e presente, come da quando abbiamo ucciso il suo passato. Prima, gli echi delle sue storie erano molto più forti. Adesso, le nostre vi si sono sovrapposte. Difficile stabilire a chi appartengano le grida che si odono di notte. Mi chiedo se forse non siamo tutti connessi – noi, che restiamo, e coloro che hanno perso l’occasione per andare – nel nostro sentirci dimenticati da chi amiamo. Ma forse è solo quello che succede in ogni parte della terra. In fondo, siamo tutti prigionieri di qualcosa. Di una stanza. Di noi stessi. Non c’è peggior luogo di reclusione di un cuore abbandonato. E non c’è peggiore abbandono di quello di chi si abbandona da solo.
Sara Zelda Mazzini (I Dissidenti)
Cosa vuol dire amare, figlia mia? Tu lo sai? Amare per me fu tenere il respiro di Italia nelle braccia e accorgermi che ogni altro rumore si era spento. Sono un medico, so riconoscere le pulsazioni del mio cuore, sempre, anche quando non voglio. Te lo giuro, Angela, era di Italia il cuore che batteva dentro di me.
Margaret Mazzantini (Don't Move)
Non tentarmi, il mio cuore è fragile Consumato, ferito. Batte A fatica per me, non può batter per due Scegli bene le parole tue Una sola e si potrebbe spezzare Non voglio più amare, ricordalo Troppo amore ho voluto sprecare Mi è caduto a terra, si è rotto Parla pure, ripara ed incolla Il mio fauno non corre, barcolla Prega le ninfe che gli stanno intorno: “Non scappate da me così in fretta” Ma le ninfe ridono e fuggono Ed è giusto. E’ la loro vendetta.
Stefano Benni (Di tutte le ricchezze)
Proponte cada día ser mejor y más amable que el día anterior. Di todas las mañanas:Hoy quiero hacer algo que pueda alabarme la conciencia y contente a mi padre, algo que aumente el aprecio de tal o cual compañero, el afecto del maestro, de mi hermano o de otros.
Edmondo de Amicis (Cuore)
Cercai di percorrere col pensiero la rivoluzione attraverso la quale passeremo tutti, il cuore che s'arresta, il cervello che rinuncia al pensiero, i polmoni che cessano di aspirare la vita. Anch'io subirò uno sconvolgimento analogo: morirò, un giorno. Ma ogni agonia è diversa; i miei sforzi per figurarmi quella di Antinoo non pervenivano che a una costruzione priva di valore: era morto solo.
Marguerite Yourcenar (Memoirs of Hadrian)
Ascoltate, perchè non siamo tutti come fratelli gli uni per gli altri? Perchè anche la persona migliore nasconde sempre qualcosa all'altro e non gliene parla? Perchè non dire francamente, subito, quello che si ha nel cuore, se si che le nostre parole non saranno dette al vento? Invece ognuno appare per così dire più burbero di quanto non sia effettivamente, come se tutti avessero paura di fare torto ai propri sentimenti se li esternassero troppo in fretta...
Fyodor Dostoevsky
Io non uccido con la pistola; colei che uccide con la pistola ha dimenticato il volto di suo padre. Io uccido con il cuore." "E allora UCCIDILI, nel nome di tuo padre!" tuonò Roland. "UCCIDILI TUTTI!
Stephen King (The Waste Lands (The Dark Tower, #3))
Cancellai ogni sguardo, ogni tocco, ogni bacio. Eliminai tutti i ricordi dei momenti passati con lui, quelli che mi avevano fatto battere il cuore in un modo strano, pericoloso, e lasciai che rimanessero solo quelli brutti. Lasciai che la mia mente rammentasse solo la pena, la violenza, i soprusi. L'oscurità. Cancellai Henri Lamaze.
Chiara Cilli (Soffocami (Blood Bonds, #1))
Per chi ci ha messo il cuore e altrettanto cuore non ha trovato, per chi si è sbagliato e ci ha messo troppo sale, per chi non avrà pace finché non riuscirà a scoprire in quale maledetto barattolo hanno nascosto lo zucchero, per chi rischia di annegare nella piccola alluvione delle sue lacrime. Siamo qui con voi e, nonostante tutto, come voi siamo vivi.
Giorgio Faletti (Io uccido)
Vivete, dunque, e siate felici, figli adorati del mio cuore, e non dimenticate mai che, sino al giorno in cui Dio si degnerà di svelare all’uomo l’avvenire, l’intera saggezza umana risiederà in queste due parole: Attendere e sperare! Il vostro amico Edmond Dantès Conte di Montecristo
Alexandre Dumas (The Count of Monte Cristo)
Non è solo il mio corpo a volerlo. Ormai non è più solo il mio corpo ad amarti.
Alessia Esse (La tentazione di Laura (Nel cuore di New York, #1))
Prisca faceva il morto nell'acqua limpida come cristallo e strizzava gli occhi per guardare il cielo, diviso esattamente a metà dalla striscia bianca di un aeroplano.
Bianca Pitzorno (Ascolta il mio cuore)
Questa persona non fa finta:sente davvero solo ed esclusivamente con il suo cuore, pensa davvero con la sua testa. Mi è venuto da abbracciarla e incitarla a continuare a essere così:ma anche da proteggerla, perchè il mondo sa essere feroce con chi gli oppone davvero un pensiero, davvero un sentire.
Chiara Gamberale (Per dieci minuti)
Sentirai il tuono e mi rammenterai, penserai: desiderava la bufera... Sarà una striscia di cielo accesa di rosso, e il cuore come allora in fiamme. E ciò accadrà nel giorno moscovita in cui abbandonerò per sempre la città, muoverò verso il bramato riparo, lasciando in mezzo a voi ancora la mia ombra.
Anna Akhmatova
E cosa c'è di bello nella coppia scusa?" "La complicità, il senso di appartenenza. A me, per esempio, piace conoscere una persona a memoria" "Come ti piace conoscere una persona a memoria? E la routine? La monotonia? Che cos'hanno de bello?" "No, non parlo di routine o monotonia, ma di sapere a memoria una persona. Non so come spiegartelo, è come quando studi le poesie a scuola, in quel senso intendo a memoria" "Questa non l'ho capita" "Ma si dai, come una poesia. Sai come si dice in inglese studiare a memoria? By heart, col cuore. Anche in francese si dice par coeur... ecco, in questo senso intendo. Conoscere una persona a memoria, significa, come quando ripeti una poesia, prendere anche un po' di quel ritmo che le appartiene. Una poesia, come una persona, ha dei tempi suoi. Per cui conoscere una persona a memoria significa sincronizzare i battiti del proprio cuore con i suoi, farsi penetrare dal suo ritmo. Ecco, questo mi piace. Mi piace stare con una persona intimamente perché vuol dire correre il rischio di diventare leggermente diversi da se stessi. Alterarsi un po'. Perché non è essere se stessi che mi affascina in un rapporto a due, ma avere il coraggio di essere anche altro da sé. Che poi è quel te stesso che non conoscerai mai. A me piace amare una persona e conoscerla a memoria come una poesia, perché come una poesia non la si può comprendere mai fino in fondo. Infatti ho capito che amando non conoscerai altro che te stesso. Il massimo che puoi capire dell'altro è il massimo che puoi capire di te stesso. Per questo entrare intimamente in relazione con una persona è importante, perché diventa un viaggio conoscitivo esistenziale".
Fabio Volo (Il giorno in più)
Mia cara, il tuo piccolo cuore è ferito; non giudicarmi crudele perché obbedisco all’irresistibile legge della mia forza e della mia debolezza. Se il tuo piccolo cuore è ferito, anche il mio sanguina con il tuo. Nell’estasi della mia grande umiliazione, io vivo nella tua calda vita e tu morirai.., morirai dolcemente.., nella mia vita. Non posso farne a meno; come io mi avvicino a te, così tu, a tua volta, ti accosterai ad altri, e capirai l’estasi di questa crudeltà che è sempre amore; così, per ora, non cercare di sapere più niente di me e di te, ma abbi fiducia in me con tutta la tua anima appassionata».
J. Sheridan Le Fanu (Carmilla)
Un sorriso su una collana di perle; una fila di chicchi di grandine, ghirlanda di garofani bianchi. Ricciolo arruffato di capelli quale un fiume di notte; bellezza che rallegra il cuore, così perfetta che vedendola l'alba impallidisce di gelosia.
René R. Khawam (Le Mille e una Notte: Volume Primo; Volume 1 of 2)
Se è scritto che due pesci nel mare debbano incontrarsi, non servirà al mare essere cento volte più grande. Tu hai paura perché parti per un lungo viaggio; ma il più lungo viaggio fatto dall'uomo nell'universo è meno di un soffio. Il tuo cuore batte e la terra gira per 30 km intorno al sole. La formica viaggia nell'universo del giardino. Deve arrivare al rosario, là in fondo, per portare cibo alle compagne. Non ha strumenti per conoscere la strada, una parte e va,perché questo è nella sua Natura
Stefano Benni (Terra!)
Esiste un grande eppur quotidiano mistero. Tutti gli uomini ne partecipano ma pochissimi si fermano a rifletterci. Quasi tutti si limitano a prenderlo come viene e non se ne meravigliano affatto. Questo mistero è il tempo. Esistono calendari ed orologi per misurarlo, misure di ben poco significato, perché tutti sappiamo che talvolta un'unica ora ci può sembrare un'eternità, ed un'altra invece passa in un attimo... dipende da quel che viviamo in quell'ora. Perché il tempo è vita. E la vita dimora nel cuore.
Michael Ende (Momo)
Ci sono cose che si perdono e non tornano indietro; non si possono riavere mai più, se non nella carta carbone della memoria. Ci sono cose a cui sembra impossibile rassegnarsi ma a cui rassegnarsi è inevitabile. Lo scorrere dei giorni leviga il dolore ma non lo consuma: quello che il tempo si porta via è andato, e poi si resta con un qualcosa di freddo e duro, un souvenir che non si perde mai. Un piccolo bassotto di porcellana delle White Mountains. Una marionetta del teatro delle ombre di Bali. E guarda: un calzascarpe d'avorio di un hotel a quattro stelle di Zurigo. E qua, come un sasso che porto ovunque, c'è un pezzetto di cuore altrui che ho conservato da un vecchio viaggio.
Peter Cameron (The Weekend)
Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere cosi come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un opera di teatro, che non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l'opera finisca senza applausi...
Charlie Chaplin
Le persone dovresti amarle quandp il loro cuore ne ha il desiderio e non quando conviene, e se rpoprio non ce la fai, se non puoi cambiare questo desiderio, se non le puoi amare, devi lasciarle in pace. Se non si è stati in grado di restare al momento giusto, non si deve inventare un momento giusto per tornare, Non si scippano sorrisi in ritardo.
Massimo Bisotti (Il quadro mai dipinto)
Ci sono parole che hanno il potere di cambiare il mondo, capaci di consolarci e di asciugare le nostre lacrime. Parole che sono palle di fucile, come altre sono note di violino. Ci sono parole che possono sciogliere il ghiaccio che ci stringe il cuore, e poi si possono anche inviare in aiuto come squadre di soccorso quando i giorni sono avversi e noi forse non siamo nè vivi né morti. Ma le parole da sole non bastano e finiamo a perderci nelle lande desolate della vita se non abbiamo nient'altro che una penna cui aggrapparci.
Jón Kalman Stefánsson (Himnaríki og helvíti)
Ago era Robb, Bran, Rickon, sua madre, suo padre e anche Sansa. Ago erano le pareti grigie di Grande Inverno e le risate della sua gente. Ago erano le nevicate estive, le storie della vecchia Nan, era l'albero-cuore con le sue foglie rosse e il terribile volto scolpito nel legno, era l'odore caldo di terra dei giardini coperti, il vento del Nord che faceva sbattere le imposte della sua stanza. Ago era il sorriso di Jon Snow. "Mi spettinava e mi chiamava sorellina" ricordò, e d'un tratto le si riempirono gli occhi di lacrime.
George R.R. Martin (A Feast for Crows (A Song of Ice and Fire, #4))
Si sa benissimo che i libri divorano spazio senza pietà. Non ci si può difendere. Per quanto spazio gli si offra, a loro non basta mai. Prima prendono possesso delle pareti e poi continuano a espandersi ovunque riescano. Soltanto il soffitto viene risparmiato. Ne arrivano sempre di nuovi, e voi non avete cuore di sbarazzarvi di nessuno di quelli vecchi. E così, pian pianino, di nascosto, i volumi spingono fuori tutto il resto. Come ghiacciai.
