Corso Quotes

We've searched our database for all the quotes and captions related to Corso. Here they are! All 100 of them:

Standing on a street corner waiting for no one is power.
Gregory Corso
Segui il tuo corso et lascia dir les genti (Follow your road and let the people say)
Dante Alighieri (The Divine Comedy: Inferno - Purgatorio - Paradiso)
Spirit is Life It flows thru the death of me endlessly like a river unafraid of becoming the sea
Gregory Corso
I cannot understand what pleasures and joys they are that drive people to the overcrowded railways and hotels, into the packed cafés with the suffocating and oppressive music, to the Bars and variety entertainments, to World Exhibitions, to the Corsos. I cannot understand nor share these joys, though they are within my reach, for which thousands of others strive. On the other hand, what happens to me in my rare hours of joy, what for me is bliss and life and ecstasy and exaltation, the world in general seeks at most in imagination; in life it finds it absurd. And in fact, if the world is right, if this music of the cafés, these mass enjoyments and these Americanised men who are pleased with so little are right, then I am wrong, I am crazy. I am in truth the Steppenwolf that I often call myself; that beast astray who finds neither home nor joy nor nourishment in a world that is strange and incomprehensible to him.
Hermann Hesse (Steppenwolf)
I learned life were no dream I learned truth deceived Man is not God Life is a century Death an instant
Gregory Corso
If you believe you're a poet, then you're saved.
Gregory Corso
Peccato che non avessero niente di più preciso da esporre, come ad esempio un cartello con la scritta : RALLENTARE! PAZZO IN CORSO.
Richard Bachman (Rage)
It was a master surgeon, him that ampytated me - out of college and all - Latin by the bucket, and what not; but he was hanged like a dog, and sun-dried like the rest, at Corso Castle.
Robert Louis Stevenson (Treasure Island)
Aveva vinto, ma non si sentiva vincitore. Era riuscito a raddrizzare il corso della propria esistenza, ma si sentiva più che mai vittima dell'indifferenza del mondo. Non sembrava giusto.
Richard Yates (Revolutionary Road)
It is a great feeling to know that from a window I can go to books to cans of beer to past loves. And from these gather enough dream to sneak out a back door.
Gregory Corso (The Vestal Lady on Brattle and Other Poems)
Ah, if I were dictator I'd have poets throwing bombs!
Gregory Corso (An Accidental Autobiography: The Selected Letters)
Amicizia..." Corso si guardò attorno, aspettando che qualcuno gli spiegasse la parola. "I bar e i cimiteri sono pieni di amici inseparabili.
Arturo Pérez-Reverte (The Club Dumas)
80% of results come from 20% of effort/time
Vilfredo Pareto (Corso di economia politica (CLASSICI - Economia) (Italian Edition))
Gregory Corso, Allen Ginsberg, and William Burroughs were all my teachers, each one passing through the lobby of the Chelsea Hotel, my new university.
Patti Smith (Just Kids)
Per un momento sono semplicemente e completamente felici. Ci sono, proprio adesso, e sono riuscite, in qualche modo, nel corso di diciotto anni, a continuare ad amarsi. È abbastanza. In questo momento è abbastanza.
Michael Cunningham (The Hours)
was it man's love to screw the sky with monuments span the bay with orange and silver bridges shuttling structure into structure incorruptible in this endless tie each age impassions be it in stone or steel either in echo or halfheard ruin
Gregory Corso
Poets don't finish poems, they abandon them.
Gregory Corso
--he stopped and eyed Bill Corso--"if you choose to just sit here like a bored jungle gorilla, you will have to write out this quote as many times as you can during the next hour.
A.S. King (Please Ignore Vera Dietz)
Da allora il sole, la luna e le stelle possono continuare tranquillamente il loro corso, io non so se sia giorno o notte, e tutto il mondo svanisce intorno a me.
Johann Wolfgang von Goethe (The Sorrows of Young Werther)
Dante’s step into Hell will never be forgotten by Hell.
Gregory Corso
I think of New York City lost in stars forgotten as a blue haired pet of childhood love Tonight the night is full;
Gregory Corso
Si potrebbe però, tanto nelle cose piccole, come nelle grandi, evitare, in gran parte, quel corso così lungo e così storto, prendendo il metodo proposto da tanto tempo, d'osservare, ascoltare, paragonare, pensare, prima di parlare. Ma parlare, questa cosa così sola, è talmente più facile di tutte quell'altre insieme, che anche noi, dico noi uomini in generale, siamo un po' da compatire.
Alessandro Manzoni (I promessi sposi)
but if a girl were possible as I am possible then marriage would be possible...
Gregory Corso
Segui il tuo corso et lascia dir le genti!
Max Tegmark (Our Mathematical Universe: My Quest for the Ultimate Nature of Reality)
...Fidati del tuo cuore se il mare prende fuoco e vivi con amore anche se le stelle muteranno il loro corso..." ( Ho sognato di te )
Ben Sherwood (The Death and Life of Charlie St. Cloud)
Non mi piacciono i regali” mormorò Corso, cupo. “Una volta dei tipi accettarono un certo cavallo di legno. Artigianato acheo, c'era scritto sull'etichetta. Che idioti.
Arturo Pérez-Reverte (The Club Dumas)
Segui il tuo corso, e lascia dir le genti.
Karl Marx (Das Kapital - Capital)
Ma l'incontro con la Laide gli aveva lasciato uno strano turbamento. Forse anche per il ricordo della tipa incontrata in corso Garibaldi. Come se qualcosa lo avesse toccato dentro. Come se quella ragazza fosse diversa dalle solite. Come se fra loro due dovessero succedere molte altre cose. Come se lui ne fosse uscito differente. Come se Laide incarnasse nel modo più perfetto e intenso il mondo avventuroso e proibito. Come se ci fosse stata una predestinazione. Come quando uno, senza alcun particolare sintomo, ha la sensazione di stare per ammalarsi, ma non sa di che cosa né il motivo. Come quando si ode dabbasso il cigolio del cancello e la casa è immensa, ci abitano centinaia di famiglie e all'ingresso è un continuo andirivieni eppure all'improvviso si sa che ad aprire il cancello è stata una persona la quale viene a cercarci.
Dino Buzzati (Un amore)
Fu quella una data memorabile per me, poiché portò a molti mutamenti in me stesso. Avviene la medesima cosa in ogni esistenza. Immaginate un dato giorno distaccato da tutti gli altri, e pensate come avrebbe potuto esserne differente tutto il corso. Fermati, tu che leggi, e rifletti per un istante sulla lunga catena di ferro od oro, di spini o fiori, che non ti avrebbe mai avvinto, se non si fosse formato il primo anello in quell'unica, memorabile giornata.
Charles Dickens (Great Expectations)
Molto, molto tempo prima, in un tempo di cui la breve memoria del genere umano non conservava tracce, la Luce aveva trionfato, e ora regnava suprema nel Sole. Ma nel corso degli infiniti cicli temporali – e questo lo ammettevano perfino i Sacerdoti della Luce – il regno del Sole era destinato a finire; Dyaus, il Dio Occulto, il Dormiente, avrebbe riassorbito la Luce... e, in una smisurata Notte del Caos, avrebbe spezzato le sue catene e instaurato il suo dominio.
Marion Zimmer Bradley
Scrivo, lei ha scritto, che la memoria è fragile e il corso di una vita è molto breve e tutto avviene così in fretta, che non riusciamo a vedere il rapporto tra gli eventi, non possiamo misurare le conseguenze delle azioni, crediamo nella finzione del tempo, nel presente, nel passato, nel futuro, ma può anche darsi che tutto succeda simultaneamente...
