“
A black cat crossed my path, and I stopped to dance around it widdershins and to sing the rhyme,
Ou va-ti mistigri?
Passe sans faire de mai ici.
”
”
Joanne Harris (Chocolat (Chocolat, #1))
“
La vigilia di Natale, Harry andò a letto pregustando le leccornie e i divertimenti dell'indomani, ma senza aspettarsi nessun regalo. Ma al suo risveglio, il mattino seguente di buon'ora, la prima cosa che vide ai piedi del suo letto fu un un mucchio di pacchetti.
"Buon natale" gli fece Ron ancora assonnato, mentre Harry si buttava giù dal letto e si infilava la vestaglia.
"Anche a te" gli rispose "Ma... Hai visto che roba? Ho ricevuto dei regali!"
"E che cosa ti aspettavi, un mazzo di rape?" disse Ron.
”
”
J.K. Rowling (Harry Potter and the Sorcerer's Stone (Harry Potter, #1))
“
Refuse to give up, your mistakes don't define you
They don't dictate where you're headed, they remind you
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T.I. Harris
“
Si tu mamá es una bruja, ¿en qué te convierte eso a ti? ¿En Harry Potter?
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Kendare Blake (Anna Dressed in Blood (Anna, #1))
“
Ma è commovente, Severus» osservò Silente, serio.«Ti sei affezionato al ragazzo, dopotutto?»
«A lui?» Urlò Piton «Expecto Patronum!»
Dalla punta della sua bacchetta affiorò la cerva d'argento: atterrò sul pavimento dell'ufficio, fece un balzo e si tuffò fuori dalla finestra. Silente la guardò volar via e quando il suo bagliore argenteo svanì si rivolse a Piton, con gli occhi pieni di lacrime.
«Dopo tutto questo tempo?»
«Sempre» rispose Piton.
”
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J.K. Rowling (Harry Potter and the Deathly Hallows (Harry Potter, #7))
“
„Víš, Ingrid, co dělá s mozkem nedostatek spánku?“
„Norský stát ti zaplatil šest let studia, abys to věděl ty, Ståle, takže pokud bych to měla vědět i já, připadalo by mi to jako mrhání státními prostředky.“
Ståle vždycky pociťoval směs podráždění a údivu nad Ingridinou schopností být takhle brzy poránu kognitivně na výši.
”
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Jo Nesbø (Police (Harry Hole, #10))
“
life is a game of numbers
we can't change them
you have no patrol over these numbers
the only patrol we have is how we follow them you tell wether or not you want to be wat you want.
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T.I. Harris
“
No sabes cuánto has estado corriendo, lo mucho que has estado trabajando y lo agotada que estás, hasta que alguien se para detrás de ti y te dice: "Tranquila, ahora puedes caerte. Yo te sostengo".
Así que me caí.
Y Harry me sostuvo.
”
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Taylor Jenkins Reid (The Seven Husbands of Evelyn Hugo)
“
No sabes cuánto has estado corriendo, lo mucho que has estado trabajando y lo agotada que estás, hasta que alguien se para detrás de ti y te dice: «Tranquila, ahora puedes caerte. Yo te sostengo». Así que me caí. Y Harry me sostuvo.
You don't realize for how long you've been running, how hard you've been working and how broken you really are, until someone stands behind you and says: "Don't worry, you can rest. I've got you." And so I fell. And Harry caught me.
”
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Taylor Jenkins Reid
“
No sabes cuánto has estado corriendo, lo mucho que has estado trabajando y lo agotada que estás, hasta que alguien se para detrás de ti y te dice: "Tranquila, ahora puedes caerte. Yo te sostengo."
Así que me caí.
Y Harry me sostuvo.
”
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Taylor Jenkins Reid (The Seven Husbands of Evelyn Hugo)
“
E,in zilele noastre un om de afaceri are tensiune cu carul, mai cu seama intr-un comert cu medicamente cu bucata, cind n-ai cum sa stii,dimineata, la deschidere,daca vreun ticnit de hippy n-o sa dea peste tine si n-o sa-ti arda un glont.
”
”
Harry Kemelman (Miercuri pe rabin la prins ploaia)
“
«Lascia perdere, Harry» lo esortò George. «Papà è dovuto andare ad Azkaban una volta, ti ricordi, Fred? E ha detto che è il posto peggiore in cui sia mai stato. È tornato che era tutto un tremito... è come se portassero via la felicità, i Dissennatori. Quasi tutti i prigionieri impazziscono là dentro».