Zoran Živković
Quanto a Emma, non si chiedeva se lo amasse. Ella credeva che l'amore dovesse arrivare all'improvviso, con fragori e folgori; uragano dei cieli che cade sulla vita, la sconvolge, strappa via le volontà come foglie, e trascina all'abisso il cuore intero. Ella non sapeva che sulle terrazze delle case la pioggia forma laghetti quando le grondaie sono ingorgate, e avrebbe continuato a credersi al sicuro, quando a un tratto scoprì una crepa nel muro.
Gustave Flaubert (Madame Bovary)
Lei era entrata in quella parte del cuore dove ci sono le cose più buone, quella simile a una credenza dei dolci dove c'è la Nutella, i biscotti, le merendine, la marmellata; quell'angolo di cuore dove quando uno ci entra, succeda quel che succeda, da lì non uscirà mai. Non c'entra l'amore. Ci sono persone che da quando le conosci non smetti mai di volergli bene.
Fabio Volo (Esco a fare due passi)
Cambiare posto al cuore con il cervello. Impara a pensare con il cuore e ad amare con la testa. Pensare con il cuore ti costringe ad agire con amore. E ogni cosa da amare facendolo con la testa,... ti costringe ad amare nel modo giusto. Amare con la testa non vuol dire essere razionali, ma vuol dire coltivare un'educazione al sentimento che non satà mai distruttivo.
Fabio Volo
Sapevo che Isaac non mi avrebbe fatto del male. Non come Paul. Non sarei entrato un giorno in casa e non avrei trovato Isaac a letto con un altro ragazzo. Semplicemente non era quel tipo di persona. Ma questo non voleva dire che non potesse farmi del male o spezzarmi il cuore
N.R. Walker (Blind Faith (Blind Faith, #1))
Mi tese le labbra, si lisciò nuovamente i capelli, e uscimmo dalla stanza, Marguerite cantando, io quasi impazzito. Nel salotto mi disse a bassa voce, fermandosi: "Vi sarà sembrato strano che io vi abbia accettato subito: lo sapete da cosa dipende? Dipende" riprese, prendendomi una mano ed appoggiandosela sul cuore, di cui sentii i battiti violenti e accelerati, "dal fatto che, dovendo vivere meno a lungo degli altri, mi sono ripromessa di vivere più in fretta.
Alexandre Dumas fils (La dame aux camélias)
Ed io resto lì, con lui, ad accarezzare con la mente le sue ferite, procurandogli quel sollievo che solo un cuore spezzato come il mio è capace di donargli. Ed io resto lì, mentre la sua mano scivola lentamente verso la mia. Le nostre dita si toccano e non c’è un’emozione talmente completa e disarmante capace di eguagliare questo momento. Ed io la stringo, stringo la sua mano, e sento che è l’unica mano che voglio stringere, adesso, qui, e domani, ovunque. Ed io resto lì, con lui. In lui. Trattenendo il fiato e l’amore che sta crescendo in un istante, qui, nel mio petto.
A.S. Kelly (Tre minuti solo per me (Tre minuti di me, #2))
Bor era bello da fare male. Il cuore della ragazza saltò un battito quando il suo profumo le raggiunse le narici e inondò la sua mente come una droga. Un accenno di barba disegnava il contorno appuntito del mento e le labbra si schiusero in un ghigno ferino da animale pronto alla caccia. «Ti voglio attenta e pronta. Ti insegnerò a difenderti. Non sono qui per giocare o rivangare il passato. E ora muoviti, non ho tempo da perdere, anzi, non abbiamo tempo da perdere.» Voltandosi e scendendo le scale tre gradini alla volta aggiunse: «Ti aspetto in strada, sono quello figo sulla moto». Le guance di Asia divennero paonazze, mentre stringeva i pugni con intensità fino a sentire il sudore delle mani appiccicarle la pelle. Con un'espressione degna di un drago sputa fuoco, Asia rimase a guardare Bor che usciva di casa. Vomitò un urlo a dir poco agghiacciante che miscelava rabbia e frustrazione.
Eilan Moon (R.I.P. Requiescat In Pace (The R.I.P. Trilogy, #1))
Non sono riuscito ad averti vicino ma questo non significa non averti dentro. Sai cosa sarò io per te? Sarò sempre quel piccolissimo particolare che ogni tanto scorgerai nell’aria, nelle cose che guardi, nella loro bellezza, quel dettaglio emotivo che ti viene incontro. L’attimo che ti innamora l’anima per l’inquadratura di un tramonto, unico, imprevisto, che torna in mente all’ improvviso. Il diversivo, il tempo di un sorriso quasi inatteso che ti confonde i respiri, il deja vu, la sponda di un sogno. Le storie finiscono mentre quel piccolo particolare, quel quasi niente, mi farà restare con te per sempre.
Massimo Bisotti
Il nemico è qui. Dentro le frontiere segnate dal capriccio e dalla bramosia di profitto. L'umanità che soffre e lavora, quella è la nostra patria. Il nemico, è l'oligarchia ladra che si ingozza del nostro sudore. Non ci ingannate più. ... Non mi ingannate più. E, in cuor mio, non vi perdono. Clément Duval.
Pino Cacucci (Nessuno può portarti un fiore)
Così il piccolo principe addomesticò la volpe. E quando l'ora della partenza fu vicina: « Ah! » disse la volpe, « piangerò.» « La colpa è tua », disse il piccolo principe, « io non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi...» « E' vero », disse la volpe. « Ma piangerai! » disse il piccolo principe. « E' certo », disse la volpe. « Ma allora che ci guadagni? » « Ci guadagno », disse la volpe, « il colore del grano. » «Da te, gli uomini», disse il piccolo principe, «coltivano cinquemila rose nello stesso giardino... e non trovano quello che cercano...» «Non lo trovano», ripetei. «E tuttavia quello che cercano potrebbe essere trovato in una sola rosa o in un po' d'acqua...» «Certo», confermai. E il piccolo principe soggiunse: «Ma gli occhi sono ciechi. Bisogna cercare col cuore.»
Antoine de Saint-Exupéry (Il piccolo principe)
Alcuni dicono che la vita è solo un insieme di sventure; in altre parole, che la vita è una sventura; ma se la vita è una sventura, la morte deve essere sicuramente il contrario, cioè una fortuna, dato che la morte è l'opposto della vita. Questa conclusione sembrerebbe inevitabile. Ma coloro che parlano così sono sicuramente malati o poveri, fossero in buona salute, avessero la borsa ben fornita, l'allegria in cuore, delle Cecilie, delle Marine e la speranza di altre cose ancor migliori, allora cambierebbero sicuramente parere. Io li considero una razza di pessimisti che si alligna solo tra i filosofi spiantati e i teologhi bricconi e atrabiliari. Se il piacere esiste e lo si può godere solo da vivi, la vita è una fortuna.
Giacomo Casanova (Memorie scritte da lui medesimo)
Una spinta muove il polmone e alla fine Lo abbandona. Ma tu chi sei? Sei il polmone o sei la forza Che lo gonfia e lo svuota? Chi sei tu? Sei il tuo cuore, sei l’intreccio delle Fibre, la vena cava, il sangue, sei l’arteria, l’aorta sei? O sei la forza che tutto questo muove? O sei la forza? O sei la forza che
Mariangela Gualtieri (Caino: il buio era me stesso)
Tutti dicono che il cervello sia l'organo più complesso del corpo umano, da medico potrei anche acconsentire. Ma come donna vi assicuro che non vi è niente di più complesso del cuore, ancora oggi non si conoscono i suoi meccanismi. Nei ragionamenti del cervello c'è logica, nei ragionamenti del cuore ci sono le emozioni.
Rita Levi-Montalcini
Sono sicuro che non stia recitando per ingannare gli altri, mi chiedo però se il bugiardo che c’è in lui non lo stia ingannando. Quando Cristo entra nel suo cuore, quando la certezza di essere amato nonostante tutto gli fa scorrere sulle guance lacrime di gioia, non sarà caduto ancora una volta nella rete dell’Avversario?
Emmanuel Carrère (The Adversary: A True Story of Monstrous Deception)
ITALIANO – Adoro la luce della candela. Mi aiuta ad ingannare gli occhi e a giudicare le cose guardandole con il cuore. ENGLISH – I love the candle light. It helps me to fool the eyes judging things by heart. SPAGNOLO – Adoro la luz de las velas.Me ayuda a engañar los ojos y a juzgar las cosas mirandolas con el corazón.
Gianluca Frangella
Avevano anche fatto l'amore da lontano, più di una volta. Senza dirselo, si erano ritrovati a sudare, a piegarsi in mezzo a un parco, su un autobus. Il pensiero era così forte, erano braccia che aprivano le costole. Come se l'altro stesse cercando il tuo cuore dal lato opposto della città, attraverso muri di macchine e di cemento.
Margaret Mazzantini (Nessuno si salva da solo)
Se Candy avesse potuto capire sua figlia tanto quanto Sam capiva la madre, avrebbe saputo che la figlia non le stava dicendo tutta la verità. La medium aveva ragione: c’era un ragazzo che Sam aveva tenuto nascosto alla madre, ma non era un fidanzato, come Candy sperava. Il ragazzo nella vita di sua figlia era sua figlia. C’erano poche cose di cui Sam Gibson era certa, ma sapeva con tutto il suo cuore, corpo e anima che lui era transessuale
Chris Colfer (Stranger Than Fanfiction)
Poiché gli uomini potevano chiudere gli occhi davanti alla grandezza, davanti all'orrore, davanti alla bellezza, e turarsi le orecchie davanti a melodie o a parole seducenti.Ma non potevano sottrarsi al profumo. Poiché il profumo era fratello del respiro. Con esso penetrava negli uomini, a esso non potevano resistere, se volevano vivere. E il profumo scendeva in loro, direttamente al cuore, e là distingueva categoricamente la simpatia dal disprezzo, il disgusto dal piacere, l'amore dall'odio. Colui che dominava gli odori, dominava i cuori degli uomini.
Patrick Süskind (Perfume: The Story of a Murderer)
Perché l'uomo, anche il migliore, cela sempre qualcosa, tace sempre qualcosa al fratello? Perché non dire subito, apertamente, quello che si ha nel cuore se le proprie parole non sono gettate al vento? Ognuno si mostra molto più duro di quanto non sia realmente, come se temesse di offendere i propri sentimenti rivelandoli troppo presto...
Fëdor Dostoevskij (Le notti bianche (Italian Edition))
Lascia che te lo dica oggi quanto ti voglio bene, quanto tu sei stato sempre per me, come hai arricchito la mia vita. [...] Tu non puoi misurare ciò che significhi. Significa la sorgente in un deserto, l'albero fiorito in un terreno selvaggio. A te solo debbo che il mio cuore non sia inaridito, che sia rimasto in me un punto accessibile alla grazia.
Hermann Hesse
Sai qual è la frase che più ammiro? È: "Lo splendido giorno è finito, e noi siamo maturi, ora, per la tenebra". Quanto avrei voluto conoscere quelle parole, il giorno in cui vidi le truppe tedesche che sbarcavano da un aereo dopo l'altro e le navi che attraccavano in porto! Invece riuscivo solo a pensare: maledetti maledetti maledetti. Se mi fossero venute in mente le parole "Lo splendido giorno è finito, e noi siamo maturi, ora, per la tenebra", mi sarei in qualche modo consolato e sarei stato pronto a uscire e affrontare le circostanze, e non mi sarei sentito sprofondare il cuore.
Mary Ann Shaffer (The Guernsey Literary and Potato Peel Pie Society)
E’ per questo che, in fondo al cuore, mi considero un fallito. Non che questo importi molto. Sub specie aeternitatis tutti noi, senza eccezioni, siamo dei falliti. Non ricordo più dove ho letto che “la morte intacca la nostra fiducia nella vita mostrandoci che in fin dei conti tutto è ugualmente futile se visto in rapporto alle tenebre che ci attendono.” Sì, “futile” è la parola esatta. Eppure non posso lamentarmi: ho più amici che nemici e ci sono momenti in cui sono quasi felice di essere al mondo – quando guardo il sole che tramonta e la luna che spunta, o vedo la neve sulla cima della montagna.