Isabel Allende (The House of the Spirits)
If you have a choice of two things and can't decide, take both.
Gregory Corso
Smettila di tormentarti tanto. Ogni cosa segue comunque il suo corso, e per quanto uno possa fare del suo meglio, a volte è impossibile evitare che qualcuno rimanga ferito. È la vita. Faccio un po' il grillo parlante ma è ora che tu cominci a imparare certi meccanismi della vita. A volte tu ti sforzi troppo di adattare la vita ai tuoi meccanismi. Se non vuoi finire anche tu in una clinica psichiatrica cerca di essere un po' più aperto e di abbandonarti di più alla vita così come viene. Anche una donna debole e imperfetta come me ogni tanto arriva a rendersi conto di quanto meravigliosa sia la vita.
Haruki Murakami (Norwegian Wood)
A woman from the audience asks: ‘Why were there so few women among the Beat writers?’ and [Gregory] Corso, suddenly utterly serious, leans forward and says: “There were women, they were there, I knew them, their families put them in institutions, they were given electric shock. In the ’50s if you were male you could be a rebel, but if you were female your families had you locked up.
Stephen Scobie
A volte penso che per i libri bisognerebbe inventare una parola nuova, signor Corso. Una parola che non esiste. E questa parola dovrebbe essere il contrario di cimitero e indicare un luogo dove si conserva la vita, non la morte, e non si mette a giacere niente.
Fabio Stassi (La lettrice scomparsa)
Il futuro è come un fiume, così largo e imponente che non si può cambiare né invertirne il corso. Tuttavia, è formato da una miriade di piccoli affluenti che invece è possibile deviare. Puoi cambiare il tuo futuro, perché molte tue azioni dipendono soltanto da te.
Laura Gallego García
Fu, per me, un giorno memorabile, gravido di profondi cambiamenti nella mia vita. Ma succede così per qualunque vita. Immaginate di eliminarne un certo giorno, e pensate un po' come il suo corso sarebbe stato diverso! Fermati, tu che leggi, e pensa per un attimo alla lunga catena di ferro o d'oro, di spine o di fiori, che mai ti avrebbe legato se, in un solo memorabile giorno, non se ne fosse costruito il primo anello.
Charles Dickens (Great Expectations)
Creating a life worth living may be the most difficult work that you’ll ever do. There will be some days that you won’t feel up to the task but if you keep moving forward this will become easier. In the end, though, success can be yours and we’ll have been cheerleading you all the way.
Debbie Corso (Stop Sabotaging: A 31-Day DBT Challenge to Change Your Life)
Non era solo la questione di mia sorella; era più di così, era l'intero corso degli eventi, la miseria del corpo e del desiderio, le decisioni che si prendono e sulle quali non si può tornare, il senso stesso che si sceglie di dare a quella cosa che chiamiamo, forse a torto, la nostra vita.
Jonathan Littell (The Kindly Ones)
That was the problem with modern day witches , thought Corso : they didn't have any secrets . Everything was out in the open , you could read all about them in any Who's Who or gossip column . Baronesses or not , they had become predictable , vulgar . Torquemada would have been bored to death by it all .
Arturo Pérez-Reverte (The Club Dumas)
Non c’era giustizia in quella vicenda. Cos’è che diceva sempre sua nonna? Occhio per occhio e il mondo resterà cieco. In teoria non ci si vendicava dopo aver subito un torto. Bisognava affidarsi alla legge e attendere che facesse il suo corso. Ma nessuno ti diceva cosa fare quando era la legge stessa a deluderti.
Lisa Henry
FOR MILES Your sound is faultless pure & round holy almost profound Your sound is your sound true & from within a confession soulful & lovely Poet whose sound is played lost or recorded but heard can you recall that 54 night at the Open Door when you & bird wailed five in the morning some wondrous yet unimaginable score?
Gregory Corso (Gasoline)
Servilla non aveva pensato alla situazione di Bruto perché lo vedeva come una sua proprietà mortalmente offesa, non come una persona. Amava suo figlio quanto Cesare, però lo considerava una propria emanazione che doveva provare ciò che lei provava, non capiva come mai, nel corso degli anni, il comportamento di suo figlio non fosse uguale al suo.
Colleen McCullough
Henry Hudson Screamed on the Half-Moon : "Police are a necessary evil !" I dreamed a cop, an old cop, a whitehaired cop bowed sad on a sofa knowing in his years he carried a gun a gun to stop the breath of a breathing being a gun to cause man to push up daisies forever - and when that realization mowed him down on the sofa - he wept to know man
Gregory Corso (The Happy Birthday of Death)
Faithless lyricists I have read They'd amputate a rose to know a rose - and patch it a clumsy detection
Gregory Corso (The Happy Birthday of Death)
Due altre cose ha detto nel corso degli anni: che certe donne non sono affatto misteriose ma vengono rese tali dall'incapacità degli uomini di capirle. da "Il senso di una fine
Julian Barnes
Si possono seppellire i ricordi ma non si può cambiare il corso della storia
Haruki Murakami (Colorless Tsukuru Tazaki and His Years of Pilgrimage)
Il Dio aveva la facoltà di essere ovunque e da nessuna parte contemporaneamente. L'Inferno era diventato, nel corso del millenni, un'espansione della sua stessa anima nera.
Yvan Argeadi (Take me into your Hell)
Nel corso delle nostre vite ci incontriamo per pura combinazione e, per un momento,i nostri cuori battono all'unisono
Jessica Sorensen (The Coincidence of Callie & Kayden (The Coincidence, #1))
Talent comes from education you had, languages you know and finally from skills you gain in your life.
Adriano Corso
La sua giovinezza gli riapparve portando tutti i ricordi soavi, che sono profumi piuttosto che pensieri. Da quel passato al presente c’era un abisso. Ma la fantasia ha il volto dell’angelo e del baleno; essa varca i mari nei quali abbiamo corso il rischio di naufragare, le tenebre dove si sono perdute le nostre illusioni, gli abissi che hanno inghiottito la nostra felicità
Alexandre Dumas (Twenty Years After (Musketeers Trilogy #2))
L'ho lasciata fare. Non ho detto che sarebbe andato tutto bene. Non ho fatto lo sforzo di consolarla. A volte è meglio lasciare le cose come sono, lasciare che il dolore faccia il suo corso.
Joanne Harris
Dormire, dormire; ecco l'unica tregua. Ma poi al risveglio, svaniti gli ultimi brandelli del sogno in corso, quel senso di angoscia, di condanna. Il pensiero cerca subito intorno: perché? perché? Lei! E allora il cuore prende a battere, il cervello si riempie di quel pensiero ossessionante, fisso, profondo, che invade tutta la coscienza e la chiude senza lasciare scampo. A qualsiasi cosa pensi, o meglio cerchi di pensare, c'è sempre lei di mezzo, che sbarra la strada. Egli si dice: è assurdo, non vale la pena, non merita, sì sì, tutti ottimi argomenti. Ma il giorno che rinunciasse, che non insistesse più, che trasformasse l'ansia in dolore cocente, quel giorno che cosa gli resterebbe? Il vuoto, la solitudine, la prospettiva di un futuro sempre più squallido e morto. Dio, aiutami!