”
”
J.K. Rowling (Harry Potter and the Prisoner of Azkaban (Harry Potter, #3))
“
«Svelti, su!» disse la madre, e i tre ragazzi si arrampicarono sul treno. Si sporsero dal finestrino per un ultimo bacio di addio e la sorellina più piccola si mise a piangere.
«Non piangere, Ginny, ti manderemo stormi di gufi».
«Ti manderemo una tavoletta del gabinetto da Hogwarts».
«Ma George!»
«Sto scherzando, ma’».
”
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J.K. Rowling (Harry Potter and the Sorcerer's Stone (Harry Potter, #1))
“
Cosa si può fare," disse, "se si dedica la vita a smascherare i criminali, e a poco a poco ci si accorge che i veri criminali sono quelli per cui si lavora? Cosa si può fare quando tutti ti dicono di non preoccuparti perché tanto non ci puoi fare niente ed è successo molto tempo fa?"
Adesso Charlie lo guardava in un modo diverso. "Immagino che si perda la ragione."
"Oppure può succedere di peggio. La si può trovare.
”
”
Robert Harris
“
-¿Has bebido, Harry?
—¿Quieres oírlo?
—Tu abuelo bebía. Yo lo quería mucho. Borracho o sobrio. No hay mucha gente que pueda decir lo mismo de un padre borracho. No, no quiero oírlo.
—Ya.
—Y lo mismo puedo decir de ti. Te quiero. Siempre. Borracho o sobrio. Ni siquiera ha sido difícil. Aunque eras muy combativo. Te enfrentabas a la mayoría, incluido tú mismo. Pero quererte es lo más fácil que he hecho en la vida, Harry.
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Jo Nesbø (The Leopard (Harry Hole, #8))
“
Había una vez,
Una vez, cuando fuistes mía.
Me acuerdo de cielos,
Reflejada en tus ojos.
Me pregunto dónde te encuentras?
Me pregunto si
Piensas en mí?
Había una vez
En tus sueños más distantes?
Por una vez, el mundo era nuevo.
Nuestros cuerpos se sentía el rocío de la mañana,
Que da la bienvenida al nuevo día.
Y no nos podíamos separar.
Me pregunto si a ti te importa?
Me pregunto si ay aún recuerdo de mi?
Había una vez,
En tus sueños más distantes?
Y cuando suena Enrique...
Y cuando las palabras son
Conmovido por el dolor...
Cuando suena la música,
Oigo el sonido.
Tuvia que seguirlo,
Había una vez.
Una vez bajo las estrellas,
El universo era de nosotros.
El amor era todo lo que yo sabía
Y todo lo que sabía eras tu.
Me pregunto si usted sabe?
Me pregunto si te piensas en eso?
Había una vez
En tus sueños más distantes?
Había una vez
En tus sueños más distantes,
que te recuerdas de mi?
”
”
José N. Harris
“
Han så noe bevege seg i halvmørket, oppå vasken, et par følehorn som svingte frem og tilbake.
En kakerlakk. Den var på størrelse med en tommelfinger og hadde en oransje stripe på ryggen. Han
hadde aldri sett en slik før, men det var kanskje ikke så rart – han hadde lest at det fantes over tre
tusen forskjellige arter kakerlakker. Han hadde også lest at de gjemmer seg når de føler vibrasjonene
av noen som kommer, at for hver kakerlakk du oppdager, er det minst ti som har kommet seg unna.
Det betydde at de var overalt. Hvor mye veier en kakerlakk? Ti gram? Hvis det var over hundre av
dem gjemt i sprekker og bak bordplater, ville det si at det var over et kilo kakerlakk i rommet. Han
grøsset. Det var knapt noen trøst å vite at de var reddere enn ham. Av og til hadde han en følelse av at
alkoholen hadde begynt å gjøre mer for ham enn den gjorde mot ham. Han lukket øynene og prøvde
å ikke tenke.
”
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Jo Nesbø (Cockroaches (Harry Hole, #2))
“
«La prima volta che ti ho visto mi ricordavi un po’ me. Niente mamma e papà, e credevi che a Hogwarts non ti ci saresti mica ritrovato, ti ricordi? Non eri sicuro di essere all’altezza... e adesso guardati, Harry! Campione della scuola!»