Fred Uhlman (L'amico ritrovato)
Forse non esistono nemmeno amici buoni o cattivi, forse ci sono solo amici, persone che prendono le tue parti quando stai male e che ti aiutano a non sentirti solo. Forse per un amico vale sempre la pena avere paura e sperare e vivere. Forse vale anche la pena perfino morire per lui, se così ha da essere. Niente amici buoni. Niente amici cattivi. Persone e basta che vuoi avere vicino, persone con le quali hai bisogno di essere; persone che hanno costruito la loro dimora nel tuo cuore
Stephen King (It)
Forse siamo arrivati al cuore della nostra storia. Quanto è possibile capire il dolore, l’amore di un altro? Fino a che punto possiamo capire coloro che vivono tra dolori, frustrazioni e angosce più profonde delle nostre? Se capire significa mettersi al posto di colui che è diverso da noi, i ricchi e i dominatori del mondo hanno mai potuto capire milioni di miseri emarginati? Fino a che punto il romanziere Orhan può scorgere il buio nella vita difficile e dolorosa del suo amico poeta?
Orhan Pamuk (Snow)
Soldato, lascia che ti accarezzi il viso e baci le tue labbra, lasciami urlare attraverso i mari e sussurrare attraverso i prati ghiacciati della Russia quello che sento per te... Luga, Ladoga, Leningrado, Lazarevo... Alexander, un tempo tu mi hai portata e io ora porto te. Nella mia eternità ora io porto te. Attraverso la Finlandia, attraverso la Svezia, fino in America con le mani tese, mi ergerò e mi farò avanti, destriero nero che galoppa senza cavaliere nella notte. Il tuo cuore, il tuo fucile mi conforteranno, saranno la mia culla, la mia tomba. Lazarevo stilla il tuo essere nel mio cuore, goccia d'alba al chiaro di luna, goccia del fiume Kama. Quando mi cerchi, cercami là, perchè là sarò tutti i giorni della mia vita.
Paullina Simons (The Bronze Horseman (The Bronze Horseman, #1))
Bella: Ci trovavamo entrambi in pericolo di morte. eppure, in quell'istante, mi sentìì bene. Intera. Finalmente sentivo il cuore pompare nel petto, il sangue scorrere caldo e veloce nelle vene. I miei polmoni si riempirono del dolce profumo della sua pelle. La voragine si era chiusa senza lasciare traccia. Mi sentivo perfetta, come se la ferita non si fosse mai spalancata.
Stephenie Meyer
Perché vediamo solo quello che conosciamo. Siamo convinti che gli altri siano capaci di fare solamente ciò che sappiamo fare anche noi, nel bene e nel male. Per questo riconosciamo come amore solo quello che corrisponde all'immagine che ne abbiamo. Vogliamo essere amati come amiamo noi. Ogni altro modo ci è estraneo, lo guardiamo con sfiducia, ne fraintendiamo i segni, non capiamo la sua lingua. Accusiamo. Affermiamo che l'altro non ci ama. E invece forse ci ama in un modo tutto suo, che noi non conosciamo.
Jan-Philipp Sendker (L'arte di ascoltare i battiti del cuore)
E' così. Lo sei. Sei acida e sarcastica e lucida e critica e odi tutto e tutti. Ma questa tua capacità di immedesimarti, di vedere le cose con gli occhi delle altre persone, di interpretare il mondo da dentro la loro testa... o il loro cuore. Questa che a te può sembrare una mera abilità professionale, be', si chiama empatia, sai. E tu puoi fingere con tutte le tue forze che sia il contrario, ma la verità è che fa di te la persona più compressiva, più tollerante e persino più clemente, che io abbia mai conosciuto.
Alice Basso (L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome)
Non mi piace parlare, non ne sento la necessità, i discorsi col cuore in mano io non li capisco, non è nella mano che dovrebbe stare un cuore. Tanto nessuno saprà mai cosa proviamo veramente, potrà farsi al massimo un’idea, che poi sarà viziata dalla sua stessa opinione. Anche quando ci odiamo l’un l’altro, o ci amiamo l’un l’altro, quello che amiamo o che odiamo è in realtà quell’idea, una bozza della verità, e quando gli altri ci deludono è una stronzata prendercela, perché non è colpa loro, ma nostra, che chissà in che cosa credevamo. A conti fatti io per voi, e voi per me, non siamo più reali di Georgie, Lupin, Syrio il Dragone o la razza namecciana.
Eleonora C. Caruso (Comunque vada non importa)
È fortuna che oggi non tira vento. Strano, in qualche modo si ha sempre l’impressione di essere fortunati, che una qualche circostanza, magari infinitesima, ci trattenga sull’orlo della disperazione e ci conceda di vivere. Piove, ma non tira vento. Oppure, piove e tira vento: ma sai che stasera tocca a te il supplemento di zuppa, e allora anche oggi trovi la forza di tirar sera. O ancora, pioggia, vento, e la fame consueta, e allora pensi che se proprio dovessi, se proprio non ti sentissi piú altro nel cuore che sofferenza e noia, come a volte succede, che pare veramente di giacere sul fondo; ebbene, anche allora noi pensiamo che se vogliamo, in qualunque momento, possiamo pur sempre andare a toccare il reticolato elettrico, o buttarci sotto i treni in manovra, e allora finirebbe di piovere.
Primo Levi (Survival in Auschwitz)
Gridavamo siamo angeli, possiamo lanciarci senza distruggerci, abbiamo le ali nei muscoli, siamo spaziali. Noi andremo a vivere sulla Tour Eiffel, e ogni notte raggiungeremo la luna, con le cuffie, e Venus degli Air a tutto volume. Il nostro letto sarà un cratere, e al risveglio lanceremo sulla terra le fragole, una pioggia di fragole con il nostro nome dipinto, e un bigliettino legato a ciascuna, con sopra scritto: noi siamo sulla luna, abbiamo le stelle nel cuore, e il nostro amore è una supernova, che illumina tutti i baci del mondo
Isabella Santacroce (Supernova)
Al rallentatore, Vishous chinò la testa bruna e Butch sentì come una carezza vellutata quando il pizzetto gli sfiorò la gola. Con precisione millimetrica, V premette le zanne contro la vena che saliva dal cuore dell'amico, poi lentamente, inesorabilmente, lo trafisse. I loro petti si toccarono. Butch chiuse gli occhi, assaporando quella sensazione, il calore dovuto alla vicinanza fisica, la morbidezza dei capelli di V sulla mascella, la potenza del braccio virile che gli scivolava intorno alla vita. Quasi animate da volontà propria, le sue mani si staccarono dai pioli posandosi sui fianchi di V, stringendo con forza quella carne soda, unendo i loro corpi dalla testa ai piedi. Un fremito percorse uno dei due. O forse... merda, forse erano rabbrividiti entrambi. E poi basta. Chiuso. Finito. Da non ripetersi mai più.
J.R. Ward (Lover Revealed (Black Dagger Brotherhood, #4))
Voi siete così giovine, così al di qua d’ogni inizio, e io vi vorrei pregare quanto posso, caro signore, di aver pazienza verso quanto non è ancora risolto nel vostro cuore, e tentare di aver care le domande stesse come stanze serrate e libri scritti in una lingua molto straniera. Non cercate ora risposte che non possono venirvi date perché non le potreste vivere. E di questo si tratta, di vivere tutto. Vivete ora le domande. Forse v’insinuate così a poco a poco, senz’avvertirlo, a vivere un giorno lontano la risposta. Forse portate in voi la possibilità di formare e creare, quale una maniera di vita singolarmente beata e pura; educatevi a questo compito, - ma accogliete in grande fiducia quanto vi accade e se solo vi accade dal vostro volere, da qualche necessità del vostro intimo, prendetelo su voi stesso e non odiate nulla.
Rainer Maria Rilke (Letters to a Young Poet)
Mi guardo bene dal tenermi in gola le parole: ho passato gran parte della mia vita a non dire le cose che volevo dire, e me ne sono pentito. La nostra natura ci impone di mandare messaggi subliminali, comunicare con i gesti, perché abbiamo paura di esporci per come siamo. Anche a noi stessi. Quando tutto sarà finito sono sicuro che mi verrà concesso un minuto per ripensare a tutte le volte che volevo urlare cosa sentivo, ma sono stato zitto per paura di non essere capito, e rimpiangerò gli obbiettivi che ho abbandonato perché il timore di fallire mi ha impedito di perseguirli. Questa vita è una puttana e probabilmente mi spezzerà il cuore, ma cazzo, sono innamorato. Va così, rhum e pera, perché ci sono dei momenti forti che ti lasciano l’amaro in bocca, e altri talmente belli da farti dimenticare quel retrogusto sgradevole che ha la vita
Charles Bukowski
Rise. «I grandi quadri – la gente accorre per vederli, attirano folle, sono riprodotti all’infinito sulle tazze e sui tappetini dei mouse e su qualunque cosa. E, questo riguarda anche me, puoi passare una vita intera a visitare musei con grande piacere, un bel giretto, e poi via, a pranzo da qualche parte. Ma…» tornò a sedersi sul tavolo, «se un quadro ti affonda davvero nel cuore e cambia il tuo modo di vedere, e di pensare, e di provare emozioni, non pensi, “oh, amo questo quadro perché è universale”, “amo questo quadro perché parla a tutto il genere umano”. Non è questa la ragione per cui ci si innamora di un’opera d’arte. È un sospiro segreto in un vicolo. Pss, tu. Ehi ragazzino. Sì, proprio tu.»
Donna Tartt
Gli avrebbe sorriso come sorrideva a lui, con quel mistero nello sguardo luminoso che gli faceva battere il cuore all'impazzata e dominare a stento l'impulso di prenderle il volto tra le mani e baciarla fino a farle dolere le labbra? Avrebbe fatto scivolare un angolo della stola sul braccio lasciando scoperta la spalla liscia come avrebbe dovuto fare solo con lui? Mostro dagli occhi bui, mi hai scacciato così facilmente dal tuo cuore?
Virginia De Winter (L'Ordine della chiave (Black Friars, #0.5))
Sai qual è l'errore che si fa sempre? Quello di credere che la vita sia immutabile, che una volta percorso un binario lo si debba percorrere fino in fondo. Il destino ha molta più fantasia di noi. Proprio quando credi di trovarti in una situazione senza via di scampo, quando raggiungi il picco di disperazione massima, con la velocità di una raffica di vento tutto cambia, si stravolge e da un momento all'altro ti trovi a vivere una nuova vita.
Susanna Tamaro (Follow Your Heart)
Dove risiedono i ricordi di una persona? Nelle stesse connessioni sinaptiche del cervello? I ricordi si trovano anche nei bulbi oculari e nei polpastrelli? Oppure esiste da qualche parte una massa spirituale , invisibile e indefinita come una nebbia, ed è lì che risiedono i ricordi? Una cosa che si potrebbe chiamare cuore, mente o anima. E' possibile estrarla e reinserirla come si farebbe con una scheda di memoria per un sistema operativo?
Makoto Shinkai (Your Name)
Oggi come oggi il professor Guidoberto parla e scrive correntemente in duecentoquattordici lingue e dialetti della Terra, imparati, si sa, soltanto nei momenti di ozio. La sua barba è diventata grigia, e sotto il suo cappello non è rimasta che una ciocca striminzita. Ogni mattina egli corre al Museo e si immerge nel suo studio prediletto. Per lui il "cippo" è il cuore di Perugia, anzi, dell'Umbria, anzi, dell'Universo. Quando qualcuno ammira la sua cultura linguistica e si profonde in lodi al suo cospetto, Guidoberto fa un cenno seccato con la mano e risponde: - Non dica sciocchezze; sono ignorante quanto lei. Lo sa che in trent'anni non sono riuscito a imparare l'etrusco? Quello che non si sa ancora è sempre più importante di quello che si sa.