Dino Buzzati (Un amore)
there had to be a way of maintaining full deniability of the flying disk phenomenon while actually preparing the public for a disclosure by gradually desensitizing them to the potential terror of confronting a more powerful biological entity from a different world. It would have to be, General Twining suggested, at the same time both the greatest cover-up and greatest public relations program ever undertaken. The
Philip J. Corso (The Day After Roswell)
In effetti stamattina ho proprio versato tutte le lacrime che avevo in corpo. Sarebbe più giusto dire che il corpo ha versato tutte le lacrime accumulate dalla mente nel corso di quest’inverosimile carneficina. La quantità di sé che viene eliminata con le lacrime! Piangendo si fa molta più acqua che pisciando, ci si pulisce infinitamente meglio che tuffandosi nel lago più puro, si posa il fardello dello spirito sul marciapiede del binario d’arrivo. Una volta che l’anima si è liquefatta, si può celebrare il ricongiungimento con il corpo. Stanotte il mio dormirà bene. Ho pianto di sollievo, credo. [...] Onore alle lacrime!
Daniel Pennac (Journal d'un corps)
Surely I'd give it for a nipple a rubber Tacitus For a rattle bag of broken Bach records Tack Della Francesca all over its crib Sew the Greek alphabet on its bib And build for its playpen a roofless Parthenon
Gregory Corso
È così ingiusto quando la gente considera la realtà dei fatti come una prova che limita la sfera del possibile! Sentivo che era proprio contro questo che lottavo, da sempre: la tirannia del corso particolare e arbitrario degli eventi.
Elif Batuman (Either/Or)
È così semplice con gli oggetti, li puoi sostituire quando sono rotti. Ma con le persone non funziona in questo modo perché, quando vengono distrutte, non hanno un modo per ripararsi, per cambiare i loro pezzi andati in frantumi. Possono solo aspettare che il tempo faccia il suo corso, che lenisca le ferite, ma nel momento in cui perdono troppi frammenti si sentono troppo tristi, troppo stanchi, troppo... hai capito cosa intendo? Non è facile, per noi esseri umani.
Elisa Fumis (Parole Sbagliate)
«Cash, che diavolo ti è saltato in mente?» domandò Joey. «È stato davvero stupido! Non guardi le notizie? Hai idea di quello che ci sarebbe potuto accadere? Di quello che mi sarebbe potuto accadere?» L’attore era molto più scosso di quanto Joey si aspettasse. Doveva sapere bene il pericolo che avevano corso, perché le mani gli tremavano mentre fumava. «Lo so, lo so» disse. «Scusami, non so che cosa mi è preso... Siamo entrati e quando ho sentito quello che ha detto mi è scattato qualcosa dentro. Ho perso il controllo: non potevo non fargliela pagare dopo che aveva detto quelle cose contro di te. Non ho mai l’occasione di lottare per me stesso, e ho sentito che era il momento di lottare per qualcuno, capisci?»
Chris Colfer (Stranger Than Fanfiction)
Ho riflettutto molto su come descriverlo, e questo è quel che ho deciso: «Nessuno l'ha mai definito un grande cane, o anche un buon cane. Era sfrenato come un ossesso e forte come un toro. Affrontava gioiosamente la vita, con un entusiasmo associato spesso a disastri naturali. È l'unico cane che sia mia stato espulso da un corso di aducazione all'obbedienza». Continuavo: «Marley era un divoratore di divani, un demolitore di porte a zanzariera, un dispensatore di saliva, un ribaltatore di coperchi di pattumiera. Quanto al cervello, lasciatemi dire che ha dato la caccia alla sua coda fino al giorno in cui è morto, apparentemente convinto di essere sull'orlo di una grossa svolta nel mondo canino». Ma c'era dell'altro in lui, e descrissi il suo intuito e la sua empatia, la sua dolcezza con i bambini, e il suo cuore puro. Quelo che volevo realtmente dire era come quest'animale aveva toccato le nostre anime e ci aveva insegnato alcune delle lezioni più importanti della vita. «Una persona può imparare molto da un cane, anche da un cane strambo come il nostro», scrissi. «Marley mi ha insegnato a vivere ogni giorno con sfrenata esuberanza e gioia, a cogliere il momento e seguire il mio cuore. Mi ha insegnato ad apprezzare le cose semplici: una passeggiata nei boschi, una fresca nevicata, un sonnellino in un raggio di sole invernale. E mentre diventava vecchio e malandato, mi ha insegnato l'ottimismo di fronte alle avversità. Sopprattutto mi ha insegnato l'amicizia, l'altruismo e una profonda devozione.» Era uno straordinario concetto che solo ora, sulla scia della sua morte, stavo assorbendo totalmente: Marley come mentore. Era un maestro e un modello di comportamento. Era possibile per un cane, qualsiasi cane, ma soprattutto un pazzo cane incontrollabile come il nostro, indicare agli umani le cose che contavano realmente nella vita? Direi di sì. Lealtà. Coraggio. Devozione. Semplicità. Gioia. E le cose che non contavano. A un cane non servono automobili lussuose o grandi case o vestiti di sartoria. Gli status symbol non significano niente per lui. Un bastone fradicio gli va altrettanto bene. Un cane giudica gli altri non dal colore, il credo o la classe ma da chi sono interioremente. A un cane non importa se sei ricco o povero, istruito o analfabeta, intelligente o stupido. Dagli il tuo cuore e lui ti darà il suo. Era molto semplice, eppure noi umani, così più saggi e più sofisticati, abbiamo sempre avuto difficltà a immaginare quel che conta e non conta realemente. Mentre scrivevo quest'articolo di addio a Marley, mi rendevo conto che era tutto lì di fronte a noi, se solo avessimo aperto gli occhi. A volte occorre un cane con un alito cattivo, pessime maniere, e intenzioni pure per aiutarci a vedere.
John Grogan (Io & Marley)
Ogni giudizio di critica scientifica sarà da me bene accolto. D’altra parte per i pregiudizi della cosiddetta pubblica opinione, cui non ho mai fatto concessioni, vale per me in ogni caso la sentenza del grande fiorentino: Segui il tuo corso, e lascia dir le genti
Karl Marx (Il capitale)
La maggior parte degli uomini, Kamala, sono come foglia secca, che si libra e si rigira nell'aria e scende ondeggiando al suolo. Ma altri, pochi, sono come stelle fisse, che vanno per un loro corso preciso, e non c'è vento che li tocchi, hanno in se stessi la loro legge e il loro cammino.
Hermann Hesse (Siddhartha)
What do you know of the Knights?” he asked. Fin shrugged. “I thought knights were only in children’s stories until a few days ago.” Jeannot smiled. “A man could do worse than to live in the stories of a child. There is, perhaps, no better remembrance.” “Until the child grows up and finds out the stories aren’t true. You might be knights, but I don’t see any shining armor,” Fin said. Jeannot stopped near the gate of the auberge and faced her. “Each time a story is told, the details and accuracies and facts are winnowed away until all that remains is the heart of the tale. If there is truth at the heart of it, a tale may live forever. As a knight, there is no dragon to slay, no maiden to rescue, and no miraculous grail to uncover. A knight seeks the truth beneath these things, seeks the heart. We call this the corso. The path set before us. The race we must run.
A.S. Peterson (Fiddler's Green (Fin's Revolution, #2))
Quanto a me, che cosa credevo? Non temevo il mondo, e neppure lo disprezzavo. Ad Avalon avevo imparato una dottrina diversa: mi era stato insegnato a percepire lo spirito in ogni cosa e riconoscere che, nella maggior parte dei casi, il mondo procedeva nel proprio corso, interessandosi ben poco dell'umanità. Il corvo che gracchiava sul tetto non sapeva che l'uomo che lo ascoltava avrebbe interpretato il suo gracchiare come un segno: era l'uomo, dunque, che doveva attribuirgli un significato. Lo spirito pervadeva ogni cosa. Imparare a vivere in armonia col suo movimento era la Via della Saggezza.