Fissò un attimo Harry e poi disse, in tono molto serio: «Lo sai cosa mi piacerebbe, Harry? Mi piacerebbe se vinci, davvero. Fagli vedere, a quelli, che uno non deve essere purosangue per farcela. Non bisogna vergognarsi di quello che sei. Fagli vedere che è Silente che ha ragione, a prendere tutti, basta che sanno fare le magie.
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J.K. Rowling (Harry Potter and the Goblet of Fire (Harry Potter, #4))
“
Recuerdo cada varita que he vendido, Harry Potter. Cada una de las varitas. Y resulta que la cola de fénix de donde salió la pluma que está en tu varita dio otra pluma, sólo una más. Y realmente es muy curioso que estuvieras destinado a esa varita, cuando fue su hermana la que te hizo esa cicatriz.
Harry tragó, sin poder hablar.
—Sí, veintiocho centímetros. Ajá. Realmente curioso cómo suceden estas cosas. La varita escoge al mago, recuérdalo… Creo que debemos esperar grandes cosas de ti, Harry Potter… Después de todo, El-que-no-debe-ser-nombrado hizo grandes cosas… Terribles, sí, pero grandiosas.
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J.K. Rowling
“
Neville abbassò la testa. La professoressa McGonagall lo scrutò attraverso gli occhiali quadrati. «Perché vuoi continuare con Trasfigurazione, comunque? Non ho mai avuto l’impressione che ti piacesse particolarmente».
Neville, afflitto, borbottò qualcosa tipo ‘è mia nonna che vuole’.
«Bene» sbuffò la professoressa McGonagall. «È venuto il momento che tua nonna impari a essere fiera del nipote che ha, e non di quello che si aspetta... soprattutto dopo quanto è successo al Ministero». Neville arrossì e sbatté le palpebre, confuso: la professoressa McGonagall non gli aveva mai fatto un complimento.
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J.K. Rowling (Harry Potter and the Half-Blood Prince (Harry Potter, #6))
“
«Ehi, guarda... anche Harry ha un maglione alla Weasley!»
Fred e George indossavano due maglioni blu, uno con una grossa F in giallo, e l’altro con una G.
«Quello di Harry è più bello del nostro, però» disse Fred tenendolo aperto perché lo vedessero. «Naturalmente, mamma ci mette più impegno se non sei della famiglia».
«E tu, Ron, perché non ti sei messo il tuo?» chiese George. «Su, dai, mettilo anche tu, sono belli caldi».
«Io odio il bordeaux» piagnucolò Ron sconfortato, mentre se lo infilava dalla testa.
«Sul tuo non c’è nessuna lettera» osservò George. «Segno che mamma crede che tu non ti dimentichi come ti chiami. Ma neanche noi siamo stupidi... sappiamo benissimo che ci chiamiamo Gred e Forge!»
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J.K. Rowling (Harry Potter and the Sorcerer's Stone (Harry Potter, #1))
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Invidio al tavolo le sue cicatrici, i segni lasciati dalle teglie roventi del pane. Invidio il suo placido senso del tempo e spero un giorno di poter dire: questo l'ho fatto cinque anni fa. Ho fatto questo segno, gli anelli si sono formati per una tazzina di caffè bagnata, questa era una bruciatura di sigaretta, questa una scala di tagli contro la venatura grezza del legno. Qui è dove mio figlio ha inciso le sue iniziali, quando ha compiuto sei anni, questo un punto segreto dietro la gamba del tavolo. Questo l'ho fatto in una giornata calda sette estati fa, con il coltello da carne. Ti ricordi? Ti ricordi l'estate che il fiume è rimasto a secco? Ti ricordi?
Invidio al tavolo il suo placido senso d'appartenenza. Come di chi è stato in un posto tanto a lungo, da farne parte.
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Joanne Harris (Chocolat (Chocolat, #1))
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Mi aspettavo che la solita ondata di ripugnanza per me stesso mi assalisse da un momento all'altro: tutta la mia libidine era spenta e non mi trastullavo mai con le puttane dopo averle usate... capitava di rado che volessi rivederle di nuovo. Ma questa era diversa. Per la prima volta in vita mia, provavo tenerezza per una donna, per questa ragazza, qualcosa che non avevo provato neppure con Effie. Soprattutto non con Effie. Qualcosa dentro di me voleva assaggiarla, conoscerla: come se l'atto in sé che avevamo compiuto non fosse stato nulla... niente era stato rivelato, niente si era guastato. Mi resi conto con improvvisa, esilarante chiarezza che questo era il Mistero.