Gianni Rodari (Il libro degli errori)
È il petto di un'altra persona a spalleggiarci, ci sentiamo realmente spalleggiati solo quando abbiamo qualcuno dietro, lo dice la parola stessa, alle nostre spalle, come in inglese, to back, qualcuno che magari non vediamo e che ci copre le spalle col petto che è sul punto di sfiorarci e che alla fine sempre ci sfiora, e a volte, addirittura, questo qualcuno ci mette una mano sulla spalla con la quale ci tranquillizza e al tempo stesso ci sottomette. In questo modo dormono o credono di dormire gran parte delle coppie, dopo la buonanotte i due si girano dallo stesso lato, di modo che uno dà le spalle all'altro per tutto il tempo e si sente spalleggiato da lui o da lei, e quando nel pieno della notte si sveglia di soprassalto per un incubo o non riesce a prender sonno, soffre per la febbre o si crede solo e abbandonato al buio, non deve far altro che voltarsi e vedere, di fronte a sé, il volto di colui che lo protegge, che si lascerà baciare quel che si può baciare in un volto (naso, occhi e bocca; mento, fronte e guance, tutto il volto) o che magari, mezzo addormentato, gli metterà una mano sulla spalla per tranquillizzarlo, o per sottometterlo, o forse per aggrapparsi. (da Un cuore così bianco, pag. 72)
Javier Marías (A Heart So White)
La giovanissima Crisalide la guardò con una determinazione troppo straordinaria per essere di questa terra e troppo grande per appartenere al suo piccolo cuore, poi fece un cenno con la mano alle altre due bambine che si trovavano nella stanza. Due piccole figure incappucciate e avvolte una, in un mantello nero e l’altra, in uno candido le si avvicinarono e presero le sue mani. Le tre bambine guardarono al di là della porta finestra, i loro occhi attraversarono la piazza, la città e andarono lontano, alla ricerca dell’anello mancante, l’anello finale della loro catena, quello che avrebbe potuto salvarle o distruggerle.
C.L. Barbera (Blood Butterfly)
”Quando ami qualcuno, questo qualcuno diventa parte di ciò che sei. È in tutto quello che fai. È nell’aria che respiri, nell’acqua che bevi, nel sangue che ti scorre nelle vene. Il suo tocco ti resta sulla pelle, la sua voce ti resta nelle orecchie, i suoi pensieri ti restano nella mente. Conosci i suoi sogni perché quelli brutti ti trafiggono il cuore e quelli belli sono anche i tuoi. E pensi che sia perfetto, ma conosci i suoi difetti, la verità profonda dentro al suo cuore, le ombre di tutti i suoi segreti, che però non ti spaventano: anzi, te lo fanno amara ancora di più, perché tu non vuoi la perfezione. Vuoi quella persona. Vuoi …”
Cassandra Clare (Lady Midnight (The Dark Artifices, #1))
«Lo sai perché ho creato il desiderio?» Si era quasi dimenticata della presenza di D e rispose sovrappensiero: «Per garantire la riproduzione del genere umano?» «Ma no, per quello sarebbe bastato mandarvi in calore come gli animali. E non spiegherebbe gli omosessuali.» Si voltò a guardarlo, incuriosita dall’evolversi della conversazione. «Molte religioni sostengono che tu non accetti l’omosessualità...» lo provocò con uno dei pregiudizi che aveva sempre detestato. «E perché mai l’avrei creata, allora? Io non faccio errori. Beh, tranne la questione della mela, ma si è trattato di un fraintendimento. E qualche problema con i vegetali e altri animali, ma mai con voi. No, io ho creato tutti i tipi di desiderio, eterosessuale ed omosessuale, e sai perché?» Grace alzò le mani in segno di resa, attendendo la risposta e iniziando in cuor suo a pensare che D non sarebbe stato affatto male come Dio. Forse, all’alba dei tempi, avrebbero dovuto fare delle libere elezioni. O almeno delle audizioni. «Per farvi riconoscere. Mi sembrava un buon sistema, al tempo, anche se ho avuto dei dubbi già con la storia di Davide e Bestabea...» «Riconoscere?» «Tra anime compatibili. Il primo indizio è il desiderio. È quando è anche l’unico, che le anime non sono compatibili, proprio come nella storia di Davide e Bestabea.»
Mirya (Trentatré)
Non posso più ascoltare tacendo. Devo parlarvi con i mezzi che ho a disposizione. Voi mi trafiggete l'anima.Io sono tra l'agonia e la speranza. Non ditemi che è troppo tardi, che questo prezioso sentimento è svanito per sempre. Vi offro di nuovo il mio cuore, vi appartiene ancor più di quando otto anni e mezzo fa voi quasi me lo spezzaste. Non dite per carità che l'uomo dimentica più della donna, che il suo amore è più rapido a morire. Non ho mai amato nessuna all'infuori di voi. Posso essere stato ingiusto, forse debole e offeso, ma incostante mai. Solo voi mi avete condotto a Bath. Penso e faccio progetti solo per voi. Non ve ne siete accorta? Possibile che non indoviniate i miei desideri? Non avrei atteso neanche questi dieci giorni se avessi conosciuto i vostri sentimenti. Devo andare senza conoscere il mio destino ma tornerò qui o vi seguirò non appena possibile. Una parola, uno sguardo saranno sufficienti a farmi entrare in casa di vostro padre questa sera o mai più.
Jane Austen (Persuasion)
Non lo hai mai soffocato, mai. Ha solo fatto il coglione perché sapeva che ti avrebbe fatto male dicendolo. Quindi starai solo ad aspettare fino a che sprofonderà nella merda e si renderà conto di aver sbagliato?" Annuii "È tutto quello che posso fare" "E intanto muori lentamente con il cuore spezzato, mentre lui si prende il suo tempo facendo l'Idiota testardo, fingendo di andare avanti con la sua vita quando invece è troppo testa di cazzo per ammettere di aver sbagliato?" Non risposi. Non dovevo.
N.R. Walker (Through These Eyes (Blind Faith, #2))
Ho visto qualcosa di diverso in te! Sei intrappolata in questa guerra che non ti appartiene, c'è un conflitto tra tua mente e il tuo cuore, una sfida tra bene e il male. La voce della tua natura ha un potere immenso sulla tua vita, e ti fa sentire completamente diversa dagli altri. Il tuo carattere ribelle,il tuo istinto,il tuo cuore, ti dicono di vivere per te stessa ed essere te stessa. Ti è stato insegnato a vivere una vita che non hai scelto!-Innocent Demons(Legami di Sangue#1) di B.Tiana Lorena
B. Tiana Lorena (Innocent Demons (Legami di sangue #1).)
Perché non vuoi che viva con te? Niente cazzate questa volta, Isaac. Voglio la verità" Il mio cuore quasi si fermò. Non ero sicuro di voler sentire la risposta, ma sembrava che i miei piedi non riuscissero a muoversi. La voce di Isaac era bassa "Non voglio che veda quanto sono cieco, quanto posso essere un peso. Se vivesse qui, vedrebbe quanto vado avanti a fatica" "Oh, Isaac" disse Hannah "State insieme da un anno! Ti conosce" Lui rispose così piano che quasi non lo sentii "Voglio essere normale per lui
N.R. Walker (Through These Eyes (Blind Faith, #2))
«Perché? Perché te ne stai qui a farti abbracciare?» Lei non risponde, rigirando le carte in tavola. «Perché sei venuto a cercarmi?» La risposta è assolutamente cristallina. «Perché ti amo.» «Sì,» concorda piano con un piccolo sorriso. «Perché ti amo.» Il mio cuore si gonfia e si espande, invaso dal calore, e mi sento l’anima incredibilmente leggera. La gioia si irradia attraverso di me e mi sento come rinato. Mi sento nuovo. Mi sento immensamente grato per tutte le possibilità che ho di fronte a me adesso.
Sawyer Bennett (Finding Kyle)
Profondamente sospirò e si gettò - c'era nei suoi gesti una passione che merita la parola - sul nudo suolo ai piedi della quercia. Godeva nel sentire, sotto l'effimera apparenza dell'estate, la spina dorsale della terra; ché tale era per lui la dura radice della quercia, oppure - l'immagine seguendo l'immagine - era il dorso d'un gran destriero che cavalcava; o la tolda di una nave in preda alle onde; qualsiasi cosa, insomma, purché solida, poiché egli anelava a qualche cosa cui ormeggiare il suo fluttuante cuore; quel cuore che ogni sera in quella stagione, quando s'aggirava per le campagne, pareva ricolmo di aromatiche e languide sensazioni d'amore. Alla quercia egli lo legò.
Virginia Woolf (Orlando)
Io so cosa vuol dire essere felice nella vita e la bontà dell'esistenza, il gusto dell'ora che passa e delle cose che si hanno intorno, pur senza muoversi, la bontà di amarle, le cose, fumando, e una donna in esse. Conosco la gioia di un pomeriggio d'estate a leggere un libro d'avventure cannibalesche seminudo in una chaiselongue davanti a una casa di collina che guardi il mare. E molte altre gioie insieme; di stare in un giardino in agguato e ascoltare che il vento muove le foglie appena (le più alte) di un albero; o in una sabbia sentirsi screpolate e crollare infinita esistenza di sabbia; o nel mondo popolato di galli levarsi prima dell'alba e nuotare, solo in tutta l'acqua del mondo, presso a una spiaggia rosa. E io non so cosa passa sul mio volto in quelle mie felicità, quando sento che si sta così bene a vivere: non so se una dolcezza assonnata o piuttosto sorriso. Ma quanto desiderio d'avere cose! Non soltanto mare o soltanto sole e non soltanto una donna e il cuore di lei sotto le labbra. Terre anche! Isole! Ecco: io posso trovarmi nella mia calma, al sicuro, nella mia stanza dove la finestra è rimasta tutta la notte spalancata e d'improvviso svegliarmi al rumore del primo tram mattutino; è nulla un tram: un carrozzone che rotola, ma il mondo è deserto attorno e in quell'aria creata appena, tutto è diverso da ieri, ignoto a me, e una nuova terra m'assale.
Elio Vittorini
Tina Modotti, sorella, non dormi, no, non dormi forse il tuo cuore sente crescere la rosa di ieri, l'ultima rosa di ieri, la rosa nuova Riposa dolcemente, sorella (...) Lo senti quel passo, un passo pieno di passi, qualcosa di grandioso che viene dalla steppa, dal Don, dal freddo? Lo senti quel passo fiero di soldato sulla neve? Sorella, sono i tuoi passi (...) Un mondo marcia verso dove andavi tu, sorella Ogni giorno cantano i canti delle tue labbra sulle labbra del popolo glorioso che tu amavi. Col tuo cuore valoroso.
Pablo Neruda
la lettura di Delitto e castigo lo cambiò, Delitto e castigo fu il fulmine che si abbatté dal cielo e lo mandò in frantumi, e quando riuscí a riprendersi Ferguson non ebbe piú dubbi sul futuro, se un libro poteva essere questo, se un romanzo poteva fare questo al tuo cuore, alla tua mente e ai tuoi sentimenti piú profondi sul mondo, allora scrivere romanzi era senz’altro la cosa migliore che potevi fare nella vita, perché Dostoevskij gli aveva insegnato che le storie inventate potevano andare ben oltre il semplice divertimento e lo svago, potevano rivoltarti come un calzino e scoperchiarti il cervello, potevano scottarti e gelarti e metterti completamente a nudo e scaraventarti tra i venti furiosi dell’universo e da quel giorno in poi, dopo aver annaspato per tutta l’infanzia, perso nei miasmi sempre piú fitti dello smarrimento, finalmente Ferguson capí dove stava andando, e negli anni successivi non tornò mai sulla sua decisione, nemmeno in quelli piú duri, quando gli sembrò quasi di cadere dai confini della terra. Aveva solo quindici anni, ma aveva già sposato un’idea, e il giovane Ferguson decise di onorarla, nella buona o nella cattiva sorte, in ricchezza o in povertà, in salute o in malattia, per tutta la vita.
Paul Auster (4 3 2 1)
Fino allora egli era avanzato per la spensierata età della prima giovinezza, una strada che da bambini sembra infinita, dove gli anni scorrono lenti e con passo lieve, così che nessuno nota la loro partenza. Si cammina placidamente, guardandosi con curiosità attorno, non c'è proprio bisogno di affrettarsi, nessuno preme dietro e nessuno ci aspetta, anche i compagni procedono senza pensieri, fermandosi spesso a scherzare. Dalle case, sulle porte, la gente grande saluta benigna, e fa cenno indicando l'orizzonte con sorrisi di intesa; così il cuore comincia a battere per eroici e teneri desideri, si assapora la vigilia delle cose meravigliose che si attendono più avanti; ancora non si vedono, no, ma è certo, assolutamente certo che un giorno ci arriveremo. Ancora molto? No, basta attraversare quel fiume laggiù in fondo, oltrepassare quelle verdi colline. O non si è per caso già arrivati? Non sono forse questi alberi, questi prati, questa bianca casa quello che cercavamo? Per qualche istante si ha l'impressione di sì e ci si vorrebbe fermare. Poi si sente dire che il meglio è più avanti e si riprende senza affanno la strada. Così continua il cammino in un'attesa fiduciosa e le giornate sono lunghe e tranquille, il sole risplende alto nel cielo e sembra non abbia mai voglia di calare al tramonto. Ma a un certo punto, quasi istintivamente, ci si volta indietro e si vede che un cancello è stato sprangato alle spalle nostre, chiudendo la via del ritorno. Allora si sente che qualcosa è cambiato, il sole non sembra più immobile ma si sposta rapidamente, ahimè, non si fa in tempo a fissarlo che già precipita verso il confine dell'orizzonte, ci si accorge che le nubi non ristagnano più nei golfi azzurri del cielo ma fuggono accavallandosi l'una all'altra, tanto è il loro affanno; si capisce che il tempo passa e che la strada un giorno dovrà pur finire. Chiudono a un certo punto alla nostre spalle un pesante cancello, lo rinserrano con velocità fulminea e non si fa in tempo a tornare.