Marion Zimmer Bradley
Acogeré con los brazos abiertos todos los juicios de la crítica científica. En cuanto a los prejuicios de la llamada opinión pública, a la que jamás he hecho concesiones, seguiré ateniéndome al lema del gran florentino: Segui il tuo corso, e lascia dir le genti! (III) Londres, 25 de julio de 1867. CARLOS MARX
Karl Marx (El capital I)
Da bambino amavo ciò che si vede, da adolescente quello che si sente: da uomo, non amo più nulla. E tuttavia quante cose ho nell'animo, quanta intima forza e quanti oceani di collera e d'amore si urtano e s'infrangono in questo cuore così debole, così malato, così stanco, così inaridito! Mi dicono di riprendere a vivere, di mescolarmi alla folla!... ma come può un ramo spezzato riprendere a dar frutti? Come può la foglia strappata dal vento e trascinata nella polvere rinverdire? E perché così giovane provo tanto disgusto? Cosa posso saperne? Forse era il mio destino vivere così, stanco prima ancora di aver portato il fardello, ansimante prima ancora di aver corso.
Gustave Flaubert (Memoirs of a Madman)
I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per sè stessi. Se ne stanno al loro posto nell’infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri. Sono numeri sospettosi e solitari e per questo Mattia li trovava meravigliosi. Certe volte pensava che in quella sequenza ci fossero finiti per sbaglio, che vi fossero rimasti intrappolati come perline infilate in una collana. Altre volte, invece, sospettava che anche a loro sarebbe piaciuto essere come tutti, solo dei numeri qualunque, ma che per qualche motivo non ne fossero capaci.In un corso del primo anno Mattia aveva studiato che tra i numeri primi ce ne sono alcuni ancora più speciali. I matematici li chiamano primi gemelli: sono coppie di numeri primi che se ne stanno vicini,anzi,quasi vicini, perchè fra di loro vi è sempre un numero pari che gli impedisce di toccarsi per davvero. Numeri come l’11 e il 13, come il 17 e il 19, il 41 e il 43. Se si ha la pazienza di andare avanti a contare, si scopre che queste coppie via via si diradano. ci si imbatte in numeri primi sempre più isolati, smarriti in quello spazio silenzioso e cadenzato fatto solo di cifre e si avverte il presentimento angosciante che le coppie incontrate fino a lì fossero un fatto accidentale, che il vero destino sia quello di rimanere soli.Poi, proprio quando ci si sta per arrendere, quando non si ha più voglia di contare, ecco che ci si imbatte in altri due gemelli, avvinghiati stretti l’uno all’altro. Tra i matematici è convinzione comune che per quanto si possa andare avanti, ve ne saranno sempre altri due, anche se nessuno può dire dove, finchè non li si scopre. Mattia pensava che lui e Alice erano così, due primi gemelli, soli e perduti, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero.
Paolo Giordano (The Solitude of Prime Numbers)
it bore a resemblance to some of the German-designed aircraft that had made their appearances near the end of the war, especially the crescent-shaped Horton flying wing. What
Philip J. Corso (The Day After Roswell)
Should I get married? Should I be good?
Gregory Corso (Marriage)
Diciamo a noi stessi di essere diventati un popolo civilizzato e con pio orrore parliamo dei tempi in cui un dio delle messi pretendeva il corpo di un essere umano per la sua oscura protezione. Ma non è forse il dio servito da tanti Romani nei nostri ricordi, o anche nel corso della nostra esistenza, tenebroso e pauroso quanto quello antico? Sia pur soltanto per distruggerlo, io ne sono stato il sacerdote. E sia pur soltanto per indebolirne il potere ho fatto quel che voleva. Eppure non l’ho distrutto, né ne ho indebolito il potere. Dorme irrequieto nel cuore degli uomini, aspettando di destarsi o di essere destato. Tra la brutalità capace di sacrificare una singola vita innocente a un timore senza nome, e la luce della civiltà capace di sacrificare migliaia di vite a un timore cui abbiamo dato un nome, ho trovato poco da scegliere.
John Williams (Augustus)
Si chiede sempre come abbia fatto a permettere che quattro mesi ormai lontani lo condizionino ancora tanto, fino ad alterare la sua vita. Ma allora, tanto varrebbe che si chiedesse perch ha lasciato che i primi quindici anni della sua esistenza dettassero il corso dei ventotto anni successivi. [...] perché, allora, insiste nel rivisitare eventi vecchi di trent'anni? Perché non riesce semplicemente a godersi il presente?
Hanya Yanagihara (A Little Life)
Molte sono le cose dalle quali io avrei potuto trarre del bene, e invece non ho saputo approfittarne, è vero” rispose il nipote. “E il Natale è una di quelle. Ma sono sicuro di aver sempre pensato al Natale, quando si avvicina, come a un giorno felice (a parte la venerazione dovuta alla sua sacra origine anche se di ciò si può non tener conto), un giorno di allegria, di bontà, di gentilezza, di indulgenza, di carità, l’unico momento nel lungo corso dell'anno nel quale uomini e donne sembrano disposti ad aprire liberamente il proprio cuore, disposti a pensare ai loro inferiori non come a creature di un’altra specie destinate a un altro cammino, ma come a compagni di viaggio, del medesimo viaggio verso la morte. E perciò, zio, benché non abbia mai portato una briciola d’oro o di argento nelle mie tasche, credo che il Natale mi abbia sempre fatto del bene, e sempre me ne farà; dico dunque: Sia benedetto!”.
Charles Dickens (Canto di Natale)
Così, senza saperlo, ereditiamo l'incapacità verso la tragedia, e la predestinazione alla forma minore del dramma: perché nelle nostre case non si accetta la realtà del male, e questo rinvia all'infinito qualsiasi sviluppo tragico innescando l'onda lunga di un dramma misurato e permanente – la palude in cui siamo cresciuti. È un habitat assurdo, fatto di dolore represso e quotidiane censure. Ma noi non possiamo accorgerci di quanto sia assurdo perché come rettili di palude conosciamo solo quel mondo, e la palude è per noi la normalità. Per questo siamo in grado di metabolizzare incredibili dosi di infelicità scambiandole per il doveroso corso delle cose: non ci sfiora il sospetto che nascondano ferite da curare, e fratture da ricomporre. Allo stesso modo ignoriamo cosa sia lo scandalo, perché ogni eventuale devianza tradita da chi ci sta attorno la accettiamo d'istinto come un'integrazione solo inattesa al protocollo della normalità.
Alessandro Baricco
E' una di quelle notti in cui sei a bordo da cinque giorni egoisti che sembrano venti e tutto ciò che riguarda la terra sembra così lontano che non te ne frega un cazzo; e ti rendi conto che da un secolo non ascolti chiacchiere radiofoniche, non leggi un giornale, non guardi la tele, non ti parlano di politica nè di corruzione, non ti dicono sa com'è, e la vita continua il suo corso e non succede assolutamente nulla e ti domandi cosa si può fare, dove diavolo ha sbagliato l'Umanità.
Arturo Pérez-Reverte (Los barcos se pierden en tierra: Textos y artículos sobre barcos, mares y marinos (1994-2012))
Quello che cerchi è il significato: una vita che abbia un signficato. C'è l'hap, il fato, la giocata che è tua e non è prefissata, ma cambiare il corso del fiume, o dare nuove carte, qualunque sia la metafora che prefirisci usare, richiederà un sacco di energie. Ci saranno volte in cui andrà così male che sopravviverai a malapena e volte in cui capirai che sopravvivere a malapena secondo i tuoi parametri è molto meglio che vivere una pomposa vita a metà secondo i parametri degli altri.