Questa ragazza, questa tenerezza.
[...]
Le toccai il collo, il braccio, la curva tesa della coscia.
"Marta..."
[...]
"Marta."
"Si?"
"Ti amo."
Nel buio, il suo bacio fu dolce.
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Joanne Harris (Sleep, Pale Sister: A Chilling Gothic Tale of Marriage, Repression, and Dark Secrets in Victorian London)
“
Quero hoje dizer-te uma coisa, algo que já sei há bastante tempo, e que também tu já sabes, mas talvez ainda não o tenhas dito a ti mesmo. Dir-te-ei agora aquilo que sei a respeito de mim, de ti e do nosso destino. Tu, Harry, foste um artista e um pensador, uma pessoa repleta de alegria e fé, sempre no encalço do grandioso e do eterno, nunca satisfeito com o formoso e o pequeno. Porém, quanto mais a vida te fez despertar e te devolveu a ti mesmo, tanto maior se tornou a tua miséria, mais profundamente te viste mergulhado no sofrimento, na inquietação e no desespero, até ao pescoço, e tudo aquilo que outrora consideraste, amaste e veneraste como belo e sagrado, toda a fé que em tempos tiveste nos seres humanos e no nosso elevado destino foi incapaz de te ajudar, tornou-se inútil e estilhaçou-se. A tua fé deixou de conseguir ter ar para respirar. E a asfixia é uma dura forma de morrer. Não é assim, Harry? É esse o teu destino?
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Hermann Hesse (Steppenwolf)
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«Severus Piton, professore di questa scuola, ti ordina di rivelare le informazioni che nascondi!» disse Piton, e colpi di nuovo la mappa con la bacchetta.
Come se una mano invisibile vi scrivesse, alcune parole apparvero sulla liscia superficie della mappa:
«Il signor Lunastorta porge i suoi ossequi al professor Piton e lo prega di tenere il suo naso mostruosamente lungo lontano dagli affari altrui».
Piton s'irrigidì. Harry fissò il messaggio, ammutolito. Ma la mappa non si fermò lì. Sotto la prima frase ne apparve un'altra:
«Il signor Ramoso è d'accordo con il signor Lunastorta, e ci tiene ad aggiungere che il professor Piton è un brutto idiota». Sarebbe stato molto divertente se la situazione non fosse stata cosi seria. E c'era dell'altro…
«Il signor Felpato vorrebbe sottolineare il suo stupore per il fatto che un tale imbecille sia diventato professore».
Harry chiuse gli occhi orripilato. Quando li riaprì, la mappa concluse:
«Il signor Codaliscia augura buona giornata al professor Piton, e gli dà un consiglio: lavati i capelli, sporcaccione».
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J.K. Rowling (Harry Potter and the Prisoner of Azkaban (Harry Potter, #3))
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Sto leggendo questo libro e volevo condividere questa citazione con te.
"«Non capisco... che cosa è successo?» chiese Harry, asciugandosi il sudore. «Be’... quella cosa... il Dissennatore... era lì in piedi che si guardava intorno... cioè, credo, non l’ho visto in faccia, e tu... tu...» «Credevo che ti prendesse un colpo» disse Ron, ancora spaventato. «Sei diventato tutto rigido e sei caduto dal sedile e hai cominciato a muoverti strano...» «E il professor Lupin ti ha scavalcato, è andato verso il Dissennatore, ha tirato fuori la bacchetta» disse Hermione, «e poi ha detto: ‘Nessuno di noi tiene nascosto Sirius Black sotto il mantello. Vai via’. Ma il Dissennatore non si è mosso, e così Lupin ha mormorato qualcosa e dalla sua bacchetta è uscita una cosa d’argento diretta contro quell’essere, e poi è volata via...» «È stato orribile» esclamò Neville con voce più alta del solito. «Hai sentito che freddo quando è entrato?» «Io mi sentivo strano» disse Ron stringendosi nelle spalle. «Come se non potessi mai più essere felice...»
Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, J.K. Rowling
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J.K. Rowling (Harry Potter and the Prisoner of Azkaban (Harry Potter, #3))
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«Ho qualcosa da discutere con voi due» disse Hagrid, sedendosi tra loro con aria insolitamente seria. «Cosa?» chiese Harry. «Hermione» disse Hagrid. «Perché?» disse Ron. «Perché non sta bene, ecco perché. È venuta qui a trovarmi tante volte da Natale. Si sente sola. Prima non ci parlavate, con lei, per via della Firebolt, adesso non ci parlate perché il suo gatto...» «...ha mangiato Crosta!» lo interruppe Ron furioso. «Perché il suo gatto ha fatto come fanno tutti i gatti» continuò Hagrid ostinato. «Ha pianto tante volte, sapete. È un brutto momento per lei. Troppi impegni, se volete saperlo, con tutto il lavoro che sta cercando di fare. Ma ha trovato lo stesso il tempo di aiutarmi con il caso di Fierobecco, sapete... ha trovato della roba davvero buona... credo che lui ha qualche possibilità adesso...» «Hagrid, avremmo dovuto aiutarti anche noi... scusa...» esordì Harry imbarazzato. «Non ti rimprovero mica!» disse Hagrid, respingendo le scuse di Harry. «Con tutto quello che c’hai avuto per la testa, ti ho visto che ti allenavi a Quidditch a tutte le ore del giorno e della notte... ma ve lo devo dire, credevo che a voi due vi importava di più della vostra amica che di una scopa o di un topo. Ecco». Harry e Ron si guardarono, entrambi a disagio. «Era davvero sconvolta, poverina, quando Black ti ha aggredito, Ron. Lei sì che ha il cuore al posto giusto, lei, e voi due che non ci parlate nemmeno...» «Se solo si sbarazzasse di quel gatto, io le parlerei ancora!» disse Ron arrabbiato, «ma lo difende sempre! È un criminale, e lei non vuole nemmeno sentirselo dire!» «Ah, be’, la gente a volte è un po’ stupida quando ci parli dei suoi animali» disse Hagrid saggiamente. Alle sue spalle, Fierobecco sputò qualche osso di furetto sul cuscino.
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J.K. Rowling (Harry Potter and the Prisoner of Azkaban (Harry Potter, #3))
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«Dobby doveva punirsi, signore» disse l’elfo che era diventato strabico a furia di testate. «Dobby ha quasi parlato male della famiglia, signore...»
«La tua famiglia?»
«La famiglia di maghi presso cui Dobby è al servizio, signore... Dobby è un elfo domestico... costretto a servire per sempre una sola casa e una sola famiglia...»
«Loro sanno che sei qui?» chiese Harry curioso.
Dobby rabbrividì.
«Oh, no, signore, no... Dobby dovrà punirsi molto severamente per essere venuto a trovarla, signore. Dobby dovrà chiudersi le orecchie nello sportello del forno per quel che ha fatto. Se mai loro venissero a saperlo, signore...»
«Ma non si accorgeranno che ti chiudi le orecchie nello sportello del forno?»
«Dobby ne dubita, signore. Dobby deve continuamente punirsi per qualcosa, signore. E loro lasciano fare Dobby, signore. A volte gli ricordano di darsi qualche castigo in più...»
«Ma perché non te ne vai? Perché non scappi?»
«Un elfo domestico deve ottenerla, la libertà, signore. E la famiglia non darà mai la libertà a Dobby... Dobby servirà la famiglia fino alla morte, signore...»
Harry lo guardava con tanto d’occhi.
«E pensare che credevo non ci fosse niente di peggio del dover restare qui per altre quattro settimane» disse. «A sentire te, i Dursley sembrano quasi umani. Non c’è nessuno che possa aiutarti? Non posso aiutarti io?»
Subito dopo Harry desiderò di non aver parlato. Dobby si sciolse di nuovo in gemiti di gratitudine.
«Ti prego» bisbigliò Harry freneticamente, «ti prego, non far rumore; se i Dursley sentono qualcosa, se si accorgono che sei qui...»
«Harry Potter chiede se può aiutare Dobby... Dobby ha sentito parlare della sua grandezza, signore, ma della sua bontà Dobby non sapeva niente...»
Harry, che si sentiva il viso decisamente in fiamme, disse: «Qualsiasi cosa tu abbia sentito dire sulla mia grandezza... sono tutte stupidaggini. Non sono neanche il primo del mio corso, a Hogwarts. Hermione lo è; lei sì che...»