Dino Buzzati (The Tartar Steppe)
Nella vita di tutti i giorni nessuno ti chiede di raccontare la storia che ti morde il cuore e te lo mastica, e se qualcuno te lo chiede, nella vita di tutti i giorni nessuno riesce a raccontare quella storia, perché non trovi mai le parole adatte, le sfumature giuste, il coraggio di essere nudo, fragile, autentico. Quella storia deve piombare da fuori, come quando accade che i libri ci scelgano e gli autori diventino amici a cui vorremmo telefonare alla fine della lettura per chiedere come fanno loro a conoscerci o dove hanno sentito la nostra storia. Quella storia è uno specchio che ti sorprende a esclamare: questa è la mia, questo sono io, ma non avevo le parole per dirlo. E forse scopri di non essere solo, definitivamente solo.
Alessandro D'Avenia
L'America è meglio tenerla così, sempre sullo sfondo, una specie di cartolina postale a cui guardare nei momenti di debolezza. Così, tu t'immagini che sia sempre là ad attenderti, immutata, intatta, un grande spazio aperto patriottico con vacche, pecore e uomini dal cuore buono, pronti a fottersi tutto quello che vedono, uomo donna o bestia. Non esiste l'America. E' un nome che si dà a un'idea astratta. Parigi è come una puttana. Da lontano pare incantevole, non vedi l'ora di averla fra le braccia. E cinque minuti dopo ti senti vuoto, schifato di te stesso. Ti senti truffato.
Henry Miller (Tropic of Cancer (Tropic, #1))
Alzò una mano e l’accostò al suo viso, chiedendogli tacitamente il permesso. Lui irrigidì le spalle e rimase immobile, nello sguardo aveva la stessa sfida e la stessa supplica. Gli toccò il livido a lato dello zigomo, piano, con la punta di un dito e lui serrò le palpebre cosicché temette di avergli fatto male ed esitò a un soffio dalla sua pelle. Gabriel aprì gli occhi incontrando i suoi e allora lei sentì la mano muoversi per volontà propria, posarsi con delicatezza sulla sua guancia, le dita sfiorargli i capelli morbidi dietro l’orecchio. Aveva l’altra mano stretta a pugno talmente forte che le giunture le dolevano, il cuore sembrava sul punto di schiantarsi da un momento all'altro. Gabriel con un sospirò distolse il capo, gli occhi di nuovo chiusi, un’esitazione nella piega delle labbra che lo rese, per un momento, molto vulnerabile. «Per favore», le disse, turbato. «Allontanati». Sophia si posò una mano sulla bocca per reprimere una parola disperata e si ritrasse. «Perdonami, non sarei dovuta venire». Lui si alzò. «Perché sei qui? Se non è per compiacerti del tuo potere o per goderti le percosse dei tuoi amici, perché sei venuta?» Sophia scosse il capo. «Ho detto che mi dispiace». Chinò il capo, ma lui le posò sue dita sotto il mento e la indusse a guardarlo di nuovo. «È così, Sophia?», sussurrò. «Sei rimasta impigliata nella tua stessa rete?»
Virginia De Winter (L'ordine della penna (Black Friars, #2))
Dormire, dormire; ecco l'unica tregua. Ma poi al risveglio, svaniti gli ultimi brandelli del sogno in corso, quel senso di angoscia, di condanna. Il pensiero cerca subito intorno: perché? perché? Lei! E allora il cuore prende a battere, il cervello si riempie di quel pensiero ossessionante, fisso, profondo, che invade tutta la coscienza e la chiude senza lasciare scampo. A qualsiasi cosa pensi, o meglio cerchi di pensare, c'è sempre lei di mezzo, che sbarra la strada. Egli si dice: è assurdo, non vale la pena, non merita, sì sì, tutti ottimi argomenti. Ma il giorno che rinunciasse, che non insistesse più, che trasformasse l'ansia in dolore cocente, quel giorno che cosa gli resterebbe? Il vuoto, la solitudine, la prospettiva di un futuro sempre più squallido e morto. Dio, aiutami!
Dino Buzzati (Un amore)
Noi sappiamo che in questo difficilmente saremo compresi, ed è bene che cosi sia. Ma consideri ognuno, quanto valore, quanto significato è racchiuso anche nelle più piccole nostre abitudini quotidiane, nei cento oggetti nostri che il più umile mendicante possiede: un fazzoletto, una vecchia lettera, la fotografia di una persona cara. Queste cose sono parte di noi, quasi come membra del nostro corpo; né è pensabile di venirne privati, nel nostro mondo, ché subito ne ritroveremmo altri a sostituire i vecchi, altri oggetti che sono nostri in quanto custodi e suscitatori di memorie nostre. Si immagini ora un uomo a cui, insieme con le persone amate, vengano tolti la sua casa, le sue abitudini, i suoi abiti, tutto infine, letteralmente tutto quanto possiede: sarà un uomo vuoto, ridotto a sofferenza e bisogno, dimentico di dignità e discernimento, poiché accade facilmente, a chi ha perso tutto, di perdere se stesso; tale quindi, che si potrà a cuor leggero decidere della sua vita o morte al di fuori di ogni senso di affinità umana; nel caso più fortunato, in base ad un puro giudizio di utilità. Si comprenderà allora il duplice significato del termine «Campo di annientamento », e sarà chiaro che cosa intendiamo esprimere con questa frase: giacere sul fondo.
Primo Levi (Survival in Auschwitz)
Era così l'amore? Ritrovarsi nel bel mezzo della notte davanti alla sua porta, non volendolo svegliare, ma allo stesso tempo pensando che non l'avrebbe aperta mai abbastanza in fretta. Avere il fiato corto per la certezza che si sarebbe lasciato toccare, baciare, sapendo che lui avrebbe voluto fare lo stesso e che io glielo avrei lasciato fare perché lo volevo disperatamente. Sentire il cuore battere più veloce senza poter controllare quel fremito di piacere nel momento in cui il suo sguardo si fosse posato su di me. Sperare che il tempo in cui potevo tenerlo stretto non finisse mai. Se l'amore era questo, ero completamente fottuto.
Gaby Crumb (Red Shadows (Italian Edition))
Certi miei amici parlavano come se fossi venuto nei boschi per morire di freddo. L’animale si fa semplicemente un letto, in qualche luogo riparato, e lo riscalda con il suo corpo; ma l’uomo, che ha scoperto il fuoco, invece di togliersi il proprio calore rinchiude una quantità d’aria in una stanza ampia e la riscalda; fa di questa il suo letto, dove può muoversi senza i panni più pesanti; conserva una specie di estate nel cuore del1'inverno; per mezzo di una finestra, fa persino entrare la luce, e finalmente prolunga il giorno servendosi di una lampada. Così egli va un passo o due oltre l’istinto, e risparmia un po’ di tempo per le belle arti. Sebbene il mio corpo cominciasse a intorpidirsi se rimanevo esposto per lungo tempo alle più violente bufere, non appena rientravo nella piacevole atmosfera della mia casa ricuperavo le facoltà e prolungavo così la vita.
Henry David Thoreau (Walden or, Life in the Woods)
«Sentirsi dire che l’amore è vietato non lo uccide. Lo rafforza.» «Di cosa state parlando?» Tessa li guardò sorridendo dai piedi dei gradini. «Dell’amore. E di come smettere di amare, credo» disse Jem. «Ah, se si potesse smettere di amare solo perché lo si vuole, la vita sarebbe molto diversa!» esclamò Tessa ridendo. «È più facile far smettere un altro di amarti che smettere tu di amarlo. Convincerlo che non lo ami, o che sei una persona che non potrebbe rispettare… Tutte e due le cose, meglio ancora.» Aveva gli occhi grandi, grigi e giovani: era difficile credere che avesse più di diciannove anni. «Cambiare il proprio cuore… quello è quasi impossibile.»
Cassandra Clare (Lady Midnight (The Dark Artifices, #1))
Succedeva sempre che a un certo punto uno alzava la testa... e la vedeva. È una cosa difficile da capire. Voglio dire... Ci stavamo in più di mille, su quella nave, tra ricconi in viaggio, e emigranti, e gente strana, e noi... Eppure c'era sempre uno, uno solo, uno che per primo... la vedeva. Magari era lì che stava mangiando, o passeggiando, semplicemente, sul ponte... magari era lì che si stava aggiustando i pantaloni... alzava la testa un attimo, buttava un occhio verso il mare... e la vedeva. Allora si inchiodava, lì dov'era, gli partiva il cuore a mille, e, sempre, tutte le maledette volte, giuro, sempre, si girava verso di noi, verso la nave, verso tutti, e gridava (piano e lentamente): l'America. Poi rimaneva lì, immobile come se avesse dovuto entrare in una fotografia, con la faccia di uno che l'aveva fatta lui l'America. La sera, dopo il lavoro, e le domeniche, si era fatto aiutare dal cognato, muratore, brava persona... prima aveva in mente qualcosa in compensato, poi... gli ha preso un po' la mano, ha fatto l'America... Quello che per primo vede l'America. Su ogni nave ce n'è uno.
Alessandro Baricco (Novecento. Un monologo)
Oggi, mezzo gennaio, non è giornata allegra; cielo nubiloso, aritmie, il solito disordine che a farsi potabile richiede il tempo che una sardina impiega a farsi capodoglio. Ovvio che la sardina mi abbia orientato verso l’olio, e dunque l’Oglio, e l’ingrata patria, gli ossicini io non ti do. Ecco, in un giorno come questo è difficile fare l’unica cosa che io sappia veramente fare: comprare libri. Quando la primavera si sbizzarrisce, e i capri petulchi lasciviano pe’ prati, e l’odore della mortella – erba di cui ignoro tutto, e che quindi è puramente letteraria – impreziosisce l’aria, io vado ad acquistare libri. Badate: io non ho detto che vado ad acquistare libri che ho preventivamente scelto, che voglio assolutamente, che, acquistati, porterò golosamente a casa e leggerò, scrivendo poi un mirabile saggio critico, splendore di acutezza e di segreta poesia, destinato a procurarmi lettere di appassionati lettori, sconvolti e rigenerati. Macché. L’unica faccenda che mi sta a cuore è questa appunto: comprare libri. Ora, il quesito, la quaestio quodlibetalis è come segue: colui che acquista libri è per ciò stesso un lettore? Ovviamente, la maggioranza dei leggenti queste righe, se ve ne sono, penseranno che no; lettore è colui che legge. Quale errore. Non v’ha dubbio che è naturale che il lettore legga, ma contesto che per esser lettori si debba assolutamente leggere; e soprattutto che acquistare libri non sia gesto di lettore. Ma se il libro non lo leggi, che senso avrà mai che se ne stia nella tua biblioteca? E tu stesso lo dici: forse non lo leggerò mai, magari un giorno lo regalerò. Eh no, quest’ultima facezia me la fate dire voi, io i libri acquistati non letti, forse non mai letti, nemmeno li presto. Essi ‘mi servono’. Servono a che? Servono grazie alla naturale attività magica e umbràtile e stemmica che un libro esercita. Un libro lo si compra con animo che suppongo simile a quello con cui si dipingevano bovi e capri nelle caverne paleolitiche. Una mucca dipinta non si munge né si mangia, ma è ‘la mucca’, cosa che non è consentito ad alcuna altra mucca. E così il libro non letto, acquistato e depositato sugli scaffali, è ‘il libro’. Acquistare un libro ha un effetto nervino che nessun altro gesto può avere; è una scelta del tutto onirica, isterica, fantastica, e suppone un progetto di vita, e naturalmente più libri possono alludere a più progetti di vita.