Jeanette Winterson (Why Be Happy When You Could Be Normal?)
Sei stata per me come un corso d’acqua. Un piccolo affluente giunto dal nulla che, nel cuore dell’inverno, ha nutrito le mie radici. Hai tramutato ogni singolo detrito che spingevo con rabbia alla foce in un urlo vitale e, seppur non abbia riconosciuto la tua voce per molto tempo, ho memoria di ogni tuo piccolo gesto. La tua linfa non ha perso proprietà e oggi quelle radici risalgono in superficie in attesa di una nuova primavera. Grazie per avermi fatto ritrovare da solo senza mai esserti assentata.
Davide Vinci (Un cielo senza luna (Italian Edition))
I turned away from him, the hot blood still coursing through my veins. I gripped the door handle, and it molded like dough into the form of my hand. Not even caring, I wrenched the handle free from the door without turning it. It cracked loose of the solid oak door, sending splinters showering to the floor. My hand tossed the now crumpled piece of metal behind me with unexpected force. It zoomed across the room and embedded itself into the wood paneling with the end my hand had crushed sticking out to see.
Michael Corso (The Fear Within (The Fear Within Trilogy, #1))
Esiste davvero qualcosa che possa lasciare traccia, in questa eterna confusione del mondo? Un'azione, un gesto umano in grado di modificare il corso delle cose? Si può agitare l'acqua di un lago con la forza delle nostre dita? Il tempo di una singola vita umana non permette di misurare il risultato di una battaglia, ma non per questo perde senso lottare. È così, monsieur, è vero? Potrebbe chiederlo al tassista. Potrebbe aprire il finestrino e domandarlo ai passanti, gridare Le idee, almeno le idee, ci sopravvivono? Forse anche i sentimenti.
Paolo Di Paolo (Mandami tanta vita)
Around people if I feel I’m gonna die I excuse myself telling them “I gotta go!” “Go where?” they wanna know I don’t answer I just get outa there away from them because somehow they sense something wrong and never know what to do it scares them such suddenness How awful to just sit there and they asking: “Are you okay?” “Can we get you something?” “Want to lie down?” Ye gods! people! who wants to die amongst people?! Especially when they can’t do shit To the movies — to the movies that’s where I hurry to when I feel I’m going to die So far it’s worked.
Gregory Corso
Tu conosci quella sensazione...quando leggi un libro e sai che finirà in tragedia-disse Tessa.-Senti arrivare il freddo e l'oscurità, vedi la rete stringersi intorno ai personaggi che vivono e respirano sulle pagine. Ma sei legato alla storia come se fossi trascinato da una carrozza, e non puoi lasciarla andare o cambiarne il corso [...] Ora mi sembra che stia succedendo la stessa cosa, ma non ai personaggi su una pagina, bensì ai miei adorati amici e compagni. Non voglio starmene con le mani in mano mentre la tragedia bussa alla nostra porta. Vorrei allontanarla, e mi sforzo di scoprire come fare.
Cassandra Clare (Clockwork Princess (The Infernal Devices, #3))
Vede, Camille, che impatto hanno ancora su di lei gli eventi esterni disturbanti? Permette loro di compromettere il suo benessere. La verità è che non potrà mai controllare del tutto il corso delle cose, e rischia di sentirsi esternamente come un piccolo tappo di sughero sballottato da onde capricciose. Per il saggio, invece, la tempesta può anche scatenarsi in superficie, ma in profondità continua a regnare la calma... Il segreto è riprendere il controllo della propria mente e decidere di vivere bene anche le cose sgradevoli. Trovare il positivo anche nel negativo Vedrà, è un approccio all'esistenza che cambia tutto.
Raphaëlle Giordano (Ta deuxième vie commence quand tu comprends que tu n'en as qu'une)
Ma da dove arriva, questa malattia di volere altro? Da come sono nato, o da come mi hanno fatto diventare, o dai branchi con cui ho corso in seguito? Tutti a metterti in guardia dalle cattive influenze, ma sono le cose che hai dentro di te a trascinarti davvero giù. Quell'irrequietezza che hai nelle viscere, come gatti randagi impazziti per le loro faide di sangue che si aggirano nel buio delle notti senza luna. Desideri senza speranza che non smettono mai di tormentarti: parole perfette che credi di poter dire a qualcuno per costringerlo a vederti, amarti, restare. O che potresti dire al tuo specchio per la medesima ragione.
Barbara Kingsolver (Demon Copperhead)
My son is the man who is handing his passport to the policeman. My son is the policeman who is receiving the passport. My son is the old man in front of me in the queue, here, in the air-port, in Beijing. Over the last twelve months, I have been seeing the face of my son in the faces of all the Chinese people I have happened to meet. I was walking in Milan, Italy, when Laura called me and told me that our application had been finally sent to China. We would be receivinga son or a daughter from China. I was excited. I put my phone into my jacket pocket and slowed down in the Corso Vittorio Emanuele gallery. There was a multitude of people around me, but I was totally unaware of their existence. I was trying to picture my son’s, or my daughter’s face and hands. I wondered what age he or she was. For a while I kept imagining and reviewing all the possibilities, and all the hypotheses, but I was not able to create an image which would bring an end to my seeking. Then, suddenly, I found him. He was walking in front of me with his wife and little daughter. I was not sure about his origin, if he were truly Chinese or not, but it was definitely him. He was a little younger than I. I was happy to see he was so distinguished, with his gold-rimmed glasses and nicely ironed, blue shirt.
Roberto G. Ferrari
Quel pungolo, oggi che scrivo, mi è ancora più necessario. Voglio che lei ci sia, scrivo per questo. Voglio che cancelli, che aggiunga, che collabori alla nostra storia rovesciandoci dentro, secondo il suo estro, le cose che sa, che ha detto o che ha pensato: la volta che s’è trovata davanti Gino, il fascista; la volta che ha incontrato Nadia, la figlia della professoressa Galiani; la volta che è tornata nella casa di corso Vittorio Emanuele dove tempo prima si era sentita fuori luogo; la volta che ha guardato con crudezza alla sua esperienza del sesso. Ai miei imbarazzi mentre l’ascoltavo, ai dolori, alle poche cose che le dissi durante il suo lungo racconto, penserò dopo.
Elena Ferrante (Storia di chi fugge e di chi resta)
Quell’anno, quando, un po’ prima del solito, i miei genitori ebbero fissato la data del ritorno a Parigi, la mattina della partenza, poiché per fotografarmi mi avevano fatto arricciare i capelli, sistemato con cautela un cappello che non avevo ancora mai portato e fatto indossare un cappottino di velluto, mia madre, dopo avermi cercato dappertutto, mi trovò in lacrime sul breve, ripido sentiero, vicino a Tansonville, nell'atto di dire addio ai biancospini, mentre abbracciavo i rami pungenti, e, come una principessa da tragedia a cui pesassero quei vani ornamenti, ingrato verso la mano importuna che intrecciando tutti quei nodi aveva avuto cura di raccogliermi i capelli sulla fronte, calpestavo i miei bigodini strappati e il mio cappello nuovo. La mamma non si commosse alle mie lacrime, ma non poté trattenere un grido alla vista del cappello sfondato e del cappotto da buttar via. Non l’udii: «Miei poveri, piccoli biancospini, dicevo piangendo, non voi, certo, vorreste farmi del male, costringermi a partire. Voi, voi non m’avete mai fatto soffrire! Perciò vi amerò sempre». E, asciugandomi le lacrime, promettevo loro che, quando fossi stato grande, non avrei imitato la vita insensata degli altri uomini e, anche a Parigi, nei giorni di primavera, invece di recarmi a far visite e ad ascoltare sciocchezze, sarei corso in campagna a vedere i primi biancospini.