Ma si interruppe subito, perché pensare a Hermione gli faceva male al cuore.
«Harry Potter è umile e modesto» disse Dobby reverente, e i suoi occhi rotondi erano raggianti. «Harry Potter non parla del suo trionfo su Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato».
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J.K. Rowling (Harry Potter and the Chamber of Secrets (Harry Potter, #2))
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«Prima di tutto, Harry, voglio ringraziarti» disse Silente con occhi di nuovo brillanti. «Devi avermi dimostrato una vera lealtà, giù nella Camera. Soltanto quella può avere indotto Fawkes ad avvicinarsi a te».
Accarezzò la fenice, che gli si era accovacciata sulle ginocchia. Harry sorrise imbarazzato mentre Silente lo guardava.
«E così hai conosciuto Tom Riddle» disse Silente pensieroso. «Immagino che fosse molto interessato a te...»
Tutt’a un tratto, la cosa che tormentava Harry gli uscì di getto dalle labbra. «Professor Silente... Riddle ha detto che io sono come lui. Strane somiglianze, ha detto...»
«Ah sì? Ma davvero?» chiese Silente guardando pensieroso il ragazzo da sotto le folte sopracciglia d’argento. «E tu che ne pensi, Harry?»
«Io non credo di essere come lui!» disse Harry con voce più acuta di quanto avesse voluto. «Voglio dire, io sono... io appartengo a Grifondoro, io sono...»
Ma poi tacque, perché un dubbio gli si era riaffacciato alla mente.
«Professore» riprese di nuovo dopo un istante. «Il Cappello Parlante mi disse che io... che... sarei stato bene fra i Serpeverde. Per un po’ tutti hanno pensato che fossi io l’erede di Serpeverde... perché parlo il Serpentese...»
«Harry, tu parli il Serpentese» disse calmo Silente, «perché Voldemort – che è l’ultimo discendente rimasto di Salazar Serpeverde – parla il Serpentese. A meno che io non mi sbagli di grosso, la notte in cui ti ha lasciato quella cicatrice ti ha trasmesso alcuni dei suoi poteri. Anche se di certo non ne aveva intenzione...»
«Voldemort ha messo un pezzetto di sé dentro di me?» chiese Harry trasecolato.
«Si direbbe proprio di sì».
«Allora è vero che dovrei stare con i Serpeverde!» disse Harry guardando disperato Silente. «Il Cappello Parlante ha visto in me il potere di Serpeverde e...»
«Ti ha assegnato a Grifondoro» disse Silente sempre calmo. «Ascoltami bene, Harry. Si dà il caso che tu abbia molte qualità che Salazar Serpeverde apprezzava nei suoi alunni, che selezionava accuratamente. Il dono molto raro del Serpentese... intraprendenza... determinazione... un certo disprezzo per le regole» soggiunse, e ancora una volta i suoi baffi vibrarono. «E tuttavia, il Cappello Parlante ti ha assegnato a Grifondoro. Tu sai perché. Pensaci».
«Lo ha fatto» disse Harry con la delusione nella voce, «perché gli ho chiesto io di non andare fra i Serpeverde...»
«Appunto» disse Silente ancora una volta tutto raggiante. «Il che ti rende assai diverso da Tom Riddle. Sono le scelte che facciamo, Harry, che dimostrano quel che siamo veramente, molto più delle nostre capacità». Harry sedeva immobile, esterrefatto. «Se vuoi una prova che appartieni a Grifondoro, ti consiglio di dare un’occhiata più da vicino a questa».
Così dicendo, si avvicinò alla scrivania della McGonagall, prese la spada d’argento macchiata di sangue e gliela porse. Come inebetito, Harry la rivoltò; i rubini mandavano bagliori luminosi alla luce del fuoco. Fu allora che vide il nome inciso proprio sotto l’elsa.
Godric Grifondoro.
«Soltanto un vero Grifondoro avrebbe potuto estrarla dal cappello, Harry» disse semplicemente Silente.
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J.K. Rowling (Harry Potter and the Chamber of Secrets (Harry Potter, #2))
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Tu padre vive en ti, Harry, y se manifiesta más claramente cuando lo necesitas.
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J.K. Rowling (Harry Potter y el prisionero de Azkaban (La colección de Harry Potter nº 3))