Giorgio Manganelli (Discorso dell'ombra e dello stemma)
Le passioni umane sono una cosa molto misteriosa. [...] Coloro che ne vengono colpiti non le sanno spiegare, e coloro che non hanno mai provato qualcosa di simile non le possono comprendere. Ci sono persone che mettono in gioco la loro esistenza per raggiungere la vetta di una montagna. A nessuno, neppure a se stessi, potrebbero spiegare perché lo fanno. Altri si rovinano per conquistare il cuore di una persona che non ne vuole sapere di loro. E altri ancora vanno in rovina perché non sanno resistere ai piaceri della gola, o a quelli della bottiglia. Alcuni buttano tutti i loro beni nel gioco, oppure sacrificano ogni cosa per un'idea fissa, che mai potrà diventare realtà. Alcuni credono di poter essere felici solo in un luogo diverso da quello in cui si trovano e così passano la vita girando il mondo. E altri ancora non trovano pace fino a quando non hanno ottenuto il potere. Insomma ci sono tante e diverse passioni, quante e diverse sono le persone.
Michael Ende (The Neverending Story)
L'AQUILONE C'è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d'antico: io vivo altrove, e sento che sono intorno nate le viole. Son nate nella selva del convento dei cappuccini, tra le morte foglie che al ceppo delle quercie agita il vento. Si respira una dolce aria che scioglie le dure zolle, e visita le chiese di campagna, ch'erbose hanno le soglie: un'aria d'altro luogo e d'altro mese e d'altra vita: un'aria celestina che regga molte bianche ali sospese... sì, gli aquiloni! È questa una mattina che non c'è scuola. Siamo usciti a schiera tra le siepi di rovo e d'albaspina. Le siepi erano brulle, irte; ma c'era d'autunno ancora qualche mazzo rosso di bacche, e qualche fior di primavera bianco; e sui rami nudi il pettirosso saltava, e la lucertola il capino mostrava tra le foglie aspre del fosso. Or siamo fermi: abbiamo in faccia Urbino ventoso: ognuno manda da una balza la sua cometa per il ciel turchino. Ed ecco ondeggia, pencola, urta, sbalza, risale, prende il vento; ecco pian piano tra un lungo dei fanciulli urlo s'inalza. S'inalza; e ruba il filo dalla mano, come un fiore che fugga su lo stelo esile, e vada a rifiorir lontano. S'inalza; e i piedi trepidi e l'anelo petto del bimbo e l'avida pupilla e il viso e il cuore, porta tutto in cielo. Più su, più su: già come un punto brilla lassù lassù... Ma ecco una ventata di sbieco, ecco uno strillo alto... - Chi strilla? Sono le voci della camerata mia: le conosco tutte all'improvviso, una dolce, una acuta, una velata... A uno a uno tutti vi ravviso, o miei compagni! e te, sì, che abbandoni su l'omero il pallor muto del viso. Sì: dissi sopra te l'orazïoni, e piansi: eppur, felice te che al vento non vedesti cader che gli aquiloni! Tu eri tutto bianco, io mi rammento. solo avevi del rosso nei ginocchi, per quel nostro pregar sul pavimento. Oh! te felice che chiudesti gli occhi persuaso, stringendoti sul cuore il più caro dei tuoi cari balocchi! Oh! dolcemente, so ben io, si muore la sua stringendo fanciullezza al petto, come i candidi suoi pètali un fiore ancora in boccia! O morto giovinetto, anch'io presto verrò sotto le zolle là dove dormi placido e soletto... Meglio venirci ansante, roseo, molle di sudor, come dopo una gioconda corsa di gara per salire un colle! Meglio venirci con la testa bionda, che poi che fredda giacque sul guanciale, ti pettinò co' bei capelli a onda tua madre... adagio, per non farti male.
Giovanni Pascoli (Poemetti di Giovanni Pascoli (Italian Edition))
Siamo rimasti seduti lì in silenzio a lungo, e andava bene così, e io ho pensato a molto tempo prima, all'inizio, nel Cuore Letterale di Gesù, quando Gus ci aveva detto che temeva l'oblio, e io gli avevo detto che temeva qualcosa di universale e di inevitabile e che il problema non è la sofferenza in sé o l'oblio in sé, ma la perversa mancanza di significato di queste cose, il nichilismo assolutamente disumano della sofferenza. Ho pensato a papà quando mi aveva detto che l'universo vuole essere notato. Ma quello che vogliamo noi è che l'universo si accorga di noi, è vedere che all'universo gliene frega qualcosa di quello che ci succede, non a noi intesi come forma di vita in generale, ma a ciascuno di noi, come individui.
John Green (The Fault in Our Stars)
Ho riflettutto molto su come descriverlo, e questo è quel che ho deciso: «Nessuno l'ha mai definito un grande cane, o anche un buon cane. Era sfrenato come un ossesso e forte come un toro. Affrontava gioiosamente la vita, con un entusiasmo associato spesso a disastri naturali. È l'unico cane che sia mia stato espulso da un corso di aducazione all'obbedienza». Continuavo: «Marley era un divoratore di divani, un demolitore di porte a zanzariera, un dispensatore di saliva, un ribaltatore di coperchi di pattumiera. Quanto al cervello, lasciatemi dire che ha dato la caccia alla sua coda fino al giorno in cui è morto, apparentemente convinto di essere sull'orlo di una grossa svolta nel mondo canino». Ma c'era dell'altro in lui, e descrissi il suo intuito e la sua empatia, la sua dolcezza con i bambini, e il suo cuore puro. Quelo che volevo realtmente dire era come quest'animale aveva toccato le nostre anime e ci aveva insegnato alcune delle lezioni più importanti della vita. «Una persona può imparare molto da un cane, anche da un cane strambo come il nostro», scrissi. «Marley mi ha insegnato a vivere ogni giorno con sfrenata esuberanza e gioia, a cogliere il momento e seguire il mio cuore. Mi ha insegnato ad apprezzare le cose semplici: una passeggiata nei boschi, una fresca nevicata, un sonnellino in un raggio di sole invernale. E mentre diventava vecchio e malandato, mi ha insegnato l'ottimismo di fronte alle avversità. Sopprattutto mi ha insegnato l'amicizia, l'altruismo e una profonda devozione.» Era uno straordinario concetto che solo ora, sulla scia della sua morte, stavo assorbendo totalmente: Marley come mentore. Era un maestro e un modello di comportamento. Era possibile per un cane, qualsiasi cane, ma soprattutto un pazzo cane incontrollabile come il nostro, indicare agli umani le cose che contavano realmente nella vita? Direi di sì. Lealtà. Coraggio. Devozione. Semplicità. Gioia. E le cose che non contavano. A un cane non servono automobili lussuose o grandi case o vestiti di sartoria. Gli status symbol non significano niente per lui. Un bastone fradicio gli va altrettanto bene. Un cane giudica gli altri non dal colore, il credo o la classe ma da chi sono interioremente. A un cane non importa se sei ricco o povero, istruito o analfabeta, intelligente o stupido. Dagli il tuo cuore e lui ti darà il suo. Era molto semplice, eppure noi umani, così più saggi e più sofisticati, abbiamo sempre avuto difficltà a immaginare quel che conta e non conta realemente. Mentre scrivevo quest'articolo di addio a Marley, mi rendevo conto che era tutto lì di fronte a noi, se solo avessimo aperto gli occhi. A volte occorre un cane con un alito cattivo, pessime maniere, e intenzioni pure per aiutarci a vedere.
John Grogan (Io & Marley)
(...) secondo me, chi dice di sé con tanta fierezza che "adora i bambini" - e sono in molti a dirlo - nel profondo del cuore li considera un'unica, generica creatura, con un'unica faccia e un unico carattere; insomma, gli "appassionati di bambini" li trattano davvero con disprezzo, perché chi ha mai sentito qualcuno proclamare "adoro gli adulti": non è così? Mentre di "appassionati di bambini" se ne trovano ovunque, e per loro sono tutti dolci e morbidi, fanno solo giochi allegri e ballano tutto il giorno. "Oh" dicono quegli imbecilli cresciuti, "quanto è felice la stagione dell'infanzia!", così ti viene voglia di lisciare quella loro testa tonta e dire: "Già, e quanto sono felici gli stupidi!". Bambini: attenzione agli appassionati di bambini!
David Grossman (The Zigzag Kid)
Margheritina, se qualcosa ci dovesse separare, devi pensare a me nella luce migliore, caro ragazzo. Su! Facciamo questo patto. Pensa a me nella luce migliore, se mai le circostanze ci separeranno!" "Per me, Steerforth, tu non puoi avere luce migliore, né peggiore" affermai. "Tu sei sempre egualmente amato e hai sempre lo stesso posto... nel mio cuore." [...] Mi alzai con l'alba incolore e, dopo essermi vestito il più silenziosamente possibile, m'affacciai alla sua camera. Egli era profondamente addormentato: giaceva, tranquillo, col capo appoggiato al braccio, come lo avevo spesso visto giacere a scuola. Venne, a suo tempo, il momento (e fu prestissimo) in cui quasi mi meravigliai che nulla turbasse il suo riposo, mentre lo guardavo. Ma dormiva (lasciate che io lo ripensi così!) come spesso lo avevo visto dormire a scuola; e così, in quell'ora silenziosa, lo lasciai. ... Per mai più, oh, Dio ti perdoni, Steerforth! Mai più toccare con atto di amore e di amicizia quella mano abbandonata, mai più! [Charles Dickens; 'David Copperfield]
Charles Dickens (David Copperfield)
Ma che importanza aveva! Non era felice, non lo era mai stata. Da dove veniva, dunque, quella insufficienza di vita, quella istantanea marcescenza delle cose a cui si appoggiava?… Ma se da qualche parte esisteva un essere forte e bello, una natura valorosa, ricca al tempo stesso di slancio e di delicatezza, un cuore di poeta sotto sembianze d’angelo, lira dalle corde di bronzo che indirizzava al cielo epitalami elegiaci, perché mai lei, per un favore del caso, non avrebbe potuto incontrarlo? Che cosa impossibile! D’altronde, nulla valeva la pena di una ricerca: tutto era menzogna! Ogni sorriso nascondeva uno sbadiglio di noia, ogni gioia una maledizione, ogni piacere il disgusto, e i migliori baci non lasciavano sulle labbra che l’irrealizzabile desiderio di una voluttà più alta.
Gustave Flaubert (Madame Bovary)
Oh, Lily", mormora, scuotendo la testa. "Ne so parecchio dell'amore. So cosa significa volere una ragazza, sognarla e desiderarla con tutta l'anima. Ne so abbastanza da non confondere cosa è reale e cosa invece è solo frutto della mia fantasia." Gira un pochino la testa per guardarmi, e io mi ritrovo a dire: "Ti-tipo?" "Tipo quando lei piange e il mio cuore va in mille pezzi e tutto quello cui riesco a pensare è come farle dimenticare la causa della sua tristezza." Il suo viso è impassibile, senza l'ombra di un'emozione. Le sue parole, e tutto il sentimento che sottintendono e che mi travolgono grazie al legame, rendono tutto molto chiaro. "Questa è realtà." La mia voce è appena un sussurro quando gli dico: "E la fantasia?" "Credere che prima o poi anche lei proverà le stesse cose per me.
Tera Lynn Childs (Forgive My Fins (Fins, #1))
Le passioni umane sono una cosa molto misteriosa e per i bambini le cose non stanno diversamente che per i grandi. Coloro che ne vengono colpiti non le sanno spiegare, e coloro che non hanno mai provato nulla di simile non le possono comprendere. Ci sono persone che mettono in gioco la loro esistenza per raggiungere la vetta di una montagna. A nessuno, neppure a se stessi, potrebbero realmente spiegare perché lo fanno. Altri si rovinano per conquistare il cuore di una persona che non ne vuole sapere di loro. E altri ancora vanno in rovina perché non sanno resistere ai piaceri della gola, o a quelli della bottiglia. Alcuni buttano tutti i loro beni nel gioco, oppure sacrificano ogni cosa per un’idea fissa, che mai potrà diventare realtà. Altri credono di poter essere felici soltanto in un luogo diverso da quello dove si trovano e così passano la vita girando il mondo. E altri ancora non trovano pace fino a quando non hanno ottenuto il potere. Insomma, ci sono tante e diverse passioni, quante e diverse sono le persone. Per Bastiano Baldassare Bucci la passione erano i libri.