Marcel Proust (À la recherche du temps perdu, Tome I)
Niagara Falls! Hordes of us! Husbands! Wives! Flowers! Chocolates! All streaming into cozy hotels All going to do the same thing tonight The indifferent clerk he knowing what was going to happen The lobby zombies they knowing what The whistling elevator man he knowing The winking bellboy knowing Everybody knowing! I'd be almost inclined not to do anything! Stay up all night! Stare that hotel clerk in the eye! Screaming: I deny honeymoon! I deny honeymoon! running rampant into those almost climatic suites yelling Radio belly! Cat shovel! O I'd live in Niagara forever! in a dark cave beneath the Falls I'd sit there the Mad Honeymooner devising ways to break marriages, a scourge of bigamy a saint of divorce--
Gregory Corso
«Certo che credo al destino. Credo che non tutto sia dovuto al caso, sono sicuro che tutto è già scritto da qualche parte. Sono le nostre scelte a cambiare il corso degli eventi. Sono certo che quello che ci succede non è dovuto al caso. So che il destino è sorprendente, ci mostra cose inverosimili, ci fa vivere dei momenti sconvolgenti, che noi siamo preparati o meno. Il destino è come il futuro, non possiamo sapere in anticipo cosa ci riserva, è variabile. Gli si deve solo aprire le braccia e accogliere quello che ha deciso di mettere sulla nostra strada. Avresti potuto lasciarmi in quell’area di sosta, tre giorni fa, riprendere la tua strada, andare a fare la tua missione in Alaska da solo, e oggi non saremmo qui a discutere. Hai fatto una scelta, probabilmente incomprensibile visto il personaggio che sei, ma l'hai fatta. E questo… penso che sia opera del destino che vuole che trascorriamo del tempo insieme. Ne sono convinto. Sì, ci credo, come credo che i gatti abbiano nove vite, che non si muore mai veramente perché credo nella reincarnazione. Sono persuaso che abbiamo, nascosti nella nostra memoria, i ricordi di vite che non rammentiamo del tutto, come sono certo che l'alchimia fra gli esseri umani non è dovuta semplicemente a una reazione chimica. Credo al destino, come credo alle superstizioni, perché tutte le spiegazioni per quanto fondate siano, non spiegano mai del tutto certe scelte che facciamo, le si deve a qualcosa, o a qualcuno.»
Amheliie (Road)
«Tornare indietro quando era così vicino alla vetta...», osservò Hall scuotendo la testa il 6 maggio, mentre Kropp superava il Campo Due diretto verso la base della montagna. «Questo giovane Goran sì che ha dimostrato un'incredibile capacità di giudizio. Sono colpito... molto più colpito, in effetti, che se avesse continuato la scalata fino alla cima.» Nel corso dei mesi precedenti, Rob ci aveva fatto molte prediche sull'importanza di calcolare in anticipo il limite di tempo utile per il ritorno - nel nostro caso sarebbe stato probabilmente l'una del pomeriggio, o al massimo le due - e di rispettarlo, per quanto fossimo vicini alla vetta. «Qualunque idiota può salire in cima a questa collina, se è abbastanza deciso a farlo», osservò Hall. «Il punto è tornare indietro vivi.»
Jon Krakauer (Into Thin Air: A Personal Account of the Mt. Everest Disaster)
Gli ospedali la sanno lunga su quest’aria: pazienti che sembravano guariti a forza d’imbottirli d’arte medica sino all’inverosimile, sino a ritrovare la speranza, cadono in deliquio e non possono piú essere riportati alla vita da nessuna teoria umana per quanto abilmente applicata. Influenze atmosferiche che favoriscono gli emboli. Misteriose formazioni di nuvole molto lontano, da qualche parte. I cani corrono come impazziti attraverso vicoli e cortili e aggrediscono anche le persone. I fiumi esalano un odore putrido lungo tutto il loro corso. Le montagne hanno la forma di strutture cerebrali contro cui si può andare a sbattere e sono nitidissime di giorno, assolutamente invisibili di notte. Estranei si rivolgono la parola improvvisamente a un crocicchio, fanno domande e dànno risposte che non gli sono mai state richieste. Come se fosse un momento di fratellanza totale: la bruttezza osa avvicinarsi alla bellezza, la brutalità alla debolezza. Rintocchi d’orologi cadono come gocce sul cimitero e sugli spioventi dei tetti. La morte si fa abilmente strada in mezzo alla vita. Tutt’a un tratto anche i bambini cadono in uno stato di prostrazione. Non gridano, ma si buttano sotto a un treno accelerato. Nelle osterie e alle stazioni, vicino alle cascate, s’intrecciano rapporti che non durano piú di un secondo. Si stringono amicizie che non fanno neanche in tempo a sbocciare; il tu viene esaltato come una tortura sino all’intenzione omicida e poi rapidamente soffocato in una piccola malvagità. Weng si trova in una fossa, scavata durante milioni di anni da enormi blocchi di ghiaccio. Il ciglio dei sentieri invita alla lussuria.
Thomas Bernhard
Nella libreria del pastore vedo file e file di copertine, una accanto all'altra, e tutte contengono tempi di tipo diverso. Il tempo che ci è voluto a scrivere il libro, il tempo in cui si svolge la storia, il tempo che ci vuole per leggerla. E mi manca la terra sotto i piedi quando mi rendo conto che in un misero pezzetto di scaffale è racchiuso più tempo di quanto possa contenerne una vita intera. Le esperienze descritte sono così vaste che nessun individuo potrà mai comprenderle tutte dentro di sè, i pensieri così numerosi che nessuna mente riuscirà mai a formularli tutti nel corso di una sola esistenza, nemmeno se passassimo ogni singolo giorno della nostra vita a divorare libri. Mi immagino grandi case piene zeppe di libri, così tanti che nessuno riuscirebbe mai a leggerli tutti, e al solo pensiero mi vengono le vertigini.
Mikael Niemi (Koka björn)
Excellent papier. Rien à voir avec les pâtes mécaniques d'aujourd'hui... Vous savez quelle est la durée de vie moyenne d'un livre imprimé à l'heure actuelle ?... Dis lui, Pablo. - Soixante-dix ans, répondit l'autre avec rancœur, comme si Corso était le coupable. Soixante-dix misérables années. Le frère aîné cherchait quelque chose parmi les objets dispersés sur la table. Finalement, il s'empara d'une loupe spéciale à fort grossissement et l'approcha du livre. - Dans moins d'un siècle, murmura-t-il tandis qu'il soulevait une page pour l'étudier à contre-jour en fermant un œil, presque tout ce qui se trouve aujourd'hui dans les librairies aura disparu. Mais ces volumes imprimés il y a deux cents ou cinq cents ans, demeureront intacts... Nous avons les livres, comme le monde, que nous méritons... N'est-ce pas, Pablo ? - Des livres de merde pour un monde de merde.
