Atharva Veda Quotes

We've searched our database for all the quotes and captions related to Atharva Veda. Here they are! All 8 of them:

The etymological meaning of Veda is sacred knowledge or wisdom. There are four Vedas: Rig, Yajur, Sama, and Atharva. Together they constitute the samhitas that are the textual basis of the Hindu religious system. To these samhitas were attached three other kinds of texts. These are, firstly, the Brahmanas, which is essentially a detailed description of rituals, a kind of manual for the priestly class, the Brahmins. The second are the Aranyakas; aranya means forest, and these ‘forest manuals’ move away from rituals, incantations and magic spells to the larger speculations of spirituality, a kind of compendium of contemplations of those who have renounced the world. The third, leading from the Aranyakas, are the Upanishads, which, for their sheer loftiness of thought are the foundational texts of Hindu philosophy and metaphysics.
Pavan K. Varma (Adi Shankaracharya: Hinduism's Greatest Thinker)
The Atharva Veda points out that the quest for awareness, the search for answers, the journey towards self-realization, never ceases: How does the wind not cease to blow? How does the mind take no repose? Why do the waters, seeking to reach the truth, Never at any time cease to flow? —Atharva Veda, X.7.3731
Shashi Tharoor (Why I am a Hindu)
Sempre più lento andava il pensieroso e si chiedeva frattanto: « Ma che è dunque ciò che avevi voluto apprendere dalle dottrine e dai maestri, e che essi, pur avendoti rivelato tante cose, non sono riusciti a insegnarti? ». Ed egli trovò: « L'Io era, ciò di cui volevo apprendere il senso e l'essenza. L'Io era, ciò di cui volevo liberarmi, ciò che volevo superare. Ma non potevo superarlo, potevo soltanto ingannarlo, potevo soltanto fuggire o nascondermi davanti a lui. In verità, nessuna cosa al mondo ha tanto occupato i miei pensieri come questo mio Io, questo enigma ch'io vivo, d'essere uno, distinto e separato da tutti gli altri, d'essere Siddharta! E su nessuna cosa al mondo so tanto poco quanto su di me, Siddharta!». Colpito da questo pensiero s'arrestò improvvisamente nel suo lento cammino meditativo, e tosto da questo pensiero ne balzò fuori un altro, che suonava: « Che io non sappia nulla di me, che Siddharta mi sia rimasto così estraneo e sconosciuto, questo dipende da una causa fondamentale, una sola: io avevo paura di me, prendevo la fuga davanti a me stesso! L'Atman cercavo, Brahma cercavo, e volevo smembrare e scortecciare il mio Io, per trovare nella sua sconosciuta profondità il nocciolo di tutte le cortecce, l'Atman, la vita, il divino, l'assoluto. Ma proprio io, intanto, andavo perduto a me stesso ». Siddharta schiuse gli occhi e si guardò intorno, un sorriso gli illuminò il volto, e un profondo sentimento, come di risveglio da lunghi sogni, lo percorse fino alla punta dei piedi. E appena si rimise in cammino, correva in fretta, come un uomo che sa quel che ha da fare. « Oh! » pensava respirando profondamente « ora Siddharta non me lo voglio più lasciar scappare! Basta! cominciare il pensiero e la mia vita con l'Atman e col dolore del mondo! Basta! uccidermi e smembrarmi, per scoprire un segreto dietro le rovine! Non sarà più lo Yoga-Veda a istruirmi, né l'Atharva-Veda, né gli asceti, né alcuna dottrina. Dal mio stesso Io voglio andare a scuola, voglio conoscermi, voglio svelare quel mistero che ha nome Siddharta ». Si guardò attorno come se vedesse per la prima volta il mondo. Bello era il mondo, variopinto, raro e misterioso era il mondo! Qui era azzurro, là giallo, più oltre verde, il cielo pareva fluire lentamente come i fiumi, immobili stavano il bosco e la montagna, tutto bello, tutto enigmatico e magico, e in mezzo v'era lui, Siddharta, il risvegliato, sulla strada che conduce a se stesso. Tutto ciò, tutto questo giallo e azzurro, fiume e bosco penetrava per la prima volta attraverso la vista in Siddharta, non era più l'incantesimo di Mara, non era più il velo di Maya, non era più insensata e accidentale molteplicità del mondo delle apparenze, spregevole agli occhi del Brahmino, che, tutto dedito ai suoi profondi pensieri, scarta la molteplicità e solo dell'unità va in cerca. L'azzurro era azzurro, il fiume era fiume, e anche se nell'azzurro e nel fiume vivevan nascosti come in Siddharta l'uno e il divino, tale era appunto la natura e il senso del divino, d'esser qui giallo, là azzurro, là cielo, là bosco e qui Siddharta. Il senso e l'essenza delle cose erano non in qualche cosa oltre e dietro loro, ma nelle cose stesse, in tutto. « Come sono stato sordo e ottuso! » pensava, e camminava intanto rapidamente. «Quand'uno legge uno scritto di cui vuoi conoscere il senso, non ne disprezza i segni e le lettere, né li chiama illusione, accidente e corteccia senza valore, bensì li decifra, li studia e li ama, lettera per lettera. Io invece, io che volevo leggere il libro del mondo e il libro del mio proprio Io, ho disprezzato i segni e le lettere, a favore d'un significato congetturato in precedenza, ho chiamato illusione il mondo delle apparenze, ho chiamato il mio occhio e la mia lingua fenomeni accidentali e senza valore. No, tutto questo è finito, ora son desto, mi sono risvegliato nella realtà e oggi nasco per la prima volta.
Hermann Hesse (Siddhartha)
I do not want to kill and dissect myself any longer, to find a secret behind the ruins. Neither Yoga Veda shall teach me anymore, nor Atharva Veda, nor the ascetics, nor any kind of teachings. I want to learn from myself, want to be my student, want to get to know myself, the secret of Siddhartha.
Hermann Hesse (Siddhartha)
Sweet be the glances we exchange,Our faces showing true concord; Enshrine me in your heart and let one spirit dwell within us.
Atharva Veda 7.36
Des cents artères, des milles veines les médianes que voici se sont arrêtées et avec elles les extrémités ont cessé.
Anonymous
Time is depicted in hymns in the Atharva Veda as perpetually replenishing itself from a full vessel which, in spite of all efforts, can never be emptied. Since time transcends time, it is without beginning or end, without limit; and in that sense it is like God. ‘Time am I, world-destroying,’ says Krishna in the Bhagavad Gita, stressing ‘I am imperishable Time’.
Shashi Tharoor (Why I am a Hindu)
The latter layer of Atharva Veda Text includes three primary Upanishadas influential to various schools of Hindu philosophy. These include the Mundaka Upanishada, the Mandukya Upanishada and the Prashna Upanishada.
Ram Nivas Kumar (MANUSMRITI THE GREATEST KNOWLEDGE: Code of Social Conduct)