Michael Ende
«Io non mi sposo, se mi dici che mi ami e vuoi stare con me» azzardai, con il respiro strozzato in gola e le mani gelide per la tensione. Lui si volse verso di me. «Qui non si tratta di me, Serena» iniziò lui, ed ebbi un brivido di paura: non mi chiamava mai con il mio nome completo. «Non si tratta di Christian o di quello che provo per te. Se ti dicessi che ti amo e tu lo lasciassi e poi tra noi non funzionasse? La colpa sarebbe mia che ti ho portato via da lui.» «Non capisco» tentai di stimolarlo a spiegarsi meglio. «Tu devi lasciarlo perché vuoi farlo, non perché ci sono io di mezzo.» Il silenzio si fece pesante e denso. «Tu vuoi un figlio e vuoi sposarti, io questo non posso farlo» aggiunse lui dopo, distogliendo lo sguardo dal mio che si stava riempiendo di lacrime. «Ho paura di restare sola» bisbigliai. «Tutti abbiamo paura di restare soli, ma non si sposano solo per quel timore.» Pensai che avevo avuto ragione. Nico non sarebbe mai stato mio marito e forse non avremmo avuto dei bei bimbi cicciotti che correvano per casa, ero disposta a rinunciare a quello per lui? «Io sono innamorata di te, anche se non volevo accadesse. Ma tu cosa provi davvero per me?» Nico tornò a fissarmi. Era strano, sembrava assente e lontano, freddo come il ghiaccio e pericoloso come la punta di un coltello, e con quello sguardo mi colpì al cuore, dritto, affondando la lama sino all’impugnatura. «Sei importante per me». Tutto qui? Pensai subito. Solo quello, io ero importante, come poteva esserlo un cane o un animale domestico. Con le lacrime agli occhi guardai le fiamme spietate nei suoi occhi, fiamme che mi stavano divorando l’anima e tutti i sentimenti che avevo dentro. «Anche se provassi qualcosa per te, non te lo direi mai. Io sono così e sarò sempre così» aggiunse lui, poco dopo, scostandosi dal mio contatto, non solo da quello visivo. «Se devi piangere vai a farlo da un’altra parte, per favore» commentò lui, la voce fredda, priva di inflessioni che mi fece così male da farmi sentire i polmoni collassare. Tutto lì. Niente Addio, Serena, niente Chiamami quando starai meglio, niente Scusami, sono un cretino. Mi asciugai le lacrime dal viso, gli girai intorno, raccogliendo i miei vestiti che infilai velocemente e uscii dalla porta come ero entrata: sola.
Eilan Moon (Il mio lieto fine)
Non hai bisogno di essere rimesso a posto, Isaac. Non l'hai mai avuto." Si strinse nelle spalle. "Non avrebbe avuto importanza, anche se avessero potuto farlo. Non ha alcun senso riavere la vista se il motivo per cui la rivoglio indietro non fa più parte della mia vita" Oh, Isaac "Tu, Carter, volevo farlo per te" sussurro Isaac e il suo labbro inferiore tremò "di tutte le cose che ho voluto vedere nella mia vita, quella che voglio vedere di più sei tu. Volevo indietro la vista per poter vedere te" "Tu mi vedi" Scosse la testa e parlò rivolto alle sue mani che teneva in grembo "Non sarò mai in grado di vederti" Gli presi l'altra mano, tenendole entrambe nelle mie "Tu mi vedi. Nessuno mi ha mai visto come te" gliele alzai verso la mia faccia "Tu mi conosci, tu mi vedi, come nessun altro" "Non attraverso questi occhi" "No" concordai tranquillamente "tu mi vedi con il cuore
N.R. Walker (Through These Eyes (Blind Faith, #2))
Le passioni umane sono una cosa misteriosa. Coloro che ne vengono colpiti non le sanno spiegare, e coloro che non hanno mai provato nulla di simile non le possono comprendere. Ci sono persone che metto in gioco la loro esistenza per raggiungere la vetta di una montagna. A nessuno, neppure a se stessi, potrebbero realmente spiegare perchè lo fanno. Altri si rovinano per conquistare il cuore di una persona che non vuole sapere nulla di loro. Altri ancora vanno in rovina perchè non sanno resistere ai piaceri della gola o alla bottiglia. Alcuni buttano i loro beni nel gioco oppure sacrificano ogni cosa per un'idea che mai potrà diventare realtà. Altri credono di poter essere felici sono in un posto diverso da quello in cui vivono e così passano la vita girando il mondo. Insomma ci sono tante e diverse passioni, quante e diverse sono le passioni. Per lei la passione erano i libri.
Michael Ende
«Perdona la mia ignoranza, ma cambierà qualcosa?» domandò l’attore. «Comincerai a essere attratto dalle ragazze, una volta uomo?» «No, identità e orientamento sessuale sono due cose completamente diverse» spiegò Sam. «La maggior parte della gente non capisce che sono problemi separati, e ogni trans ha una situazione a sé. Ci sono vari modi di passare da un sesso all’altro, ma molto raramente cambia anche l’orientamento sessuale.» «Davvero?» esclamò Cash. «Non sapevo ci fossero più modi.» «Certo» disse Sam. «Alcune persone trans sono gender fluid e passano da un genere all’altro a seconda del momento. Altre sono genderqueer e possono non riconoscersi in nessuno dei sessi, o in una combinazione dei due. Altri sono transessuali e si riconoscono emotivamente e sessualmente nel sesso opposto, come me. Si può alterare il corpo, ma non l’anima. Il cuore sceglie liberamente.» «Wow» disse Cash. «Incredibile.»
Chris Colfer (Stranger Than Fanfiction)
Ogni volta che Dusk ripensava al suo sorriso, che tanto amava, non poteva evitare che un’espressione adorante gli comparisse in viso e che il suo cuore battesse più forte per la gioia. Comunque, la vita in tournée non era solo divertimento, sesso e giochi, infatti, a un certo punto dovette uscire dalla loro camera per le prove. Anche quando Lolly non era con lui, la sua attenzione continuava a spostarsi dalla musica al ragazzo e a quanto fosse bello rimanere accoccolati a letto dopo aver scopato la mattina presto. Una brezza piacevole scombinò i capelli di Dusk mentre stava sperimentando con la chitarra i nuovi accordi per le loro canzoni. La sua voce diventava un tutt’uno con la musica quando cantava e lui si perdeva nel mondo creato dalle parole di suo fratello. Alcune canzoni che Dusk conosceva benissimo, e che cantava da sempre, lo colpirono come mai prima d’ora. Non solo le canzoni di Dawn vibrarono in maniera diversa, ma gli diedero anche nuove idee. Milioni di parole invasero la sua mente, spingendolo a desiderare un foglio per scriverle. Era raro che componesse e, sebbene per il momento aveva solo piccoli frammenti di testo, non poté fare a meno di pensare di avere qualcosa di speciale tra le mani.
K.A. Merikan (Manic Pixie Dream Boy (The Underdogs, #1))
Quiere a tu maestro, porque pertenece a la gran familia de cincuenta mil docentes primarios, esparcidos por toda la geografía de Italia, y que son como los padres intelectuales de los millones de chicos que crecen contigo, unos trabajadores no conceptuados merecidamente y mal pagados, que preparan para nuestra patria una generación mejor, más próspera y desarrollada que la presente. No me satisfará el cariño que me tienes si no lo profesas también a todos los que te hacen algún bien y entre ellos ha de ocupar el primer lugar tu maestro, después de tus padres. Quiérele como querrías a un hermano mío; quiérele cuando te complace y cuando te regaña, cuando a tu parecer, obra con injusticia y cuando creas que es injusto; quiérele cuando se muestre afable y de buen humor, pero más todavía cuando lo veas triste. Quiérele siempre. Pronuncia en todo momento con respeto el nombre de maestro que, después del de padre,es el más noble y dulce que un hombre puede dar a otro.
Edmondo de Amicis (Cuore)
È tempo che lei cominci a prepararsi per affrontare la morte con dolcezza. Se lei continuerà a investire troppe energie solo nel vivere, non riuscirà a morire bene. Un poco alla volta è necessario fare questo cambiamento. In un certo senso vivere e morire si equivalgono, dottoressa." Quella sera, nel suo grande letto immacolato, Satsuki pianse. Riconobbe il fatto che si stava dolcemente avviando verso la morte. Riconobbe di avere una pietra bianca e dura dentro il suo corpo. Riconobbe che da qualche parte nel buio si nascondeva un serpente verde tutto ricoperto di squame. Pensò al bambino che non era mai nato. Lei se n'era liberata e l'aveva gettato in un pozzo senza fine. E aveva continuato a odiare un uomo per trent'anni. Gli aveva augurato di morire fra atroci dolori. Per quello nel fondo del cuore aveva sperato persino in un terremoto. In un certo senso, si disse, sono stata io a provocare quel terremoto. Lui ha trasformato il mio cuore e il mio corpo in una pietra. Le scimmie color cenere in quella montagna lontana l'avevano guardata in silenzio. In un certo senso vivere e morire si equivalgono, dottoressa.
Haruki Murakami (After the Quake)
La notte calò lenta e fredda sulla foresta intorno a lui, e scese una quiete spettrale. Come se qualcosa stesse per accadere, grilli e uccelli notturni tacquero spaventati. Lui accelerò il passo. Nel buio ormai completato si ritrovò smarrito in una foresta paludosa, si dibatté nei pantani risucchianti e si mise quasi a correre [...]. Quando piombò fragorosamente nella radura in mezzo al pioppeto, cadde lungo disteso e rimase per terra con la guancia appoggiata al suolo. E mentre giaceva così un lampo remoto percorse il cielo con la sua luce azzurra, e, in una primordiale visione del mondo dall'occhio fessurato di un embrione d'uccello, scorrendo atroce e istantaneo da buio a buio, gli regalò infine lo spettacolo della cavità e dell'informe plasma bianco che si dibatteva sul muschio rigoglioso e iniziatico, come una magra lepre di palude. Lo avrebbe preso per un fratello senz'ossa della paura stessa che si sentiva in cuore, se il bambino non avesse gridato. Il bambino urlava la sua maledizione al mondo tenebroso e maleodorante in cui era nato, piangendo e piangendo, mentre l'uomo giaceva a terra farfugliando con le mascelle paralizzate, e con le mani respingeva la notte come un folle paracleto assediato dalle suppliche dell'intero limbo.
Cormac McCarthy (Outer Dark)
Non ho mai desiderato vestiti, scarpe perfette né beni di lusso. Non ho mai desiderato di ricoprirmi di seta. L’unica cosa che desideravo era di poter toccare un altro essere umano con le mani, e soprattutto con il cuore. Conosco il mondo e la sua scarsa compassione, il suo giudizio severo e spiacevole, il suo sguardo algido e risentito. Ci sono cresciuta in mezzo. Ho avuto tutto il tempo che volevo per ascoltare. Per guardare. Per studiare le persone, i luoghi e le alternative. Non dovevo far altro che aprire gli occhi. Non dovevo far altro che aprire un libro e vedere le storie che sanguinavano una pagina dopo l’altra. Vedere i ricordi impressi sulla carta. Ho trascorso un’esistenza intera fra le pagine dei libri. In mancanza di relazioni umane, ho stretto legami con personaggi di carta. Ho sperimentato l’amore e la perdita per mezzo di storie ambientate nel passato; ho vissuto l’adolescenza di riflesso. Il mio mondo è una ragnatela intricata di parole che connettono arto con arto, osso con tendine, pensieri con immagini. Sono una creatura fatta di lettere, un personaggio disegnato da frasi, il prodotto di una fantasia scaturita dalla narrativa. Vogliono cancellare ogni segno d’interpunzione dalla mia vita, e non credo di poterglielo lasciar fare.