Arturo Pérez-Reverte (The Club Dumas)
I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per sè stessi. Se ne stanno al loro posto nell’infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri. Sono numeri sospettosi e solitari e per questo Mattia li trovava meravigliosi. Certe volte pensava che in quella sequenza ci fossero finiti per sbaglio, che vi fossero rimasti intrappolati come perline infilate in una collana. Altre volte, invece, sospettava che anche a loro sarebbe piaciuto essere come tutti, solo dei numeri qualunque, ma che per qualche motivo non ne fossero capaci.In un corso del primo anno Mattia aveva studiato che tra i numeri primi ce ne sono alcuni ancora più speciali. I matematici li chiamano primi gemelli: sono coppie di numeri primi che se ne stanno vicini,anzi,quasi vicini, perchè fra di loro vi è sempre un numero pari che gli impedisce di toccarsi per davvero. Numeri come l’11 e il 13, come il 17 e il 19, il 41 e il 43. Se si ha la pazienza di andare avanti a contare, si scopre che queste coppie via via si diradano. ci si imbatte in numeri primi sempre più isolati, smarriti in quello spazio silenzioso e cadenzato fatto solo di cifre e si avverte il presentimento angosciante che le coppie incontrate fino a lì fossero un fatto accidentale, che il vero destino sia quello di rimanere soli.Poi, proprio quando ci si sta per arrendere, quando non si ha più voglia di contare, ecco che ci si imbatte in altri due gemelli, avvinghiati stretti l’uno all’altro. Tra i matematici è convinzione comune che per quanto si possa andare avanti, ve ne saranno sempre altri due, anche se nessuno può dire dove, finchè non li si scopre. Mattia pensava che lui e Alice erano così, due primi gemelli, soli e perduti, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero. A lei non l’aveva mai detto.
Paolo Giordano (The Solitude of Prime Numbers)
Ogni cosa segue comunque il suo corso, e per quanto uno possa fare del suo meglio, a volte è impossibile evitare che qualcuno rimanga ferito. È la vita. Faccio un po' il grillo parlante ma è ora che tu cominci a imparare certi meccanismi della vita. A volte tu ti sforzi troppo di adattare la vita ai tuoi meccanismi. Se non vuoi finire anche tu in una clinica psichiatrica cerca di essere un po' più aperto e di abbandonarti di più alla vita così come viene. Anche una donna debole e imperfetta come me ogni tanto arriva a rendersi conto di quanto meravigliosa sia la vita. [...] Ma d'altra parte che può sapere quale sia la cosa migliore per tutti alla lunga? Perciò tu senza farti scrupoli a causa di qualcuno, se vedi una possibilità di felicità per te, cogli quell'occasione e sii felice. Opportunità come queste non capitano che due o tre volte nella vita, e se uno se le lascia sfuggire poi lo rimpiange in eterno.
Haruki Murakami (Norwegian Wood)
Image intensifiers, which ultimately became “night vision” Fiber optics Supertenacity fibers Lasers Molecular alignment metallic alloys Integrated circuits and microminiaturization of logic boards HARP (High Altitude Research Project) Project Horizon (moon base) Portable atomic generators (ion propulsion drive) Irradiated food “Third brain” guidance systems (EBE headbands) Particle beams (“Star Wars” antimissile energy weapons) Electromagnetic propulsion systems Depleted uranium projectiles
Philip J. Corso (The Day After Roswell)
Come io che ho voluto sottomettere il mondo alla mia ragione ho dovuto in quest'umida spelonca affrontare te che hai provato a dominare il mondo con la tua fantasia, così per tutta l'eternità quelli che reputano il mondo un sistema ordinato dovranno confrontarsi con coloro che lo ritengono un mostruoso caos. Gli uni penseranno che il mondo è criticabile, gli altri lo prenderanno così com'è. Gli uni riterranno che il mondo è plasmabile come una pietra cui si può con uno scalpello far assumere una forma qualsivoglia, gli altri indurranno alla considerazione che, nella sua impenetrabilità, il mondo si modifica soltanto come un mostro che prende facce sempre nuove, e che esso può essere criticato non più di quanto il velo impalpabile dell'umano intelletto possa influenzare le forze tettoniche dell'istinto umano. Gli uni ingiurieranno gli altri chiamandoli pessimisti, e a loro volta saranno da quelli irrisi come utopisti. Gli uni sosterranno che il corso della storia obbedisce a leggi ben precise, gli altri diranno che queste leggi esistono solamente nella immaginazione degli uomini.
Friedrich Dürrenmatt
Il suicidio è così contrario a tanti nostri istinti e impulsi programmati che nessuno sano di mente va fino in fondo senza passare attraverso una marea di oscillazioni interne, con fasi in cui per poco non cambia idea ecc. Da questo punto di vista Kant, il logico tedesco, aveva ragione: gli esseri umani sono pressoché identici in termini di programmazione. Pur essendone solo di rado coscienti, fondamentalmente siamo solo strumento o espressione dei nostri impulsi evolutivi, a loro volta espressione di forze infinitamente più vaste e più importanti di noi. (Anche se esserne davvero coscienti è tutta un'altra cosa). Perciò non cercherò neppure di descrivere i vari momenti nel corso di quella giornata in cui mi sono seduto in soggiorno in preda a una furiosa crisi mentale sulla decisione di andare veramente sino in fondo. Tanto per cominciare, era intensamente mentale e richiederebbe un mucchio di tempo per esprimerla a parole, e poi risulterebbe ovvia o banale nel senso che molti dei pensieri e dei collegamenti erano in sostanza quel tipo di cose generiche che quasi tutti quelli sul punto di affrontare la morte finiscono per pensare. Come: , , ,
David Foster Wallace (Oblivion)
E quando avevo incontrato per la prima volta Nina e Giovanni, lungo le scale, nel corso del loro trasloco, io invece di offrirmi di dare una mano, [...] di dar loro il benvenuto, di informarmi di loro, di invitarli a bere un caffè che sarebbero state, adesso, a pensarci, le cose forse normali da fare, per una qualche ragione che non capisco, io mi ero vergognato di me; a me in quelle occasioni succede cosí, ecco cosa dirò, a mia discolpa, e queste cose, magari, che viste da fuori posson magari sembrare maleducazione, o tracotanza, o guasconaggine, perfino, non lo sono, sono timidezza, e pigrizia, una forma di pigrizia e di pessimismo della quale credevo di essermi liberato [...] e invece si vede che non me n’ero liberato, non l’avevo estirpata, l’avevo tagliata ma era ricresciuta, come un callo, o un durone, o una verruca, o come si chiama, quelle cose nei piedi che quando ci si metton le scarpe delle volte fanno malissimo, solo che questa era dentro la testa e aveva la forma di una voce che mi diceva che non ci si può comportare sempre come si deve, altrimenti la vita sarebbe troppo faticosa, invece, dài, è cosí comodo, borbottare qualcosa a mezza voce e andar via ostentando un’indipendenza falsa come l’ottone, si arriva in casa che non ti serve nessuno e puoi star tutto il tempo che vuoi a guardare le tue caselle di posta elettronica vuote e ti senti benissimo.
Paolo Nori (I malcontenti)
«Non so che cosa mi aspetta dopo» dico. Le mie dita sono nervose. «Io ti implorerò sempre per un sequel» dice Arthur. «Manda avanti la storia.» «E se fosse meglio chiuderla finché ha successo?» «Come fai a saperlo se non le dai un’altra possibilità?» Sorrido. «Già, una replica.» Sono abbastanza sicuro che non stiamo più parlando del mio libro. Almeno, Arthur è molto meno sfacciato di una volta. A differenza dell’anno scorso, quando mi ha insistentemente fatto credere che sarebbe venuto a New York per passare il capodanno con me, così a mezzanotte avremmo guardato la palla cadere e se ci fosse capitato di baciarci per lui non sarebbe stato un problema. Non è successo, ma Arthur è ancora l’ultima persona che ho baciato. Una volta ho pensato che mi stesse venendo una cotta per un tizio al corso di scrittura creativa, ma non è durata molto. Ho soltanto bisogno di più tempo da solo, penso. Per credere davvero nel mio valore senza l’aiuto di altri. Il che non significa che non mi scopra a seguire con il dito il nome di Arthur sul magnete che ho comprato insieme a quello che ha lui, con il mio nome. O a fissare la foto di quando l’ho baciato davanti all’ufficio postale dove ci siamo incontrati. O a pensare costantemente al futuro e a chiedermi: “E se...?”. «Mai dire mai» dice Arthur. «Giusto?» Quanta speranza appesa a una parola. «Giusto» dico. «Non si sa mai che cosa ha in programma per noi l’universo.» Io non so che cosa abbiamo in programma noi per noi stessi. E se ci fosse una replica nel nostro futuro? E se finissimo di nuovo nella stessa città e riprendessimo da dove abbiamo lasciato? E se andassimo lontano quanto avevamo sperato e bum, lieto fine per noi? E se invece per noi fosse tutto qui? E se non ci baciassimo mai più? E se fossimo presenti l’uno per l’altro nei momenti importanti, ma non fossimo al centro di quei momenti? E se l’universo avesse sempre voluto che ci incontrassimo e restassimo per sempre l’uno nella vita dell’altro come migliori amici? E se riscrivessimo tutto quello che ci aspettiamo da un lieto fine? O... E se non avessimo ancora visto la versione migliore di noi
Becky Albertalli (What If It's Us (What If It's Us, #1))
«Dobby doveva punirsi, signore» disse l’elfo che era diventato strabico a furia di testate. «Dobby ha quasi parlato male della famiglia, signore...» «La tua famiglia?» «La famiglia di maghi presso cui Dobby è al servizio, signore... Dobby è un elfo domestico... costretto a servire per sempre una sola casa e una sola famiglia...» «Loro sanno che sei qui?» chiese Harry curioso. Dobby rabbrividì. «Oh, no, signore, no... Dobby dovrà punirsi molto severamente per essere venuto a trovarla, signore. Dobby dovrà chiudersi le orecchie nello sportello del forno per quel che ha fatto. Se mai loro venissero a saperlo, signore...» «Ma non si accorgeranno che ti chiudi le orecchie nello sportello del forno?» «Dobby ne dubita, signore. Dobby deve continuamente punirsi per qualcosa, signore. E loro lasciano fare Dobby, signore. A volte gli ricordano di darsi qualche castigo in più...» «Ma perché non te ne vai? Perché non scappi?» «Un elfo domestico deve ottenerla, la libertà, signore. E la famiglia non darà mai la libertà a Dobby... Dobby servirà la famiglia fino alla morte, signore...» Harry lo guardava con tanto d’occhi. «E pensare che credevo non ci fosse niente di peggio del dover restare qui per altre quattro settimane» disse. «A sentire te, i Dursley sembrano quasi umani. Non c’è nessuno che possa aiutarti? Non posso aiutarti io?» Subito dopo Harry desiderò di non aver parlato. Dobby si sciolse di nuovo in gemiti di gratitudine. «Ti prego» bisbigliò Harry freneticamente, «ti prego, non far rumore; se i Dursley sentono qualcosa, se si accorgono che sei qui...» «Harry Potter chiede se può aiutare Dobby... Dobby ha sentito parlare della sua grandezza, signore, ma della sua bontà Dobby non sapeva niente...» Harry, che si sentiva il viso decisamente in fiamme, disse: «Qualsiasi cosa tu abbia sentito dire sulla mia grandezza... sono tutte stupidaggini. Non sono neanche il primo del mio corso, a Hogwarts. Hermione lo è; lei sì che...» Ma si interruppe subito, perché pensare a Hermione gli faceva male al cuore. «Harry Potter è umile e modesto» disse Dobby reverente, e i suoi occhi rotondi erano raggianti. «Harry Potter non parla del suo trionfo su Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato».
J.K. Rowling (Harry Potter and the Chamber of Secrets (Harry Potter, #2))
Passò per vie rumorose piene di luce, per gallerie dalla risonanza profonda, su cui, con rumore di tuono, rotolavano pesantemente i treni e che eran tutte tappezzate di annunzi reclamistici dai colori vistosi, vide splendidi palazzi, e case a quattro piani, strette, con finestre polverose che ammiccavan sulla via sporca; risalì file di strade che si somigliavano come orfanelle o ciechi, condotti in fila. Infine si svegliò lentamente alla realtà, e si sentì vecchia, triste e stanca, per aver vegliato e corso. Miserabili bottegucce si schiacciavano l'un l'altra per mettersi in evidenza: abiti vecchi per i più poveri, biancheria grigia per gli operai, e per tutti viveri a buon mercato. Ceste di pere, dure e verdi, e di prugne, nere e secche, aspettavano di sedurre una clientela infantile, coperte da una rete a maglie strette che le salvava dai ladruncoli. In una botteguccia vide una donna obesa, che con le mani tremanti, secche e gialle, accendeva una lampada a petrolio. Ai suoi piedi un ragazzino la guardava con curiosità, con una carota, mezzo rosicchiata, nella sua mano di bambino sporco. Le strade, i cumuli di mercanzie, le camicie grigie, le pere, la rete, i visi stanchi delle persone, tutto era annerito dalla fuliggine grassa delle locomotive che passavano, brontolando, e dal fumo di tutti i camini degli stabilimenti che erano là, stretti gli uni vicino agli altri, come alberi di una foresta. “Ecco il tuo giorno di festa” pensava Franzi. Ella era ferita e inasprita fino al pianto, come se tutto: la strada grigia, la bruttezza della miseria, la tristezza della povertà, fossero state accumulate in quest'angolo di città straniera per disprezzarla. “Ecco il tuo giorno di festa” diceva in lei una voce chiara. E questa creatura che detestava sognare, che non comprendeva la morte, che non si attaccava che alla realtà, che non voleva conquistare e non desiderava che ciò che si può afferrare, ciò che è vibrante di vita: questa creatura si svegliava qui, nella grigia strada di un quartiere popolare di Praga, Zizkov, che nel crepuscolo confuso di una sera di primavera si prolungava a perdita d'occhio. “Ecco il tuo giorno di festa” pensava Franzi. Ella sentiva che non era solo questo giorno che la condannava, ma la troppo lunga fila di giorni di lavoro, fra cui essa aveva il suo posto: ancora grigio su grigio, come un orfanello in una lunga fila, come un seguito di ore vuote in un mondo vuoto. Vuoto? Non stava più la sua vita sulle ali della musica, la più umana di tutte le arti? Perchè dunque il suo passato restava così freddo, così paurosamente squallido, senza un sorriso, senza un ricordo, senza altro che tante pagine voltate, in un gran quaderno di musica? Aveva sempre suonato per se stessa e per la propria soddisfazione. A finestre e porte chiuse si era ubriacata di musica come di un vizio segreto. Che significato aveva per lei? Tanto? Ancora ieri ella vi aveva trovato consolazione, speranza, entusiasmo e pace, terra e cielo, letizia e dolore. Oggi tutto era lontano. Nessuno mai l'aveva ascoltata; mai nessuna delle sue parole si era riflessa nel sorriso di un'altra creatura; mai nessuno era stato dietro a lei e le aveva passato la mano sulla spalla all'ultimo accordo del pianoforte...
Ernst Weiss (Franziska (Pushkin Collection))