Tahereh Mafi (Shatter Me (Shatter Me, #1))
Non ricorda più l'ultima volta che è riuscita a dormire per sei ore piene, sei ore ininterrotte senza svegliarsi da un brutto sogno o scoprire che i suoi occhi si erano aperti all'alba, e sa che questi problemi di sonno sono un brutto segno, un avviso inequivocabile del fatto che l'aspettano guai, ma malgrado quello che continua a ripeterle sua madre, non vuole tornare ai farmaci. Prendere una di quelle pillole è come inghiottire una piccola dose di morte. Quando inizi con quella roba, i tuoi giorni vengono trasformati in un regime stordente di smemoratezza e confusione, e non c'è momento in cui senti la testa imbottita di batuffoli di cotone e brandelli di carta. Ellen non vuole chiudere la sua vita per sopravvivere alla sua vita. Vuole che i suoi sensi siano svegli, formulare pensieri che non svaniscano nel mentre le si presentano, sentirsi viva in tutti i modi in cui un tempo si sentiva viva. Ora non sono in programma collassi. Non può permettersi altri cedimenti, ma malgrado gli sforzi di tenersi salda nel qui e ora, la pressione si è nuovamente accumulata in lei, ricomincia a sentire fitte del vecchio panico, il nodo nella gola, il sangue che le scorre troppo in fretta nelle vene, il cuore contratto e il polso frenetico. Paura senza oggetto, come gliel'ha descritta una volta il dottor Burnham. No, dice ora fra sé: paura di morire senza aver vissuto.
Paul Auster (Sunset Park)
Cos'è l'amore? Ognuno ha una risposta diversa a questa domanda. Questo demone ha tormentato un numero infinito di uomini valorosi e di donne virtuose e capaci. Basandomi sulle storie d'amore del nonno, sugli amori tempestosi di mio padre e sul pallido deserto delle mie esperienze, ho desunto alcune costanti valide per le tre generazioni della mia famiglia. La prima fase, quella dell'amore ardente, è fatta di dolore lacerante, dal cuore trafitto gocciola un liquido simile alla resina di pino; il sangue versato per le pene d'amore sgorga dallo stomaco, attraversa gli intestini e viene espulso dal corpo sotto forma di feci nere come la pece. La seconda fase, quella dell'amore crudele, è la fase della critica impietosa; gli innamorati adorano scorticarsi vivi sul piano fisico, psicologico, spirituale e materiale; adorano strapparsi a vicenda le vene, i muscoli, gli organi e infine il cuore nero o rosso, e gettarlo in faccia all'altro, facendo sì che i due cuori si scontrino e vadano in pezzi. La terza fase, o dell'amore di ghiaccio, è caratterizzata da lunghi silenzi. La freddezza trasforma gli amanti in ghiaccioli. E' per questo che quelli che amano veramente hanno il viso bianco come brina e una temperatura corporea di venticinque gradi. Battono i denti senza riuscire a parlare, non perché non lo vogliano ma perché hanno disimparato, e agli altri danno l'impressione di esser muti.
Mo Yan (Red Sorghum)
«Ho il cuore e la mente di un uomo, e voglio che il resto coincida. È semplice.» «Non l’hai detto ai tuoi amici o alla tua famiglia?» domandò Cash. «Mia madre probabilmente penserebbe che transgender sia una rara specie di tigre» disse. «Quando ero piccolo avevo paura di dirlo ai miei amici perché non sapevo come avrebbero reagito. Ora so che mi accetterebbero, ma temo che la mia onestà possa ferire qualcuno.» «Sfondi una porta aperta» disse Cash. «Stai parlando di Topher, giusto?» Sam gli lanciò un’occhiata: sembrava che l’attore gli avesse letto nella mente. «Come fai a saperlo?» «Dai, quel ragazzo è un libro aperto» disse Cash. «Ho visto come ti guardava in macchina, e seduti al tavolo durante il pranzo. È adorabile e patetico allo stesso tempo.» «Be’, è una cosa reciproca» disse Sam. «Che cosa?» esclamò Cash. «Mi stai dicendo che anche tu hai una cotta per Topher? Be’, di certo lo nascondi meglio di lui.» Sam annuì. «L’ho scoperto solo di recente» spiegò. «Pensavo di proteggere Topher dalla verità per non ferire i suoi sentimenti, non volevo che stesse male quando avesse realizzato che la ragazza dei suoi sogni in realtà è un ragazzo. Ma ora mi sono reso conto che ho nascosto la verità a me stesso per proteggere i miei sentimenti: ho paura che non gli piaccia il vero me, o che si arrabbi quando scoprirà che gli ho mentito. Accetterei di continuare a essere soltanto amici, ma non posso pensare di perderlo per sempre.» «Cristo» disse Cash. «Non esiste canzone di Taylor Swift che ti possa aiutare in questo caso.»
Chris Colfer (Stranger Than Fanfiction)
Le passioni umane sono una cosa molto misteriosa e per i bambini le cose non stanno diversamente che per i grandi. Coloro che ne vengono colpiti non le sanno spiegare, e coloro che non hanno mai provato nulla di simile non le possono comprendere. Ci sono persone che mettono in gioco la loro esistenza per raggiungere la vetta di una montagna. A nessuno, neppure a se stessi, potrebbero realmente spiegare perché lo fanno. Altri si rovinano per conquistare il cuore di una persona che non ne vuole sapere di loro. E altri ancora vanno in rovina perché non sanno resistere ai piaceri della gola, o a quelli della bottiglia. Alcuni buttano tutti i loro beni nel gioco, oppure sacrificano ogni cosa per un'idea fissa, che mai potrà diventare realtà. Altri credono di poter essere felici soltanto in un luogo diverso da quello dove si trovano e così passano la vita girando il mondo. E altri ancora non trovano pace fino a quando non hanno ottenuto il potere. Insomma, ci sono tante e diverse passioni, quante e diverse sono le persone. Per Bastiano Baldassarre Bucci la passione erano i libri. Chi non ha mai passato interi pomeriggi con le orecchie in fiamme e i capelli ritti in testa chino su un libro, dimenticando tutto il resto del mondo intorno a sé, senza più accorgersi di aver fame o freddo; chi non ha mai letto sotto le coperte, al debole bagliore di una minuscola lampadina tascabile, perché altrimenti il papà o la mamma o qualche altra persona si sarebbero preoccupati di spegnere il lume per la buona ragione ch'era ora di dormire, dal momento che l'indomani mattina bisognava alzarsi presto; chi non ha mai versato, apertamente o in segreto, amare lacrime perché una storia meravigliosa era finita ed era venuto il momento di dire addio a tanti personaggi con i quali si erano vissute tante straordinarie avventure, a creature che si era imparato ad amare e ammirare, per le quali si era temuto e sperato e senza le quali d'improvviso la vita pareva così vuota e priva di interesse; chi non conosce questo per sua personale esperienza, costui molto probabilmente non potrà comprendere ciò che fece allora Bastiano. Fissava il titolo del libro e si sentiva percorrere da vampate di caldo e di freddo. Questo, ecco, proprio questo era ciò che lui aveva sognato tanto spesso e che sempre aveva desiderato da quando era caduto in preda alla sua passione: una storia che non dovesse mai aver fine. Il libro di tutti i libri.
Michael Ende (The Neverending Story)
Poi", continuò Marguerite, "tu eri l'unica persona davanti alla quale avevo subito intuito che potevo pensare e parlare liberamente. Tutti coloro che stanno intorno alle donne come me analizzano tutto quello che diciamo, cercano di trarre delle conclusioni dalle nostre azioni più insignificanti. Per natura, non abbiamo amici. Abbiamo amanti egoisti, che dilapidano il patrimonio non certo per noi, come dicono, ma per la loro vanità. Per questi amanti, dobbiamo essere gaie quando sono allegri, in buona salute quando vogliono cenare, scettiche come loro. Ci è proibito avere un cuore, per non essere beffate e perdere il nostro credito. Noi non ci apparteniamo più. Non siamo più esseri umani, ma cose. Siamo le prime nel loro amor proprio, le ultime nella loro stima. Abbiamo amiche, ma sempre del genere di Prudence, ex mantenute, che hanno conservato il gusto dello scialo senza poterselo permettere, data l'età. Allora diventano le nostre amiche, o meglio, le nostre commensali. La loro amicizia arriva fino al servilismo, mai fino al disinteresse. Mai ci daranno un consiglio, se non venale. A loro poco importa se abbiamo dieci amanti, purché ci ricavino qualche vestito, o un braccialetto, e possano ogni tanto passeggiare nella nostra carrozza o andare al teatro nel nostro palco. Prendono i mazzi di fiori che abbiamo ricevuto il giorno prima, e si fanno prestare i nostri scialle di cachemire. Non ci fanno mai il minimo piacere senza farselo pagare il doppio di quello che vale. L'hai visto tu stesso, la sera in cui Prudence mi ha portato i seimila franchi che l'avevo pregata di chiedere da parte mia al duca: se n'è fatta prestare cinquecento che non mi restituirà mai, o che mi pagherà in cappelli che resteranno eternamente nelle loro scatole. Noi non possiamo avere, o meglio io non potevo avere che una gioia, triste come sono talvolta, sofferente come sono sempre: trovare un uomo abbastanza superiore da non chiedermi conto della mia vita, ed essere l'amante dei miei sentimenti molto più che del mio corpo. Un uomo così l'avevo trovato nel duce, ma il duca è vecchio, e la vecchiaia non protegge né consola. Avevo creduto di poter accettare la vita che mi offriva, ma che vuoi? morivo di noia, e per finire con l'uccidersi è meglio gettarsi in un incendio che asfissiarsi col carbone. Allora ho incontrato te, giovane, ardente, felice, e ho cercato di fare di te l'amante che avevo invocato nella mia rumorosa solitudine. Ciò che amavo in te non era l'uomo che eri, ma quello che dovevi essere. Tu non accetti questo ruolo, lo respingi come indegno di te, sei un amante volgare; fai come gli altri: pagami, e non ne parliamo più.
Alexandre Dumas fils (La dame aux camélias)
«Scusa Sasha, ma non avevo previsto di tornare così tardi.» Dima cercò di farsi perdonare per non essere rientrato a effettuare i lavori alla fattoria. «Ragazzo, lo sai che sto lavorando nei boschi in questi giorni. Il lavoro di taglialegna mi porta via molto tempo, gli alberi devono essere preparati per l’inverno. Puoi trascorrere la notte da Irina tutte le volte che vuoi, ma la mattina devi essere qui, puntuale per la mungitura» lo rimproverò Sasha con severità, alzandosi dalla seggiola che lo ospitava mentre strizzava con vigore le mammelle dell’ultima vacca. Dima fece cenno affermativo con il capo, anche se Sasha era visibilmente infastidito dal suo comportamento lui non riusciva a non essere felice, i suoi occhi verdi brillavano come due gemme e il fratello lo notò subito. «Hai fatto pace con la nostra Irina, eh?» chiese sorridendo, mostrando uno sguardo malizioso e sfacciato che lasciava poco da intendere. Dima si limitò a fissarlo senza ribattere. «Tutto tranquillo alla collina?» lo sollecitò Sasha, inarcando un sopracciglio. «Sì, certo» rispose lui troppo velocemente. «Mi sono perso qualcosa?» insisté di nuovo Sasha. Dmitrij brontolò perché non si era aspettato che il fratello capisse subito che era successo qualcosa durante la notte. «Non ho fatto niente!» protestò di rimando, roso dal senso di colpa per essere così chiaramente leggibile agli occhi degli altri. «Può anche darsi…» Il fratello maggiore scrutò Dima negli occhi. «In tal caso, peggio per te» concluse con ironia, ostentando un sorriso arrogante. «Ma che stai dicendo?» «Ti conosco da quando ciucciavi le tette di mamma, pensi di potermi nascondere qualcosa?» affermò Sasha abbandonando completamente il lavoro. Si alzò e una volta vicino al fratello lo afferrò per le spalle e lo strattonò con vigore. «Sarebbe anche ora!» brontolò mentre sfiorava la fronte del fratello minore con la sua. Dima si liberò da quella morsa e lo sfidò: «Anche se fosse non è affar tuo, mi pare». «Ah, tu dici? Irina è come una di famiglia e se finalmente vi siete decisi a smettere di essere scemi e a fidarvi l’uno dell’altra, io non posso che esserne felice. Ho sempre fatto il tifo per voi due!» Dima scoppiò a ridere. Quell’energumeno sempre gelido con tutti aveva tutto sommato un cuore caldo. Sasha era un uomo rude e di poche parole, con pochi amici, ma buoni. Era stato per lui un secondo padre più che un fratello e non si aspettava una dichiarazione così diretta. «Questa notte è stata la più bella di tutta la mia vita. E ce ne saranno ancora!» confessò Dima, stampandosi un sorriso luminoso sull’ovale del viso. «Certo, sei mio fratello, non puoi aver fatto cilecca!» commentò Sasha, ridendo in modo sguaiato e mostrando così non solo i denti, ma anche le tonsille. «Ben detto, sono andato dritto all'obbiettivo!» Risero entrambi.
Eilan Moon (Teufel, il Diavolo)